Archivi categoria: Colpo Gobbo

E tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato.

Sono passati dieci anni da quel pomeriggio afoso di maggio ma sembra ieri.  Ultima trasferta di campionato con noi che ci siamo già guadagnati l’accesso ai playoff regionali. Per la prima volta sentii parlare di turnover, perché alcuni erano in diffida. 0-1 fuori casa. E poi orecchie alla radiolina. La Juve, quell’anno, non l’avevo seguita. Giocavamo sempre di sabato, sia in casa che fuori, e la Serie B idem. Se guardo indietro a questi dieci anni mi viene da sorridere. Continua a leggere E tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato.

La cultura degli alibi altrimenti detto ‘Come dare la colpa agli altri per le mie sconfitte’

Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. (Winston Churchill)

La settimana che ha portato a Juventus-Napoli, crocevia della Serie A 15/16, è stata più lunga rispetto alle altre 51 settimane dell’anno solare.
Continua a leggere La cultura degli alibi altrimenti detto ‘Come dare la colpa agli altri per le mie sconfitte’

#PerchéSanremoNonValeJuveNapoli (Aspettando Juventus – Napoli)

Io Sanremo l’ho seguito. Non tutto, però, dai, grossomodo posso dire di sapere cosa sta accadendo: Carlo Conti è bravo, Garko un po’ meno, ma almeno sta al gioco, la Ghenea è abbastanza alta, la Raffaele è bellissima, bravissima, e altri superlativi a caso, di canzoni ce ne sono belle e un po’ meno belle, ecc… Alla fine hanno uscito persino Vessicchio. Insomma, comunque posso dire che ho visto di cosa si tratta. Ho anche un gruppo su WhatsApp dedicato al Festival. Chiaro, tutto questo pippotto serve a mettere le mani avanti per sabato sera, Mr. Conti. Perché almeno così ho la scusa per dire che non domani, Sanremo, non lo guarderò nemmeno io.

Perché domani sera, naturalmente, può andare ospite chiunque supremo maestro della musica, anche Beethoven risorto che presenta in anteprima la decima sinfonia, ma io guardo Juve-Napoli (anche se, se mi mettevi un duetto Valentina Vignali – Lucia Javorcekova, giuro che zapping almeno una volta lo facevo, caro Carlo). Perché è giusto così. E perché, sinceramente, non se ne può più di sentire parlare ovunque di questa partita, meno che da quel rettangolo verde, che dovrebbe essere l’unico interprete con diritto di parola. L’unico teatro, almeno, dove i protagonisti dei 2 partiti possono spiegare le loro ragioni.

Continua a leggere #PerchéSanremoNonValeJuveNapoli (Aspettando Juventus – Napoli)

#MarocchiEAllegri (Udinese – Juventus 0-4)

Mettiamo uno studio televisivo, noto ai più, pieno zeppo di ex calciatori, o competenti nell’attuale oppure vincenti nel passato, talvolta entrambe le cose. Uno di questi si trova a dover fare la sua “classica” (nel senso di “ripetuta settimanalmente”) domanda ad un

Giancarlo Marocchi, bianconero dal 1988 al 1996
Giancarlo Marocchi, bianconero dal 1988 al 1996

allenatore finora incensato di complimenti per aver ottenuto la decima vittoria nelle ultime dieci partite (vorrei anche dire, avrà meritato queste lodi, no?).

Giustamente, l’opinionista ex-calciatore pensa (interpreto il pensiero): è da qualche domenica che non faccio altro che lodare questo allenatore, che domanda mi “invento” oggi?

Discorso che ci può stare. Nulla è più noioso di una intervista del tipo D: cosa pensi della prestazione odierna? / come mai avete sfruttato poco le fasce? / la difesa perché va spesso in difficoltà? / sulla carbonara va il guanciale o la pancetta?
R: sì, insomma, abbiamo giocato una buona partita, abbiamo lavorato bene durante il weekend (se si vince, perché se si perde c’è il sempre utile “dobbiamo ancora lavorare tanto”), ma c’è ancora tanto da fare (perché comunque uno deve affermare che durante la settimana qualcosa deve fare per giustificare lo stipendio, no?).
Continua a leggere #MarocchiEAllegri (Udinese – Juventus 0-4)

#LaNonaÈServita (Sampdoria-Juventus 1-2)

Arrivare al calcio d’inizio con ben più di una motivazione per cercare di portare a casa i 3 punti. E vabbè, dove è la novità? C’è che bisogna guardare al cielo azzurro di Napoli, piuttosto che all’aria d’Europa di Milano, quella almeno che veste di scuro, perché quell’altra metà, insomma, non è che sia proprio l’esempio virtuoso da seguire. Che poi, l’esempio non dobbiamo cercarlo negli altri. Siamo sempre quelli che indossano il triangolo tricolore sulle maglie, fino a prova contraria.

C’è Evra. C’è Licht.  C’è anche Hernanes. Ma perché non Sandro? Perché non Cuadrado? Perché Hernanes? E via di supposizioni. La Samp attaccherà dall’inizio. Continua a leggere #LaNonaÈServita (Sampdoria-Juventus 1-2)

Cronache di calcio giocato – Supercoppa italiana

Dopo un mese di calcio estivo, con tutti i suoi pro commerciali e i contro atletici, si torna a far sul serio. Primo trofeo della stagione: supercoppa italiana. Una finale che se viene vinta, porta morale alla squadra, Se viene persa, viene definita ‘coppetta’.  Prima delle partita ci sono alcune cose che voglio esplicare. Continua a leggere Cronache di calcio giocato – Supercoppa italiana

Sine nomen – 1×02 – L’affare Vidal

Sono un tassista a Monaco, tedesco di nascita, italiano di provenienza. I miei sono emigrati in Germania negli anni ’50, si sono stabiliti qui dapprima come fattorini, poi si sono messi in proprio, aprendo una piccola di spedizioni. Ho deciso di fare il tassista perché voglio un contatto con gli sconosciuti, ed anche perché rimasi folgorato da De Niro in Taxi Driver. Continua a leggere Sine nomen – 1×02 – L’affare Vidal

Berlino, Battiato e la presa di coscienza

Attesa. M’ha preso alla sprovvista. Nei giorni precedenti l’avevo vissuta bene. Allegro, felice, con la consapevolezza di chi vive la prima finale di Champions da quando ho iniziato ad avere cognizione di causa. Nel 2003 avevo dieci anni, cosa ne volevo capire di sogni e di coppe di Campioni, di sfottò e di tattiche. Adesso no. Sono cresciuto e sono consapevole che, nonostante fossimo sfavoriti, possiamo farcela. Podemos.  Continua a leggere Berlino, Battiato e la presa di coscienza

Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)

Ciao Max,

è difficile trovare le parole. Per me che sono un semplice tifoso. Forse ancora non ho metabolizzato a pieno il fatto che domani sarà un giorno diverso dagli altri, per quel che riguarda il nostro essere Champions-leaguejuventini. Eppure lo so che sarà diverso. Mi sto preparando da 20 giorni a domani. E non riesco a trovare le giuste parole da dirti. Chissà tu, invece, che cosa dirai ai nostri tra stasera e domani. Suppongo non debba essere facile nemmeno per te.

Max, questa è come la notte prima degli esami per i ragazzi che si apprestano ad affrontare la maturità. È una notte unica. Io ricordo la mia notte prima degli esami: fumando una sigaretta sul balcone di casa e osservando il cielo stellato delle 2 di notte in un paesino del Molise tanto distante da Berlino, l’unico pensiero che mi passava per la mente era “tra poco tutto questo sarà finito”.  Continua a leggere Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)

Inter – Juventus / Una partita che vuol dire tutto e che vuol dire niente

foto presa da facebook
foto presa da facebook

C’è sempre del fascino, non possiamo farci niente. Anno dopo anno, stagione dopo stagione che essa sia grama o festosa, esso non diminuisce. Mai. Nemmeno quando in palio c’è il nulla cosmico, con i nerazzurri aggrappati alla mera aritmetica che ancora gli consente l’accesso in Europa dalla porta di servizio mentre gli odiati bianconeri sono già su altri lidi, vedi due finali che potrebbero consegnare alla leggenda codesta annata (sgrat).

Una partita che vuol dire niente.

Continua a leggere Inter – Juventus / Una partita che vuol dire tutto e che vuol dire niente

Alvaro Morata – Il giorno dopo

Il giorno dopo.

Il giorno dopo è tutto più chiaro. Non te ne rendi conto subito. L’adrenalina affossa ogni umore interno. Ma stai calmo, non esulti. Sei un signore. Hai rispetto per il passato, per quei colori che hai nel corazòn, per quella camiseta che ti ha preso, strappato ai cugini dell’Atletico e fatto crescere in un mondo impomatato, dove tutto quello che vuoi ti è (quasi) dovuto.
Continua a leggere Alvaro Morata – Il giorno dopo