#PerchéSanremoNonValeJuveNapoli (Aspettando Juventus – Napoli)

Io Sanremo l’ho seguito. Non tutto, però, dai, grossomodo posso dire di sapere cosa sta accadendo: Carlo Conti è bravo, Garko un po’ meno, ma almeno sta al gioco, la Ghenea è abbastanza alta, la Raffaele è bellissima, bravissima, e altri superlativi a caso, di canzoni ce ne sono belle e un po’ meno belle, ecc… Alla fine hanno uscito persino Vessicchio. Insomma, comunque posso dire che ho visto di cosa si tratta. Ho anche un gruppo su WhatsApp dedicato al Festival. Chiaro, tutto questo pippotto serve a mettere le mani avanti per sabato sera, Mr. Conti. Perché almeno così ho la scusa per dire che non domani, Sanremo, non lo guarderò nemmeno io.

Perché domani sera, naturalmente, può andare ospite chiunque supremo maestro della musica, anche Beethoven risorto che presenta in anteprima la decima sinfonia, ma io guardo Juve-Napoli (anche se, se mi mettevi un duetto Valentina Vignali – Lucia Javorcekova, giuro che zapping almeno una volta lo facevo, caro Carlo). Perché è giusto così. E perché, sinceramente, non se ne può più di sentire parlare ovunque di questa partita, meno che da quel rettangolo verde, che dovrebbe essere l’unico interprete con diritto di parola. L’unico teatro, almeno, dove i protagonisti dei 2 partiti possono spiegare le loro ragioni.

A questo punto ci provo anche io. Però, dal mio piccolo e infimo livello, provando a parlare solo di calcio

Non deciderà lo scudetto. Nemmeno se dovesse vincere il Napoli. No, ci troveremo semplicemente con una squadra a +5 a 13 giornate dalla fine. Quindi a con 39 punti ancora in palio. In un calendario che, da quel momento, prevede per la Juve una trasferta a Milano contro il Milan e una serie di partite casalinghe, fermo restando che con la Roma, i bianconeri hanno già avuto il rendez-vous. Specularmente, il Napoli avrà con il Milan l’unico big-match in casa, con una serie di viaggi lontani da casa non indifferenti. Unica analogia, la Fiorentina che ospiterà entrambe le formazioni.

Si è detto Fiorentina. Ecco, una vittoria del Napoli non chiude i conti, ma li riapre, almeno per il secondo posto, con proprio i viola, ma anche Inter e Roma che potrebbero nutrire ancora una speranza. Flebile.

E si è detto analogia. E infatti, questo Juve-Napoli, mi ricorda molto un Milan-Juve di non molti anni fa. Era febbraio del 2012 e la partita passò alla storia per il gol di Muntari che noi tutti ricordiamo. Ma l’avvicinamento al match, da un punto di vista tecnico-tattico (cit.) fu simile a quello che sta avvenendo oggi. Una squadra più forte (allora il Milan, oggi la Juve), una più “frizzante” e che diverte sicuramente di più (allora la Juve, oggi il Napoli). Quella Juve, come questo Napoli, era baciata dalla sorte per quanto riguarda problemi di infermeria (la cura Conte, sotto quel punto di vista ha funzionato bene per tutti e 3 gli anni). Quel Milan, come questa Juve, aveva invece diversi problemi. Ora Nesta, ora Thiago Silva, ora Ibrahimovic (squalificato per l’occasione, causa “buffetto” ad Aronica, che giocava, vedi tu il caso, proprio nel Napoli), ora Gattuso, ora Robinho, ora Cassano (che causa quel grave malore, post Roma-Milan, stette fuori 5 mesi) erano spesso costretti ad un pit stop ai box causa infortuni vari. Insomma, la situazione ricorda molto la Juve di oggi (anche se parrebbe recuperato Khedira. Che, dati i tempi che corrono, sarebbe oro colato).

Che poi, osservazione banalissima, chi fosse l’allenatore di quel Milan è noto a tutti ed è lo stesso che oggi siede sulla panchina della Juve. Proprio a caricare il tutto di una nota pesante. A dire il vero quel Milan si presentò allo scontro diretto con il musetto avanti alla Juve (+ 1), che sì non perdeva mai, ma che, in quel periodo, era affetta dalla cosiddetta pareggite contiana (per fortuna di noi gobbi, mai più ripetuta) e che aveva dilapidato il vantaggio iniziale dovuto alla lenta partenza del Milan.

Ma questo non è che un altro dato che ci fa capire come questa partita, comunque vada, non deciderà alcun gioco. Quel Milan andò anche a +4 e in determinati frangenti (anticipi di campionato) a +7 sulla Juve (sì, questo dopo il gol di Muntari), ma alla fine ad alzare il trofeo del tricolore furono Del Piero e compagni.

Giustamente, però, se sei della Juve sai che c’è una sola cosa che conta. E quindi, come arrivarci a quella cosa? Con che modulo? Detto che ormai chi sono gli 11 attori del Napoli lo sa chiunque, c’è da capire come risponderà Allegri. E ciò equivale a capire se la difesa sarà a 3 o 4 e chi saranno gli esterni. Il nodo va su pochi nomi, a dire il vero: Rugani, Evra, Alex Sandro, Cuadrado (perché Lichtsteiner gioca, questo è poco ma sicuro).

Dipendesse da me, non cambierei modulo, quindi 3-5-2 e inserirei Rugani con Bonucci e Barzagli. E mi cautelerei con Licht e destra e Evra a sinistra (che pure queste partite, ancora per quest’anno, le gioca sempre). Questo perché mi aspetto un Napoli non rinunciatario, ma piuttosto una squadra che la partita la viene a fare per vincere. Quindi cercare di arginare la spinta iniziale degli azzurri con chi è abituato a subire pressing e a non lasciare la difesa scoperta. E soprattutto, mentalmente non risente il peso dell’incontro.

Se dovessi, però, optare per uno dei 2 esterni alti dall’inizio, allora andrei con Alex Sandro, perché, sui 90 più continuo del suo dirimpettaio. Che però, e qui è il fatto, è la vera arma vincente. Inserire Cuadrado a 30-35 dalla fine, vuol dire avere, potenzialmente, una bomba devastante in mano. Che potrebbe fare realmente la differenza. Quindi, in definitiva andrei con Buffon; Barzagli, Bonucci, Rugani; Lichtsteiner, Pogba, Marchisio, Sturaro (Khedira), Evra; Dybala, Zaza. Sì, avete letto bene. Farei giocare Zaza perché più mobile di Morata, ma anche più frizzante e più imprevedibile dello spagnolo. Più adatto, in definitiva, per scalfire la sicurezza di una squadra che, prima che sulle proprie qualità, trova maggiore forza dalle proprie certezze.

Tutto qua. Ora posso tornare a dare un’ultima occhiata a Sanremo. Che poi, Carlo Conti, nemmeno sei furbo. Hai due potenziali polveriere in casa: Elio con la questione Rocco Tanica e i Dear Jack e l’ex frontman, Alessio Bernabei, che proprio messaggi d’amore non si mandano. E tu, caro Conti, in una situazione del genere non mi piazzi nemmeno un Telese o un Liguori che ti fanno un po’ di polemica? Si può dare di più, Carlo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...