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Dinamo Monteaquila – 20. Pastorizia United

A scuola puzzavo e i compagni mi prendevano in giro, ma ero bravo, Campo_di_calcio_abbandonatoanche se a casa non potevo studiare perché non c’erano tavoli che per sgozzare capretti e insaccare salume. A me piaceva molto Italiano. Mi piacevano le parole. A casa mia nessuno parlava. Si bestemmiava, ci si prendeva a schiaffi per niente. Ma parlare no, mai. Eravamo bestie. E poi a me piaceva giocare a pallone. Una volta facemmo un torneo su in paese, a Monteaquila. Che a chiamarlo paese, Maresciallo, mi viene anche un po’ male, ma allora qualcuno c’era ancora, soprattutto d’estate. Venivano dalla città e dai paesi vicini. Sono passati tanti anni. Cinquanta, forse più. Si, era estate, ricordo bene, ma lassù non faceva caldo. Si stava bene. Era un torneo che durava tutto il giorno. Se non fosse che a pallone ero bravo, nonostante che non potessi giocarci quasi mai, a una bestia come me non l’avrebbero mai fatta giocare. Continua a leggere Dinamo Monteaquila – 20. Pastorizia United

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Manchester City – Roma 1-1: le pagelle semiserie dei giallorossi

Skorupski 6,5 – “Ei ragazzo, tocca a te”. Come nei migliori film di sport made in Usa, il titolare s’infortuna all’ultimo momento e il giovane esordiente ha la sua grande opportunità. Entra e dopo tre minuti è rigore, bell’esordio del cazzo. Ti aspetti una partita in salita per il giovane polacco, che invece non soffre più di tanto. Si toglie pure la soddisfazione di parare un tiro a Lampard. Che tra l’altro, è l’unico tiro nello specchio dei Citizens dopo il rigore.

Maicon 6 – La sua partita potrebbe essere un classico dei romanzi di formazione. Dall’errore iniziale che sembra compromettere tutto (anche se il rigore è molto generoso), alla reazione che guida i compagni alla riscossa. Stanco nel finale soffre un po’ Milner.

Manolas 6,5 – Non è certamente il difensore dai piedi buoni. Ma provate ad arrivare su un pallone prima di lui. Partita di grande intensità. Unico neo una mano involontaria che poteva costare un rigore.  Continua a leggere Manchester City – Roma 1-1: le pagelle semiserie dei giallorossi

English do it better: botti di Capodanno

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A differenza del campionato italiano, l’Inghilterra se ne sbatte altamente di ogni festività e scende in campo sempre. Per cui, dopo aver giocato il giorno di Santo Stefano e due giorni prima della fine del 2013, la Premier League si è disputata anche il giorno di Capodanno, con botti ritardati di poche ore rispetto a tutto il resto del mondo.
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English do it better: 19^ giornata

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Botti di fine anno anche in Premier League, definita il campionato più bello del mondo anche perchè alla fine del girone d’andata non ci sono verdetti apparentemente scritti: le prime 5 squadre sono ristrette nel giro di 7 punti, e il campionato sembra aperto e imprevedibile come John Terry quando deve decidere quale matrimonio di quale compagno rovinare.

L'esultanza di Anelka: dove sarebbe il gesto anti-semita? (fonte: telegraph)
L’esultanza di Anelka: dove sarebbe il gesto anti-semita? (fonte: telegraph)

L’anticipo di giornata promette già bene, con West Ham-WBA terminata 3-3, dopo continui ribaltamenti di fronte, tiri pericolosi ed esultanze quanto meno fuorvianti: tutto il mondo calcistico si è scagliato contro Anelka, reo di aver esultato compiendo un gesto anti-semita, mentre a noi sembra solo che voglia mostrare orgoglio per le proprie doti naturali.

Entrambe le squadre di Manchester vincono, ed entrambe di misura: lo United batte 1-0 il Norwich fuori casa, su un campo che ha fatto più vittime di Giggs in un night club. Il gol di Welbeck regala la quarta vittoria consecutiva a David Moyes, che da quando è diventato allenatore dell’ex team di Ferguson è entrato nel tunnel della dipendenza da Valium. Continua a leggere English do it better: 19^ giornata

Impresa West Ham al White Hart Lane. Frena l’Arsenal, volano I Saints

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La copertina del fine settimana pallonaro d’Inghilterra non può che essere la loro.

Immensi, straripanti, semplicemente incredibili. Doveva essere un massacro, i galletti di Londra dei martelli sulla carta avrebbero dovuto farne un sol boccone. Sulla carta, appunto. Erano tutti già pronti ad assaporare ed esaltare le gesta di Mister AVB, che, orfano di Bale, ha speso quei 100 milioni di euro distribuendo denari qua e la per il continente portando al White Hart Lane Erkisen, Soldado, Lamela e compagnia bella..ma l’orgoglio non lo compri con i soldi, e ieri gli uomini in bianco, in bianco ci sono andati per davvero. Continua a leggere Impresa West Ham al White Hart Lane. Frena l’Arsenal, volano I Saints

La caduta degli dei. I due Manchester a terra, vola l’Arsenal

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La sesta di Premier League ha il sapore di una vecchia lega anni 60, profuma di terra bagnata e di vittorie epiche, di piccole ex grandi che per un giorno rivivono i fasti perduti. Di un glorioso WBA che sbanca Old Trafford, il teatro dei sogni diventa biancoblu, i baggies dominano e West Brom esplode di gioia.

Qualche km piu giu, dalla periferia di Birmingham spostiamoci in centro. Villa Park.

Immersi tra Witton e Aston 40mila cuori esplodono al triplice fischio. Davide ha battuto Golia.

Un Aston Villa operaio, orfano del suo unico vero talento, quel Benteke che diventa ogni anno piu forte, prima rimonta, e poi batte con Weimann la corazzata Potemkin di Manuel Pellegrini.

Il Manchester City è al tappeto, tutta Manchester è al tappeto.

Crolla sotto i colpi di squadre snobbate, di squadre ignorate dai grandi investitori (e per fortuna, qui ancora un po di calcio autentico, un po di calcio della gente, riusciamo ancora a scorgerlo), di squadre che rivivono una domenica da Leoni, di squadre un tempo grandi e oggi nobili decadute in un calcio business che lascia poco spazio ai sentimenti.

 

Non basta Rooney ai Diavoli Rossi, che pareggia i conti dopo la grande paura, sono sufficienti dieci minuti a Berahino per rovinare la (ennesima) domenica in casa Moyes

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E non bastano nemmeno DzekoYaya Toure ai Citizens, perché non stelle strapagate, ma normali mestieranti dell’arte pallonara quali Bacuna prima e Weimann poi fanno esplodere il loro popolo

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CapitalOne Cup, il terzo turno al completo

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Rinascita doveva essere, e rinascita è stata per lo United di Moyes, che continua nella sua altalena di risultati continuando ad alternare ottime prestazioni (vedi il malcapitato Leverkusen in Champions) da figuracce epiche, leggi 4 pappine nel derby, peggio che prendere un autotreno in fronte.

Ieri è stata la serata del Chicarito, quel Javier Hernandez che non delude mai, la cui unica sfortuna è avere davanti 2 tipi come Rooney e il signor Van Persie, due tipi che 4 calci al pallone sanno tirarli..

Arriva al 46’ la doccia fredda per gli uomini di Rodgers, ed il Liverpool è di nuovo al tappeto.

Poteva essere, doveva essere, la serata dell’uruguagio vampiro, quel Luis Suarez tanto forte quanto mentalmente instabile, sparito dai campi dopo la megasqualifica di 10 giornate per il famoso morso ad Ivanovic, simpatico armadio della retroguardia Blues, la cui pellaccia probabilmente risiede ancora felicemente tra un dente e l’altro del simpatico numero #7 dei Reds

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