Archivi categoria: Serve & Volley

Ferrer riporta Federer alla normalità

Ci voleva David Ferrer perché Roger Federer tornasse alla vittoria in un Master 1000, dopo due anni di lunga attesa. (6-3, 1-6, 6-2 il risultato della finale) Lo svizzero infatti aveva vinto l’ultima volta proprio a Cincinnati, battendo Djokovic nel 2012, e si era in seguito reso protagonista di una serie di cocenti sconfitte in finale, l’ultima delle quali avvenuta una settimana fa contro Tsonga a Toronto.

I numeri del Re sono da paura: sesto titolo a Cincinnati, ventiduesimo 1000 e ottantesimo titolo in carriera!
Ferrer dal canto suo si conferma il Poulidor del tennis, un pedalatore eccezionale che trova sempre qualche campione pronto a piazzargli la ruota davanti alla sua.
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Le pagelle del Roland Garros

Nadal  9  –  Che gusto ci trova a continuare a vincere Roland Garros a manetta? Egoista, dia spazio ad altri!

The king of Clay (Fonte: Tuttosport)
The king of Clay 
(Fonte: Tuttosport)

Djokovic  7,5  –  Secondo alcuni era il favorito del torneo, lui stesso da tre anni punta quasi tutto sul Rolando per completare il Career Grand Slam. Gioca bene fino alla semifinale, dove palesa i primi scricchiolii fisici. In finale illude per un set i suoi tifosi e i trilioni di omuncoli anti nadaliani presenti a gufare davanti alla televisione. La sensazione è che, al di là della straordinaria abilità di Nadal, patisca troppo la pressione di dover vincere questo slam a tutti i costi.

Un commosso Djokovic durante la premiazione. (Fonte: oktennis.it)
Un commosso Novak Djokovic durante la premiazione.
(Fonte: oktennis.it)

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E continuavano a chiamarlo Nadal Garros

Rafa Nadal con il suo nono trofeo parigino, record assoluto.
Rafa Nadal con il suo nono trofeo parigino, record assoluto.

Non c’è verso, sulla terra rossa parigina Rafael Nadal è imbattibile, the king of clay ha battuto in finale Novak Djokovic 3-6, 7-5, 6-2, 6-4 e ha vinto per la nona volta il Roland Garros, un record che difficilmente verrà anche solo avvicinato in futuro (l’unico ad averlo sconfitto rimane lo svedese Soderling nel 2009 e in molti si chiedono come diavolo ci sia riuscito), ed è salito a quota 14 slam come Pete Sampras. Prossimo obiettivo Roger Federer con ben 17 titoli nei major.
E pazienza se lo stesso Nadal ha affermato in un’intervista che spera che questo slam non venga nominato Nadal Garros, (troppo modesto il campione di Manacor!), ma un simile dominio di un tennista su una superficie non si era mai visto nell’intera storia di questo sport. Continua a leggere E continuavano a chiamarlo Nadal Garros

Roland Garros – Semifinali: Djokovic batte Gulbis, Nadal strapazza Murray

In finale sarà ancora una volta Nadal-Djokovic, la sfida delle sfide, quella che dal 2011 ha monopolizzato quasi tutti i tornei più importanti del tennis maschile. Lo spagnolo ha passeggiato contro Murray, il serbo ha dovuto impiegare più energie di quanto egli stesso si aspettasse per avere la meglio di Gulbis.

Fonte: Reuters
Fonte: Reuters

Rafa Nadal ha demolito il malcapitato Andy Murray 6-3, 6-2, 6-1, lo ha asfaltato, come si suol dire, e ci è passato sopra con l’automobile.
Quella che è andata in scena sul campo del Philippe Chatrier non è stata una partita di tennis ma un monologo del maiorchino. Pertanto non c’è nessuna cronaca da fare, basta fotografare lo scambio tipo che si è ripetuto per un’ora e mezza circa tra il numero uno al mondo e il campione in carica di Wimbledon.
Servizio di Murray che sfiora i 200 km/h, Nadal che come suo solito aspetta la palla molto lontano dalla linea di fondo per colpire col dritto sempre e comunque, risposta carica di top speen e via, inizio dell’inferno per lo scozzese, che vede allargarsi il campo a ogni colpo.
Combatte Andy, perché è uno tosto a cui piacciono le lotte, soprattutto quelle dure fisicamente, e cerca di rispedire la palla dall’altra parte finché è umanamente possibile. Quando ci riesce viene silurato da un dritto micidiale in contropiede di Nadal, proprio mentre cerca di riguadagnare affannosamente e disperatamente il centro del campo. Continua a leggere Roland Garros – Semifinali: Djokovic batte Gulbis, Nadal strapazza Murray

Roland Garros 2014 – Riassunto della prima settimana

La prima delle due settimane del Roland Garros 2014 è andata in archivio con parecchie sorprese.
Se nel tabellone maschile fa scalpore la debacle svizzera con l’eliminazione lampo di Wawrinka per mano di Garcia Lopez e la sconfitta di Federer contro Gulbis agli ottavi, in quello femminile si può parlare di autentica rivoluzione francese (d’altronde siamo a Parigi) con teste di serie che sono volate via come ghigliottinate, battute da giovani fanciulle molto promettenti.

Nadal è arrivato al quarto turno facile facile, non trovando opposizione alcuna presso i suoi avversari. Annientato Ginepri al primo turno (sì, è quello arrivato in semifinale Us Open nel 2005!), ha dato il ben servito al giovane di belle speranze Thiem e ha spazzato via il modesto Leo Mayer. Agli ottavi se la vedrà ora con Lajovic, non il genere di giocatore che possa dargli qualche noia.
Anche Djokovic ha dimostrato di essere in palla. Il serbo è già ai quarti, dove se la vedrà con l’ottimo Raonic (la parte bassa del tabellone maschile è un giorno avanti, così come la parte alta del tabellone femminile), dopo aver battuto Sousa, Chardy, Cilic e Tsonga. La partita contro il francese è stata una prova di forza terrificante (6-1, 6-4, 6-1), segno che Nole è più che mai determinato a detronizzare Nadal.
Ai quarti sono anche Berdych, che come al solito si è fatto notare soprattutto per l’audace abbigliamento (maglietta hawayana), e Gulbis, che ha battuto Sua Maestà Federer in cinque set. Il lettone a 26 anni sembra finalmente un tennista serio (si fa per dire) e concentrato. Roger torna mestamente a casa dopo aver disputato uno slam parigino sotto tono.
Berdych-Gulbis sarà un match da non perdere.

Nole Djokovic, impegnato a rispondere a uno dei servizi di Tsonga
Nole Djokovic, impegnato a rispondere a uno dei servizi di Tsonga

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Djokovic batte Nadal e conquista Roma

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Novak Djokovic con il trofeo di Roma, si tratta del terzo successo agli Internazionali per il fuoriclasse serbo.

Djokovic batte Nadal 4-6, 6-3, 6-3 in un match dai due volti, e conquista per la terza volta in carriera il prestigioso Master 1000 di Roma, gli Internazionali BNL d’Italia.
Partita che all’inizio sembra un politico in campagna elettorale, poiché molto promette e poco o nulla mantiene.
Sì, perché Nadal-Djokovic dovrebbe essere il meglio del tennis di oggi, dovrebbe appunto. Continua a leggere Djokovic batte Nadal e conquista Roma

Nadal fa suo il 1000 mutilato

Nadal batte Nishikori per ritiro (2-6, 6-4, 3-0) e conquista in casa l’ennesimo titolo sul rosso della sua incredibile carriera, l’Atp di Madrid, suo primo Master 1000 stagionale.
Quella di Rafa non è stata una vittoria mutilata, come direbbe D’annunzio, mutilato è stato però il torneo, iniziato con le rinunce di Federer (complimenti Vecchio Roger per i gemellini!) e Djokovic, proseguito con le premature sconfitte di Wawrinka e Murray (lo scozzese è uscito tra i fischi per la “disinvoltura” con cui ha perso), e conclusosi con l‘infortunio alla schiena di Nishikori. Continua a leggere Nadal fa suo il 1000 mutilato

Indian Wells Masters – primo acuto di Djokovic, Federer battuto in tre set

Fonte: direttanews.it
Fonte: direttanews.it

Il primo Masters 1000 stagionale sorride a Novak Djokovic, che coglie così il suo primo titolo del 2014, 17esimo Masters 1000 (terzo di fila dopo Shanghai e Parigi Bercy nel 2013).
Il numero due del mondo ha battuto in una finale tirata lo svizzero Roger Federer al tie-break del terzo set, 3-6; 6-3, 7-6(3) il punteggio finale.
La partita, non delle più spettacolari, va detto, si è decisa su pochissimi punti (99 punti totali per Djokovic contro i 98 dell’elvetico). Continua a leggere Indian Wells Masters – primo acuto di Djokovic, Federer battuto in tre set

Le pagelle dell’Australian Open

Wawrinka 9+ – La sua è la vittoria del destino, un anno dopo la sconfitta che lo ha consacrato tra i più forti, alla prima finale slam coglie un successo incredibile e insperato. Gioca un tennis bello ed efficace. Sfata tutti i tabù di una vita tennistica: batte Nadal, si vendica di Djokovic, scavalca Federer in classifica (salirà fino al numero 3). La forza della mente, Stan the Mens.

Wawrinka bacia il trofeo degli Australian Open, suo primo Slam (foto presa da news.yahoo.com)
Wawrinka bacia il trofeo degli Australian Open, suo primo Slam (foto presa da news.yahoo.com)

Nadal 8 – Arriva in finale da super favorito dopo aver spento Federer per l’ennesima volta (23 su 33). Con le stigmate (vesciche mastodontiche) si fanno i miracoli, non con la schiena k.o. In finale fa quello che il dolore gli concede. Il suo corpo d’altronde è il quarto segreto di Fatima. Ci si interrogherà a lungo su cosa sarebbe stata la partita con Wawrinka senza l’infortunio. Sempre più numero uno del mondo. Guerriero sovrannaturale. Continua a leggere Le pagelle dell’Australian Open

Australian Open – Semifinali: Nadal annienta Federer, Wawrinka stende Berdych

La semifinale di prestigio di questo Australian Open, ovvero la puntata numero 33

Splendida immagine che ritrae Federer e Nadal negli spogliatoi prima della semifinale (foto presa da rafaelnadalfans.com )
Splendida immagine che ritrae Federer e Nadal negli spogliatoi prima della semifinale (foto presa da rafaelnadalfans.com )

della saga Federer-Nadal, è stata la solita prova di forza dello spagnolo, vincitore in tre set in poco più di due ore (7-6, 6-3, 6-3).
Il risultato è bugiardo (come direbbe Walter Mazzarri) se si considerano le innumerevoli palle break che ha avuto Nadal nel corso della partita, quattro delle quali convertite, e nemmeno un break point concesso a Federer nei primi due set.
Roger ci ha anche provato ad attaccare e a giocare al volo ma Rafa non è Murray né Tsonga e, nonostante una vescica sulla mano delle dimensioni del Lago di Garda (se ne sconsiglia la visione ai deboli di stomaco), si è difeso come al solito magistralmente, costringendo Federer a delle soluzioni improbabili anche per lui. Continua a leggere Australian Open – Semifinali: Nadal annienta Federer, Wawrinka stende Berdych

Federer-Nadal, The NeverEnding Story

Ancora una volta il destino ha voluto che s’incontrassero.
Quella di domani tra Federer e Nadal sarà la loro terza sfida all’Australian Open,

Trentatreesimo confronto tra Federer e Nadal. Il maiorchino è in vantaggio 22-10
Trentatreesimo confronto tra Federer e Nadal. Il maiorchino è in vantaggio 22-10 (foto presa da optimumtennis.net )

purtroppo sarà “solo” una semifinale (colpa di Federer che è sceso in classifica).
Federer-Nadal è un capitolo di storia dello sport, un libro di storia del tennis, forse il più appassionante, di certo uno dei più grandi.
Nella semifinale dell’Australian Open si affronteranno per la 33esima volta, la prima risale al 2004 a Miami, l’ultima è la recente semifinale del Master di Londra 2013, in entrambe le occasioni ha vinto Nadal.
Nell’arco di questi dieci anni abbiamo assistito a sfide leggendarie. Su tutte svetta l’indimenticabile finale di Wimbledon del 2008, una delle partite più belle ed emozionanti di sempre, memorabili anche la finale di Roma 2006 e quella dell’Australian Open del 2009, tutte finite al quinto set. Continua a leggere Federer-Nadal, The NeverEnding Story

Australian Open – Quarti: impresa di Wawrinka, e sarà Nadal-Federer

La partita largamente più attesa dei quarti di finale (ben 19 slam in campo) si è

Con il successo su Murray, Federer torna in semifinale in un torneo dello Slam. L'ultima volta era successo sempre agli AO, nel 2013
Con il successo su Murray, Federer torna in semifinale in un torneo dello Slam. L’ultima volta era successo sempre agli AO, nel 2013

conclusa con la vittoria di Federer in 4 set su Murray. Lo svizzero, che si fatto annullare palle break in quantità industriale (non è una novità), ha provato invano a non vincerla, prima quando è andato a servire per il match al terzo sul 5-4 e poi quando si è fatto annullare due match-point dallo scozzese al tie-break. Per il resto Roger ha danzato come solo lui può, ha servito in modo impeccabile e ha regalato alcune perle di rara bellezza.
Murray non ha giocato al meglio delle sue potenzialità, ancora alla ricerca della condizione ottimale dopo l’operazione alla schiena. Apprezzabile comunque il suo attaccamento al match (ha vinto un game durato 18 minuti!). Continua a leggere Australian Open – Quarti: impresa di Wawrinka, e sarà Nadal-Federer

Australian Open – Round 4: avanti i migliori, rivoluzione femminile

L’Australian Open è entrato nel vivo con l’inizio della seconda settimana. Tra gli

Sbarazzatosi in 3 set di Tsonga, per Federer ostacolo Murray (foto presa da nelbie.com )
Sbarazzatosi in 3 set di Tsonga, per Federer ostacolo Murray (foto presa da nelbie.com )

uomini è andato tutto esattamente come ci si poteva aspettare, i big sono approdati tranquillamente ai quarti, che si preannunciano dunque come partite da non perdere, in particolare Murray-Federer. Tra le fanciulle è invece accaduto l’inenarrabile: Serenona è caduta. (Non in senso letterale, per fortuna, altrimenti avrebbe danneggiato la Rod Laver Arena) L’ha battuta Ana Ivanovic in tre combattuti set. Anche Sharapova è stata eliminata, per mano di Cibulkova. Pure nei turni precedenti la russa non aveva troppo convinto ma una sua sconfitta fa sempre parecchio rumore. Meno clamore per le altre partite, da registrare la vittoria dell’immensa Pennetta.

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Australian Open: riassunto del secondo turno

Prosegue il primo slam stagionale nonostante il caldo sempre più apocalittico (Dancevic, frastornato dal sole cocente, dice di aver visto Snoopy in campo) e qualche improvviso scroscio di pioggia condito da tuoni e fulmini.

Tra gli uomini c’è stata la prima grande sorpresa del torneo: l’eliminazione di DelPotro, testa di serie numero 5, che ha perso una durissima battaglia in cinque set per mano di Bautista Agut. Partita pazzesca dello spagnolo, che ha chiuso con ben 72 vincenti. Il gigante di Tandil dal canto suo non ha brillato e non è mai parso in grado di prendere in mano il pallino del gioco. Si apre quindi come il Mar Rosso il tabellone per Nadal, in pratica già in semifinale. Il maiorchino ha avuto vita facile contro Kokkinakis, il giovane Mister K australiano ha talento ma deve ancora crescere parecchio. Anche Djokovic ha svolto un buon allenamento sotto l’afa di Melbourne, battendo il meno talentuoso dei Mayer, Leo. Ferrer ha palesato qualche incertezza contro il non irresistibile Mannarino ma, dopo aver perso il secondo set, ha cambiato marcia e ha liquefatto il transalpino. Tutto molto facile per Murray, che si è permesso il lusso di andare sotto 1-5 contro Millot nel terzo, portandolo a casa col punteggio di 7-5. Bene Federer e Berdych (nuovamente in compagnia della sua improponibile maglietta del Porto), entrambi in scioltezza hanno chiuso in tre, rispettivamente contro Kavcic e De Schepper. Più equilibrata è stata la partita tra Gasquet e Davydenko. Il russo conduceva 5-2 nel primo parziale, quando dall’altra parte della rete Riccardino rovescio d’oro si è sciolto un po’ e ha portato con pazienza la partita dalla sua parte, riuscendo a chiuderla in tre set. Wawrinka ha concesso un set al colombiano Falla e, complice il ritiro di Pospisil, si trova già al quarto turno. Abbastanza semplice la vittoria di Tsonga su Bellucci, dopo aver faticato solo nel primo set, vinto al tie-break. Continua a leggere Australian Open: riassunto del secondo turno

US Open 2013: grandi attese… e grandi enigmi…

Non avrà la storia del Centre Court di Wimbledon e nemmeno il fascino del Philippe Chartrier di Parigi. Dopotutto, gli US Open (con anche gli Australian Open) sono lo Slam con, apparentemente, meno fascino. Ma giocare una finale all’Arthur Ashe Stadium è comunque roba per grandi fuoriclasse. Se non altro perché reggere la pressione dei quasi 25.000 spettatori che riempiono quotidianamente, tra fine agosto e inizio settembre, lo stadio di tennis più grande del mondo è un qualcosa da campioni assoluti. Si ha proprio l’impressione di essere al centro del mondo (parere da telespettatore) ogni qualvolta le inquadrature televisive riprendono, da “altezza tennista”, gli spalti.

Non ci si deve sorprendere allora se Flushing Meadows è stato un feudo di Re Roger Federer, trionfatore ininterrotto per 5 edizioni, dal 2004 al 2008, e se negli ultimi 3 anni gli onori sono stati equamente divisi dagli altri 3 Fab Four, con Nadal trionfatore nel 2010 e Djokovic nel 2011, prima del successo di Andy Murray nel 2012, primo alloro dello scozzese.  Allo stesso tempo, però, impossibile non ricordare il trionfo di Juan Martin Del Potro nel 2009. Non tanto perché l’argentino è un tennista di secondo livello (cosa assolutamente falsa. Se Delpo non avesse dovuto continuamente fare i conti con una forma fisica spesso precaria, oggi si parlerebbe forse di un “pokerissimo” di campioni), quanto perché quello rimane l’ultimo successo di un non-Fab Four. Per risalire ad una vittoria non appartenente a Djoko & Co. bisogna risalire all’Australian Open del 2005, secondo ed ultimo alloro Slam di quel geniaccio di Marat Safin. 8 anni e 34 Slam in cui a esultare sono stati sempre e solo i soliti 4 (con l’aggiunta peraltro recente di Murray). Ad eccezione, appunto, dello US Open 2009, quello griffato Del Potro.

Gli Open degli Stati Uniti si giocano in un periodo dell’anno in cui molti han già dato tutto. Se sei un tennista al top, prepari spesso la stagione puntando o sul Roland Garros o su Wimbledon. Difficile che il tuo primo obiettivo sia trionfare a New York. Piuttosto, se sei un “marziano” punti anche agli US Open. Che diventano l’ancora di salvezza, qualora la tua stagione non ottenga i risultati sperati. A questo si aggiunge, giocoforza, la riserva d’energia che rimane a disposizione dei partecipanti, dato che, ormai, la stagione si apre i primi giorni di gennaio e lascia poco tempo per tirare il fiato. Ne vien fuori un melting pot che garantisce divertimento, spettacolo e, rispetto ai precedenti Slam, quel pizzico di imprevedibilità in più che lascia sempre sperare in un risultato a sorpresa, come il Del Potro del 2009.

Andy Murray (26) con il trofeo degli US Open
Andy Murray (26) con il trofeo degli US Open

A rendere ancora più accattivante l’edizione che va a iniziare lunedì 26, ci si mette anche, per qualcuno, un fattore che da quest’anno inizia a farsi sentire in maniera incisiva: il fattore carta d’identità. Purtroppo quel qualcuno è proprio Re Roger Federer che, non più tardi di 20 giorni fa, ha tagliato il traguardo delle 32 primavere. Sia chiaro, nessuno sta dicendo che per King Roger sia ora di smettere. A 35 anni suonati, Tommy Haas sta vivendo una specie di seconda giovinezza. Se ci riesce Haas, può riuscirci anche lo svizzero. Certo, non è più il Federer non diciamo nemmeno del 2006/07, ma anche del 2012, quello che conquistò 10 finali, di cui 6 vinte, tra cui il favoloso settimo alloro di Wimbledon, condito da giocate da Dio del tennis (e se avete la memoria corta guardate qua). Purtroppo va dato atto alla realtà dei fatti: Roger quest’anno si è dovuto arrendere, nel corso dei tornei, a gente come Brands e Delbonis. Per non parlare della debacle londinese ad opera di Stakhovsky. Non deve, quindi, sorprendere se Federer arriva all’ultimo Slam dell’anno come testa di serie numero 7. Deve far riflettere, però, il fatto che era dallo US Open 2002 che Federer non arrivava ad uno slam così indietro in classifica (Allora era 13°). Segnali del tempo che va…

Chiaramente l’assoluto favorito per il successo finale è Nadal. Lo spagnolo sta vivendo forse la sua migliore stagione, condita dal “solito” Roland Garros e da ben cinque Masters 1000. Tolto Wimbledon (sconfitta clamorosa al 1° turno contro Darcis), Rafa quest’anno è sempre arrivato in finale, ovunque abbia giocato. Ne ha perse due (tra cui, una con l’onesto Zaballos a Viña del Mar, torneo che segnava il suo ritorno in campo dopo mesi di inattività) e ne ha vinte otto. Ma quello che sorprende è la solidità del Nadal che ha vinto sul cemento a Montreal e Cincinnati. Per vedere tennis da raccontare ai nipotini sempre meglio rivolgersi altrove. Ma pochi professionisti hanno la concentrazione e la voglia di vincere di Rafa che per questo andrebbe fatto osservare alle giovani generazioni che sognano un giorno di diventare grandi, in un qualsiasi campo professionale.

Sarà interessante vedere come invece Djokovic e Murray affronteranno la contesa. Entrambi sono in cerca di riscatto. Il numero 1 del mondo non viene da una stagione entusiasmante. Ha dominato la prima parte della stagione, aggiudicandosi per la quarta volta gli Australian Open e superando Nadal a Monte Carlo, uno dei feudi del maiorchino. Ma si è fermato a quel successo, fallendo l’obiettivo di Parigi, unico Slam che gli manca. Murray invece ha centrato l’obiettivo di una vita, riportando il trofeo di Wimbledon in terra d’Albione 77 anni dopo Fred Perry. Poi però non si è più visto, sparendo nell’anonimato di un terzo turno a Montreal e di un quarto di finale a Cincinnati (anonimato per un campione come lui, si intende).

Le speranze italiane di ben figurare sono affidate all’ormai solito Seppi (solito incompiuto…) e al ritrovato Fognini, campionissimo per 20 giorni e poi ripiombato nei suoi alti e bassi (soprattutto di testa) che ne ostacolano il cristallino talento. Il calendario è stato abbastanza benevolo con i nostri 2 alfieri, che potrebbero arrivare comodamente al quarto turno, finendo poi contro Djokovic e Murray (ma chiedere di più, è abbastanza improbabile). In verità, sul cammino di Seppi ci sarebbe anche Almagro, ma mai come in questo momento superare lo spagnolo non sembra proprio missione impossibile. Analizzando il tabellone in generale, invece, la parte “alta” (quella con, appunto, gli italiani) ci sembra, però, maggiormente piena di insidie per chi punta alla Coppa. Vietato pronosticare? No, dai, proviamoci. In semifinale arrivano Del Potro-Murray e Raonic-Nadal. Il che significa che non saranno assolutamente queste. 🙂