Kill The Referee S02.E03 – Lucifero

E’ stata una settimana strana. Dormo poco e male, eppure ogni maledetta mattina che l’Onnipotente manda in Terra sono fresco come il gelato ad agosto. Esco, vado a studiare fuori, alle Oblate. Puntualmente mi innamoro 48 volte. No, devo studiare ed avere la mente libera per sabato. Si va per la perduta gente, a dirigere una manica di disperati, nella categoria più infima che possa esistere, la terza. Per contrappasso è la mia Serie A, attualmente.

Sabato

Il campo è uno di quelli dimenticati da Dio, che solo in provincia puoi trovare. Erba spelacchiata, poca calce, tanti calci e tantissimo fango. Lucido le Copa Mundial, solo ed esclusivamente per mantenerle morbide. Controllo le distinte, gli ospiti sono tutti sui 25/26 anni, i locali sui 30. ‘Questi randellano come fabbri!’ penso tra me e me. Molti si presentano durante il giro di ricognizione del terreno di gioco, tutti felici, tutti allegri, tutti sorridenti. Loro sono i peggiori, quelli che ti rompono i coglioni per tutta la partita e magari te ne fanno perdere il controllo. ‘Tienili a bada e ti porti a casa partita e pelle.’ Dieci minuti di studio bastano ed avanzano. Il 10 ospite perde palla ed entra più in ritardo di Trenitalia. Giallo, in faccia, senza nemmeno il tempo di protestare. ‘Arbitro! Ma è il primo fallo!’  ‘Non me ne frega un cazzo che è il primo fallo!’ Quarto d’ora. Palla persa in uscita dai locali, ripartenza, fallo dal limite. Punizione deviata, 0-1, palla al centro. Il 32 di casa (si, i locali hanno i numeri personalizzati, sia maledetto Zamorano) parla, parla, parla, è un continuo turpiloquio. ‘Dai arbitro, questi son falli importanti, non puoi fischiarli ogni volta, così si perdono le partite!’ Sarà una continua lotta tra me e lui, che durerà fino alla fine del match. Ne uscirà vincitore, perché non s’è beccato la sanzione, alla fine. Non me ne ha dato modo. Sul finire del primo tempo anche il capitano ospite decide che la sua stecca intimidatoria è rimasta per troppo a lungo nei suoi parastinchi e la scarica sulle tibie del numero 11. Giallo, punizione nel nulla, duplice fischio. Il secondo tempo sarà una battaglia. Campo fangoso, energie che vengono meno, nervi che saltano. Girandola di cambi, qualche protesta, gli ospiti che reclamano un rigore che non c’è mai nella vita. Finisco con altri quattro gialli I locali sbagliano due volte davanti al portiere e finiscono pure in 10, causa infortunio e cambi finiti. Triplice fischio, dopo 6′ di recupero. Il capitano ospite viene a scusarsi, per una protesta a suo dire eccessiva, giustificandola con l’adrenalina che ancora gli scorre in corpo. Hanno vinto la prima in trasferta e sono felici, convinti di aver dato una svolta al proprio campionato. Sarà. Doccia calda, che negli inferi della Terza è un gran lusso.

Lucifero in un'illustrazione per l'omonimo poema di Mario Rapisardi. (foto: it.wikipedia.org)
Lucifero in un’illustrazione per l’omonimo poema di Mario Rapisardi.
(foto: it.wikipedia.org)

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