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Sampdoria-Fiorentina, in dopo sbronza

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¿Pero que dices?  

Lei era intrattabile quella sera e lui aveva continuato a scuotere la testa e fare un sorriso tristissimo, guardando dentro al bicchiere di whiskey marca scadente, William Lawson’s che disastro. Continuava  a sorridere dentro a quel bicchiere, quel whiskey merdoso, lui che avrebbe potuto permettersi di bere esclusivamente alcolici carissimi, lui che rappresentava una minoranza assoluta della popolazione mondiale, si ritrovava là a bere quella merda e neanche ci pensava alla popolazione mondiale.
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Tour: i Top & Flop

Che dire! Di Top pare essercene solamente uno: lo squalo d’Italia Vincenzo Nibali. Eppure, lungi da noi svalutare gli sforzi altrui, la bagarre alle sue spalle ha dato vita a gioie e dolori, a rincorse, a tappe sul filo del rasoio e agli immancabili crolli nella crono. I risultati sono le plurime vittorie dei tedeschi, gli storici risultati dei francesi, le lacrime degli spagnoli e la felicità di una penisoletta che aveva visto Pantani trionfare per ultimo sugli Champs-Eliseés.

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Francia 98 e Brasile 2014, così vicine e così lontane

Sono passati poco più di dieci giorni dalla fine di quel baccanale calcistico che è la Coppa del Mondo. Quel turbillon di palpitazioni, gioia e psicodrammi è ormai alle spalle e si può cominciare a riflettere più razionalmente sullo spettacolo al quale abbiamo assistito. Diverse opinioni che ho colto navigando sul web mi hanno spinto a buttare giù queste righe di considerazioni personali. Devo ammetterlo, è stato un mondiale divertente, come per me, e per molti altri, non accadeva dai tempi del mondiale francese. Anche il numero dei gol, 171, favorisce l’accostamento tra queste due edizioni. Vero, è stato un mondiale divertente, ma non è stato un bel mondiale.

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Tour: i Top&Flop della seconda settimana

Nessun colpo al vertice nella seconda settimana del Tour. La maglia gialla è sempre più cucita sullo squalo Nibali, che sorprende ed emoziona sulle Alpi, e la lotta si consuma ormai per la seconda posizione. Le prime montagne ridisegnano infatti una nuovissima classifica: la crisi di Porte e la fatica di Valverde, ma anche la straordinaria determinazione dei giovani francesi Bardet e Pinot, che metro dopo metro lottano per il podio finale. Se l’assenza di Froome e Contador ha tolto il gusto della competizione, alcuni corridori non la pensano così, e ogni giorno si scoprono nuove imprese e grande determinazione.

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Top 3: i migliori attaccanti di Brasile 2014

Primo assunto: non è stato il Mondiale degli attaccanti, che non hanno brillato rispetto alle altre categorie di ruolo.
Secondo assunto: alcune stelle “offensive” han comunque giocato in maniera deliziosa.
Dilemma: torneranno più i panzer di una volta, i “numero 9” che vive e muore nell’area di rigore? Insomma, torneranno i Bobo Vieri, gli Oliver Bierhoff, ma anche i Pippo Inzaghi e David Trezeguet?
Perché, se ancora esistono, in Brasile si sono nascosti per bene (tolti Van Persie e pochi altri, che comunque “9” puri non sono). Ad ogni modo, ecco la nostra top 3.

3. Neymar (Brasile)
Lui non c’era. E potrà dirlo e sottolinearlo in futuro. Lui, contro la Germania, non c’era. E siamo sicuri avrebbe fatto carte false per esserci. Il Brasile,

nel Mondiale di casa, sperava soprattutto nei suoi colpi. Come deve essersi sentito, questo ragazzo che nel Barcellona soffre anche lui la “Sindrome del compagno di reparto più famoso che tutto vuole e tutto fagocita”, non lo sappiamo. Però, ad occhio e croce, la pressione non deve avere influito più di tanto sulle sue prestazioni. Decisivo contro la Croazia, maestoso contro il Camerun. Con il Cile si è visto poco, vero, ma è andato a siglare il rigore decisivo con la stessa tranquillità con cui un civile medio va a comprare un pacco di sigarette. Poi la Colombia e Zuniga, con quell’intervento definiamolo pure “esagerato”, per usare un eufemismo. La sua uscita in barella, per il popolo brasiliano è stata un colpo pari alla gioia per il passaggio dello scoglio dei quarti di finale. Ricorda un po’ la semifinale di Champions League del 2003 tra Juve e Real Madrid, con il sentimento dei tifosi bianconeri diviso tra la gioia per aver eliminato i galacticos e la disperazione per l’ammonizione a Nedved, che, come si sa, precluse al ceco la possibilità di giocare la finale di Manchester. Quindi Neymar non c’era. Difficilmente sarebbe cambiato qualcosa, ma sicuramente con lui in campo Scolari avrebbe potuto sperare in qualcosa di meglio. Auguri di pronta guarigione. Continua a leggere Top 3: i migliori attaccanti di Brasile 2014

Corsi e ricorsi mondiali. I campioni di ieri e di oggi: Brasile-Cile e Colombia-Uruguay

Originariamente, ma anche dopo il 14 giugno, avremmo dovuto essere in tabellone domani, ma diciamo che anche oggi, ben volentieri, avrebbe potuto essere la nostra giornata. Invece abbiamo pensato di essere di troppo e che il palcoscenico lo meritava qualcun altro. E allora largo agli ottavi di finale di un Mondiale povero di italiani, ma ricco, comunque, di squadre che qualcosa in campo sanno dire e di campioni che, speriamo, continuino a farci divertire, come un tempo facevano i loro predecessori. E proprio a paragoni scomodi, azzardati, visionari o altro che dir si voglia che affidiamo la nostra presentazione degli ottavi di finale. Buona lettura

BRASILE – CILE

Brasile: Neymar-Romario

Sui paragoni tra talenti brasiliani di tutti i tempi si sono versati i cosiddetti “fiumi d’inchiostro”. Neymar, a maggior ragione in quanto stella polare del movimento calcistico carioca odierno, non è stato esente da ciò. Ma a chi somiglia di più Neymar? Effettivamente non è facile cercare una somiglianza tra il giocoliere del Barcellona e altri campioni del passato. Tolti Pelè e Ronaldo, perché, reputiamo, sono di un altro pianeta e praticavano uno sport che è noto a loro due, Diego Maradona e pochissimi altri, possiamo sbilanciarci un po’ su pochi altri nomi, fortuna nostra tutti recenti. Neymar è un po’ Ronaldinho, per come nello stretto riesce a districarsi dei suoi avversari, per come accarezza il pallone, per la rapidità di gioco (anche se quella è un po’ stata smarrita dal Dinho post-Barca), per come sembra divertirsi mentre gioca. E assomiglia, e questo può sembrare un paragone al ribasso, ma che invece dovrebbe essere un grande onore, al Bebeto visto a USA ’94, cioè l’uomo dell’ultimo tocco, un senso del gol eccezionale, uno che comunque vada la butta dentro. Se però dobbiamo fare un solo nome, ecco Romario, forse il più brasiliano dei brasiliani, ancora più genio e sregolatezza degli altri, uno che sapeva fare di tutto: tirare, dribllare, inventare, segnare. E che, soprattutto, a discapito dei suoi 169 cm, aveva 2 spalle enormi da potersi permettere il lusso di caricarsi su non solo una squadra, ma tutto un paese che vive, mangia e respira calcio. Tutte cose che anche Neymar, in queste 3 partite, ha dimostrato di saper fare. Ad maiora! Continua a leggere Corsi e ricorsi mondiali. I campioni di ieri e di oggi: Brasile-Cile e Colombia-Uruguay

Top e flop 6° tappa: Sassano-Montecassino

GIRO D’ITALIA 2014
6° Tappa: Sassano-Montecassino
Come di consueto eccoci a narrare in poche righe quanto accaduto quest oggi nella Corsa Rosa .
In questa primavera pazza che flagella d’acqua il sud della penisola, pochi spunti arrivano dal tanto amato Giro. Vediamo i TOP&FLOP di oggi:

TOP

MICHAEL MATTHEWS: In Maglia Rosa, lui uomo di Canberra che corre per una squadra australiana, che ha vinto un Mondiale a Melbourne, tira fuori un Jolly spettacolare anticipando sul traguardo un altro australiano. Cose dell altro mondo! Continua a leggere Top e flop 6° tappa: Sassano-Montecassino

Top & Flop 5° tappa Giro d’Italia: Taranto-Viggiano

TOP

– Diego Ulissi Vincere da favoriti è più difficile di risolvere il problema della disoccupazione giovanile in Italia. No, non linciatemi, è solamente un’iperbole un po’ eccessiva. Però il nostro Diego ha fatto davvero qualcosa di eccezionale. Sornione e invisibile fino a cinquanta metri dal traguardo e poi zac! la zampata al momento giusto, in stile Freire Gomez dei tempi migliori. Ulissi premier subito.

– Cadel Evans Cadel Evans è l’unico a credere che Cadel Evans sia in grado di vincere questo Giro e gliene va dato merito. E forse, ma questo è presto per dirlo, è l’unico ad avere le gambe e, soprattutto, la fantasia per impensierire Quintana. Intanto oggi si è preso qualche secondo di abbuono e se non era per Ulissi si portava in Australia anche un bel successo di tappa. Il canguro perde il pelo ma non il vizio.

– Gianluca Brambilla Caro Gianluca, spero per il suo bene che tua madre oggi abbia avuto altro da fare che guardare in diretta TV il proprio figlio scendere da Viggiano col piglio di un pazzo suicida. Ma non ti sei accorto che pioveva e l’asfalto era “una saponetta”? Ma non potevi chiedere un “time-out”? Ad ogni modo peccato. Dopo la fifa generale di ieri un gesto così coraggioso meritava il successo.

FLOP

Purito Rodriguez e Katusha Il cronoprologo è andato male e tant’è, succede. Ma oggi tutti aspettavano voi, tutti aspettavano un tuo cenno, Purito. E invece nulla, l’azione dei Katusha si è risolta in una rincorsa al kamikaze Brambilla e niente più. Ci devi scusare se siamo un po’ cattivi con te, Purito, se esigiamo tanto e forse troppo, ma noi italiani ti vogliamo bene e da te gradiremmo qualcosa di più. C’è ancora tempo. Daje Purito, facce sognà.

– Astana Sempre in terra voialtri. Ma in Kazakhstan la legge di gravità non ve la insegnano a scuola? Oggi pure Landa ha voluto assaggiare l’asfalto. Ogni giorno un paio di pantaloncini sono da buttare via. Quanto gli venite a costare allo sponsor tecnico?

Telecronisti Rai In principio era “uno della Lampre”, poi forse si trattava di Cunego (a proposito, è al Giro?), quindi finalmente è venuto fuori il nome di Ulissi, ma ormai il bravo Diego stava riabbassando le braccia dopo il traguardo. Un paio d’occhiali modello Alessandra De Stefano anche per voi.

Fiorentina – Napoli | Untitled.

Se raccogliessimo quanto detto o scritto su Fiorentina-Napoli potremmo pubblicare un bel volume alla Guerra e Pace. O qualcosa alla Proust, Alla ricerca del tempo perduto. Ho letto di fiorentini che accusano napoletani. Ho letto di napoletani che se ne infischiano e se la ridono. Ho persino letto di fiorentini che giudicano corretta la direzione di Calvarese tranne che per l’ormai noto episodio finale. E ho letto ancora di napoletani che giudicano poco sufficiente la prestazione della propria squadra. «Ci sta bene, non abbiamo fatto altro che cadere in terra per finta», dice qualcuno. «Abbiamo vinto ma con un secondo tempo così si va poco lontano», dice un altro. Potrei aggiungere in appendice una raccolta di provocatorie corrispondenze di vario tipo in cui io, proprio io me stessa medesima sottoscrittissima, in quanto tifosa azzurra, vengo incolpata non ho ancora ben capito di cosa. Furto, forse. O corruzione. O principio di somiglianza con un personaggio di Notre Dame. Io me stessa medesima sottoscrittissima.
Certo il rigore c’era, su questo siamo tutti d’accordo. Continua a leggere Fiorentina – Napoli | Untitled.

Il Giro d’Italia 2014 – Scopriamolo insieme

IL GIRO D’ITALIA 2014

Scopriamolo insieme.

Foto di youkeys, Flickr.
Foto di youkeys, Flickr.

Belfast Venerdi 9 Maggio – Trieste Piazza Italia, Domenica  1° Giugno. In mezzo 3449,9 km di passione, sudore, discese e tante tante salite. Eccolo in sintesi il nostro amato Giro, la corsa più bella e dura del Mondo. Dalle pianure di Belfast alla splendida Dublino, dai rettilinei di Giovinazzo all’Abbazia di Cassino e poi la cronometro “dei vini” da Barbaresco a Barolo. Un giro in onore di Gino Bartali a 100 anni dalla sua nascita e del Pirata a 10 anni da quel fatidico febbraio. A lui dedicata la tappa n° 14, quella del suo Santuario, quello di Oropa che lo vide splendido inseguitore e vincitore nel 1999 prima dei fattacci di Madonna di Campiglio. Importanti le tappe di Val Martello, Plan di Montecampione, Cima Grappa e udite udite, la salita più dura d’ Europa, quel grandioso ed epico Monte Zoncolan tanto caro a Gilberto Simoni e mister Francesco Guidolin, fautore di questo percorso. Un giro per scalatori quindi, poche tappe per velocisti, tante per gli attaccanti, tantissime per chi avrà coraggio ad affrontare di petto questa edizione, sicuramente la più bella degli ultimi 15 anni. Non si sa chi parteciperà e chi invece si concentrerà sul Tour, noi ci godremo comunque un grande evento, questo è sicuro. Alla luce della stagione conclusa, proviamo a fare gli indovini con il

BORSINO DEI FAVORITI

***** VINCENZO NIBALI  detentore e super favorito, ammesso che partecipi e non cerchi lo storico tris sulle strade parigine. Continua a leggere Il Giro d’Italia 2014 – Scopriamolo insieme