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Vita da Quarto Uomo [allucinazioni] (Napoli-Juventus)

La stanza sott’acqua

(È buio. Due corpi affondano. Non oppongono resistenza. La massa è pesantissima. Precipitano. Si tolgono i vestiti fino a restare nudi. Le azioni sono lentissime, per tutto il dialogo)
– Iniziamo malissimo.
– Perché?
– Come perché. Stiamo intavolando un discorso in una stanza sott’acqua. Nudi. Ti renderai conto anche tu dell’assurdità della faccenda.
– Sarebbe stato assurdo restare vestiti, sott’acqua.
(pausa)
– Non divagare.
– Non angosciarti, sono licenze. La realtà si concretizza mentre parliamo, mentre scriviamo. Devi immaginare che non c’è un prima, non c’è un dopo, che ciò che è reale oppure no lo stabiliamo noi, ciò che è possibile lo decidiamo noi.

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Pagelle random #23

Le partite di Bologna e Pescara solo l’espressione del bisogno di una Serie A a 18 squadre. Inoltre sta arrivando la primavera: lo si nota dagli 0-0 casalinghi del Chievo. E comunque, giusto per rimarcare il fatto che stiamo invecchiando, si sono ritirati Lampard e Ronaldinho.

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Juventus-Napoli 7-8 d.c.r., le pagelle semiserie

Sì, Gigi Buffon parlava proprio di voi (fonte: targatocn.it)
Sì, Gigi Buffon parlava proprio di voi (fonte: targatocn.it)

JUVENTUS

Buffon 8: Para 3 rigori, si supera in uno contro uno su Higuain nei supplementari e i suoi compagni rovinano tutto. Cosa altro deve fare, mettersi una scopa in culo così ramazza la stanza? Si dice che la Madonna e Gesù bambino siano diventati sordi a furia di sentirsi fischiare le orecchie

Chiellini 4: Busta di piscio, mozzarella, trivella, zappata, cagata, ciabattata. Scegliete voi come definire il rigore che ha tirato. Ma siccome non è da questi particolari che si giudica un giocatore, citando De Gregori, ci limitiamo a giudicarlo per come si perde Higuain sul gol del primo pareggio del Napoli e in generale per come vada sotto contro qualsiasi attaccante appena superiore al livello di un Pavoletti.

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Napoli – Catania | Lacrimevole per una vittoria (intro, due strofe e un ritornello diverso, coda).

C’era un uomo che quando chiamava la palla faceva battere i denti, e non era freddo / Io pensavo che guardandolo negli occhi avrei capito come raddrizzare la mia vita.
C’era un uomo che portava dentro rabbia e solitudine, ed era comunque un vincente / Io ero sicura che guardandolo negli occhi avrei smesso di non essere mai abbastanza.

Mostrami la strada. Quella giusta, per tornare a casa.
Come se fosse una canzone pop con un prevedibile ritornello orecchiabile.
Voglio sognare ancora, credere in qualcosa che non accadrà.
Perché la gente ha rinunciato a sperare e dimentica i propri sogni (cit.)

C’era un uomo che correva come un dannato, e non aveva mai un capello fuori posto / Io credevo che guardandolo negli occhi avrei trovato una ragione.
C’era un uomo che lavorava sodo senza preoccuparsi di quello che dicevano / Io sapevo che guardandolo negli occhi avrei avuto il coraggio di essere me stessa.

Mostrami la strada. Quella giusta, per arrivare a quel bar e festeggiare.
Come se non fossimo mai usciti dagli anni Ottanta.
Voglio avere anch’io dei ricordi, smettere di dimenticare.
Perché è più facile dominare chi non crede in niente (cit.)

napoli_catania013

Cosa ricorderemo della 1° giornata di Serie A 2013/14

5. Quando Cerci ricorda Robben…

Robben mi ricorda un po’ Cerci (cit.). E da lì milioni di tentativi di imitazioni per una sentenza che ha fatto la storia, anche sui social network, con finanche Van Basten che ricorda il tuo scarsissimo compagno di squadra di calcio a 5. Solo che lui, il tuo amico, è in possesso di una tecnica più sopraffina. Alessio Cerci non è Robben. Nemmeno lontanamente. Però è un gran bel giocatorino. A Torino è lui quello che prova a alleviare gli incubi dei supporters granata, oppressi dallo stradominio dei cugini. Lo scorso anno, con i suoi 8 gol, ha aiutato la squadra di Ventura a raggiungere la salvezza. Quest’anno è partito “benino”, e la rete contro il Sassuolo ricorda effettivamente le giocate del suo “alter ego” bavarese. Continuasse così, andrebbe dritto a sfidarlo (si spera) in Brasile, l’estate prossima.

http://kiwi.kz/watch/9c50ttq9uibm/

4. … E magari Sau ricorda Baggio

Ci prendiamo la licenza, solo questa volta, del paragone (ma non lo andremo a diffondere in giro). In Sardegna, dopo lo scorso anno, gli hanno dedicato un coro: Ommalleo Simpallao, segna sempre Marco Sau (per gli amanti del trash, addolcite la vostra giornata qua). Contro l’Atalanta, nessun gol, ma una sponda favolosa al volo per Nainggolan (che finché rimane in Sardegna permette al Cagliari e a Lopez di viversela un po’ meglio) che sicuramente rimarrà nelle classifiche dei migliori assist anche a fine campionato. Un po’ come capitava a Baggio… Ok, la smettiamo… 🙂

3. Marekiaro quant’è bello

C’è chi il famigerato Top Player lo rincorre per anni e forse lo trova a basso prezzo l’estate del 2013 (qualcuno ha detto Tevez?) e chi ne vende uno all’anno. Prima il Pocho, poi il Matador, sperando che il Pipita valga come il nuovo puntero del PSG. Tanto, comunque vada, a Napoli c’è Marekiaro. Uno che è un Top Player dal 2007, gioca a centrocampo, segna come un attaccante e fa una 15ina di assist a campionato. Una manna anche per i fantacalcisti accaniti. Pare che con il Bologna sia partito male…

2. Pepito d’oro e Mario di legno

Non segnava dal 1° ottobre, 2011. Un calcio di rigore, un gol come tanti, forse anche più anonimo, in un 2-2 tra Villareal e Real Saragozza. Da quel giorno di 23 mesi fa, 0 gol e 2 lesioni del legamento crociato del ginocchio destro. Fino a ieri. 14 minuti e gol. Per la gioia di tutti. Dei tifosi viola, ma anche degli altri. Perché Giuseppe Rossi era la nostra speranza calcistica più bella. E da oggi ritorna in classifica. Se è in forma, Pepito è come quel compagno di classe con cui sei amico e che segui quando vai per le prime volte in gita con la classe. La prossima si fa in Brasile…

Peccato per Rossi che Gomez provi a rubargli la scena… Giudicate da soli…

1. Luca sei per me, Numero 1

A essere cattivi, si dovrebbe tornare indietro nel tempo, tra le 18:00 e le 18:30 di sabato 24 agosto, e farsi un giretto per i vari social network. Leggeremmo cose tipo “Toni superato in velocità da un vecchietto di 90 anni”, “chi è quell’anziano con la lavatrice sulla schiena nell’attacco del Verona” ecc… Sfottò e frasi di scherno durati circa 1 ora… Poi, con la complicità della difesa del Milan, che si divide la prima posizione con l’attaccante emiliano, zittisce tutti. Potrà non fare più un gol da adesso fino a maggio, ma per questa domenica Luca sei per me, Numero 1

Appuntamento con la seconda di campionato!