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Vita da Quarto Uomo [allucinazioni] (Napoli-Real Madrid)

La stanza bianca / parte 2

Scrivi. Capitolo Uno. Fenomenologia dell’infelicità. Anzi. Cancella infelicità e scrivi: afflizione. Afflizione è meno lacrimoso e concede maggiore spazio al patimento. Aggiudicato. (solenne) Fenomenologia dell’afflizione. Temi, problemi, aggiornamento bibliografico. A capo. Paragrafo Uno. Economia e gestione dell’afflizione.
– È una causa persa.
– Perché sarebbe una causa persa.
– Non puoi dettare un vademecum per governare gli stati d’animo.
– Sciocchezze. Tutto si può amministrare. Catalogare. Incasellare. Tutto. Registrare. Archiviare. Etichettare. Schedare. Tutto. Serve solo un metodo.
– E quale sarebbe il tuo metodo innovativo.
(in mano ha una benda. bianca. lunga circa novanta centimetri. i bordi non sono definiti, pendono filamenti su tutto il perimetro, come se fosse stata strappata da un lenzuolo o da una stoffa più grande. si arrotola la benda sulle mani, lentamente. con gesti ampi)
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Vita da quarto Uomo [allucinazioni] (Real Madrid-Napoli)

La stanza bianca

C’è una finzione tra quello che vediamo e ciò che realmente accade. È un frammento di vetro che intacca il nostro bulbo oculare, si incunea nelle membrane e distorce le immagini, le deforma, le contorce, le disperde. Eppure le cose sono lì, le tocchiamo, le sentiamo sotto i polpastrelli. È una finzione che non percepiamo. Avvertiamo il fastidio di un corpo estraneo, ci stropicciamo l’occhio, chiudiamo e apriamo ripetutamente le palpebre. Niente. Ciò che mettiamo a fuoco è la nostra verità. Unica, indiscutibile. E quelle immagini si fissano nella mente, un istante e sono già ricordi. Unici, indiscutibili. Ognuno convive con la sua finzione, con la sua scheggia di vetro. È anatomia, è morfologia, è fisiologia del corpo. Nasciamo con i nostri frammenti, li coltiviamo, li annaffiamo. E ci stupiamo e ci indigniamo quando altri ci illustrano le proprie realtà. Com’è possibile. Eppure le cose sono lì, le tocchiamo, le sentiamo sotto i polpastrelli. La luce inonda tutto. Non vedo più niente.

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Berlino, Battiato e la presa di coscienza

Attesa. M’ha preso alla sprovvista. Nei giorni precedenti l’avevo vissuta bene. Allegro, felice, con la consapevolezza di chi vive la prima finale di Champions da quando ho iniziato ad avere cognizione di causa. Nel 2003 avevo dieci anni, cosa ne volevo capire di sogni e di coppe di Campioni, di sfottò e di tattiche. Adesso no. Sono cresciuto e sono consapevole che, nonostante fossimo sfavoriti, possiamo farcela. Podemos.  Continua a leggere Berlino, Battiato e la presa di coscienza

Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)

Ciao Max,

è difficile trovare le parole. Per me che sono un semplice tifoso. Forse ancora non ho metabolizzato a pieno il fatto che domani sarà un giorno diverso dagli altri, per quel che riguarda il nostro essere Champions-leaguejuventini. Eppure lo so che sarà diverso. Mi sto preparando da 20 giorni a domani. E non riesco a trovare le giuste parole da dirti. Chissà tu, invece, che cosa dirai ai nostri tra stasera e domani. Suppongo non debba essere facile nemmeno per te.

Max, questa è come la notte prima degli esami per i ragazzi che si apprestano ad affrontare la maturità. È una notte unica. Io ricordo la mia notte prima degli esami: fumando una sigaretta sul balcone di casa e osservando il cielo stellato delle 2 di notte in un paesino del Molise tanto distante da Berlino, l’unico pensiero che mi passava per la mente era “tra poco tutto questo sarà finito”.  Continua a leggere Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)

Alvaro Morata – Il giorno dopo

Il giorno dopo.

Il giorno dopo è tutto più chiaro. Non te ne rendi conto subito. L’adrenalina affossa ogni umore interno. Ma stai calmo, non esulti. Sei un signore. Hai rispetto per il passato, per quei colori che hai nel corazòn, per quella camiseta che ti ha preso, strappato ai cugini dell’Atletico e fatto crescere in un mondo impomatato, dove tutto quello che vuoi ti è (quasi) dovuto.
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Lettera a Max: Tra sogno e realtà (Real Madrid-Juventus 1-1)

Ciao Max,

c’è un confine quasi invisibile, una linea sottile, che divide il reale dall’irreale. Noi facciamo solo discorsi relativi al tuo sport. Dovessimo applicarlo alla “vita vera” (cit.) di elementi irreali che entrano nella scena del reale ne troveremmo molti. Ma, per fortuna, noi si parla di calcio. Dove, spesso, quel principio irreale rende le cose uniche. A tal punto che non si capisce se ciò che stiamo vivendo è la realtà o il più bello dei sogni.

(immagine presa da wikipedia.org)
(immagine presa da wikipedia.org)

Max, è un sogno? No. Non questo. Perché ieri sera abbiamo guardato il Real Madrid dritto negli occhi e a Berlino ci andiamo noi. Sì, noi. Quelli di Rimini, settembre 2006. Quelli di Del Piero che fa il 200° gol contro il Frosinone (che poi, probabile che a Frosinone ci si debba tornare l’anno prossimo, ma non vediamo di portare male ai ciociari…). Quelli di Juve-Bayern 1-4 e Fulham-Juve 4-1. Quelli eliminati dal Lech Poznan. Quelli che non erano neanche in Europa nel 2011/12. Quelli che avevano visto quella sottospecie di neve a Istanbul lo scorso anno e che si erano visti sfuggire una finale di Europa League in casa. 
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Lettera a Max: Indietro non si torna (Juventus-Real Madrid 2-1)

Ciao Max,

Storari, Ogbonna, De Ceglie, Romulo, Marrone, Padoin, Pepe, Coman, Matri. Poi mettici anche Romagna e Vitale (o Udoh). E si arriva a 11. Più o meno, penso sia questa la formazione titolare che la stragrande maggioranza di tifosi vorrebbe che tu mandassi in campo domenica. Gli altri che si riposino e si allenino con calma. Perché poi mercoledì si gioca…

Max, è una sensazione strana. Oggi riusciamo a goderci meglio anche lo scudetto vinto dopo 34 partite su 38. Abbiamo dovuto attendere ulteriori 90′ contro il Real Madrid (mica il Lucento) per poter accarezzare meglio quel tricolore conquistato spadroneggiando. Questo giusto per far capire, a freddo, quanto importante sia stato scendere in campo e, vis-à-vis, avere la meglio sui Campioni d’Europa in carica, in questa andata delle semifinali di Champions.

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Lettera a Max (#sipuòfare, aspettando Juventus-Monaco)

Ciao Max, chissà cosa pensi la notte prima di un evento come quello odierno. Max, #SiPuòFare. Max, si deve fare.

"Juventus v Real Madrid, Champions League, Stadium, Turin, 2013" di forzaq8 from kuwait, kuwait - before the start. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Juventus_v_Real_Madrid,_Champions_League,_Stadium,_Turin,_2013.jpg#/media/File:Juventus_v_Real_Madrid,_Champions_League,_Stadium,_Turin,_2013.jpg
“Juventus v Real Madrid, Champions League, Stadium, Turin, 2013” di forzaq8 from kuwait, kuwait – before the start. Con licenza CC BY 2.0 tramite Wikimedia Commons – http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Juventus_v_Real_Madrid,_Champions_League,_Stadium,_Turin,_2013.jpg#/media/File:Juventus_v_Real_Madrid,_Champions_League,_Stadium,_Turin,_2013.jpg

Diciamocelo: l’averci messo contro il Monaco, da un lato ci fa piacere (se di piacere si può parlare). Dall’altro ci carica di responsabilità, perché ora non si può proprio sbagliare. Max, noi dobbiamo vincere. Questo doppio confronto è la nostra finale. Noi dobbiamo sederci al tavolo dei 4 grandi d’Europa. Poi, la compagnia dirà che sarai probabilmente il fratello minore, quello a cui spetta la fetta più piccola della torta. Ma intanto sediamoci. Continua a leggere Lettera a Max (#sipuòfare, aspettando Juventus-Monaco)

Lettera a Max: nave in porto (quasi) (Borussia Dortmund – Juventus 0-3)

Ciao Max,

qualche mese fa, mentre mezza Italia brindava perché la Juve, secondo il bel volere nazionale, era ormai alla frutta, noi (e neanche tutti, perché in molti bevevano anch’essi, ma per dimenticare… Cosa provassero a dimenticare, oggi, non lo sanno più nemmeno loro) eravamo seduti intorno al tavolo a dirci “poche storie, siamo ancora i più forti. La nostra To-Do List dice: 1) riconfermarsi in Italia, 2) tornare ad avere un apparente volto in Europa”.

Max, siamo come una nave che affronta tempeste e avversità, ma il porto (e, perché no, anche il Porto) è terribilmente vicino. Lo vediamo e adesso sta solo a noi arrivarci.  Continua a leggere Lettera a Max: nave in porto (quasi) (Borussia Dortmund – Juventus 0-3)

Pagelle random – Versione Euro

"Tanzturnier 59" di Sigismund von Dobschütz - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tanzturnier_59.JPG#/media/File:Tanzturnier_59.JPG
“Tanzturnier 59” di Sigismund von Dobschütz – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Thiago Silva 8 – Prima croce, con un rigore che – se fischiato in un campionato inferiore all’Eccellenza – avrebbe sancito l’acquisto di crisantemi da parte dei familiari dell’arbitro; poi delizia del PSG, quando approfitta del limone tra Terry e Cahill per infilare Courtois. Se l’ex milanista è diventato così forte, è anche merito dello stage formativo vissuto al fianco di Nesta. Di Juan Jesus si diceva che potesse ripercorrerne le orme, ma se il tuo tutor è Ranocchia…

Pubblico del Bernabeu 0 – Premessa: chi scrive donerebbe più di qualche organo a Mourinho nel caso servisse. Ma fischiare Ancelotti, che ha ridato un’anima, un gioco e una reputazione al Real (e soprattutto la storica Decima), invocando il ritorno di Mourinho (che a Madrid ha toccato il punto più basso della carriera) la dice lunga su quanto ne capiscano di calcio gli aficionados del Bernabeu. Continua a leggere Pagelle random – Versione Euro

Lettera a Max – La musichetta (Juventus-Borussia Dortmund 2-1)

Ciao Max,

sai, ci sono quelle cose che proprio o ti vanno a genio oppure vorresti non averci mai a che fare. Ognuno di noi ha a che fare con situazioni, tra il serio e il faceto, che, ad impatto, generano reazioni interne totalmente diverse.

Max, la musichetta. Ecco, la musichetta. Quella è una cosa che mi provoca (ci provoca) reazioni sportive incontrollabili. In verità la adoro, ma la odio. Se non la sento so che, sempre sportivamente parlando, mi manca qualcosa. Se la sento collegata ad altri stemmi, altri stadi, mi manca. Se la sento e vedo in contemporanea il bianconero ho paura.

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Dallo sbarco sulla Luna al calcio totale: l’Ajax e una lezione olandese

È il maggio 1969. Altri tempi, noi non eravamo ancora nati, così come la maggior parte dei nostri lettori. Il mondo si prepara allo sbarco sulla Luna. I King Crimson rilasciano In the court of the Crimson King. È l’anno della strage di piazza Fontana, la Cecoslovacchia è ancora sulla bocca di tutti e la Spagna della dittatura di Franco non è proprio, in quegli anni, il centro del mondo. Eppure è sede di una squadra, il Real Madrid, che ha a lungo già dominato il calcio europeo e nel suo stadio, il Santiago Bernabeu, si gioca il 28 maggio la finale di Coppa dei Campioni: Milan-Ajax.

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Amarcord Juventus – BVB: dialogo tra me e me

Febbraio, aria fredda, con qualche giornata uggiosa di troppo. Ma

By PeeJay (Own work) via Wikimedia Commons
By PeeJay (Own work) via Wikimedia Commons

torna la Champions, quindi fuori può pure piovere per sempre.
Ottavi di finale. Juventus-Borussia (di) Dortmund, come direbbe Bruno Pizzul. Una classica degli anni ’90 che ha avuto il suo apice nel 1997, in quella maledetta finale di Monaco, in cui i bianconeri arrivarono da favoriti. Ero poco più di un pargolo, ma mi sono immaginato lì, a vent’anni, a parlare con il mio alter-ego.

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