Archivi categoria: SPECIALE SOCHI 2014

Freestyle – Gobbe maschile

Sto guardando la televisione con la mia nuova ragazza quando mi capita di vedere la finale di Freestyle – Gobbe maschile. La televisione mi dà uno strano effetto di dislocazione spazio-temporale: siamo a Sochi e siamo nel 2014 e siamo alle Olimpiadi invernali.
Il Freestyle – Gobbe maschile è una di quelle strane discipline minori nate quando i gatti delle nevi erano pochi o nulli e le piste propriamente non erano discernibili dai fuori pista, così che dopo qualche ora si formavano quelle faticosissime cunette (o gobbe) su cui ti si piantano gli sci e dove ci rimetti il labbro superiore o, nel peggiore dei casi, il legamento del ginocchio. Continua a leggere Freestyle – Gobbe maschile

Christof Innerhofer

Tanti i dubbi dei commissari tecnici alla vigilia delle Olimpiadi: portiamo questo, portiamo quello, questo no, questo sì…Unica certezza, i nostri discesisti. Una medaglia storica (primo italiano a prendersi l’argento olimpico in disciplina), che poteva essere di un altro colore, ma la felicità del marcantonio altoatesino non lascia trasparire rimpianti.

Christof Innerhofer (Fonte: qnm.it)
La grinta di Christof Innerhofer al traguardo (Fonte: qnm.it)

L’anno non stava andando per niente bene per Innerhofer, che in ogni gara ha l’incognita schiena a fare capolino, e di certo non era tra i più in forma. Tanti davano Fill come uomo di punta (Paris gareggia ma è ancora reduce da un infortunio recente) ma Christof rimaneva tra i papabili. La pista era di quella che piacciono a lui, ghiaccio puro e curvoni, dove si può mettere la punta del compasso in terra e tirare semicerchi belli perfetti. Continua a leggere Christof Innerhofer

Silenzio, parla Sochi

Ci siamo, finalmente. Oggi migliaia di atleti vestiti in maniera spesso imbarazzante hanno sfilato in quel di Sochi per la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali 2014, manifestazione tenuta nella democratica nazione russa.

L’ultima volta che si era vista una roba così imbarazzante, si parlava di “battaglia del grano”. – da thestar.com

Ma gli atleti del principale sport di squadra della manifestazione, l’hockey su ghiaccio, per la maggior parte non c’erano.

Infatti gran parte dei giocatori è ancora coinvolta nei vari campionati coi rispettivi club e solo da domenica si cominceranno a fare i bagagli per le due settimane da trascorrere nella Grande Madre Russia.

Per la quinta volta consecutiva anche la NHL fermerà le sue attività per consentire alle nazionali impegnate di schierare la miglior formazione possibile. Almeno in teoria, dato che coi ritmi usuali dell’hockey nordamericano (3 durissime partite ogni settimana) gli infortuni hanno come al solito decimato il parco giocatori.

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A volte basta uno sguardo

A volte basta uno sguardo. Un’immagine. Pensiamo a quante volte nella nostra

Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio (foto presa da lifeinitaly.com)
Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio (foto presa da lifeinitaly.com)

vita un semplice scambio di occhiate, un cosiddetto “gioco di sguardi”, ci regala emozioni insolite, non quotidiane. Basta uno sguardo per innamorarsi, uno per lasciarsi andare, uno per lasciarsi e basta. E gli ultimi, spesso, sono quelli che non si dimenticano (diceva Magic Johnson che la gioia per una vittoria si assorbe prima della delusione per una sconfitta. La sconfitta brucia di più. C’è da credergli). Il cinema, poi, sotto questo punto ci regala spunti a non finire. La “settima arte” si basa su continui giochi di sguardi. Anche la tv, se è per questo, con telenovelas e soap opera piene di puntate e episodi dominate da lunghi scambi di sguardi tra i protagonisti. Ho detto lunghi? Diciamo pure “troppo lunghi”. Il tutto condito da musiche che altro non fanno che accrescere l’attesa per ciò che accadrà.

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Armin Zoeggeler, una leggenda in slittino

Tutto ebbe inizio quando a 6 anni gli venne regalato uno slittino. Molti bambini, a

Zoeggeler dopo il trionfo alle olimpiadi del 2006 (foto presa da simonesalvador.blogspot.it )
Zoeggeler dopo il trionfo alle olimpiadi del 2006 (foto presa da simonesalvador.blogspot.it )

quell’età, gioiscono per un pallone da calcio o al massimo da basket. Io, personalmente, avessi ricevuto in regalo per i miei 6 anni uno slittino avrei impiegato del tempo a capire cosa farne. E, dopo aver visto 7-8 puntate di fila di Holly e Benji, probabilmente avrei deciso che quello slittino era un regalo abbastanza inutile per uno come me. Ma io vengo da un paese del versante molisano del Matese, lui da Merano, fondovalle di quattro Valli alpine, mica una. E soprattutto secondo comune più popolato della provincia di Bolzano. Quindi Alto Adige. Quindi Italia.

Perché Armin Zoeggeler è italiano. E con quello slittino ha vinto 5 medaglie olimpiche (2 d’oro), 16 medaglie mondiali e 16 medaglie agli europei (9 del metallo più pregiato), oltre a qualcosina come 10 (si, avete capito bene…) Coppe del Mondo di Slittino – la prima nel ’98, l’ultima nel 2011 – dove si è tolto lo sfizio di salire sul podio 119 volte, 58 sul gradino più alto. Continua a leggere Armin Zoeggeler, una leggenda in slittino

Il risveglio dell’austriaco di ghiaccio: Marcel Hirscher

Il ragazzone austriaco nasce in un piccolo paese alpino dell’Austria il 2 Marzo del 1989. Caratteristiche che lo contraddistinguono fin da fanciullo sono la scarsa empatia, da cui deriva la difficoltà al sorriso e alla compassione, e la rapidità sulle lamine.

(Un giovanissimo Hirscher con la fidanzatina dell'epoca in un contorno squisitamente romantico. Fonte: creareamano.blogspot.com)
(Un giovanissimo Hirscher con la fidanzatina dell’epoca in un contorno squisitamente romantico. Fonte: cultoon.it)

Da sempre amante delle discipline tecniche, prima dei vent’anni si porta a casa 6 medaglie dai Mondiali juniores, mostrando subito la pasta del fuoriclasse. A 18 anni esordisce in Coppa del Mondo, ma è nella stagione successiva che inizia a fare i primi podi, tutti in Slalom. Nella stagione 2011-2012 diventa il protagonista assoluto, conquistando la Generale con 14 podi e 9 vittorie. A 25 punti un grandissimo Feuz, erede di Cuche, che però è costretto al ritiro per un brutto infortunio. L’anno successivo è scontro con il “norvegese volante” Svindal, che però deve arrendersi allo strapotere dell’austriaco che non sbaglia un colpo e si porta a casa la seconda Coppa del Mondo assoluta.

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Ode a Lindsey Vonn

Lo so. Con le Olimpiadi alle porte e con tutti i fortissimi atleti che ci sono perché iniziare parlando dell’unica che non ci sarà? Si potrebbe parlare dei campionissimi in testa alle classifiche, delle papabili medaglie italiane o dei record prossimi ad essere superati. Perché, dunque, ricordare proprio lei?

(fonte: facebook.com)
(una mimetica Lindsey Vonn a seguito di una vitoria. Fonte: facebook.com)

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Sochi 2014. Verso la Russia con amore

Tra un mese esatto, il 7 Febbraio, inizieranno le Olimpiadi invernali in Russia. Tra schiaffi politici da guerra fredda, polemiche, paure terroristiche e Putin che gioca a fare il macho, le premesse non sono delle migliori. Fortunatamente, oltre a tutti gli interessi che circolano intorno alla manifestazione, ci sono anche gli atleti e le squadre, che, se Dio vuole, si interessano in modo particolare ai risultati e allo spettacolo, ovvero a ciò che preme noi tutti.

Il giovin Putin durante una rilassante partita a hockey (immagine presa da repubblica.it)
Il “giovin Putin” durante una rilassante partita a hockey (immagine presa da repubblica.it)

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