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Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, esperti di qualsiasi materia a seconda della necessità.
Ci sono le elezioni? Improvvisamente siamo tutti esperti di politica e in grado di costruire la miglior squadra di governo. Un efferato e complicato delitto sconvolge l’Italia intera? CSI, Perry Mason e la Signora in Giallo non sono nemmeno degni di allacciarci le scarpe, nessuno ne sa più di noi riguardo DNA, scene del crimine, raccolta di indizi, cavilli legali, prescrizioni, appelli, corsi e ricorsi. E che dire di quando un ct sceglie i 23 con cui andare ad una manifestazione internazionale? Noi ne sappiamo più di lui, almeno mezza rosa era da lasciare a casa, se quei soldi li davano a me era meglio.

Per questo dobbiamo ringraziare l’Uruguay (oltre che per le dimissioni di Abete): grazie al gol di Godin, finalmente non saremo più costretti ad ascoltare 60 milioni di allenatori – anche gente che fatica a distinguere i colori delle maglie in campo – che si sentono in dovere di esprimere la propria opinione. Limitiamoci quindi a redigere un bel pagellone di questa fallimentare spedizione azzurra.

Buffon 6,5 Nonostante l’età, gli infortuni e i recenti problemi sentimentali (veri o presunti), il capitano è ancora il punto di riferimento di questa Nazionale, basta vedere come incitava i compagni durante la gara d’esordio, saltata per un problema (ancora una volta) alla schiena. Rientra con la Costa Rica, e non demerita; ieri sembrava ringiovanito di 10 anni per reattività e istinto. Le ultime dichiarazioni sono velatamente (e volutamente) indirizzate a Balotelli, a dimostrazione di come SuperMario sia un giocattolo in mano dei giornalisti: loro l’hanno costruito, loro lo distruggeranno. Continua a leggere Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Ciò che ricorderemo della III giornata dei Mondiali

Il balletto di Armero: Pablo Armero è un giocatore di discreto livello. In campo, le cose migliori le ha fatte vedere nell’Udinese 2010-2011. Ieri, però si è fatto notare per un qualcosa che poco ha a che fare con il calcio, ma molto ha a che fare con i “colori” del Mondiale, se pensiamo a quanti giocatori festeggiano con danze e balletti. In principio fu Bebeto a esultare con la “culla”, poi toccò ai fenomeni del Senegal nel 2002 e al sudafricano Thsabalala nel 2010. Ieri, Armero ha trascinato con sé tutta la squadra, riserve comprese. Per chi si fosse perso l’esibizione del colombiano, ve la riproponiamo

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I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 22^ giornata della Serie A 2013/14

  1. Kuzmanovic titolare in Juventus-Inter

Dopo le prime apparizioni stagionali, era ormai assodato che con Mazzarri – amante del gioco veloce, che spesso e volentieri sfrutta il contropiede – non avrebbe visto il campo. Invece da un mese a questa parte gli interisti se lo trovano sempre in campo, per giunta titolare. Il piede non sembra nemmeno malvagio, ma il serbo-tedesco gioca in una realtà parallela, si muove in slow motion, dando sempre l’idea di aver esagerato col Montenegro la sera precedente.

  1. Il tentato omicidio di Glik

Io avrei paura ad incontrarlo in un vicolo buio. (fonte: 12alle12.it)
Io avrei paura ad incontrarlo in un vicolo buio. (fonte: 12alle12.it)

Dopo essere riuscito, nella scorsa stagione, a stabilire il curioso record di farsi espellere in entrambi i derby di Torino, Continua a leggere I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 22^ giornata della Serie A 2013/14