Archivi categoria: Fino all’ultima curva

L’eroe dei due mondi ovvero il Gp di Abu Dhabi

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La F1 è proprio strano come sport, perché se buchi una gomma sei una frana, se invece si buca ai tuoi avversari, tu sei un campione. Ma questo non è il caso di Hamilton.

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Gp Russo: il potere, la vittoria, Putin

Il primo Gp della storia che si corre a Soči inizia con l’inno russo e tutti i piloti in piedi davanti al traguardo con le mani in tasca e adesivi alla memoria di Jules Bianchi, come se fosse già morto. Poi si sale in macchina e se non fosse per Rosberg che spiattella le gomme alla prima curva, rientra ai box al giro successivo, compie una rimonta da campioni e conclude al secondo posto con ben 52 giri su un solo set di pneumatici (devo ancora controllare ma credo che sia record, se non di giri quanto meno di chilometri su un solo set di gomme), ci troveremmo di fronte ad un GP totalmente privo di interessi.

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Gp del Giappone: la nube tossica aerea

Ancora non si hanno notizie dello stato di salute di Jules Bianchi. I piloti, Sutil in particolare, che è l’unico ad aver assistiti direttamente all’incidente della Marussia, non si espongono per rispetto della vita del pilota francese. Le frasi sono di circostanza e tutti esprimono una sorta di cordoglio per i familiari del pilota.

Dalla ricostruzione ufficiosa possiamo attualmente dedurre che Sutil al giro 46 va a sbattere contro le protezioni in una curva cieca. Sta piovendo forte da diverse ore e la gara è stata continuamente sul filo del rasoio per le condizioni critiche. Hamilton ha dato spettacolo. Rosberg ha guidato bene ma sempre in difesa. Non entra la safety car, ma esce il trattore per rimuovere la Sauber. La regia torna su Vettel che rientra inspiegabilmente ai box per cambiare le ruote rimontando le intermedie, proprio mentre Hamilton rallenta vistosamente facendo venire i brividi a tutti, perché forse ha rotto. Invece la direzione gara ha deciso tardivamente di far uscire la safety car. Quasi un minuto dopo è bandiera rossa. Le vetture si incolonnano dentro la corsia dei box. Mancherebbero sette giri alla conclusione del Gran Premio del Giappone, ma subito viene annunciato che la gara non riprenderà. Tutti cominciano a domandarsi cosa sia successo. Si comincia a riguardare più e più volte le immagini dell’incidente di Sutil. E va bene, ha sbattuto forte, ma con una macchina di F1 è una roba da ragazzi. Poi si vedono delle immagini del muletto che sta sollevando la Sauber di Sutil e degli operatori di pista che corrono dietro le ruote di protezione e alzano le mani verso l’alto. Il GPS sostiene che la Marussia di Julies Bianchi sta proprio lì, accanto a quella di Sutil, solo che la Marussia non si vede proprio.

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Gp d’Austria | Capitano Achab contro due birre bionde

L’articolo che volevo scrivere da mesi avrebbe dovuto parlare (ammesso che un articolo possa parlare) di come Frank Williams sia in realtà una specie di Achab della F1. Avrei iniziato in modo molto citazionista e un po’ spocchioso affermando che: “Achab, il mio capitano, si muove sempre innanzi a me in tutta la sua scabra severità di nantuckettese, e in questo episodio che riguarda Imperatori o Re io non devo nascondere che ho soltanto a che fare con un povero vecchio cacciatore di balene e che perciò tutti i maestosi ornamenti e finimenti esteriori mi sono negati. Oh, Achab! Quello che in te sarà grande dovrà di necessità venir strappato ai cieli, pescato nel profondo dei mari e foggiato nell’aria incorporea”.

Tutto questo solo ed esclusivamente se uno fra Massa o Bottas avesse vinto il Gran Premio. Avrei inoltre continuato il mio atteggiamento inutile e citazionista elogiando il bianco come colore innaturale (vi ricordo che la Williams da quest’anno indossa una splendida pelliccia color Moby Dick) e cominciando un’analisi decostruzionista di Sir Williams, dove ci si chiedeva quale arto effettivamente il mostro marino della F1 avesse strappato con le sua fauci cetologiche al proprietario di suddetta scuderia motoristica tanto da farlo continuare nella sua impresa titanica contro tutti i pronostici da ormai qualche anno. Forse il fatto che sia in sedia a rotelle? Forse un peso taciuto all’interno del suo cuore che rincorre ancora l’ultima morte di un pilota di F1, un pilota che sta seduto nell’olimpo degli eroi olimpici e che di nome fa Senna?

Non lo so, sono fatti suoi, però io lo vedo lì, seduto sulla sua lancia, con l’arpione in mano pronto ad ottenere la sua giusta vendetta. Solo che…

Solo che ci sono le Mercedes, teutoniche come due birre bionde. Rosberg che parte terzo ci può stare che recuperi, ma Hamilton che sulla griglia di partenza era nono e che dopo due curve è quarto dovrebbe far digrignare i denti al mio Achab preferito (Achab io spero che tu non trovi mai la tua balena bianca, perché lei ti porterà via da me, mentre il tuo carattere isterico, nevrotico, malato, io lo amo; tu sei il capitano Achab del mio cuore e voglio tornare a Nantucket con te, sorridendo alla vista di Cape Cod).

La birra bionda è buona e bella. Ha tutta una sua schiuma profumata, due occhi gialli da farti impazzire, una risata piena di bollicine leggere, una pelle liscia come un liquido, un romanticismo timido tale e quale alla lenta sbronza di una bevanda alcolica da quattro o cinque o (a dir tanto) undici gradi. La senti salire lentamente dentro di te anche se sei in società. La bevi guardandoti una partita di calcio con gli amici. È buona e bella e tutti la vogliamo, tuttavia essa è terribilmente comune. Achab, Achab tu sei il caso unico che rende la vita delle persone una rarità. Achab, io ti preferisco mille volte perché tu sei una leggenda della letteratura! Non incontrare il tuo mostro, ma la prossima volta vinci questo cazzo di Gran Premio!

I due miracoli del Canada

A volte succedono i miracoli, ma al Gp del Canada assistiamo addirittura a due interventi divini:

  1. Non vince una Mercedes

  2. Rosberg chiude secondo

Le qualifiche ci avevano preannunciato la norma per questo campionato del 2014. Mercedes che monopolizzano la prima fila, la Red Bull che si dimostra la seconda forza in campo e una Ferrari triste e mediocre costretta a lottare contro la Foce India e la Williams. E invece la norma è stata sgretolata in un Gran Premio caotico e sorridente come il Diavoletto di Maxwell.

Diavoletto di Maxwell

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Kleenex e Formula 1

È stata dura alzarsi la domenica mattina alle sette, ma l’occasione era buona: è iniziato il campionato di Formula 1 ch sta scontentando tutti quanti. Perché la gente piagnucola?

 

Innanzi tutto in Australia i Kleenex vanno a ruba grazie a Daniel Ricciardo (che corre su Red Bull), il quale arriva inaspettatamente secondo, ma viene squalificato perché Christian Edward Johnston Continua a leggere Kleenex e Formula 1

Riflessioni di uno scommettitore di F1

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Sono finiti i test in Bahrein (i secondo invernali) e gli scommettitori stanno entrando in crisi, in particolare io: non so più su chi puntare il mio piccolo tesoretto. Che Kobayashi sostenga di guidare una Caterham più lenta di una GP2 non ci stupisce particolarmente. Che la Renault avesse qualche ritardo nello sviluppo del motore lo si poteva immaginare, visto che l’anno scorso hanno vinto il mondiale anche grazie a continui sviluppi del propulsore. Che la Mercedes andasse forte era più che prevedibile, visto che è da due anni che lavorano sulla monoposto del 2014. E così via, di previsione in previsione.

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Formula 1, alcolismo e alcuni consigli per vivere meglio le proprie sconfitte

Dopo alcuni giorni in cui molte vetture di F1 sono state presentate ufficialmente, oggi, eccettuata la Lotus e la Marussia che hanno problemi economici, scendono in pista a Jerez de la Frontera per i primi test invernali tutte quante le monoposto. Jerez è una città fondata dai Fenici dove oggi giorno si produce dell’ottimo Sherry, ma a parte qualche giornalista, difficilmente gli addetti ai lavori della F1 si concederanno un bicchierino di quella favolosa bevanda. E a noi comuni mortali ci viene in mente una domanda stupidissima: perché, già che si trovano lì nei paraggi, gli addetti ai lavori in questi giorni non berranno lo Sherry?

Foto da http://jerez-xeres-sherry.blogspot.it/
Foto da http://jerez-xeres-sherry.blogspot.it/

Facilissimo: F1 sta per Formula uno, dove Formula significa propriamente l’insieme di regole alle quali tutti i partecipanti, le macchine e i piloti devono adeguarsi, e quest’anno la “formula” è stata profondamente modificata. Tale fatto ha gettato nello scompiglio motoristi, ingegneri, sponsor, piloti e tifosi. Nessuno ha la minima idea di cosa aspettarsi per questo campionato. Siamo nel caos: gli astrologi si fregano le mani, i cabalisti rispolverano i loro tomi per interpretare i messaggi divini e in tutto questo gli scommettitori ossessivo-compulsivi come me stanno sudando di brutto.

Ma aspettate prima di strapparvi tutti i capelli dalla cocuzza, perché forse una soluzione esiste Continua a leggere Formula 1, alcolismo e alcuni consigli per vivere meglio le proprie sconfitte

Vettel uber Alles: glossario semiserio del campione del mondo

Un articolo per celebrare il quarto trionfo consecutivo di Sebastian Vettel. Quando il destino…è scritto nelle iniziali!nf60ev

S come Schumacher. Ovvero il mito che di questo passo il giovane Sebastian si avvia a raggiungere e superare. Per molti aspetti ne è l’erede predestinato, oltre a possedere caratteristiche comuni nello stile di guida, nella meticolosità e cura dei dettagli, nel voler cannibalizzare la corsa lasciando agli avversari solo le briciole. E se Vettel fosse davvero il risultato di un vecchio corno dello zio Michael?

E come Età. Verde, anzi verdissima. Appena svezzato inizia a correre sui kart e nel 1995, a soli otto anni, vince le prime gare a livello nazionale.

B come BMW. La prima scuderia di Formula 1 per la quale Vettel ha iniziato a correre come collaudatore, svolgendo i primi test nel 2006 all’età di soli 19 anni appena compiuti. Quando a termini di legge ha potuto prendere la patente, Vettel guidava monoposto da corsa da già otto anni!

A come America. Sul circuito di Indianapolis nella stagione 2007 Vettel debutta in Formula 1 in sostituzione dell’infortunato Kubica e termina con un eccellente ottavo posto, conquistando il record di pilota più giovane a giungere in zona punti. Continua a leggere Vettel uber Alles: glossario semiserio del campione del mondo

Gran Premio del Giappone: il pagellone

Roman Grosjean, voto 9: seppur arrivato terzo, oggi gli concediamo il voto più alto per ben tre motivi: perchè da un po’ di tempo corre meglio dello stanco e demotivato Raikkonen, perchè in gara ci ha dato l’illusione di poter battere Vettel, perchè è già il quarto Gp che termina senza incidenti o penalità.

Alonso e Massa mentre si bevono un moijto all'insaputa di Domenicali (Foto SkySport)
Alonso e Massa mentre si bevono un moijto all’insaputa di Domenicali (Foto SkySport)

La tattica Red Bull, voto 8: non lo ammetteranno mai, ma tutto era stato pianificato per far vincere ancora una volta Vettel, che con le tre soste di Webber e il suo pit ritardato si ritrova da terzo a primo. Magheggi del mago Horner.

Mark Webber, voto 7,5: si meritava forse qualcosa in più, ma davanti ha il cocco della squadra che punta deciso a eguagliare il record di vittorie consecutive di Schumi.

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Gran Premio di Corea: il pagellone

La safety car, voto 10: perchè, fino a prova contraria, è l’unica vettura che è riuscita per qualche giro a stare davanti a Vettel.

Il gippino dei VF o di Mr. Bean alla testa del GP
Il gippino dei VF o di Mr. Bean alla testa del GP

Nico Hulkenberg, voto 9: il vincitore morale della gara. Sfrutta al meglio la velocità in trazione della sua Sauber per tenere dietro prima Alonso e poi Hamilton e conquistare un insperato quarto posto. Pilota di grande talento e di scuola Ferrari, meriterebbe palcoscenici più importanti. Prodigioso.

Sebastian Vettel, voto 8,5: ha rivinto di nuovo. Sì ma che noia…il ragazzino comincia a stuccare. E io mi sono pure alzato alle sette e mezzo di domenica mattina per sorbirmi il suo ennesimo trionfo. Con questo andazzo mi sa che domenica prossima resto a letto. Continua a leggere Gran Premio di Corea: il pagellone

Gran Premio di Singapore: il pagellone

30975_sebastian_vettel_senza_avversari_anche_a_singaporeSebastian Vettel, voto 9: ci saremo anche stufati di metterlo in cima alla classifica, ma che ci possiamo fare se è sempre lì davanti e dà due secondi e mezzo al giro a tutti gli altri? Contro di lui l’unica arma possibile rimane il sabotaggio della vettura, ma di questi tempi sarebbe capace di sorpassare tutti anche con una bici a motore. Mostruoso.

Il circuito di Marina Bay, voto 8,5: non può vantare la storia e fascino di Montecarlo, ma tra i circuiti cittadini è il primo per luci, atmosfera e cornice di pubblico. Spettacolari le inquadrature dall’alto con le vetture che sfrecciano tra i grattacieli e passano sotto la tribuna dello stadio.  Continua a leggere Gran Premio di Singapore: il pagellone

Il ritorno di Raikkonen alla Rossa: affare o bidone?

kimi_raikkonen_qualifyingOrmai è notizia ufficiale di pochi giorni fa: la stagione 2014 vedrà un importante cambiamento nel roster dei piloti Ferrari, con Felipe Massa che dopo sette anni passati tra alti e bassi, più spesso a fare la spalla ai vari Schumacher e Alonso che non a lottare per il titolo mondiale, lascerà il volante della Rossa al “cavallo di ritorno” Kimi Raikkonen, che dopo la fortunata esperienza del 2007-2009 (suo l’ultimo titolo iridato vinto dalla scuderia di Maranello) tornerà per due anni nella squadra che lo ha reso campione del mondo. Scelta azzeccata o pericoloso azzardo? Usato sicuro o nuova minestra riscaldata? Dream team con Alonso o convivenza forzata di due primedonne? Vediamo nel dettaglio i pro e i contro di questa operazione.

Perchè sì

Esperienza e affidabilità: Raikkonen è senza dubbio un pilota esperto (debuttò con la Sauber nel lontano 2001) dotato di una guida sicura e pulita, cosa che lo mette al riparo da errori d’inesperienza e d’imperizia tipici dei giovani piloti al debutto, dotati sì di talento ma spesso incapaci di imporsi subito ad alti livelli. Suo è il record del maggior numero di gare consecutive concluse a punti, a testimonianza dell’eccellente rendimento in pista se messo al volante di una macchina discreta.

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