La cultura degli alibi altrimenti detto ‘Come dare la colpa agli altri per le mie sconfitte’

Gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. (Winston Churchill)

La settimana che ha portato a Juventus-Napoli, crocevia della Serie A 15/16, è stata più lunga rispetto alle altre 51 settimane dell’anno solare.

 

Lunedì

Mancano cinque giorni al big match. Intervistato da radio Kiss Kiss, radio “ufficiale” dei colori azzurri, c’è un soggetto di professione allenatore (o ex, che dir si voglia) che, per privacy, verrà chiamato “Sig. S”. S. mette in guardia i tifosi azzurri da un possibile arbitraggio sfavorevole nei confronti dei propri beniamini, come successe a lui nel 1998. Primi animi in ebollizione. Per la mera cronaca, la partita riguardava solo una delle due contendenti e si, il rigore c’era. Stesso concetto viene ribadito da un altro soggetto, che sempre per privacy chiameremo “Sig. L”. L. è direttore di una testata giornalistica di nome TGcom24, con un’ampia copertura a livello nazionale. Insomma, mica uno sprovveduto. L. in parole povere esprime la sua paura che un possibile errore arbitrale a favore dei bianconeri possa condizionare l’andamento della gara. Anzi, ne è certo. E’ notte inoltrata e L. è ospite ad un talk-show di pseudo informazione sportiva, di quelli dove ci sono gli sportivi e qualche paio di tette qua e là per rallegrare l’ambiente. L. rincara la dose sul possibile arbitro di Juve – Napoli, il sig. Rizzoli di Bologna,il miglior arbitro italiano (ed europeo, aggiungerei), dicendo sì che Rizzoli è il migliore ma non può arbitrare a Torino perché vi è una sequenza statistica che esprime il fatto che il fischietto bolognese sbagli poche volte ma sempre a favore della Juventus, caldeggiando, infine, la designazione di Orsato di Schio.

 

Martedì

Mancano quattro giorni al big match. Il martedì è una diretta conseguenza del lunedì. Il web è in subbuglio, le dichiarazioni di L. hanno messo pepe alla partita e tutti sono pronti a dire la propria. Sempre a radio Kiss Kiss, il sig. S e l’arbitro della partita maledetta hanno uno scambio di battute. “Episodio dubbio” “Ma allora eri in malafede”. Penso che il martedì possa chiudersi così, con un po’ di populismo sportivo spiccio.

 

Mercoledì

Mancano tre giorni al big match. Prende la parola un altro direttore di redazione sportiva, che per privacy chiameremo “Sig. C”. C. afferma che gli azzurri sono uno squadrone perché l’Europa League è più competitiva della Champions, Real e Barça segnano di più ma contro squadre più deboli. Probabilmente perché la pay-tv che lo paga non ha più i diritti della suddetta competizione sportiva, ma guai a pensar male. Il pensiero di C. è super partes. Infine afferma che una vittoria del campionato del Napoli risolleverebbe il paese. Quindi via la questione meridionale, via lo scontro Borboni-Savoia, via la discriminazione territoriale e via i padroni nordisti che sfruttano gli abitanti del sud per ingrossarsi le tasche. Tutto grazie ad una partita di calcio.

 

Giovedì

Mancano due giorni al big match. Gli azzurri incassano anche la fiducia del primo cittadino di NYC, Bill De Blasio, che afferma di quanto la Juventus abbia perso con la partenza di Pirlo. Non me ne voglia, sindaco, ma non mi sembra lei sia il più esperto conoscitore del calcio italico, qui parla gente con attributi e senza una fede, personalità obiettive, mica fomentatori delle solite teorie dei complotti e dei soliti sospetti. Suvvia, Bill, questa è una caduta di stile. La giornata prosegue e la bomba deflagra: si è fatto male Rizzoli. Ed ora vuoi vedere che ci tocca parlare di calcio giocato fino a sabato? No, non sarà così. Infatti una testata cartacea riporta che Sarri non ha potuto utilizzare i droni per allenare la sua difesa causa vento. Un vento che proviene dal Nord. Infine, vi è la pacata opinione di un giornalista, che per privacy chiameremo “Sig. A”, che dice “nulla contro Orsato, ma l’assistente Di Liberatore ha già favorito la Juventus”. Niente, di calcio giocato neanche l’ombra.

 

Venerdì

Manca un giorno al big match. Ritorna alla carica L., che nel mentre è stato minacciato di querela dall’AIA e da Rizzoli. ‘Querela? L’AIA dovrebbe ringraziarmi per aver caldeggiato Orsato.’ Si, caro L., una querela. Perché non puoi gettare fango su un professionista, accusandolo di favori nei confronti di una squadra (quella che tu odi), senza sapere cosa significhi arbitrare una partita di calcio. Alla fine parla anche Maradona, ovvero Dio, che canta il motivetto dei tifosi napoletani e si lancia in una previsione ‘gliene facciamo tre’. Hanno parlato tutti, tranne l’attore principale, ovvero il campo. Ma quello sono domani.

 

Sabato

E’ il giorno del big match.                                                                                                                               Juventus – Napoli 1-0 (Zaza 88′)

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fonte: gettyimages / Marco Luzzani

Domenica 

Sono passate poche ore dal big match. Era più giusto il pareggio. Una piccola deviazione condanna il Napoli. Juventus che si difende solamente come una provinciale. Zaza non avrebbe dovuto giocare per squalifica. La scoperta delle onde gravitazionali ha distratto l’ambiente azzurro (questa è di mia invenzione). Magari il paese si risolleverà un’altra volta, magari partendo dalle riforme in ambito sportivo. Magari i soliti sospetti non verranno zittiti ma sono stati silenziati per un po’. Almeno fino al prossimo alibi.

“Non accettare alibi, nel senso di non accettare il perché una cosa non si può fare che non sia per la propria responsabilità. Ossia, non accetto i giocatori che mi dicono che non possono fare questo perché, ed il perché non c’entra con me. Dal gioco al resto. […] Il meccanismo è: schiacciatore che tirava fuori perché diceva all’alzatore ‘la voglio più qua‘, l’alzatore che diceva ‘ragazzi, la ricezione‘, il ricevitore che non poteva dare la colpa a nessuno diceva che ‘c’è quella luce che mi da fastidio‘. Conclusione: dovevamo chiamare l’elettricista per risolvere il problema. Le squadre giocano male per colpa dell’elettricista.” Che magari tifa pure Juventus.

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