Archivi tag: Cuadrado

#Semifreddo – I giorni della merla (Juventus-Parma 3-3)

“I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di gennaio (29, 30 e 31) oppure gli ultimi due giorni di gennaio e il primo di febbraio. Sempre secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell’anno”. (fonte wikipedia.it)
C’è un’analogia tra quello che segna il termometro e la temperatura percepita in casa Juve. L’inverno non lascia scampo, dopotutto, e va affrontato. La realtà dei fatti è che la Juventus imbattibile e splendente di fine estate e pieno autunno ha lasciato, e già da un po’ lo diciamo, il posto alla sua annuale versione invernale: vulnerabile, fragile, cagionevole.
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Pagelle random #23

Le partite di Bologna e Pescara solo l’espressione del bisogno di una Serie A a 18 squadre. Inoltre sta arrivando la primavera: lo si nota dagli 0-0 casalinghi del Chievo. E comunque, giusto per rimarcare il fatto che stiamo invecchiando, si sono ritirati Lampard e Ronaldinho.

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#PerchéSanremoNonValeJuveNapoli (Aspettando Juventus – Napoli)

Io Sanremo l’ho seguito. Non tutto, però, dai, grossomodo posso dire di sapere cosa sta accadendo: Carlo Conti è bravo, Garko un po’ meno, ma almeno sta al gioco, la Ghenea è abbastanza alta, la Raffaele è bellissima, bravissima, e altri superlativi a caso, di canzoni ce ne sono belle e un po’ meno belle, ecc… Alla fine hanno uscito persino Vessicchio. Insomma, comunque posso dire che ho visto di cosa si tratta. Ho anche un gruppo su WhatsApp dedicato al Festival. Chiaro, tutto questo pippotto serve a mettere le mani avanti per sabato sera, Mr. Conti. Perché almeno così ho la scusa per dire che non domani, Sanremo, non lo guarderò nemmeno io.

Perché domani sera, naturalmente, può andare ospite chiunque supremo maestro della musica, anche Beethoven risorto che presenta in anteprima la decima sinfonia, ma io guardo Juve-Napoli (anche se, se mi mettevi un duetto Valentina Vignali – Lucia Javorcekova, giuro che zapping almeno una volta lo facevo, caro Carlo). Perché è giusto così. E perché, sinceramente, non se ne può più di sentire parlare ovunque di questa partita, meno che da quel rettangolo verde, che dovrebbe essere l’unico interprete con diritto di parola. L’unico teatro, almeno, dove i protagonisti dei 2 partiti possono spiegare le loro ragioni.

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Fiorentina-Juventus 0-0, le pagelle semiserie

FIORENTINA

Gonzalo Rodriguez 7: Deciso, sa essere rude quando serve, appoggia la palla con classe, e salva tutti nel momento del bisogno. Il marito ideale.

Joaquin 6,5: Non pensavamo fosse un appassionato necrofilo, visto come abusa di Evra. E pensare che non affonda neppure come potrebbe.

Marcos Alonso 6: Un po’ scazzato per non poter partecipare alla consueta serata erasmus del venerdì sera, stringe un patto di non belligeranza con Pereyra sulla fascia. Sembrano dirsi: “Stasera nun me va de fa ncazzo” “Guarda, sfondi una porta aperta”

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Le pagelle Cesarine degli ottavi di finale: Brasile-Cile 4-3 (dcr) e Colombia-Uruguay 2-0

BRASILE

Julio Cesar 8 – il giocattolino di Toy Story si prende la sua rivincita verso tutti i detrattori che lo accusavano di essere finito, bollito, cotto e sinonimi vari, relegato ormai ai margini del calcio che conta. Respinge alla grande su Aranguiz, poi ai rigori dice you shall not pass a Pinilla e Sanchez. Verso l’infinito e oltre. Buzz Lightyear.

David Luiz 6 – mentre cerco di capire dai replay se ha segnato lui oppure no, la barba mi cresce a dismisura e divento Mago Merlino e mi trasferisco a Honolulu. Comunque 60 milioni questo qui nemmeno nel paese dei balocchi.

Neymar 6 – finora alterna una partita spumeggiante a un’altra di riposo, tuttavia il rigore decisivo lo segna con la freddezza dei campioni. Cosa sarebbe questo Brasile senza di lui? Forse l’Atletico Van Goof o la mia squadra di calcetto. Fate vedere a questi giocatori più vhs (sì, vhs, siamo nostaligici qui) dei campioni degli anni ’90: se Romario, Bebeto & co. avevano i capelli normali un motivo ci sarà. Più calvizie per i giovani d’oggi.

Fred e Jo 4 – Non si vedeva un Brasile con delle prime punte così inadeguate dagli anni cinquanta dell’Ottocento, quando in effetti in Brasile ancora non giocavano nemmeno a calcio. Carrozzieri. No, non Moris. Continua a leggere Le pagelle Cesarine degli ottavi di finale: Brasile-Cile 4-3 (dcr) e Colombia-Uruguay 2-0

Le pagelle Cesarine del gruppo C: Colombia-Giappone e Costa d’Avorio-Grecia

Colombia-Giappone 4-1

Colombia

James Rodriguez 8 Se c’è un giocatore che sta spaccando il mondiale è lui. Entra al posto di Cuadrado sull’1 a1, e sembra Benny Raich sulle nevi del Sestriere, nemmeno un’inforcata. In mezzo anche lo splendido assist per il gol di Jackson Martinez, e tanto altro. Panico nella dirigenza del Porto. Vorrebbero ricomprarlo oggi, per rivenderlo dopo il mondiale per l’intero PIL del Belgio Continua a leggere Le pagelle Cesarine del gruppo C: Colombia-Giappone e Costa d’Avorio-Grecia

Le pagelle Cesarine Gruppo C: Colombia-Costa d’Avorio e Grecia-Giappone

Colombia-Costa d’Avorio 2-1 

Colombia

Mario Yepes 7.5 E’ protagonista di diverse sbavature, ma a me sinceramente non importa e dico, Marietto, non ti curar di loro ma guarda e passa. 7.5, a prescindere

Juan Cuadrado 7 Se avesse fatto gol su quel tiro, probabilmente la sua valutazione sarebbe salita addirittura ad un quarto di Pogba, unità di misura che ha sostituito l’euro nelle transazioni di elevato livello. Annuncio la scomparsa anche del Mezzo Saponara, che con l’eliminazione delle comproprietà non è più considerato valuta corrente.

James Rodriguez 7.5 Fa tutto lui. Gol di testa, palla rubata e assist per Quintero. Oggi su twitter mi è stato detto che questo ragazzo è stato l’ultimo colpo di Alessio Secco prima di venir destituito, facendo fallire l’operazione. Lascio voi juventini a rimuginare su questo fatto

Teofilo Gutierrez 6 E’ un buon attaccante, nel River sta facendo benino, ma ieri ha dimostrato di avere i piedi a banana. Speriamo non faccia una fine tipo Agroppi (cit.)

Juan Fernando Quintero 7 “Socio, ho un nome sicuro per il fantacalcio, è Dorlan Pabon”. Sembrava che la mossa Quintero sarebbe stata simile al colpo Pabon. E invece…e invece fu proprio così. Un solo gol in tutta la sua esperienza pescarese, ma il tarlo era stato seminato. Quintero è stato miglior giocatore del sudamericano under 20 dove ha trionfato con la Colombia di Jherson Vergara. Quando ho sentito che sarebbe andato al Porto la mia mente ha viaggiato al 2016, e ha visto il PSG comprarlo per un Pogba e mezzo. Esordio con gol, un predestinato.

Costa d’Avorio

Serge Aurier 7 Questo classe 92 è una delle note più positive di questa non eccezionale Costa d’Avorio. Spinta e buon tiro dalla distanza. Potremmo anche farci un pensierino, ma tanto sono sicuro che anche lui abbia problemi di postura, o un gomito che gli fa contatto col piede

Serey Die 5 Clamoroso caso di precognizione. Piange sapendo della vaccata megagalattica che avrebbe fatto nella ripresa. Il posto nella precrimine di Minority Report 2 è assicurato

Gervinho 7 Un giocatore che viene toccato, e barcolla barcolla ma non cade, come avrebbe fatto il miglior Ronnie, ha tutta la mia stima imperitura. Segna un gran gol, la rasatura dignitosa il secondo passo verso il riconoscimento come essere umano

Yaya Tourè 5 A un Tourer come me piange il cuore dargli un brutto voto. Ma brancola nel buio nel centrocampo ivoriano. Prestazione negativa a parte qualcuno dica a quel cioccolataio di Trevisani che esistono altre squadre oltre il Barcellona e che quest’anno Yaya ha messo 4 punizioni sulle 6 tentate in tutto il campionato. En passant

Wilfried Bony 5 Delusione cocente. Contavo molto su di lui e mi ha deluso. Niente spazio nel super attacco del Milan, ti toccherà rimanere in Premier. Poveraccio

Causa l’ora tarda e il nulla cosmico che circondava questa gara ho visto solo 40′ minuti di Grecia-Giappone. Mi lancio in un paio di considerazioni sparse

Katsouranis ha 400 anni, non può farsi cacciare dopo 40 minuti per un intervento di un’ignoranza Mexesiana. Non può

– Quando si fa male Mitroglou e la tua contromossa è Theofanis Gekas sai di essere fottuto

Kawashima è il degno erede di Kawaguchi, e no, non sto inventando nomi

– #FreeKagawa, sempre,anche in nazionale

 

Le pagelle Cesarine: Girone C, Colombia, Grecia, Costa d’Avorio, Giappone

Colombia

Marietto Yepes 8 Più bello di una divinità greca, esce palla al piede e arriva fino all’area avversaria, per poi venir ignorato in maniera criminale dai compagni. James Rodriguez e Cuadrado facciano attenzione alle teste di cavallo sul letto. Continua a leggere Le pagelle Cesarine: Girone C, Colombia, Grecia, Costa d’Avorio, Giappone

Lettera di Juan Guillermo Cuadrado Bello a se stesso

Necoclì è da dove vengo, in Colombia, ma è molto di più: è il punto da cui si può vedere l’intera penisola sudamericana, dove si può vedere il golfo del Caribe, ma non è solo quello. Non è quello che volevo dire, non è quello che penso oggi che mi chiedono sempre del futuro, se andrò a Monaco o a Barcellona e io ripenso al mio televisore nuovo, non era nuovo e non era mio, in realtà era di mio padre, come tutto, comunque poi è lo stesso, il televisore nuovo, è dai tempi di Necoclì che non ripenso a quel televisore di mio padre, com’era bello quel televisore là, com’era bella Necoclì nelle giornate limpide, da cui si vedeva l’intero Sudamerica e quel primo viaggio verso Medellìn, quando arrivammo là, era mattina prestissimo che partimmo con la Subaru dello zio e quando si stava per arrivare là in città ricordo di mio padre che mi disse di quella televisione e ne avrei potuta guardare tutta quella che mi pareva, ma quando sarei stato vecchio, non ora, non allora, si trattava di correre molto veloce, molto rapido saltare l’uomo, scartare e poi andare avanti.

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Fiorentina-Inter 1-2: le pagelle semiserie dei nerazzurri

Handanovic 5: sul gol di Cuadrado si tuffa con la stessa coordinazione e lo stesso tempismo di una sinapsi cerebrale di un 70enne con l’Alzheimer. Respinge bene le restanti occasioni viola, ma spesso non s’intende bene coi compagni: non pensavo che spagnolo, portoghese e sloveno fossero lingue così diverse tra loro.

Rolando 7: continua ad essere il miglior difensore nerazzurro degli ultimi mesi, ma è sempre più grande il sospetto che gli attaccanti girino alla larga da lui più per l’aspetto fisico che non per le doti tecniche.

Samuel 6,5: se quella volta il Muro di Berlino l’avesse costruito lui, non sarebbero riusciti ad abbatterlo così facilmente. La fascia di capitano su quel braccio granitico è una visione celestiale.

Juan Jesus 6,5: fa assaggiare presto i tacchetti ai malleoli di Ilicic, e infatti conduce una partita di ordinaria tranquillità.

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Fiorentina–Udinese, come smettere un vizio assurdo

Non era facile stasera. Non era facilissimo. Ci stava di vincere, ma si poteva prendere anche una batosta. E’ un buon risultato, no? Così dice Lapo, che sta smettendo di fumare ed è più schizzato del solito, che già di solito lo era molto. Anche a livello morale, si gioca bene, lo dicono tutti, siamo belli, e poi però non si ha mai dei riconoscimenti veri e propri, aggiunge passando in corridoio in mutande. Ha addosso anche i calzini e ha freddo, è ingestibile, ma sta smettendo di fumare, ripeto, quindi tutto, ma assolutamente tutto, gli è concesso.

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Fiorentina – Napoli | Untitled.

Se raccogliessimo quanto detto o scritto su Fiorentina-Napoli potremmo pubblicare un bel volume alla Guerra e Pace. O qualcosa alla Proust, Alla ricerca del tempo perduto. Ho letto di fiorentini che accusano napoletani. Ho letto di napoletani che se ne infischiano e se la ridono. Ho persino letto di fiorentini che giudicano corretta la direzione di Calvarese tranne che per l’ormai noto episodio finale. E ho letto ancora di napoletani che giudicano poco sufficiente la prestazione della propria squadra. «Ci sta bene, non abbiamo fatto altro che cadere in terra per finta», dice qualcuno. «Abbiamo vinto ma con un secondo tempo così si va poco lontano», dice un altro. Potrei aggiungere in appendice una raccolta di provocatorie corrispondenze di vario tipo in cui io, proprio io me stessa medesima sottoscrittissima, in quanto tifosa azzurra, vengo incolpata non ho ancora ben capito di cosa. Furto, forse. O corruzione. O principio di somiglianza con un personaggio di Notre Dame. Io me stessa medesima sottoscrittissima.
Certo il rigore c’era, su questo siamo tutti d’accordo. Continua a leggere Fiorentina – Napoli | Untitled.

Fiorentina Napoli, Stadio Artemio Franchi, Firenze

Nell’Ottobre duemilatredici, anno della galassia, campionato Serie A tim, c’era il tempo di tornare allo stadio dopo anni d’assenza, per la partita contro il Napoli. C’era tempo di fare molte cose, in verità. Ospitavo a casa una promessa della letteratura italiana che aveva visto i natali a Battipaglia. Veniva da Milano, anzinò Torino ed in macchina aveva uno di quegli antifurti con le palle, che non si vedevano più da anni. Ci salutavamo alle sei di pomeriggio che lui doveva incontrar qualcuno, mentre io portavo Diana a casa e poi un kebab fatto bene e garantito, dal Faraone di San Jacopino, affetto da disturbi evidentissimi di coazione a ripetere.


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Chievo Fiorentina, in Sanfelice. L’inverno tarda ad arrivare

Le domeniche si susseguono veloci e io ripenso a quella poesia di Rilke, quella a cui penso sempre quando rimando le cose. La poesia dice qualcosa del tipo: chi non ha casa oggi, non l’avrà mai. Chi è solo oggi, sarà solo sempre. Qualcosa del genere.

Le domeniche si susseguono e io rimando le cose a data da definirsi. Cose che quindi rimanderò sempre. Ne vorrei infilare mille e mi sfuggono dalle mani; rimane il mio tornare a casa dopo il cinema e i marocchini all’angolo che mi chiameranno con un fischio e poi: ehi fratello, vuoi qualcosa? Io solleverò una mano a dire, no grazie, la prossima volta magari, ma oggi sto bene così. Rimando le cose anche con loro.

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