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Io, Johan Cruijff e la rivoluzione

Tempo fa su questi tipi Cesarini mi divertivo ad affiancare calciatori a personaggi storici. Quando cruijff2immaginai queste strampalate vite parallele di una cosa sola ero sicuro: Johan Cruijff doveva esserci. Ricordo che pensai lungamente a chi accostare il papero d’oro. Diversi nomi mi si affastellavano alla mente e tutti avevano a che fare con epoche di cambiamento e avvenimenti di enorme portata per il prosieguo della civiltà. Erano rivoluzionari del calibro di un Robespierre, esploratori della lungimiranza di un Marco Polo, filosofi dell’acume di Locke e Spinoza. E proprio su un filosofo cadde infine la mia scelta: Jean Jacques Rousseau. Era il novembre del 2013 e né io né quell’articolo abbiamo fatto grande strada ad oggi. E sebbene il destino di questa elegia al grande tulipano non sarà certo differente, mi piace pensare che l’ignaro viandante, oramai imbattutosi su questa pagina, voglia donare un click anche al primigenio omaggio. Continua a leggere Io, Johan Cruijff e la rivoluzione

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Perdazzurri #22: Edgar Davids

Avete presente quei giocatori che avete sempre sognato vedere coi colori della vostra squadra? Non dico Cristiano Ronaldo o Messi, ma giocatori di calibro inferiore, di cui seguite pedissequamente la crescita e la maturazione, nella costante speranza che la vostra squadra li acquisti prima che siano troppo vecchi o troppo stanchi per dare ancora qualcosa al calcio. Continua a leggere Perdazzurri #22: Edgar Davids

La parola al Campione – Guglielmo Migliori

Eccoci qui. Lui si presenta: alto, bello, gioca a basket, ha studiato in Lituania. Si porta nel cuore il ricordo di tutte quelle brutte donne. Toscano, come Allegri, cui somiglia un poco. La sua fede è rossonera. Se Guglielmo Migliori ha naso con i calciatori così come lo aveva con i pronostici di IZC potrebbe far comodo a Galliani.

-Benvenuto Guglielmo
Da dove partiamo?

Guglielmo Migliori in tutto il suo splendore
Guglielmo Migliori in tutto il suo splendore

– Se permetti le domande te le facciamo noi. Come definisci il tuo successo nel gioco dei pronostici Mondiali?
Deh, sono stato bravo! Continua a leggere La parola al Campione – Guglielmo Migliori

Sopravvivere alla finale per il 3° posto. Cinque ipotesi con accompagnamento musicale

C’è una finale che nessuno vorrebbe giocare. Il motivo è presto detto: per giocarla dovete aver perso la partita precedente. Il suo nome è finale per il 3° posto, un’appellativo che ha il pregio di nobilitare le contendenti. Si, in fondo ci si gioca il podio. Ma il podio, deve aver detto qualcuno, nel calcio non conta nulla. Chiamarla finale è eccessivo, tutt’al più finalina. Nomignolo simpatico, ma a dir poco sminuente. C’è di peggio: finale di consolazione. Terribile. Mi immagino l’arbitro entrare in campo con il taschino colmo di fazzoletti, invece che di cartellini gialli e rossi, il guardalinee che non ha il coraggio di infierire alzando la bandierina e tante pacche sulle spalle. Perfino qualche condoglianza. Ma come si può vivere, motivare, una partita de genere? Con che animo si può scendere in campo per una finale 3° posto/finalina/consolazione?

1 – Una lacrima sul viso

Le tifose, le stesse della semifinale, non si sono ancora lavate il viso. Rivoli di lacrime hanno vilipeso le bandiere ivi pittate. Sorge il dubbio che non siano ancora rincasate dalla precedente partita. I giocatori entrano con gli occhi gonfi, arrossati. Qualcuno, dopo il calcio d’inizio, tenta un’azione, ma il dolore è ancora vivo nel cuore e nelle gambe. Giunto sulla trequarti, affranto si accascia in lacrime. Continua a leggere Sopravvivere alla finale per il 3° posto. Cinque ipotesi con accompagnamento musicale

Brasile 2014 – Cosa ricorderemo delle semifinali

Brasile – Germania uno a 7-sette-VII: Pensavamo di aver visto tutto con Spagna-Olanda 1-5 e conseguente caduta degli Dei. Credevamo che

l’Italia eliminata 2 volte su 2 Mondiali consecutivi ai gironi fosse il punto di non ritorno di una cosiddetta “big” Mondiale. Ritenevamo che il racconto del Maracanazo fosse irripetibile e che storie e avvenimenti del genere non appartenessero più ai nostri tempi. Ebbene, eccoci qui, invece, a raccontare un avvenimento che, oggi 10 o 11 luglio 2014 (non siamo più in noi), riteniamo (non soltanto noi) unico. La peggior sconfitta della storia della nazionale brasiliana di calcio, arrivata quasi in fondo a quello che doveva essere il Mondiale della nazionale brasiliana di calcio. Quei 6, irreali, minuti, in cui si è passati da un 0-1, tutto sommato ancora rimontabile, allo 0-5 che ha ammutolito uno stadio intero, espressione di una nazione che aveva puntato tutto sui suoi cavalieri verdi-oro per poi scoprirsi piccola piccola, alla stregua di un San Marino qualsiasi. In 6 minuti il Milan ha perso una finale di Champions League 9 anni fa. Subendo, però, “solo” 3 gol. Ecco, pensavamo che fare di peggio in 6 minuti fosse impossibile. Ma, come dice un noto spot di una nota casa di abbigliamento sportivo, Impossible is nothing. Che poi, guarda caso, è la stessa che fa da sponsor alla Germania. Blade Runner diceva di aver visto cose che noi potevamo soltanto immaginare. Beh, forse, qualcosa del genere adesso l’abbiamo vista anche noi.  Continua a leggere Brasile 2014 – Cosa ricorderemo delle semifinali

Snobismo calcistico

Le metafore che si basano sulle condizioni meteorologiche sono forse le più inflazionate di sempre. Ma funzionano. Altrimenti mica sarebbero così inflazionate. Va bene che siamo un popolo di fessi, ma insomma…

Non conosco la situazione climatica nel resto d’Italia, ma a casa mia, in appena ventiquattr’ore, si è passati da 30 a 12 gradi, con annesso vento freddo tritaossa. Un po’ quello che è successo agli appassionati che, un giorno dopo l’altro, hanno assistito prima a Brasile-Germania e poi a Olanda-Argentina.

“Che bellezza, è il Mondiale dei Mondiali, è la Storia!”, vi diranno i più, quelli che hanno apprezzato la disfatta verdeoro e la rete gonfiata per ben otto volte. Che sono poi gli stessi che non fanno altro che aspettare il caldo, l’afa, i raggi del sole cocente, per sdraiarsi sull’amaca e godersi l’estate. E, la maggior parte delle volte, sono anche coloro che si esaltano ascoltando le telecronache dei direttori di SkySport.
In minoranza, come forse è anche normale che sia, gli amanti della pioggia e del freddo. Quelli che, scientificamente, al tackle di Mascherano su Robben (minuto 92, finale argentina scritta in quel preciso momento) hanno avvertito un brivido lungo la schiena. E di certo non per i 12 gradi di cui sopra. Snobismo calcistico? Forse. Ma è inevitabile. Continua a leggere Snobismo calcistico

Olanda-Argentina 2-4 dcr (0-0): le pagelle semiserie

OLANDA

Cillessen 5,5 – al contrario di Romero (vedi sotto), lui vive la partita con grande tensione, mica per la paura di perdere e prendere gol, solo per quella di essere sostituito da Krul da un momento all’altro. Visto che tiri non ne arrivano, passa 90 minuti circa a studiare i movimenti sulla sua panchina. Quando Van Gaal finisce i cambi finalmente si rilassa, forse si rilassa troppo. Due dei quattro rigori argentini non erano impossibili. Chiaro, facile dirlo da qui, comodamente seduto come sono io ora.

Van Persie 4,5 – il problema è che ha illuso. Non è che dici vabbè, ha fatto schifo con costanza dall’inizio alla fine del mondiale allora ok, no, lui ha iniziato a razzo e finito completate voi.

De Jong 6,5 – non ai livelli del Mascherano di ieri, ma comunque è lui che tiene su la squadra finché ne ha, fa un gran lavoro di cucitura tra i reparti che nemmeno un sarto professionista e mia mamma non ha mai rammendato così bene, tornerà a Milanello a cucire abiti su misura e a staccare e ricomporre le caviglie dei parassiti dello spogliatoio milanista.

Robben 5,5 – alla fine anche lui si dimostra umano. Segna sì il suo rigore, ma per il resto ha la batteria improvvisamente scarica dopo le fatiche messicane e costaricane, e siccome notoriamente un calciatore dura più di uno smartphone, nessuno della Fifa ha ben pensato di mettere delle comode prese sul terreno di gioco.

Vlaar 5,5 – gran partita fino al rigore sbagliato malamente. Come dire: porti una donna a cena fuori, lavi la macchina, la vai a prendere sotto casa, le apri la portiera, posto elegante, cibo raffinato, vino bianco, poi “vuoi salire a vedere la mia collezione di stinchi avversari?“. E sul più bello eiaculazione precoce. Continua a leggere Olanda-Argentina 2-4 dcr (0-0): le pagelle semiserie

Brillano le stelle: Robben vs. Messi

Questa non è una sfida tra numeri 10. In primis perché Robben  in questo mondiale veste la maglia numero 11, sebbene al Bayern Monaco si fregi del 10. In secondo luogo perché i numeri 10 a sto mondo non esistono più. Certo, Messi si avvicina ad un Baggio, ad un Maradona o ad un Platinì, per certi versi è anche più forte, ma il 10, la fantasia al potere, è un’altra cosa. Detto ciò, Robben e Messi sono i più dotati e rappresentativi giocatori delle due formazioni in campo questa sera. Vediamo un po’ nel dettaglio.

TIRO
Robben 8.5
Messi 9

Robben non ha paura di tirare, su questo non ci sono dubbi. Tira pure forte e se non ci credete, chiedete a quelli che si sono presi una pallonata nella schiena durante i rigidi inverni tedeschi. Il suo pezzo forte è accentrarsi dalla destra e sparare di sinistro. Ogni tanto la va, ogni tanto lasciamo perdere. Messi è il contrario. Non ha un tiro in grado di strappare le reti alla moda del fu Felice Levratto, ma in compenso non c’è birillo che non abbia volutamente districato dalla rete. Mezzo punto in più perché agli squarci di Lucio Fontana preferiamo le pennellate di Antonello da Messina. Continua a leggere Brillano le stelle: Robben vs. Messi

Il pallone racconta: Olanda – Argentina 4-0 (26 giugno 1974)

Comunque quello che avevano da dire già lo hanno detto. Il girone non era granché. Hanno corso troppo, saranno sicuramente in riserva. La Coppa dei Campioni non è il Mondiale, l’Ajax non è l’Olanda. Non sarà un caso se nel dopoguerra l’Olanda non si è mai qualificata. L’esperienza è tutto, vedrai.

Perfumo_y_cruyff
Cruijff e Perfumo

E’ comune ad ogni epoca di cambiamento la necessità, forse dovuta alla paura, di stigmatizzare il nuovo che arriva. Si scomodano i luoghi comuni, quelle certezze ormai svalutate e ridotte a simboli di un passato che non può procrastinare le cesure della storia. Ciò che avvenne in Germania nell’estate 1974 sta al calcio come la rivoluzione francese sta alla storia. Se cruijff nessuno, prima che ciò accadesse a fine settecento, aveva considerato realizzabile al di fuori dei libri un governo non legittimato dal volere di Dio, parimenti prima dell’invasione orange sui campi di pallone non si credeva possibile che il terzino potesse spingersi là dove osano le ali e il mediano ergersi a terminale della manovra offensiva.

L’Argentina era una buona squadra: Perfumo, Yazalde, Houseman, Ayala, Kempes, nomi che, a parte l’ultimo, ora non dicono molto, ma ai tempi componevano un undici tra i migliori della competizione. L’inizio non fu dei migliori, ma si poteva sempre migliorare. E poi nella prima fase del torneo si era pur sempre lasciata alle spalle un’altra grande favorita, l’Italia.

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Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

ARGENTINA

Mascherano 7 – fa un lavoro incredibile a centrocampo, ora cosa potrebbe volere un argentino di più, mettergli una mazza in c*** così gli ramazza la stanza? (cit.)

Messi 7 – ok, non ha purgato Courtois nemmeno stavolta, ma quando nel primo tempo dà una palla meravigliosa a Di Maria facendola passare in un pertugio che aveva visto solo lui, si capisce che al di là di quello che pensava Guardiola a Barcelona il buon Leo non deve necessariamente giocare davanti alla porta, anzi, forse un giorno con l’età potrà proprio affinare l’assist e diventare magari un prodigioso trequartista. Questo dopo i 30 anni, poi credo che a 35 passerà davanti alla difesa e magari a 45 libero alla Matthäus.

Higuain 7 – si sblocca nella maniera migliore, fa un gol a mio avviso strepitoso. A ogni suo nuovo gesto atletico e sportivo vari artigiani di San Gregorio Armeno si mettono all’opera per una nuova statuetta. Se vince il mondiale quella con lui che bacia la Coppa del Mondo sarà un must nei presepi del prossimo Natale.

Basanta e Perez 6 – quelli che vedi in campo e ti chiedi: “E questi ora chi sono, da dove sbucano fuori, chi li ha chiamati?“.

Garay 6,5 – il giustiziere della Juventus in Europa League è a mio parere uno dei migliori difensori del mondo sul gioco aereo e l’ha dimostrato anche ieri, azzerando i cross dei belgi per Fellaini. Sembrava a un passo dal Bayern Monaco, ma alla fine l’ha preso lo Zenit per circa 15 milioni. Avremmo voluto vederlo in Italia, ma non so se offerte tipo prestito con diritto di riscatto dilazionato in trentaquattro anni, sei mesi e dieci giorni e tante pacche sulle spalle possano far gola a una squadra come il Benfica. Continua a leggere Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

Non è solo una partita di calcio. Quarti di finale: Olanda-Costa Rica

Quando abbiamo iniziato a pensare a come presentarvi i quarti di finale, al nostro collega Matteo Bassioni è venuta l’acquolina in bocca pensando a quello che poteva comporre rivisitando un po’ la storia di Francia e Germania (e se date un’occhiata qua converrete che il buon Matteo non aveva tutti i torti). In più per Brasile-Colombia abbiamo parlato di follie, foreste e generali e su Argentina-Belgio abbiamo posto l’accento sulla storia di tanti nostri avi emigrati nelle due nazioni. Il problema, da un punto di vista di ricerca scientifica, è che alla fine bisogna trovare qualcosa anche su Olanda-Costa Rica. Oddio!, si fosse imposto il Messico sugli Orange, avremmo disquisito di usi e costumi tipici del Centro America. Avesse, la Grecia, vinto la lotteria dei rigori degli ottavi di finale, sai che bello scrivere di Erasmo e Spinoza vs. Socrate, Platone e Aristotele? E invece Keylor Navas ha fatto la superstar ed eccoci qui a poche ore dal quarto di finale sicuramente meno affascinante, ma allo stesso modo più “simpatico”.

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Le pagelle Cesarine: Olanda-Messico 2-1 & Costa Rica-Grecia 6-4 (dcr)

 

OLANDA – MESSICO

OLANDA

Cillessen – 5.5: Il tiro che non ti aspetti e rischia di rovinarti il mondiale. Dos Santos tira, Cillessen si tuffa con la maestria di un ragazzo dinoccolato nella piscina comunale. Rete. Poi il nulla perché il Messico si rivede pochissimo dalle sue parti. I compagni gli regalano (almeno) un’altra partita nella quale potrà rifarsi.

Blind – 6.5: Il calcio totale sulla pelle di un giocatore. Van Gaal lo maltratta facendolo ruotare in tutti i ruoli e rispolverandone, una volta finiti quelli odierni, alcuni ormai estinti come la mezzala e il centromediano metodista. Lui se la cava, sempre. Dopo il novantesimo si occupa della sala massaggi. Continua a leggere Le pagelle Cesarine: Olanda-Messico 2-1 & Costa Rica-Grecia 6-4 (dcr)

Corsi e ricorsi mondiali. I campioni di ieri e di oggi: Olanda-Messico e Costa Rica-Grecia

Continuiamo con i nostri paragoni scomodi, azzardati e visionari a cui affidiamo la nostra presentazione degli ottavi di finale. Buona lettura.

OLANDA-MESSICO

Olanda: Robben-Bergkamp

Cos’hanno in comune questi due grandissimi calciatori? Apparentemente poco, se non si considera una pari ammirazione di cui godono nella mia testa due che hanno riempito di classe la recente storia degli arancioni, che non è poi cosa da nulla. Robben è il giocatore più veloce del Mondiale, batte perfino Gamboa della Costa Rica. Bergkamp era certo meno veloce, ma con una classe a livelli sopraffini. Robben ha litigato con i capelli già in tenera età. Bergkamp portava orgoglioso la sua chioma bionda, che mano a mano è scemata tristemente. Robben è un uomo di provincia, nato a Bedum, nel nord del Paese, vicino Groningen. Bergkamp è un uomo di città, nato e cresciuto ad Amsterdam. Robben è diventato calciatore proprio nel Groningen, approdando poi al Psv e da lì in tre delle migliori squadre d’Europa: Chelsea, Real Madrid, Bayern Monaco. Bergkamp è cresciuto nella fucina di talenti per eccellenza, l’Ajax che fu di Cruijff e di Van Basten, per poi giocare nell’Inter e una vita intera nell’Arsenal. Robben vola, va in Brasile. Bergkamp ha sempre avuto problemi con l’aereo, e chissà se a Usa ’94 ci andò a nuoto. Robben è il simbolo dell’Olanda di Sudafrica 2010 e Brasile 2014, nel bene e nel male. Bergkamp lo era appunto nel mondiale americano, quando Gullit e Van Basten (ah, quella maledetta sfortuna) erano già il passato, e in quello francese. La tecnica, quella lì, è spettacolare in entrambi i casi. Un mancino e un destro. Alla ricerca di un Mondiale che in Olanda non hanno mai vinto, e che dopo tre finali perse meriterebbero. Magari nel segno di Robben, che non ha ancora completato la sua serie di rivincite. Continua a leggere Corsi e ricorsi mondiali. I campioni di ieri e di oggi: Olanda-Messico e Costa Rica-Grecia

Le pagelle Cesarine, gruppo B: Spagna-Cile e Olanda-Australia

"Sic transit gloria mundi"
“Sic transit gloria mundi”

SPAGNA

Casillas 5,5: E con ieri fanno 7 in 180 minuti. Solo Sasha Grey è stata capace di prenderne di più nello stesso lasso di tempo.
Jordi Alba 4: Nel Barcellona e nello scorso Europeo seminava il panico sulla fascia sinistra. Siamo sempre più convinti che il Jordi Alba vero sia stato imprigionato in una maschera di ferro e in Brasile ci abbiano mandato una versione cinesata.
Iniesta 6: Se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno perso la testa, probabilmente non hai capito qual è il problema (Woody Allen). Canta e porta la croce, poi inizia a bestemmiare in tutte le lingue del mondo visti gli sprechi di Diego Costa, Busquets e Xabi Alonso.
Diego Costa 5: Ciao Dieco, ti sphieco (cit.). E’ inutile che millanti origini genovesi come il fondatore di Costa Crociere per giocare Russia 2018 con noi.
Del Bosque 4: Nel giorno in cui Rey Juan Carlos di Borbone abdica ufficialmente in favore del figlio Felipe, crolla anche la Seleccion Espanola forgiata dal Marchese di Del Bosque. Simbolismi a parte, Don Vicente per quanto mostrato negli ultimi 6 anni si è guadagnato perfino il diritto di sbagliare. E ora scusateci, dopo il momento di sportività torniamo a rivedere gli highlights di Spagna-Cile su Youporn.

CILE

Aranguriz 6,5: Tutti a badare a Vidal e Sanchez, e zitto zitto Aranguriz trafigge Casillas per il gol della sicurezza, oltre al consueto contributo di garra e cazzimma. Sequestra Busquets e Xabi Alonso a inizio partita, e li restituisce ai familiari dopo averli appena appena maltrattati.
Vidal 7,5: Se questa sera c’è il delirio al Maracanà, per citare la sigla di Sky che secondo recenti studi fa scattare la violenza nell’83% degli ascoltatori, buona parte del merito. Uomo ovunque, come siamo abituati a vederlo nella Juve. Devono abbatterlo con un calmante per cavalli per farlo stare fermo dopo il fischio finale, altrimenti seguirebbe gli spagnoli perfino negli spogliatoi.
Sanchez 7: Marotta lo vede dialogare e trovarsi a meraviglia con Vidal, e gli viene l’acquolina in bocca. Poi guarda il prezzo, e sospira. Un po’ come quando si va a fare shopping nel quadrilatero della moda: guardare, ammirare, non toccare e sognare.
Edu Vargas 7: “Para un chileno, nada es imposible” recitava il commercial del Banco de Chile, da pelle d’oca (se non lo avete visto, guardatelo subito qui). Anzi, una cosa c’è: convincere Mazzarri e il Napoli che lui è buono per davvero, e la riserva di Higuain ce l’avevano in casa. La finta con cui ipnotizza Casillas è una magia di alta scuola.
Sanpaoli 7,5: Disintegra la Spagna che tremare il mondo ha fatto giocando anche un buon calcio, ma mezzo voto in meno per averci fatto gustare solo nel garbage time le giocate del nostro idolo El Mago Valdivia. Vogliamo pensare che lo abbia preservato per gli ottavi.

OLANDA

Vlaar 6,5: Difensore dai modi spicci, come non ne fanno più da tempo. Prima ti sdraia e poi ti chiede cosa volessi. Ci è sembrato di scorgerlo nel trailer di “The Expendables 3”, e non lo vedremmo affatto male.
Robben 7: I quindicenni stanno assillando i genitori: come regalo per la promozione, hanno tutti chiesto il motorino che usa Robben quando è in campo.
Van Persie 7: Sa fare anche i gol facili, oltre che quelli spettacolari. Sono questi i dettagli che distinguono un Van Persie da un Quagliarella. Anche Cracco è in grado di fare sia una cremolada in frolla di cioccolato con guarnizioni di petali di rose, e uno spaghetto al pomodoro.
Depay 7,5: Da uno che si chiama Memphis, come la città dove riposa Elvis, è lecito attendersi molto. Entra, e al grido di “A little less conversation, a little more action please” propizia il 2-2 e segna il 3-2 con un tiro senza pretese ma assolutamente prezioso.

AUSTRALIA

Ryan 5: Al ritorno in Australia cercherà di farsi scambiare per Tony Ryan, il fondatore di Ryanair. Già acquistati cappellone e tinta bianca per capelli per evitare l’impalatura in pubblica piazza per il gol del 3-2 su cui è indifendibile perfino da Don Matteo.
Cahill 7: Maledice tutti i giori i suoi avi che hanno deciso di farlo nascere in Australia e non in un paese calcisticamente più avanzato, in cui non sia l’unico in grado di sapere cosa fare del pallone. Il tracciante del 2-1 è una gemma che si candida come gol del Mundial 2014, Cillessen è ancora in un angolino, terrorizzato dalla botta che gli ha fatto pelo e contropelo. Appena esce lui, l’Australia si sbriciola
Bresciano 6,5: Domina De Jong nel primo tempo, per poi calare nella ripresa. Il fatto che il mastino olandese non gli asporti una tibia per frustrazione, è già da considerarsi un successo.

 

Ciò che ricorderemo della II giornata dei Mondiali

Il volo d’angelo di Van Persie:

“Cos’è il Genio? – È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” diceva il Necchi in “Amici Miei”. E tutto ciò è stato tradotto sul campo da Van Persie per il fantascientifico gol dell’1-1. In tanti hanno detto che si è chiaramente ispirato ad Aldo di Aldo Giovanni e Giacomo nel film “Tre uomini e una gamba”, ma farlo contro la Spagna campione del mondo e autoproclamatasi maestra del calcio es mucho mucho meyor.

Gli errori arbitrali, ancora una volta

Il Messico ha da recriminare su due gol buoni annullati, l’Olanda per un rigore molto generoso per la Spagna, la Spagna per il gol del 3-1 dell’Olanda per una vistosa carica su Casillas.
Proiettate il tutto alla serie A italiana. Come dite? Ieri sera il Messico e l’Olanda hanno comunque vinto? Dettagli. Continua a leggere Ciò che ricorderemo della II giornata dei Mondiali