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#Semifreddo – le (comode) fatiche di un lunedì sera

Che questo turno di campionato non rappresentasse il cosiddetto ostacolo insormontabile per la Juventus era lampante. La differenza tra le 2 squadre era, mai come in questo caso, ben rappresentata dai 45 punti in classifica (seppure tra gli 11, divenuti 8, punti del Chievo si contano i pareggi a Napoli, a Roma sponda giallorossa e contro l’Inter in casa). Il più classico dei testa coda, dove anche il minimo rischio rappresentato dalla sorpresa non ha motivo di esistere. Continua a leggere #Semifreddo – le (comode) fatiche di un lunedì sera

Lettera a Max – Royal Player (Juventus-Chievo Verona 2-0)

Ciao Max,

domenica notte, a Philadelphia, c’è stata la Royal Rumble. Ora, non so che conoscenza abbia tu del wrestling, ma diciamo che questo è uno degli eventi più importanti della World Wrestling Entertainment (meglio nota come WWE). Si tratta di una lotta tra 30 uomini che entrano a distanza di 90-120 secondi l’uno dall’altro. Vince chi rimane per ultimo sul ring. I wrestler possono essere eliminati solo se finiscono fuori dal ring passando sopra la terza corda e solo se toccano con entrambi i piedi per terra.

Diciamolo, come “americanata” è seconda solo al Super Bowl. Infatti nel calendario viene posto la domenica immediatamente precedente all’evento sportivo più seguito al mondo (seppure, la RR non abbia tutto quel seguito, né tutti quei rientri economici). Ed è anche bella da vedere se si riesce a osservare il wrestling con le giuste lenti.

Ma non stiamo qui a parlare di WWE, anche se la domenica calcistica ci ha regalato perle non sconosciute ai lottatori a stelle e strisce, con Mexes che prova prima a rifilare una chokeslam a Mauri degna del miglior Big Show e poi cambia strategia e insiste sempre sul capitano laziale con una headlock da urlo, stile Randy Orton.

Mexes l'ha presa bene...
Mexes l’ha presa bene…

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Roma-Chievo 3-0: le pagelle semiserie dei giallorossi

De Sanctis 6 – L’intervista rilasciata alla Gazzetta è stata sicuramente più impegnativa della partita con il Chievo. Se fosse un film di Tinto Brass, che il portiere ha dichiarato di apprezzare, sarebbe L’uomo che guarda.

Maicon 6,5 – Maicon Douglas Sisenando, professione pusher. Spinge come pochi.

Yanga-Mbiwa 7 – Sembrava scemo, invece.. 100% di passaggi riusciti, 59 su 59. Sempre che lo sia ancora, niente male come quarto centrale di difesa.  Continua a leggere Roma-Chievo 3-0: le pagelle semiserie dei giallorossi

Chievo-Juventus 0-1, le pagelle semiserie bianconere

Buffon 7: Passa 80 minuti tra Whatsapp con Ilaria D’Amico e Tinder per ammazzare il tempo, poi gli si para davanti l’altro re dei triangoli amorosi sui settimanali di Gossip, Maxi Lopez, e vince la sfida con un’uscita bassa da tempi d’oro, di quando non sapeva neppure chi fosse Alena Seredova. Allegri e 14 milioni di juventini sentitamente ringraziano.
Caceres 7: Segna, colpisce un legno, si mangia un gol, e soprattutto copre le amnesie di Bonucci giocando per 2. Se Allegri ha bisogno di qualcuno, lui c’è. E allora? Che cosa deve fare di più? Volete che si metta una scopa in culo così ci ramazza la stanza? (cit.)

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Gimme five! – La Top5 della 37^ giornata

1 – Il record della Juventus

Fonte: ansa.it
Fonte: ansa.it

Quando una squadra infrange un record simile, è difficile distinguere il vero motivo: è merito degli uomini di Conte, troppo forti per le altre, o demerito delle altre 19 squadre italiane, incapaci di confrontarsi apertamente coi bianconeri? In fondo il record precedente (97 punti dell’Inter nel 2006/07) era giunto in circostanze altrettanto particolari: la Juventus stava disputando il primo campionato di Serie B della sua storia, le altre grandi erano partite con diversi punti di penalizzazione, e già a fine aprile il campionato era deciso. Fatto sta che i record esistono per fungere da stimolo ai posteri, che dovranno tentare in tutti i modi di superarli, ed il gol di Osvaldo (che probabilmente si è guadagnato la convocazione in Brasile) è stato sufficiente per scrivere “Juventus, 99 punti nel 2013/14” in tutti gli almanacchi di calcio. Continua a leggere Gimme five! – La Top5 della 37^ giornata

Fiorentina-Chievo, terzo fronte

Mario Somma, o chi per lui, si chiedeva a fine gara cosa ci saremmo ricordati -chi? I posteri?- di questa ennesima partita, giocata un mercoledì 8 gennaio. Tenerissimi telecronisti Rai, che mondo meraviglioso il vostro. Lui, Somma, diceva che ci saremmo ricordati del passaggio della Fiorentina al turno successivo, con una vittoria generatasi nel primo tempo. Joaquin e poi Rebic, su ribattuta. Non avremmo ricordato nient’altro, sosteneva tacitamente l’opinionista, tranne il risultato, ma sfociava suo malgrado in una questione complicatissima e non augurabile a nessuno: quello del ricordo, della dimenticanza, dell’oblio. Io sicuramente non avrei ricordato quasi niente -la domanda di Somma era generica quindi mi includeva- perché per mia natura dimentico a piene mani. Ma se ci si volesse opporre a questa dimenticanza non attiva diciamo che qualcosa l’avrei ricordato, scrivendone.

 

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I pronostici semiseri della 12a giornata di Serie A

I pronostici (sbagliati) della 12° di Serie A

Consigli semiseri per le nostre giocate

ATALANTA – BOLOGNA: Entrambe hanno segnato 3 gol nella scorsa giornata nonostante avessero in squadra i vari Marione Yepes e Cristaldo. Attenti alla quota  OVER a 1.70.

CAGLIARI – TORINO: Dopo aver fermato la capolista, il Toro cercherà di far esonerare Lopez e i suoi capelli. Noi crediamo in un riscatto isolano. 1 a 1.80

CATANIAUDINESE: Ci avevano illusi lo scorso anno, ci deludono quest anno. Se tanto mi dà tanto azzardiamo una X a 2.30.

CHIEVO – MILAN: Il disastroso Chievo contro il penoso (nel senso che gioca alla ca*** di cane) Milan. Visto che negli scontri diretti fa sempre punti, i rossoneri hanno un piccolo vantaggio ma neanche troppo scontato, GOL/GOL a 1.60.

FIORENTINA – SAMPDORIA: Mancando Lijaic non ci sarà il secondo round contro Rossi purtroppo, saremo costretti a contare le gomme che masticherà mentre la viola asfalterà i suoi. 1 secco a 1.50

GENOA – VERONA: Gilardino contro Toni per far balzare le proprie squadre in posizioni inaspettate. Probabile OVER a 1.60

INTER – LIVORNO: Crediamo scontata la vittoria per salutare Moratti, al ritmo di Gangnam Style. 1 a 1.40

JUVENTUS – NAPOLI: Gianduiotto vs Babà, Bagna Cauda vs Pizza, a chi rimarrà più indigesto questo match? Appare partita da OVER a 1.60.

PARMA – LAZIO: Una volta era match da alta classifica, ora lo è da alta noia. Aspettiamoci grandi cose dai vari Keità, Pereira, Acquah ecc ecc… X a 2.30

ROMA – SASSUOLO: Un Sassuolo rinfrancato da Berardi farà il resto di Napoli o verrà demolito? Match da vedere, si preannuncia spettacolare OVER 3.5 a 1.80.

Chievo Fiorentina, in Sanfelice. L’inverno tarda ad arrivare

Le domeniche si susseguono veloci e io ripenso a quella poesia di Rilke, quella a cui penso sempre quando rimando le cose. La poesia dice qualcosa del tipo: chi non ha casa oggi, non l’avrà mai. Chi è solo oggi, sarà solo sempre. Qualcosa del genere.

Le domeniche si susseguono e io rimando le cose a data da definirsi. Cose che quindi rimanderò sempre. Ne vorrei infilare mille e mi sfuggono dalle mani; rimane il mio tornare a casa dopo il cinema e i marocchini all’angolo che mi chiameranno con un fischio e poi: ehi fratello, vuoi qualcosa? Io solleverò una mano a dire, no grazie, la prossima volta magari, ma oggi sto bene così. Rimando le cose anche con loro.

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Parte la Serie A. L’analisi semiseria delle 20 squadre e i traguardi per i quali lotteranno

SCUDETTO

jJuventus – non ha ceduto nessuno, ha preso Tevez. Già questo basta. Llorente e Ogbonna arricchiscono una rosa che non ha punti deboli e che avrà probabilmente anche un altro laterale entro il 2 settembre. Pogba è pronto a sfondare. Certo mai dire mai, in fondo una speranza c’è: se il francesino e Vidal si rompono il crociato e se Conte perde la memoria perdendosi per le campagne piemontesi allora tutto si può riaprire.

ZONA CHAMPIONS

mMilan – Balotelli ed El Shaarawy non ce li ha nessun altro, Montolivo è uno dei migliori centrocampisti del torneo, De Jong sembra in forma come non mai (anche se solo in allenamento), De Sciglio era cercato anche dal Real Madrid e ci sarà un motivo. La squadra titolare tutto sommato è forte ed è collaudata, anche se in questo momento sta facendo pena e ribrezzo, ma d’altronde si sa che per Allegri la stagione inizia a novembre. La spinta in più potrebbe arrivare da Berlusconi, che quest’anno starà a casa e non si perderà una partita. Per questo motivo il Milan non farà posticipi e giocherà sempre alle 15, perché poi il presidente la sera ha da fare con le sue gentili ospiti e non può mica perdere tempo. Poi il 2 settembre sarà il giorno di Galliani: Rocchi e Rizzoli potrebbero essere ingaggiati in extremis, farebbero molto comodo.

nNapoli – Aurelio ce l’ha duro ormai da mesi e credo che l’orgasmo non sia stato ancora raggiunto. Il 2 settembre è lontano e qualche botto l’avrà tenuto da parte per il gran finale. Higuain nel nostro campionato ridimensionato i gol li farà, e credo ne farà anche tanti, Benitez è un allenatore che ha dalla sua i risultati, l’ambiente è carico. Ma sinceramente mi aspettavo più interventi in difesa e a centrocampo. Non vorrei che a De Laurentiis si ammosciasse sul più bello.

fFiorentina – fomentati dall’odio, e questo può essere un vantaggio in termini di carica agonistica. Odiano la Juventus, e questo si sa, odiano Roma e Napoli e credo abbiano dimenticato anche perché, ora odiano a morte anche il Milan, come saprete da recenti avvenimenti. Tutto questo odio può costituire una bella spinta ad esprimere al meglio tutte le qualità della squadra: una coppia d’attacco super, un centrocampo di qualità, delle fasce molto ben attrezzate (che fenomeno Cuadrado). La difesa è il reparto debole e non hanno un portiere all’altezza (almeno per ora), inoltre devono migliorare lo storico scadente andamento fuori casa. Ma se Napoli e Milan toppano, loro ci sono.

ZONA EUROPA LEAGUE

rRoma – un mercato che non mi convince del tutto. Se la cessione di Marquinhos era doverosa a quelle cifre, se quella di Osvaldo era chiesta dall’ambiente, mi domando perché cedere anche Lamela. Anche perché sai quel che lasci, ma non sai quel che trovi (a parte i soldi). Inoltre voglio sapere perché perdere tutte le abbonate ingaggiando Gervinho. La squadra comunque è forte, è l’ambiente che non aiuta. Se da Roma cambiassero nome in Atletico Tottiense e se spostassero il campo di allenamento da Trigoria a un paesino del Trentino, potrebbero ambire ad alti traguardi.

lLazio – oddio, quella vista contro la Juve promette più inculazio che eiaculazio. A Lotito non piace molto cambiare, si sa che cambiare costa. Pecunia non olet. Squadra vecchia, classifica vecchia (curiosi di vedere Felipe Anderson).

uUdinese – i friulani hanno pur sempre in squadra il vero top player del campionato: Totò Di Natale. E non lo dico io, ma lo dicono gli straordinari numeri della sua carriera in maglia bianconera: negli ultimi 4 anni sempre abbondantemente sopra i 20 gol. E a parte giocatori come Muriel, Nico Lopez, Basta, Allan, Danilo sappiamo benissimo che a un certo punto lanceranno qualche sconosciuto trovato tra le montagne sudamericane mentre tosava le pecore.

iInter – no, non mi ero dimenticato dei nerazzurri, è solo che più su della zona E. L. proprio non li vedo. E’ una squadra formata da tre ottimi giocatori – Handanovic, Guarin e Palacio – accompagnati da tre categorie di compagni di squadra: o troppo vecchi per essere competitivi, o troppo giovani per essere competitivi, o troppo pippe per essere competitivi. Magari Mazzarri saprà stupirmi e chissà, potrebbe anche succedere che nel mercato di gennaio arrivi finalmente Thohir col soldone contante.

CAMPIONATO TRANQUILLO

pParma – altra squadra collaudata, con l’allenatore giusto, un difensore che vale 35 milioni (cit. Leonardi ubriaco), un ottimo centrocampo, un centravanti che sa ancora giocare a calcio e Fantantonio. A meno che quest’ultimo non diventi un bue per colpa della cucina emiliana, d’altronde con certi tortelli di zucca e patate e con la torta fritta ecc. ecc. come dargli torto? Vai Antonio, mangia per noi.

catCatania – fuori Lodi e Gomez, dentro Tachtsidis e Kingsley Boateng. Se nel caso dello scambio tra Lodi e il greco si può ipotizzare un pomeriggio estivo in cui Pulvirenti ha alzato un po’ troppo il gomito, bisogna però dare merito agli etnei di aver creduto nel giovane King, che se non si fosse sfasciato il ginocchio oggi sarebbe già uno dei migliori under 20 del torneo. L’anno scorso il Catania fu forse la squadra in assoluto più bistrattata dagli arbitri (basti ricordare le sfide casalinghe contro Juventus e Milan), la conferma tra le squadre che senza emozione non lottano per nulla è scontata.

image_galleryAtalanta – ma sì, i bergamaschi hanno ancora quei giocatori come Denis, Cigarini e ora anche Marione Yepes che consentono di stare tranquilli per quanto riguarda la zona salvezza. Inoltre è finita l’era delle penalizzazioni, fra un po’ riapre la caccia e i contadini dell’entroterra lombardo hanno già pronti i fucili nel caso dovessero avvistare Cristiano Doni o uno che gli somiglia. They have it hard.

cagCagliari – problemone principale: in tutta l’isola non c’è uno stadio per ospitare il poveraccio Cellino con la sua band. L’ultimo tentativo è stato fatto per l’affitto del campo dei Miami Dolphins, d’altronde Miami è casa del presidente ed è lontana da Cagliari praticamente quanto Trieste. Il problema dello stadio può sottrarre punti ai sardi, ma alla fine non hanno ceduto nessuno e ci sono certamente compagini immensamente più scarse.

bBologna – discreta qualità offensiva con Diamanti e la coppia greca Kone-Christocosoulos, esperienza in mediana col ritorno di Perez e l’arrivo di Marek Cech. Premio simpatia per la presenza di Davide Moscardelli, il nuovo idolo di grandi e piccini. Un allenatore tra i più graditi sulla piazza italiana. Come complicarsi la vita? Ad esempio schierando Bianchi o Acquafresca davanti.

sSampdoria – ma per il rotto della cuffia, nel senso che ci sono squadre peggiori. E poi il progetto giovani mi piace e dunque lo appoggio. Qui i ragazzini possono crescere bene, secondo il detto bastone e pagnotta fanno i figli belli. Attenti che se Delio si toglie la cinta… Ritti, composti ed educati.

LOTTA PER LA SALVEZZA

gGenoa – sono già due stagioni che se la cava, ma Preziosi prosegue imperterrito con i soliti errori: squadra stravolta sul mercato per l’ennesima volta, presenza di giocatori davvero poco interessanti, un allenatore giovane e senza esperienza che non si sa quanto potrà durare (5 euro, sarà il primo esonerato). D’altronde il giocattolaio da tempo è più interessato all’altra squadra di sua proprietà: il Milan. Se sta provando a portare il Genoa in B, lo sta facendo nel modo giusto.

hVerona – innanzitutto rischia molto con Mandorlini: nel senso che se lo incontra un meridionale e lo accoppa senza pietà il Verona si trova di punto in bianco senza allenatore. L’ipotesi non è così improbabile. Toni può durare tutto l’anno? Jankovic ce la farà a non rovinarsi il ginocchio? La difesa potrà reggere il confronto contro squadre meno prevedibili del Milan? In ogni caso viaggiano sulle ali dell’entusiasmo.

tTorino – ha comprato in massa gli scarti del Genoa e (vedi sopra) non è un buon inizio, né un buon indizio di stagione tranquilla. Soffre la presenza in città della Juventus ai massimi livelli. Oggi essere il Torino è come essere il fratello sfigato di Jim Morrison. Curiosità nel vedere nonno Ventura alle prese con tanti ragazzini.

chChievo – il Chievo potrebbe benissimo essere il protagonista di un film per ragazzi, di quelli in cui l’adolescente più sfortunato e fesso della scuola diventa la stella della squadra di football e si fidanza con la più figa di tutte. E alla fine nessuno capisce com’è potuto succedere, ma via chissenefrega, è pur sempre una bella storia. Non capisco come fa a salvarsi ogni anno una squadra che fa di Thereau la sua stella. Saranno terminati i bonus?

saSassuolo – hanno iniziato nel peggiore dei modi: partecipando al Trofeo Tim al posto dell’Inter e addirittura vincendolo, come nella migliore tradizione nerazzurra. Non sono consapevoli, poveri pivelli, di quanta sfiga avranno addosso per il resto della loro stagione. Di Francesco chiamato al miracolo con dei giocatori che finora la Serie A l’avevano vista solo in televisione. Occhi puntati su Berardi.

liLivorno – immaginate di prendere mezza Primavera dell’Inter e di mandarla a giocare in Serie A, di punto in bianco, insieme a giocatori semi-sconosciuti che nemmeno Spinelli sa che faccia abbiano. Cosa potete aspettarvi?

Chievo-Juventus “Partenopei siete avvisati, è tornato mitra Matri”

Ieri abbiamo giustamente concesso il dovuto spazio alle presentaziomi delle vetture di F1 (se ve le siete scordate https://inzonacesarini.wordpress.com/2013/02/04/f1-preview-tecnologia-e-potenza-ai-nastri-di-partenza/), oggi ci rituffiamo nel campionato con il report sul lunch match tra Chievo e Juventus. In una domenica ricca di appuntamenti, dal Superbowl americano al sei Nazioni europeo, con il trionfo dei nostri ragazzi sui galletti francesi (godo!), fino allo spettacolare e un po’ cinematografico esordio di Balotelli nel Milan (lo stiramento di Pazzini, lui che entra a freddo, la prima rete, il rigore all’ultimo secondo, la dirigenza in estasi), la vittoria dei bianconeri a Verona è passata sicuramente in secondo piano. Meglio così, dopo tanti clamori è bene viaggiare un po’ a fari spenti, in attesa che la pressione si sposti sugli inseguitori e logori gli avversari (Lazio stanca e azzoppata, Strama che non ingrana, il boemo passato da “daje” a “lèvate”).

La Juve si presenta a Verona con una formazione rimaneggiata, priva di ben cinque titolari tra squalifiche, infortuni e assenze per la Coppa d’Africa (a proposito: non sarebbe l’ora che anche loro la giocassero ogni quattro anni come gli altri tornei continentali?). Conte dal suo gabbiotto insiste per le seconde linee, nonostante le recenti amnesie e le incertezze che sono costate alla squadra punti pesanti nelle ultime partite. Alessio tenta invano di dissuaderlo, ma quando il Parrucchino s’impunta c’è poco da fare: così assistiamo, evento più unico che raro, alla presenza in campo del pacchetto “corsa e fantasia” con Giovinco, Marrone, Caceres e De Ceglie titolari dal primo minuto. Tutti dentro appassionatamente. Nella ripresa entrano pure Padoin e Isla, e a quel punto il livello tecnico generale subisce un tracollo vertiginoso. In avanti tocca a Matri sostenere il peso dell’attacco. Che il velino sia in giornata lo si capisce già dopo dieci minuti, quando colpisce al volo un cross dal limite e infila Puggioni con una perfetta corrdinazione. Giù applausi, e tutti a celebrare il gol “alla Trezeguet”. Strana razza quella dei telecronisti sportivi. Se uno tenta un tiro a giro sul secondo palo, ecco un inconfondibile tiro “alla Del Piero”, se crossa dalla trequarti, ecco il traversone “alla Beckham”, se fa gol su punizione, è una punizione “alla Pirlo”, se tira una mina al volo, è un gol “alla Veron”, se finisce spesso in fuorigioco, è un attaccante “alla Inzaghi”. E così via. Evidentemente c’è un irrefrenabile bisogno di modelli di riferimento. Spero solo che nessuno parli mai di un fallo “alla Ciani”, sennò non saprei veramente cosa pensare. Il resto della partita scorre sui binari del possesso palla da parte della Juve, tornata a esprimere un gioco di buon livello a ritmo sostenuto, con scambi veloci tra i centrocampisti e i rapidi guizzi degli esterni lungo le fasce. Protagonista assoluto diventa Lich: l’espresso svizzero corre come un indemoniato facendo impazzire i difensori clivensi e poi, accentratosi dentro l’area di rigore, raccoglie con elvetica puntualità l’invito di Giovinco a scaraventa in rete il gol del due a zero. A inizio di secondo tempo arriva la riscossa del Chievo e la Juve, tanto per non smentirsi, concede il solito gollettino, con Thereau che accorcia le distanze tra i timidi applausi dei pochi veronesi infreddoliti presenti allo stadio (onore al Chievo, l’unica squadra in Italia e forse in Europa che è come se giocasse sempre in trasferta) e il lontano boato dei gufi di Fuorigrotta. Ma nonostante i rituali apotropaici dei partenopei, tra corni agitati, appelli alle icone votive di Maradona e intrugli in stile “occhio malocchio prezzemolo e finocchio” di banfiana memoria, i bianconeri resistono senza troppi affanni fino al fischio finale e rimandano al mittente i sogni di aggancio del Napoli. I risultati del pomeriggio certificano l’inizio della lunga, difficile volata scudetto. Tra poco torneranno le coppe. E sabato a Torino arriva la Violaccia…

(Lino Banfi esegue il celebre rito voodoo-pugliese in una scena cult del cinema italiano)

Sei punti per fare il punto dopo Milan-Chievo

Giochi di parole a parte, proviamo ad analizzare, non troppo seriamente, la situazione in casa Milan dopo il pesante 5-1 rifilato alla Juventus. O era il Napoli? Fa lo stesso, un 5-1 è pur sempre un 5-1 e va festeggiato a casa di Fiorito con ostriche e champagne.

1. Il nonno di Barbie

Questo è al momento il punto più delicato da trattare. Il nonno di Barbie – il materiale di cui è composto è ormai lo stesso della famosa bambola, una plastica di scarsa qualità – è ancora disinteressato. Non parla, e probabilmente non vede e non sente nemmeno. Il parere del nonno lo conosciamo sempre e solo per sentito dire: allo stadio nessuno l’ha mai visto, a casa probabilmente ha di meglio da fare che guardare le partite, tipo giocare con la bambola voodoo della Boccassini o saggiare la consistenza delle nuove igieniste dentali. Intanto avrà incaricato qualche economista fidato di calcolare quanto si incasserebbe con la cessione di El Shaarawy. Incubo.

2. Il geometra di Monza e il d. s. playboy

Anche il secondo punto è piuttosto problematico. Partiamo dal n. 3 di via Turati, il d. s. Le operazioni da lui condotte nell’ultimo mercato estivo si limitano a un nome: Traorè. E ho detto tutto. Non lo vedo arrivare all’aeroporto in compagnia di un calciatore da quando aveva comprato Cissokho, prima di scoprire della famosa malattia ai denti, nota oggi come morbo di Cissokho, scoperta dal dottor House in una giornata di studio a MilanLab. Sono noti i suoi viaggi in Brasile, dove però alla fine non acquista mai nessuno. Cosa ci va a fare? Domandateglielo, io un’idea ce l’ho.

Il geometra invece – solo Cassano poteva chiamarlo dottore – ha dei seri problemi a livello economico e avrebbe bisogno di un consulente. Convinto di risparmiare con i parametri zero, finisce poi per pagare per anni stipendi sontuosi a gente come Mexes o Flamini, o tenersi sul groppone lo stipendio di Taiwo fino a data da destinarsi. Ci credo che poi si finisce a parlare di buco di bilancio. Continua a essere convinto della necessarietà di operare nell’ultima settimana di mercato, giusto per agevolare il lavoro di quella cima del mister, a campionato già iniziato. Tra l’altro prendendo un campione come De Jong (io lo rivenderei a gennaio). Ci aspettiamo qualcosa nel mercato invernale, gran parte della Rosa non è da Milan.

3. Il genio di Livorno

Max dopo una notte insonne passata a pensare in che zona far giocare Emanuelson.

Non a caso è necessario fare il punto dopo questo Milan-Chievo, perché il condottiero sembra essere arrivato a una soluzione. Dopo essersi barcamenato per quattordici partite – tra campionato e coppa – alla ricerca di uno schema che funzionasse, pare aver trovato in questo 4-2-3-1 un compromesso accettabile. Io sarei più favorevole a un 4-3-3, che aiuterebbe il recupero di Boateng e Nocerino nei tre di centrocampo, perché i due non possono essere diventati dei brocchi nell’arco di due mesi e accantonarli facendo finta che non esistono non è una soluzione. Comunque il mister, per alcune cose, dovrebbe smetterla di avere la testa dura come una noce di cocco… E deve imparare a fare le sostituzioni.

4. La New Team

La squadra vista in campo col Chievo, Ambrosini a parte, era talmente giovane che mi sembrava di assistere alla nuova serie di Holly & Benji, con El Shaarawy naturalmente nei panni di Holly e Bojan in quelli di Tom Becker. Immaginatevi anche Zapata con la faccia di Bruce Harper. L’italo-egiziano e il catalano devono essere gli intoccabili punti fermi, this is the way.

La squadra per me ha del potenziale, ma il problema è la lista nera. Questa è una mia creazione personale ed è composta da alcuni giocatori che non vorrei al Milan e che per me saranno sempre insufficienti, qualsiasi cosa accada. So che non è logico, ma fa lo stesso, non cambio idea. La lista è composta da: Antonini (capo lista), Abbiati (anche per motivi extra-calcistici), Abate (senatore a vita), Constant, il naso di Constant, Pazzini. Non esistono, invece, Mesbah e Traorè, che dunque non sono nemmeno nel listone, e mi domando perché non vengono cancellati su acmilan.com. Sto valutando l’ingresso di De Jong.

5. Le statistiche

Doveroso ricordare che noi siamo il club più titolato al mondo, nonché il team italiano con più titoli europei, e ancora abbiamo il record di imbattibilità lungo 58 partite – e sì, è ancora nostro – quello di 929 minuti senza subire gol, per poi arrivare alla squadra che ha fatto più punti nella storia di tutti gli anni solari dall’anno 0 ad oggi, al titolo di team italiano che attrae meglio i grandi sponsor, a campioni del bilancio florido – questo record ci ha assegnato almeno un paio di scudetti e di Champions supplementari, solo così posso spiegarmi l’entusiasmo del geometra, quindi vanno aggiornati i titoli su wikipedia -, inoltre siamo stati eletti supercampioni del fairplay (finanziario e non), e abbiamo vinto pure il titolo di trionfatori del Sistema Solare. Dunque, come vedete, potendoci fregiare di questo immenso palmares, il ridimensionamento si spiega solo col tentativo di infrangere l’ultimo record: quello di squadra che si è autoflagellata e ridimensionata nel minor tempo a disposizione. Pertanto, è tutta una tattica. Siamo di nuovo campioni!

6. Il calendario

Tornando seri, questo finora ci ha favorito. Due scontri diretti in 11 giornate dovevano aiutare il Milan a portare avanti un torneo comunque dignitoso, ma sappiamo che non è stato così, perdendo punti contro chiunque. Ora siamo al crocevia fondamentale, il calendario sta per diventare il peggior nemico del Milan, piazzando le seguenti quattro giornate:

– Fiorentina (casa)

– Napoli (fuori)

– Juventus (casa)

– Catania (fuori)

Fra un mese sapremo che ne sarà davvero della nostra stagione, una volta per tutte. Keep calm.