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La Top 10 dei gol mondiali: i più belli e significativi

10- Reza “Gucci” Ghoochannejhad all’82’ di Bosnia-Iran 3-1                                                                                   Se utilizzassimo i classici canoni che vengono utilizzati nel classificare la bellezza di un gol o di un gesto atletico, questo gol certamente non entrerebbe in alcuna top 10, ma nemmeno tra i migliori cento. Eppure rientra in questa top 10. Sarà perché un pò tutti abbiamo adottato coraggioso Team Melli, che ha inchiodato la finalista Argentina per 90′, sarà perché “Gucci” è il giocatore simbolo di questa selezione, ma non me la sono sentita di lasciarlo fuori

9- Wesley Snejder all’88’ di Olanda-Messico 2-1                                                                                                 Questo gol credo sia il sogno di qualsiasi ragazzo che abbia mai calcato un campo da calcio, non importa se si tratti di uno stadio di serie A, di un campo polveroso della seconda categoria, o dello spiazzo dietro casa. Perché chiunque abbia dato quattro calci ad un pallone sa quanto è rara l’occasione di ritrovarsi a colpire un pallone che scende lentamente, dritto davanti ai tuoi occhi, con quasi l’intero specchio della porta libero, e la palla lenta, quasi in slow motion, che cade perfettamente perpendicolare e va a ricevere il colpo dalla pienezza del collo del piede, e viaggia verso la porta, senza effetto, senza girare. dritta ed inesorabile. Proprio vero che la meritocrazia non esiste

8- Giovani dos Santos al 48′ di Olanda-Messico 2-1                                                                               Questo ragazzo soffre di quella sindrome tipica di giocatori come Antonini, e di quei giocatori provenienti dalla cantera del Barcellona o che sono entrati a far parte del giovane harem di Arsene Wenger. E’ destinato ad essere per sempre giovane. Beh, Dos Santos, un pò come Bojan Krkic ha ormai 25 anni, dovrebbe essere un giocatore fatto e finito. Invece dà sempre quell’idea di essere un’incompiuta, un Baronio in salsa mariachi. La staffilata dai 18-20 metri contro l’Olanda speriamo rappresenti l’inizio di una nuova fase della carriera di questo giocatore

7- Jermaine Jones al 62′ di USA-Portogallo 2-2      
Un gol insensato. Palla ai 20 metri, dribbling secco, con palla spostata sulla destra con l’esterno del piede e tiro di collo con un leggerissimo giro sul secondo palo. Tutto molto bello e relativamente consueto su un campo da calcio, specie in queste occasioni. Se non fosse che Jones ha i piedi cubici. Attendo la serie televisiva di HBO su di lui, Howard e Clint Dempsey che si ritrovano a giocare insieme e contemporaneamente allevare una trovatella

6- Andre Schurrle al 92′ di Germania-Algeria 2-1 dts                                                                                             Palla al centro e gol di tacco alla Hernan Crespo. Automaticamente in classifica, senza nemmeno pensarci troppo

5- Asamoah Gyan al 56′ di Portogallo-Ghana 2-1                                                                                          Fermiamoci un secondo a riflettere sul cross di Kwadwo Asamoah. Si trovava sulla sinistra, in attesa di ricevere il pallone. La razionalità comune cosa imporrebbe? Di crossare di interno sinistro, una palla un po tagliata verso il centro. Che fa lo juventino? Piazza un cross insensato di esterno sinistro di prima intenzione che finisce sulla testa di Gyan che firma il gol del pari. La creatività al potere

4- James Rodriguez all’89’ di Colombia-Giappone 4-1                                                                                        James Rodriguez, ovvero come imparai a banchettare sulle rovine della difesa del Giappone. Il pregevole gol di Okazaki aveva riportato in gara il Giappone dopo che Pekerman aveva schierato nel primo tempo una squadra imbottita di seconde linee. Nella ripresa è entrato James Rodriguez che ha servito due cioccolatini a Jackson Martinez che hanno ricacciato indietro i Samurai Blue. Non deve essere stato sufficiente, perchè James ha deciso di spezzare le caviglie di due difensori giapponesi che a forza di girarsi di botto nel tentativo di fermare i suoi dribbling hanno rischiato di farsi male e hanno portato a casa un gran mal di testa. Il tocco sotto finale è un qualcosa in più

3- Tim Cahill al 21′ di Australia-Olanda 2-3                                                                                                               Sarei stato tentato di fare la scelta meno banale e inserire il gol di testa contro il Cile. Ma poi ho rivisto questo gol e la sua imprevedibilità ha preso il sopravvento. Con tutto il rispetto per Tim Cahill, il gol al volo che ha reso famosi giocatori come Marco Van Basten ed Emiliano Bonazzoli, non pensavo che fosse una freccia nella faretra del giocatore dei socceroos, che nasce centrocampista e che è finito, segno del passare del tempo e il passaggio ad una nuova epoca, a fare il centravanti.

2- James Rodriguez al 28′ di Colombia-Uruguay 2-0                                                                                              Stop di petto e calcio di prima intenzione, violento e sotto la traversa, che sorprende Muslera. Non vorrei che l’ultima parte della frase possa sminuire la bellezza di questa rete. Perché è vero, dire “sorprende Muslera” non è esattamente una sorpresa in sè. Ma questo gol lo avrebbe preso anche quell’esperimento di eugenetica che risponde al nome di Manuel Neuer.

1- Robin Van Persie al 44′ di Spagna-Olanda                                                                                                               Un minuto dopo aver visto questo gol ho pensato. Sarà il gol più bello del mondiale, e per quanto mi riguarda non ho cambiato idea. Gol non solo di pregevole fattura, ma dal coefficiente di difficoltà incalcolabile. Sono i gol che preferisco. Il gol di Pato contro la Fiorentina quando si fece male, un gol di Van Nistelrooy in un europeo contro i tedeschi, il terzo gol di Lewandowski nella semifinale contro il Real. Spesso la bellezza di un gol è data più dalla difficoltà del gesto tecnico che dalla spettacolarità della rete. Questo goal coniuga entrambe le dimensioni in un complesso meraviglioso. Cross lungo, RVP che senza guardare la porta colpisce la palla con entrambi i piedi ancora piantati per terra, e che lasciano il terreno per dare la sferzata che attribuisce quella traiettoria a palombella che le permette di superare uno stupefatto Casillas, che a dirla tutta si trovava in una posizione un pò Abbiatesca. Questo gol ha anche permesso al web di esprimersi al meglio con gif, vine e chi più ne ha e più ne metta, superati solo dagli americani e dai loro hashtag #thingsTimHowardcouldsave e #Cilessensitsonthings

foto SportsNation
foto SportsNation

Postilla sulla parata più bella del mondiale. Si è blaterato abbastanza sul mondiale dei portieri, su Neuer, Ochoa, Navas, e sui meno pubblicizzati Enyama e Mbolhi. Vorrei solo sottolineare la parata di Manuel Neuer su Karim Benzema al termine dell’ottavo di finale tra Germania e Francia. Botta da posizione defilata. Parata con una mano sola. Rimanendo in piedi. Senza sudare

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Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

ARGENTINA

Mascherano 7 – fa un lavoro incredibile a centrocampo, ora cosa potrebbe volere un argentino di più, mettergli una mazza in c*** così gli ramazza la stanza? (cit.)

Messi 7 – ok, non ha purgato Courtois nemmeno stavolta, ma quando nel primo tempo dà una palla meravigliosa a Di Maria facendola passare in un pertugio che aveva visto solo lui, si capisce che al di là di quello che pensava Guardiola a Barcelona il buon Leo non deve necessariamente giocare davanti alla porta, anzi, forse un giorno con l’età potrà proprio affinare l’assist e diventare magari un prodigioso trequartista. Questo dopo i 30 anni, poi credo che a 35 passerà davanti alla difesa e magari a 45 libero alla Matthäus.

Higuain 7 – si sblocca nella maniera migliore, fa un gol a mio avviso strepitoso. A ogni suo nuovo gesto atletico e sportivo vari artigiani di San Gregorio Armeno si mettono all’opera per una nuova statuetta. Se vince il mondiale quella con lui che bacia la Coppa del Mondo sarà un must nei presepi del prossimo Natale.

Basanta e Perez 6 – quelli che vedi in campo e ti chiedi: “E questi ora chi sono, da dove sbucano fuori, chi li ha chiamati?“.

Garay 6,5 – il giustiziere della Juventus in Europa League è a mio parere uno dei migliori difensori del mondo sul gioco aereo e l’ha dimostrato anche ieri, azzerando i cross dei belgi per Fellaini. Sembrava a un passo dal Bayern Monaco, ma alla fine l’ha preso lo Zenit per circa 15 milioni. Avremmo voluto vederlo in Italia, ma non so se offerte tipo prestito con diritto di riscatto dilazionato in trentaquattro anni, sei mesi e dieci giorni e tante pacche sulle spalle possano far gola a una squadra come il Benfica. Continua a leggere Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

Top5: le migliori operazioni pensate da Marco Branca

L'innata eleganza del direttore (fonte: interscerni.it)
L’innata eleganza del direttore (fonte: interscerni.it)

Lo scambio alla pari Vucinic-Guarin (impraticabile anche solo per un semplice fattore anagrafico) è solo l’ultima delle tante genialate partorite dalla diabolica mente di Mr. Hogan, ossia Marco Branca, direttore tecnico dell’Inter senza apparenti competenze calcistiche. Perciò abbiamo deciso di evidenziare la straordinaria capacità di negoziazione del suddetto, e di seguito vi elenchiamo le 5 migliori (per la controparte) operazioni fuoriuscite dalla sua panamesca testa.

1 – Estate 2008: Mancini acquistato per 13,3 milioni

E’ il primo anno di Mourinho, che subito consegna a Branca e Oriali la sua personale wishlist, Continua a leggere Top5: le migliori operazioni pensate da Marco Branca

Speciale Mondiali 2014. Le squadre: 26) Olanda

LA STORIA

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Il numero 14 per eccellenza: Cruyff (foto tagli.me)

Partiamo da un presupposto: non si può parlare di storia del calcio senza citare la nazionale olandese. Bastano i nomi di Rinus Michels, Johan Cruyff e Marco Van Basten per spiegare questo assunto: le prestazioni dei 3, oltre ai trionfi con i club, coincidono anche con i migliori risultati degli orange in Europa e nel Mondo.

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I dolori del giovane Wesley

Parafrasando Goethe, andiamo ad analizzare la situazione che, da ormai due mesi, sta coinvolgendo l’Inter, la famiglia Sneijder nonchè i tifosi nerazzurri.

I rapporti tra società e giocatori sono sempre stati buoni, ma non eccellenti: colpa dei frequenti problemi fisici (43 gare di campionato saltate in 3 stagioni) ma anche di un comportamento non prettamente professionale fuori dal campo. Le foto dell’estate 2011, che lo ritraggono ad Ibiza, mentre fuma una sigaretta e sorseggia un cocktail a bordo piscina, arrivarono presto sui principali quotidiani sportivi italiani, scatenando una reazione a dir poco infastidita da parte di Branca, il dirigente prigioniero dei suoi loden. Tuttavia, sotto l’aspetto puramente tecnico, il giocatore non si discute assolutamente.

Altro punto di frizione tra le due parti è lo smodato uso dei social network (in primis Twitter) da parte di Wesley e bellissima consorte, i quali non perdono occasione per ammorbarci con foto della loro vita, delle vacanze, del cagnolino James: che bello l’amore 2.0! La situazione è precipitata vertiginosamente il 9 novembre dello scorso anno, quando l’Inter vietò ufficialmente a Sneijder di utilizzare Twitter per commentare o divulgare notizie riguardanti situazioni interne alla squadra. In quel caso, il cecchino di Utrecht aveva informato i suoi followers dell’imminente viaggio in California per curarsi dall’infortunio subito in Inter-Chievo (26 settembre 2012).
La maggioranza dei tifosi non diede troppo peso a questo provvedimento; in fondo già Guarin, Alvarez e Mudingayi erano incappati nella stessa sanzione, eppure non si era parlato di cessione o rescissione (anche se per Ricky Maravilla se ne poteva parlare…no eh?).

Ma non andiamo troppo per le lunghe, e veniamo al dunque. In seguito all’episodio di novembre, iniziò a diffondersi la voce secondo cui l’Inter avrebbe voluto incontrare Sneijder ed agente per discutere del rinnovo del contratto (in scadenza nel 2015). Questa l’offerta della società: allungamento del contratto fino al 2017, con riduzione dell’ingaggio dai 6,5 milioni attuali a circa 4 con relativi bonus. La riduzione del monte-ingaggi è obiettivo imprescindibile, e colpisce tutti.
Onestamente il sacrificio richiesto al n°10 non sembra così eccessivo, tuttavia l’olandese si è dimostrato subito reticente. La sua volontà è di rimanere all’Inter, vista la sua centralità nel progetto e il suo legame con la città di Milano, ma queste condizioni non lo soddisfano.

E questo ha conseguentemente spaccato la tifoseria in due fazioni, non omogeneamente distribuite:
– da una parte coloro che mi piace definire “aziendalisti“: questi si sono subito schierati accanto alla società, rinnegando in toto le ultime 3 stagioni del nostro campione e il suo fondamentale contributo alla vittoria del Triplete nel 2010. A supporto di questa teoria, gli aficionados fanno leva sulla scarsa integrità fisica e sull’esoso stipendio percepito, inversamente proporzionale all’impegno dimostrato (secondo loro) in campo; da non trascurare, poi, la loro immane ostilità verso la moglie di Sneijder, che con i suoi tweet poco chiari e molto provocanti getta continuamente benzina sul fuoco;
– dall’altro lato della barricata ci sono quelli come me, i (fin troppo) “riconoscenti“, coloro che sono pienamente consapevoli del valore del giocatore, e della sua importanza nello schema di gioco interista, coloro che non lo venderebbero nemmeno per CR7+Di Maria+Ozil+20 mi…no ok, parliamone. Insomma, coloro che fin dalla prima gara in nerazzurro (29 agosto 2009, Inter-Milan 4-0, nemmeno 48 ore dopo essere sbarcato in Italia…certe cose non si dimenticano!) ne adorano lo stile di gioco, la fantasia e la capacità d’improvvisare certi passaggi che solo chi ha un cervello calcistico sopraffino riesce a vedere.

Per non parlare poi dell’incoerenza dimostrata dalla società (che novità…) e da (purtroppo) Stramaccioni? Infatti a metà novembre il giocatore era considerato perfettamente guarito dall’infortunio subito contro il Chievo (ad oggi l’ultima gara in nerazzurro per lui), eppure continuava a non venire convocato da Strama. Motivazioni? La situazione di tensione con la società, che a sua volta scaricava interamente sull’allenatore la colpa di non convocare Wes. Ah, quando si dice la professionalità…

Ad oggi, l’unica reale offerta pervenuta alla società è quella dei turchi del Galatasaray: 10 milioni all’Inter, triennale 6 all’anno al giocatore, 3,5 alla firma del contratto + eventuali bonus: 25.000 € per ogni presenza, 500.000 in caso di vittoria del campionato, 500.000 in caso di qualificazione in Champions.
L’offerta di 10 milioni mi sembra ampiamente inadeguata: rischiamo di svenderlo come fece il Real con noi nell’agosto 2009. L’olandese vale almeno il doppio, ma d’altronde dobbiamo affrontare la realtà: nessuna squadra ha dimostrato un interesse così aperto, perciò è difficile che Branca (stranamente) riesca ad ottenere le condizioni desiderate.

Per quanto riguarda l’offerta a Wesley, beh…in Turchia percepirebbe 18 milioni netti d’ingaggio nei prossimi 3 anni, qui da noi sarebbero 19 nei prossimi 5. Il gioco vale la candela? Seriamente Wesley, vuoi paragonare Istanbul con Milano?!
Senza considerare poi tutte le differenze in termini di competitività tra le due squadre e, più in generale, tra i due campionati. Inoltre, nel 2014 ci sono i Mondiali in Brasile, e Sneijder (che avrà 30 anni in quell’occasione) non vuole rischiare di perdere il posto (e la fascia di capitano) in Nazionale.

In sintesi, mi auguro che questa situazione si risolva al meglio, ossia con Sneijder che accetta il rinnovo, continuando a deliziare i nostri palati calcistici nei prossimi anni a venire.
Ma se il giocatore dovesse lasciare l’Italia, tutto sommato lo capirei: la società nerazzurra, negli ultimi anni, ha dimostrato più e più volte di non saper gestire certe situazioni, e la decisione di discutere a novembre il contratto del miglior giocatore in rosa (parere mio, sia chiaro) la dice lunga sulla capacità gestionale di Branca (lo stesso che prende il 35enne Rocchi come vice del 33enne Milito).

Detto questo, non capisco assolutamente il punto di vista dei tifosi “aziendalisti”, che in un amen si sono schierati dalla parte della società, ed hanno cominciato a criticare pubblicamente il giocatore sui social network, dopo averlo adorato ed idolatrato fino al giorno prima.
In fondo, le logiche professionali che intercorrono tra società e giocatori non riguardano noi spettatori esterni, noi dobbiamo occuparci solo del lato passionale e istintivo. Inutile quindi lamentarsi degli scarsi risultati seguiti alla vittoria di Torino (4 novembre), quand’è palese che molte partite sarebbero potute andare diversamente con Sneijder in campo, l’unico in grado di accendere la scintilla, di dare profondità e velocità ad una manovra lenta e macchinosa, fondata sulle fiammate di Guarin e sulle giocate del poco-mobile Cassano.
Dopo il suo infortunio l’Inter è riuscita a vincere 6 partite consecutive, e subito gli “aziendalisti” hanno collegato il periodo positivo con l’assenza del trequartista (motivo in più per venderlo, quindi).
E come la mettiamo con i 16 punti su 27 persi nelle successive 9 gare? 9 partite in cui, come se non bastasse, la squadra ha dimostrato evidenti limiti di gioco, specie dal centrocampo in su.

E poi ci lamentiamo dei giocatori che non hanno riconoscenza…