Archivi categoria: Cronache dal cancelletto – Pagelle e novità dallo sci alpino

La dinamica dello sci, parte 1: il tempo

"Spaziotempo". Con licenza GFDL con disclaimer tramite Wikipedia - http://it.wikipedia.org/wiki/File:Spaziotempo.gif#mediaviewer/File:Spaziotempo.gif
“Spaziotempo”. Con licenza GFDL con disclaimer tramite Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/File:Spaziotempo.gif#mediaviewer/File:Spaziotempo.gif

Dalla televisione sembra che quegli omìni piccoli piccoli che scendono su quel tappeto bianco non è che vadano tanto veloci, e che il tempo cronologico scandisca precisamente ogni istante geometrico della parabola compiuta. Una vittoria, una sconfitta, un errore, corrono sul filo di ciò che noi chiamiamo centesimi, ma che in realtà dovremmo ben imparare a distinguere da quello che chiamerò il tempo dello spazio. Continua a leggere La dinamica dello sci, parte 1: il tempo

Cosa non mi aspettavo dai Mondiali (o dell’entropia)

Immagine: "Order and disorder" di Aushulz - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Order_and_disorder.svg#mediaviewer/File:Order_and_disorder.svg
Immagine: “Order and disorder” di Aushulz – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Order_and_disorder.svg#mediaviewer/File:Order_and_disorder.svg

In un sistema chiuso gli sforzi termodinamici avvengono in funzione di ciò che possiamo chiamare equilibrio di quello stesso sistema. Questo non è tanto ordine, quanto piuttosto mancanza di disordine, ovvero regolarità, cadenza, ritmo molecolare. Ma essendo l’Universo intero, che rappresenta il sistema chiuso per eccellenza, un qualcosa in continua trasformazione, quella carenza d’ordine non può durare per sempre. Il processo inverso, definito entropia, sta a segnalare la naturale tendenza al disordine che avviene sia a livello micro che macro di ogni buon sistema che si rispetti. Se applichiamo queste considerazioni ai Mondiali di Vail, trasponendo un concetto scientifico in una quantomeno sconsiderata prospettiva sportiva, e consideriamo suddetti Mondiali come un sistema chiuso, allora possiamo tirare fuori diversi esempi in cui notiamo un aumento significativo di entropia.

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Il Bodone di Higgs

"CMS Higgs-event" di Lucas Taylor - http://cdsweb.cern.ch/record/628469. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:CMS_Higgs-event.jpg#mediaviewer/File:CMS_Higgs-event.jpg
“CMS Higgs-event” di Lucas Taylor – http://cdsweb.cern.ch/record/628469. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:CMS_Higgs-event.jpg#mediaviewer/File:CMS_Higgs-event.jpg

Che cos’è un campione? O, meglio: quali sono le qualità che possiede chi è definito tale? Il talento, direi, innanzitutto. Senza quello sei solo un artigiano. Bravo ma un artigiano. Il genio, anche, che raffina il talento con l’imprevedibilità e assolutizza un gesto, lo rende trasmissibile tramite entusiasmo. Poi la disciplina, certo, la capacità di concentrazione, una bella dose di egocentrismo, di coraggio, di paura e anche di solitudine. Ogni campione che si rispetti difetta sempre in qualche lato della realtà. Ha dei buchi, delle lacune. Nello sport come in qualsiasi altra cosa. D’altronde se non vedesse il mondo da un’altra prospettiva non sarebbe mai quel campione che è. Continua a leggere Il Bodone di Higgs

Die Götzendämmerung (ovvero: come appena scesa dall’Olimpia la Vonn ci torna in tutta fretta)

Nel “Crepuscolo degli idoli” (Die Götzendämmerung, appunto) Nietzsche sostiene la trasvalutazione di tutti i valori che, a suo dire, la morale attuale (ovvero di fine ‘800) si trascina fin da Socrate, passando per il Cristianesimo. L’errore alla base, in particolare di quest’ultimo, consiste nell’aver proiettato la soggettività al di fuori dell’uomo, sulle cose, e così aver creato l’essere, ovvero dio. Ogni atto morale che consegue a questa dottrina è, per Nietzsche, un atto contrario alla vita, che cioè ne trascende il reale valore.

immagine presa da wikipedia.it
immagine presa da wikipedia.it

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Cortina 2015. Un fotoreportage da record

Visto che nessuno ancora mi paga per andare a vedere le gare di sci mi sono organizzato da solo, e tra il mio salvadanaio e quello (rubato) a mia nipote sono finalmente riuscito a partire. Fortuna ha voluto che capitassi lì (sarà un caso? Rifletti Lindsey Vonn, rifletti) proprio quando l’americana è riuscita a infilare il record dei record, entrando con tutti e due gli sci nella storia. Ciò che state per vedere è il fotoreportage delle due giornate di Coppa del Mondo a Cortina.

Veduta dal parterre della pista Olimpia delle TofaneVeduta dal parterre della pista Olimpia delle Tofane

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Il caso e la necessità. Tempo, eventi e coincidenze

(immagine presa da wikipedia.org)
(immagine presa da wikipedia.org)

Chi fa la Storia? Fin da piccolo mi hanno detto che non si fa “con i se e con i ma”. Inutile recriminare, desiderare, sperare che sia andata in un altro modo. In conseguenza di questa prospettiva la Storia mi è sempre apparsa come un mostro che fagocita tempo ed eventi, e li restituisce poi a brandelli, tritati, ma anche, e soprattutto, definitivi. Dalla Storia non si esce. Anche se forse sarebbe meglio dire che è dal passato che non si può scappare. L’accaduto si mantiene tale, non c’è verso. E la storia è solo il nome degli eventi che diventano la pelle del tempo. Ma come si confeziona questa pelle? Come si modifica il tempo per trasformarlo in passato?

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Immenso Gross. La non semiserietà della vittoria

(immagine presa da wikipedia.org)
(immagine presa da wikipedia.org)

Mi perdonino i redattori se l’articolo risulterà serio, ma la vittoria non si permette la semiserietà. La vittoria è seria, altroché. È orgogliosa, è virile e guardinga, come gli occhi di Stefano Gross all’arrivo di Dopfer.

Quella pelle d’oca che ricordo dagli anni del calcio, quando effettui un’azione perfetta, un gol impensabile, oggi, da buon sportivo da poltrona, l’ho avuta davanti alla televisione. Solitamente, soprattutto in Slalom, tendo ad analizzare una Manche alla volta, dato che l’Italia non è famosa per la continuità. Oggi però ci stava il podio, e lo sapevamo tutti, ma ce lo aspettavamo più dal vecchietto Thaler che dal giovane Gross.

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Propositi per l’anno nuovo

immagine presa da wikipedia
immagine presa da wikipedia

Viviamo nel migliore dei mondi possibili? È una domanda che pongo a tutti voi. Me la sono rivolta di recente, un po’ per valutare, come da buona tradizione, la fine dell’anno, un po’ per vedere dove mi avrebbe portato una concezione finalistica del mondo incentrata chiaramente su di me.

Beh, salta fuori che sì, l’anno è andato bene, alti e bassi, come tutti. E fin qui nessuna sorpresa. Poi mi sono immaginato il mio migliore dei mondi possibili e sono giunto alla conclusione che Leibniz non aveva capito un cazzo.

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Welcome back Lindsey Woods (?)

Foto di Arthur Mouratidis, Flickr/Wikimedia Commons, creative commons
Foto di Arthur Mouratidis, Flickr/Wikimedia Commons, creative commons

In un’intervista fatta in settimana, avvolta dal caldo del camino e con un conturbante cappellone di lana sul capo (quasi peggiore di quella “barilla” che ormai ci siamo abituati a vedere fisso sui bei capelli biondi della Shiffrin), alla domanda che cosa avrebbe cambiato del suo passato, Lindsey Vonn ha risposto che probabilmente avrebbe dovuto andare più carefully, more easy, insomma, essere un pochino più tranquilla, meno impetuosa. Al che non ho potuto trattenere un americanissimo: REALLY?

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I decadenti, ovvero la fine degli imperi genera bellezza

Che la fine di un impero rifulga come la coda di una cometa non è una novità. Che quella coda però si trascini per un secolo non è cosa da tutti gli imperi. Ma forse siamo noi, mortali e con un tempo limitato, a non comprendere i modi in cui i grandi eventi si ripercuotono nell’eternità. Sarà forse per questo che l’Austria non riesce a mollare il colpo, e di fronte alle sfide, mirate, in questo caso, allo sport nazionale, non riesce a non esprimersi se non mediante quell’orgoglio e quella patina così consapevolmente malcelata di superiorità, propria di un’epoca che fu e che, con ogni probabilità, non sarà se non nelle pagine di storia. Che dire. Se ci tengono così tanto è il caso di lasciar andare il contentino, anche se credo che non sarebbe certo una mobilitazione dell’esercito austroungarico la proporzionata reazione alla sconfitta. E così, la strapotenza austriaca riecheggia tra le valli alpine, nominando a gran voce i nomi di Marcel Hirscher e Anna Fenninger.

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Tutti pronti? Inizia lo sci (Oh come? Ma non era estate? – Eh, mi pareva anche a me)

Ci siamo. Tra pochi giorni inizia la Coppa del Mondo e io c’ho già l’ansia.Quando me l’hanno detto sono caduto dalle nuvole: “Ma come? Già inizia? Ma è ancora estate…” E invece no. Invece siamo quasi in inverno, e la neve cade fitta sulle montagne alpine. L’altro colpo tra capo e collo me l’ha dato il norvegese volante Svindal. Mentre si allenava con la squadra decidono di fare una partitella a calcio. Croc! Si sente fare. Nulla, è solo il tendine d’Achille che se ne va…

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Pagellone del circo bianco. Wengen, Kitzbuhel, Cortina (II° parte)

(Splendido tratto dell'Olimpia delle Tofane, una delle piste più amate del circuito femminile. Fonte: vocidicortina.it)
(Splendido tratto dell’Olimpia delle Tofane, una delle piste più amate del circuito femminile. Fonte: vocidicortina.it)

L’Olimpia delle Tofane, a Cortina, conferma il primato della tedesca e riporta alla vittoria una fuoriclasse dello sci alpino: Tina Maze. Vincono anche Gut, tornata ai vertici dopo qualche passo falso e la Goergl, imbattibile nel SuperG di apertura.

Maria Hoefl-Riesch: sempre in primissima linea la 29enne di Garmish, che a Cortina si porta a casa un bel bottino tra punti e podi. Prima e quarta in Discesa, seconda e terza in SuperG, consolida il primato nella Generale e mette sopra una bella ipoteca per Sochi. Poche settimane fa ha annunciato di volersi ritirare dopo la fine della Stagione…Visto come vanno le cose però mi sembra difficile rinunciare…Instancabile

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Pagellone del circo bianco. Wengen, Kitzbuhel, Cortina (I° parte)

I vecchietti si stanno prendendo la rivincita in questa prima parte di Coppa del Mondo. In attesa di Sochi è infatti la non più giovanissima Riesch a comandare sulla generale, inseguita da un’orda di giovani affamate di risultati. Tornano invece alla vittoria Tina Maze ed Elisabeth Goergl sulle nevi di Cortina. Tra gli uomini la rincorsa è sempre tra il “norvegese volante” Svindal e il “ragazzo d’oro” Hirscher, che sembra più incline degli altri anni a lasciare punti per strada. Si fanno avanti però il francesino Pinturault e il tedesco Felix Neureuther, da tenere d’occhio soprattutto in vista delle Olimpiadi.

(braccio di ferro tra Hirscher e Svindal. Fonte: facebook.com)
(Braccio di ferro tra Svindal e Hirscher. Fonte: facebook.com)

Dopo l’ottimo inizio l’Italia non riesce più a trovare il podio, anche se i piazzamenti fanno ben sperare soprattutto in vista delle Olimpiadi. Moelgg migliora di gara in gara e sembra che abbiamo ritrovato anche il Thaler di una volta, che si conquista un insperato terzo posto mettendo in fila due manche clamorose. La velocità lascia un po’ a desiderare, Paris sembra non ritrovarsi, Fill (neopapà) non trova più concentrazione e Innerhofer va tra alti e bassi.

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Pagellone del circo bianco. Ultimo weekend 2013

Nonostante la nevicata abbondante la classica di Bormio ha soddisfatto le attese degli spettatori. Sullo Stelvio, Svindal si conferma sempre più norvegese volante e mette in cascina altri 100 punti, importanti in vista delle prove tecniche di Gennaio. Bravissimi gli italiani, forse penalizzati dai numeri bassi: la pista sembra infatti essersi velocizzata dopo le prime venti discese. Ottimo Innerhofer, sesto, non male Fill, quindicesimo. Grandissima prova della squadra femminile in Gigante, che, nonostante non arrivi al podio, piazza ben sette atlete tra le prime sedici. La gara se la porta a casa la Fenninger (finalmente!). Male Gut e Weirather, che perde la leadership grazie al bronzo della Riesch in Slalom. La regina Schild torna definitivamente e vola sulle nevi di Lienz, mettendosi dietro la pur brava Shiffrin. Male la Zettel, che non ritrova più il feeling col podio, malissimo la Maze, che non ritrova più neppure se stessa. Brava la nostra Costazza, settima.

Splendida veduta dal parterre della pista "Stelvio" di Bormio (immagine presa da bormioski.eu)
Splendida veduta dal parterre della pista “Stelvio” di Bormio (immagine presa da bormioski.eu)

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Pagellone del circo bianco. Val Gardena e Val d’Isère

(immagine presa da discoveryalps.it)
(immagine presa da discoveryalps.it)

Carambola di risultati nella settimana sciistica appena trascorsa. Nello Slalom da segnalare il ritorno al vertice della Schild, accompagnata sul podio dalla sorellina Bernadette. Nella velocità un eccellente Guay segna un miracolo recuperando oltre un secondo sul norvegese Jansrud. Svindal allunga su Hirscher, che però fa suo il Gigante sulla Gran Risa e tiene il passo. Maluccio l’Italia maschile, che sulle nevi di casa non riesce ad andare oltre a un ottavo posto con Heel. Un po’ meglio tra le donne: la Brignone si porta a casa un ottimo quarto posto in Gigante e fa suo il posto per le olimpiadi di Sochi. Nella generale femminile la Weirather toglie il primato alla Gut vincendo il Gigante in Val d’Isère; tengono il passo Riesch, Fenninger e Maze. Cedimento del ginocchio per la Vonn, che sembra non ritrovare la forma.

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