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Top&Flop Serie A #2: personaggi

Eccoci con la seconda parte di Top&Flop di questo primo scorcio di stagione. E’ l’ora dei personaggi che si sono contraddistinti nel bene e nel male. Questa volta partiamo con i flop. Continua a leggere Top&Flop Serie A #2: personaggi

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Top&Flop Serie A #1: squadre

Come ben sai, caro Lettore, noi Cesarini odiamo la pausa per le Nazionali. E per questo motivo abbiamo deciso di regalarti i Top&Flop di questa prima parte di stagione. Vai con l’articolo.  Continua a leggere Top&Flop Serie A #1: squadre

Top&Flop 19° tappa: cronoscalata Bassano del Grappa – Cima Grappa

TOP

– Nairo Quintana Ora, non ho statistiche alla mano, ma occhio e croce Nairo dev’essere il più presente nei nostri Top&Flop. La prima settimana Quintana ha provato a stare nei Flop. Così, per divertimento, non perché ne avesse un motivo particolare. C’è stato una volta, due, forse anche tre. E noi, che non abbiamo capito nulla, giù di cattiveria: ma sarebbe questo il fenomeno? Non era meglio importare qualcos’altro, qualcosa di più caratteristico, dalla Colombia? Poi Nairo s’è stufato di tutte le nostre sterili critiche e allora ha iniziato a sferzare la bici come fanno i suoi compaesani con quei lama sputacchiosi che caricano di paccottiglia. E allora Top, Top e ancora Top. Poi basta però, neh.

– Fabio Aru Questo in salita, nel caso non ve ne foste accorti, viaggia per davvero. E c’ha pure una bella testa. Pensate che l’altro giorno ha parlato di Orazio, che non è il salumiere del Conad, ma un letterato latino che aleggia sui banchi dei maturandi ogni mese di giugno. E c’ha pure un bel carattere, perché dopo il trionfo di Montecampione e i paragoni arditi, il Pantani sardo ha continuato nella sua scalata alle posizioni che contano. Forse non si è montato la testa, o non l’ha persa, perché legge Orazio, che sarà anche un infame spacciatore di perifrastiche, ma dopo duemila anni sa consigliare uno scalatore meglio di un rapper.

Meccanici Bene, abbandoniamo il nobile rosa e per una volta sporchiamoci le mani di morchia. Non so se ci avete fatto caso, ma quest’oggi il ruolo dei meccanici è stato fondamentale. Già, perché ai nobilissimi primi dieci della generale è parso logico fare un terzo della cronometro con una bici e il resto con un’altra. Ecco allora saettanti meccanici lanciarsi da ammiraglie ancora in moto, staccare con un guizzo di braccia le biciclette nuove dalle staffe, metterle sotto il prezioso sedere dei loro assistiti e spingere per diversi metri i seppur pochi nobili chilogrammi lungo una salita impervia. Un pit stop in piena regola. Lode al proletariato ciclistico.

Il sardo ubriaco Sei sardo, quindi tifi Aru. Sei sardo e orgoglioso di esserlo, quindi sei avvolto dalla bandiera dei quattro mori. Sei sardo, orgoglioso di esserlo e sei pure sbronzo, quindi hai una faccia da beone e una Ichnusa da 66cl nella mano sinistra. Sei un sardo tifoso di Aru avvolto in una bandiera sarda su cui hai versato chissà quanti litri di birra e ti si ferma davanti Quintana, che si gioca la vittoria di tappa con il tuo beniamino, per cambiare lasua bicicletta. Cosa fai? Gli consigli di prendersela comoda, di non esagerare. Calma, Nairo, calma. Che fretta c’è? Le telecamere del Giro ci regalano questa magia. Da oggi siamo tutti un po’ sardi. Ubriachi.

FLOP

– Rigoberto Uran Uran Che poi non è mai bello infierire, ma anche oggi da Rigoberto ci aspettavamo qualcosa di più. D’accordo, era salita, ma se non fa la differenza a cronometro, quando la fa? Dopo aver abbandonato i sogni in rosa, ora rischia di lasciare anche la seconda posizione, incalzato da uno scatenato Aru.

– Il completino rosa di Quintana Che il rosa non donasse a questo piccolo uomo dalla faccia cotta dal sole delle Ande lo avevamo già capito. Oggi poi si presenta con un completino aderente che lo fascia dal collo alle ginocchia e, udite udite, un paio di calzature che sembrano (se lo siano veramente non l’ho ancora capito) stivaletti. Rosa. L’unica passerella che gli si addice è la salita del Colle dell’Agnello.

Top & flop 4° tappa Giro d’Italia: Giovinazzo-Bari

TOP

– Nacer Bouhanni Ritirato Kittel, le volate rosa hanno trovato un nuovo dominatore. Il franco-algerino con la passione del pugilato ha lo spunto delle migliori ruote veloci e la determinazione dei campioni. Non è al livello di Kittel & Cavendish, ma ventitré anni sono pochi e i rettilinei da bruciare ancora tanti. Ne sentiremo parlare.

– Direzione della corsa Si, perché dopo il “time-out” chiesto dai corridori preoccupati per pioggia e asfalto una decisione andava presa. Fa strano che in questo paese eternamente indeciso qualcuno si prenda la responsabilità di decidere. Così si è stabilito di venire incontro alle richieste dei ciclisti. La sagra della sciolina andata in onda negli ultimi chilometri ha dimostrato che neutralizzare i distacchi all’ultimo giro è stata la scelta migliore.

– Giacomo Nizzolo Il bauscia non si arrende. Sgomita, lotta, aggancia la ruota giusta, il podio è quasi sempre assicurato. Poi, come oggi, manca sempre qualcosa, il colpo di reni o forse un pochino di fortuna in più. Il mostro tedesco se n’è tornato tra le brume teutoniche, i sogni di gloria aumentano. Provaci ancora, Giacomo.

– Elia Viviani Che carattere il veronese. Cade in prossimità del traguardo, si rialza, recupera il gap sui primi e si piazza al quinto posto. Non sarà la ruota più veloce di questo Giro, certo, ma il carattere talvolta arriva dove le gambe non possono.  Continua a leggere Top & flop 4° tappa Giro d’Italia: Giovinazzo-Bari

Top & Flop: il meglio ed il peggio del calciomercato

7 partite non sembrano tante, ma sono pur sempre 1/4 circa di stagione, perciò la pausa per le qualificazioni a Brasile 2014 arriva al momento giusto: iniziamo a tirare un po’ di somme dopo il primo mese e mezzo di campionato.
Nel post di oggi parliamo dell’argomento più odiato da qualsiasi tifoso sano di mente, parliamo del pane quotidiano di tantissimi pseudo-giornalisti privi di fantasia, parliamo della ragione senza la quale Alfredo Pedullà farebbe il tabaccaio a Vibo Valentia: parliamo di calciomercato. Continua a leggere Top & Flop: il meglio ed il peggio del calciomercato