Archivi categoria: Ti te dominet Milàn – Storie Curiosità e tutto ciò che riguarda l’Inter

Apologia di Mateo Kovacic

Premessa: chi scrive è calcisticamente innamorato di Kovacic e delle sue accelerazioni palla al piede, una delle poche cose realmente belle rimaste in questo moderno calcio fatto di esterni invertiti, falsi nueve, allenatori votati al possesso e dribbling quasi inesistenti.  Continua a leggere Apologia di Mateo Kovacic

Ti te dominet Milàn – Lo schizofrenico mercato dell’Inter

Parto subito col mettere le cose in chiaro: ho seguito in maniera maniacale il calciomercato fino al 2005 circa, quando al posto di premere F5 ogni cinque secondi sui vari siti specializzati, passavo intere giornate estive ad aspettare che si aggiornassero le pagine dal 241 in poi del Televideo. Analogamente a questi siti, odio anche i vari esperti in materia o insiders (che poi non si tratta di essere esperti, ma solo di avere i giusti agganci tra i vari agenti), le infinite trasmissioni di approfondimento, i tweet dei tifosi da bar che chiedono se il FeralpiSalò (con tutto il rispetto per la squadra lombarda) ha qualche chance per arrivare a Messi, Continua a leggere Ti te dominet Milàn – Lo schizofrenico mercato dell’Inter

Interìa #1 – Dr. Jekyll e Mr Hyde

Parte oggi una nuova rubrica, a tinte nerazzurre dopo il Romanzo Manageriale rossonero e lo scambio epistolare bianconero: quanto ne sentivate la mancanza da 1 alla psicosi da ebola?

Sono molto legato al titolo, quindi mi raccomando l’accento sulla seconda i: se ve lo state chiedendo, la risposta è sì. E’ un gioco di parole tra Inter e Isterìa, perchè nessun tifoso al mondo (forse solo in Sudamerica) è così umorale, instabile, innamorato, arrabbiato e tante altre cose messe assieme come noi che tifiamo Inter. In pratica, tifando Inter si può capire cosa prova una donna qualsiasi nel periodo pre-mestruale. In questa prima puntata, mi limiterò a descrivere le due classi generiche di tifosi interisti, tanto diversi quanto innamorati davanti a quei colori. Continua a leggere Interìa #1 – Dr. Jekyll e Mr Hyde

Juventus-Inter 1-1, le pagelle semiserie

JUVENTUS (a cura di Antonio Avigliano)

Buffon 6: La mamma di Forrest Gump soleva dire: “la vita è come  una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”. Però quando Buffon incrocia Icardi, la probabilità che debba raccogliere un cioccolatino in fondo alla rete aumenta esponenzialmente. Evita l’abbuffata di cioccolatini con un intervento da campione sull’argentino, dopo essere apparso non esente da colpe sul gol subito.

Lichtsteiner 5,5: Nessuno può mettere Baby in un angolo. Ma Licht sì. E D’Ambrosio e Podolski nel secondo tempo ci riescono alla perfezione.

Bonucci 5: “E lascia entrare Ascanio, l’otto di gennaio, perciò limarla è tosta, esce ma non mi rosica”. Ascanio, non Icardi. L’otto di gennaio, non il sei. E a noi juventini un po’ ci rosica tutto ciò.

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Amarcord: Juventus-Inter 1-3 (03/11/12)

La Juve è più forte, c’è poco da fare. Troppo più forte per poterla minimamente impensierire, manco se metti il tridente spensierato (Marotta dixit) Milito-Palacio-Cassano: tecnicamente ineccepibile, ma se non hai un contropiede da centrometrista, Barzagli Bonucci & co. non li freghi. Poi a centrocampo c’è Gargano: dove vuoi andare con Gargano se di fronte hai Pirlo, Vidal e Marchisio?

Però, come si dice, siamo in ballo, quindi tanto vale ballare. Pronti, via, trama veloce di passaggi dalla difesa, filtrante di Vucinic per Asamoah in evidente fuorigioco, passaggio in mezzo per Vidal che può tranquillamente appoggiare in porta. Sono passati 18” dal fischio d’inizio. Continua a leggere Amarcord: Juventus-Inter 1-3 (03/11/12)

Inter-Lazio: la (quasi) prima volta non si scorda mai

Voo Ricordate? (fonte: commons.wikimedia.org)
Voo Ricordate? (foto di Palombo90, wikimedia, CC BY-SA 3.0)

Nell’ultimo decennio di Serie A, si è fatta pian piano strada quella che è poi divenuta una terribile abitudine, per chi tifa Inter: puntualmente ci sono un paio di giocatori a stagione che segnano 2 gol, entrambi dei quali contro di noi. O addirittura giocatori che contro di noi trovano la prima gioia della loro carriera in Italia, salvo poi sparire dalla scena della Serie A (dov’è finito Renan?). Continua a leggere Inter-Lazio: la (quasi) prima volta non si scorda mai

Chievo-Inter – Si stava meglio quando si stava peggio

Il fatto di avere uno dei migliori (se non il migliore in assoluto) vivai d’Italia non comporta automaticamente saperlo sfruttare attingendo nuovi titolari per la Prima Squadra; perlomeno la dirigenza interista si è sempre dimostrata brava nel monetizzare i giovani virgulti prodotti in casa, salvo poi tentare di riprenderli a prezzo d’usura. E per giudicare la bontà del vivaio interista, basti guardare quanti titolari di Serie A sono usciti da lì – Destro e Bonucci su tutti – per non parlare dei migranti Santon e Balotelli. Continua a leggere Chievo-Inter – Si stava meglio quando si stava peggio

Stessa storia, stesso posto, stessi ex

Quando l’Udinese varca le soglie delle mure milanesi, è quasi sempre la stessa storia. Sia Milan che Inter hanno sempre sofferto particolarmente contro i bianconeri del Nord Est, sebbene gli uomini di Inzaghi abbiano trovato 3 punti fondamentali non più tardi di una settimana fa.

E quest’Inter-Udinese non era una gara importante solo per il premio in palio (il rilancio per l’Inter di Mancini, un ritrovato equilibrio per Di Natale&Co). Quest’Inter-Udinese assomigliava più che altro ad una sceneggiatura alternativa di Amarcord, con tanti ex uno di fronte all’altro.

Tra i pali nerazzurri c’è Samir Handanovic, che con gli avversari ha esordito e poi trovato la gloria in Serie A: eccezionale quando l’avversario è obbligato a calciare dagli 11 metri (siamo a 6 rigori consecutivi parati…and still counting), un po’ meno quando deve resistere agli assalti assieme alla sua retroguardia, che sarebbe capace di far bestemmiare pure un santo.
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5 motivi per cui l’Inter ha fatto bene (oppure no?) a riprendere il Mancio

Ieri vi abbiamo deliziati (?) con il nostro personalissimo coccodrillo a Mazzarri. Oggi, allo stesso modo, vogliamo dare il benvenuto a Roberto Mancini, che torna sulla panchina dell’Inter 6 anni dopo quello sfogo post-eliminazione (tanto per cambiare) precoce in Champions e dopo quell’incredibile scudetto vinto a Parma, sotto al nubifragio, grazie ad un Dio svedese.

Fonte: account instagram MrMancini10
Fonte: account instagram MrMancini10

Perchè l’Inter ha fatto bene a riprenderlo:

Mazzarri esonerato: giusto o sbagliato?

Ci abbiamo messo un po’ di tempo a reagire ufficialmente alla notizia, ma ecco un rapido elenco dei motivi per cui l’Inter ha agito correttamente nel liberarsene, e le ragioni per cui il suo esonero potrebbe rivelarsi un errore.

Perchè l’Inter ha fatto bene ad esonerarlo:

  • ogni allenatore ha uno schema prediletto, e saper cambiare a seconda delle esigenze non è sintomo di incoerenza e incapacità, ma di flessibilità e capacità di adattamento (pure Mourinho si arrese al tanto amato 4-3-3)

  • quest’anno aveva anche l’Europa League, ma comunque non è giustificabile una condizione da torneo primaverile in pieno ottobre

  • per non si sa bene quale strana congiunzione astrale, si è finalmente convinto ad investire su Kovacic, e infatti l’inizio stagione del croato è stato debordante: per il resto nessun investimento sui giovani, se non scampoli di partite; ha dovuto farsi male anche Osvaldo (con Palacio a mezzo servizio) per costringerlo almeno a convocare Bonazzoli e/o Puscas

  • le principali aziende di abbigliamento sportive si stanno inventando di tutto pur di migliorare l’esperienza di gioco dei calciatori attraverso le scarpe; calciatori che per giunta sono fior fior di professionisti; pertanto non ti puoi attaccare alla pioggia dopo l’ennesimo pareggio regalato

  • nei 4 anni post-Triplete, solo Gasperini aveva saputo creare una maggior frattura tra sé e i tifosi nerazzurri

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Inter-Sampdoria 1-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Handanovic 7 – Aspetto fiducioso il momento in cui i suoi guantoni verranno esposti nel Museo della Storia del Calcio. Più reattivo di Agnelli quando si parla di Calciopoli.

Ranocchia 6 – L’atmosfera soporifera di questo turno infrasettimanale è perfetta per il suo mood, ed è per questo che sembra doppiamente infastidito dal dover tenere a bada Eder e Gabbiadini.

Vidic 6 – Una prestazione solida, finalmente. Però sarebbe dovuto venire qui come riserva di lusso, non come titolare inamovibile. Continua a leggere Inter-Sampdoria 1-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Apologia di Muntari

Come diceva Nick Hornby nella sua masterpiece riferendosi allo sciagurato Gus Caesar, quando osserviamo un calciatore inequivocabilmente scarso aggirarsi per un campo da calcio, dobbiamo sempre pensare che lui fa comunque parte di una ristretta cerchia di privilegiati. E’ il classico uno che ce l’ha fatta tra mille, per talento, dedizione, determinazione e, perché no, anche una giusta dose di fortuna.
Sulley Ali Muntari fa sicuramente parte di questo oligarchico gruppo, pertanto non dovremmo lamentarci quando vediamo i suoi piedi di ghisa correre per il campo: piuttosto dovremmo pensare che ci è andata bene, perché sarebbe potuto andare persino peggio. Se ci è riuscito lui, figurateci quelli che hanno fallito quanto orrendi debbano essere nel giuoco del calcio. Continua a leggere Apologia di Muntari

Fiorentina-Inter 3-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Handanovic 6 – Incolpevole sui gol, la sufficienza è di stima, per aver resistito alla tentazione di ammazzare i suoi compagni di reparto. E’ probabilmente l’unico a fare un po’ di movimento senza palla.

Vidic 5 – Non ha commesso orrori come quello di Palermo, ma certe volte mi trasmette la stessa sicurezza di Gonzalo Sorondo.

Ranocchia 5 – Battuta d’arresto dopo un inizio di stagione ottimo. Ha trovato sicurezza e autostima, non deve buttarsi giù.

Juan Jesus 4,5 – Salva il possibile quarto gol, ma non basta per giudicarlo positivo. Pessimo in marcatura, ancora peggio quando parte palla al piede: incantenalo alla porta. Continua a leggere Fiorentina-Inter 3-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Inter-Qarabag 2-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Carrizo 6 – La bella vita del secondo portiere, costretto a scendere in campo una volta ogni 2 mesi, per di più contro avversari di cui non può nemmeno bestemmiare i santi, causa nome incomprensibile.

Andreolli 6 – Paradossalmente, la difesa interista è rimasta vergine quando in campo c’era lui, mentre ne ha presi 5 con Vidic. I numeri non mentono, e Marco si è ritagliato quel ruolo di riserva che, in fondo, ha sempre fatto per lui.

Ranocchia 6,5 – Qualsiasi sostanza presente nella fascia di capitano, lasciatela lì e raddoppiatene le dosi. Vederlo uscire palla al piede trasmette la stessa sicurezza di una carezza della mamma prima di andare a dormire: non l’avrei mai pensato. Continua a leggere Inter-Qarabag 2-0: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Inter-Cagliari 1-4: le pagelle semiserie dell’Inter

Handanovic 7 – 2 rigori affrontati in stagione, 2 rigori respinti. Tutto quello che può fare lo fa, e prende 4 gol in un tempo. Non vedevo un portiere dell’Inter subire tanti gol nonostante prestazioni eccezionali dai tempi di San Sebastiano Frey.

Andreolli 6 – Spiazzato da Nagatomo sul primo gol, viene improvvisato terzino di spinta. Quando siamo sotto di 3 gol e la partita è finita torna nel suo ruolo. Ricorda il giapponese che fu trasferito da Hiroshima a Nagasaki il 5 agosto 1945 e di nuovo mandato via da Nagasaki l’8 agosto.

Vidic 5,5 – L’impressione è che voglia piangere a vedere come chiudono in difesa i compagni. Mette una pezza dove può, poi però si accorge di star facendo la figura del secchione che si impegna mentre tutti fan casino e si divertono e fa un fallo stupido anche lui, per integrarsi meglio tra i nuovi compagni.

Juan Jesus 4 – l’antica arte della chiusura decisa in aiuto. Antica, appunto, e a quanto pare dimenticata da Juanìn. Fuori Mototopo e diventa lui il capitano, e questo dice tante cose.

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