Archivi categoria: Kill The Referee

Kill the Referee s.03-e.03 (Season Finale) – Polvere

Ogni volta la stessa storia. Sempre qua, rinchiuso tra quattro mura a riflettere. Sono tutte uguali. Bianche, scrostate e al sapore di muffa. E io son qui, a tirar le somme di una bistrattata stagione. Pochi alti, diversi bassi, troppi per guadagnar fiducia e salto di categoria. Il tempo è galantuomo: ti offre un’altra possibilità, se sai guadagnartela. Continua a leggere Kill the Referee s.03-e.03 (Season Finale) – Polvere

Kill The Referee S02.E04 – Legge di Murphy

Legge di Murphy                                                                                                                  Se qualcosa può andare male, lo farà.

Una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro.  (foto: it.wikipedia.org)
Una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro.
(foto: it.wikipedia.org)

Applicazione.

Metti una settimana difficile, passata sui libri. Metti pure che hai fatto il weekend lungo in Olanda e che non hai toccato libro, tanto meno le scarpette per allenarsi ed il sabato hai una partita con l’OA. Sembra andare tutto storto. Rimbomba nella mente la legge di Murphy “se qualcosa può andare male, lo farà”. Che poi questo Murphy non ha niente a che fare con questa faccenda, è stato solo il capro espiatorio di quel burlone di Arthur Bloch. Ansia, tensione, poca voglia. Fanculo, se ne parla all’appello di gennaio. Continua a leggere Kill The Referee S02.E04 – Legge di Murphy

Kill The Referee S02.E03 – Lucifero

E’ stata una settimana strana. Dormo poco e male, eppure ogni maledetta mattina che l’Onnipotente manda in Terra sono fresco come il gelato ad agosto. Esco, vado a studiare fuori, alle Oblate. Puntualmente mi innamoro 48 volte. No, devo studiare ed avere la mente libera per sabato. Si va per la perduta gente, a dirigere una manica di disperati, nella categoria più infima che possa esistere, la terza. Per contrappasso è la mia Serie A, attualmente. Continua a leggere Kill The Referee S02.E03 – Lucifero

Kill the referee S02.E02 – Quel pomeriggio di un giorno da cani

E’ una settimana circa che sono raffreddato. Quell’accento nasale tipico del mio dialetto lucano ha preso il sopravvento, insieme ad una dose consistente di catarro. Sembro Antonio Conte, agghiacciande. Non è stata una settimana facile, oltre al malanno che m’ha preso lunedì scorso. In settimana si sono avvicendati fatti, nella mia zona di provenienza, non piacevoli, e la cosa non mi rende sereno. Inoltre, un associato della mia sezione è costretto a tornare al paese d’origine per problemi familiari. Non rivederlo, per me, è una grave perdita. E’ stato come un fratello maggiore, uno di quelli che dispensa consigli, non sentendosi come Gesù nel tempio. Alla fine, piove pure. Giornata da cani. Continua a leggere Kill the referee S02.E02 – Quel pomeriggio di un giorno da cani

Kill the referee S02.E01 – Ricominciare

Non è mai facile ricominciare, nonostante una discreta preparazione, condita da qualche acciacco. Non è mai facile ripartire, riprendere la posizione e l’abitudine. Non è mai facile rimanere calmo di fronte alle intraprendenze dei calciatori che sfogano tre mesi di inattività tutti nella prima partita. Non è facile ma con la passione si argina tutto. Continua a leggere Kill the referee S02.E01 – Ricominciare

Kill the referee – Nel fumo della battaglia

Che bella la primavera…no, non tanto. Allergie e primi caldi. Io soffro entrambi. Così bello l’inverno, con la sua malinconia, la sua pioggia, il freddo ed il thé alle 4 di pomeriggio. Ma l’uomo è marpione quindi vuole le giornate che si allungano, le gonne che si accorciano e cacciare selvaggiamente la preda. All’istinto non si comanda. Lo stesso istinto che porta un arbitro, da solo in un campo di provincia, a fischiare un fuorigioco che forse c’è, o forse no. Per le convenzioni sociali la primavera è migliore dell’inverno, soddo duddi i bundi di visda (cit.) Continua a leggere Kill the referee – Nel fumo della battaglia

Kill the referee – Ned Flanders

Mio padre lo dice sempre: non serve andare a messa, tanto è sempre la stessa solfa. Bla bla bla, a ‘sto punto meglio registrarla e vederla ogni domenica. Non ha tutti i torti, il vecchio. Vuoi che sia stato educato alla cultura del lavoro, vuoi che la domenica era meglio andare ad asparagi invece che seguire uno in tunica dietro all’altare che parla di fantomatiche storie mentre beve un calice di-vino. Vuoi anche perché nel paesino di provincia in cui sono cresciuto il parroco era uno dei più avidi personaggi mai visti, che cambiava auto ogni due anni e ogni maledetta domenica chiedeva soldi per la nuova casa del Signore.

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Kill the referee – Il sardo

Prendi un sabato pre-partita, prendi la voglia di qualcosa di tranquillo, prendi della carne bianca con insalata ed un tocco di aceto balsamico, prendi un calice di rosso, prendi un libro prima di addormentarti, cullato dalle note dolci di qualche melodia. Prendi tutto ciò e cestinalo. Metti invece una cena i cui vi (tu ed i tuoi coinquilini) sciroppate 4 bottiglie di rosso in 3 in meno di due ore finalizzando con una bottiglia di Zedda Piras, in una scala quantitativamente a scendere ma alcolicamente a salire, metti che vai a dormire alle tre e domani devi svegliarti alle 7 per andare dall’altro lato di Firenze a correre dietro dei ragazzini che ti infamano e se le danno di santa ragione. Continua a leggere Kill the referee – Il sardo

Kill the referee – Nulla al caso

11003909_10203679235676565_702304425_nChe bello il fine settimana. Tutti liberi dai pensieri, dalla scuola, dal lavoro, dallo stress. Tutti tranne la mia categoria. Mia perché ho un profondo senso di appartenenza. Esordio in Juniores, finalmente. Volevo confrontarmi con una categoria superiore, grazie al lavoro fisico e tecnico ci sono riuscito. E’ stata una partita tranquilla, finita 6-0 per i padroni di casa ma, per ogni esordio, per ogni partita, per ogni singolo istante non devi lasciare nulla al caso. Continua a leggere Kill the referee – Nulla al caso

Kill the referee – Variabili

E’ stata una settimana stressante, la mia. Due esami passati, di cui uno durato tre lunghi giorni. Peggio di un parto. Ma sono passati, questo è l’importante. Sfogo tutto in allenamento. Ci lascio pure l’anima. Mi attende un derby, mica bruscolini. Saranno ragazzi, ma è pur sempre un derby, con tutte le sue variabili pronte a far saltare il banco. Le stesse variabili che qualche giorno prima mi hanno fatto quasi soccombere di fronte ad un professore vecchio e rincoglionito.

Domenica

La partita è fuori città, mi ci vuole un’oretta abbondante di autobus. Se i primi tempi lo soffrivo, adesso ci ho fatto il callo. Anzi, è quasi piacevole. La linea 23 attraversa un po’ del centro e passa lungo questo fiume che chissà quante ne ha passate.
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