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Lazio – Juve e di come un gol cambia tutto

La giornata odierna propone uno dei grandi classici del calcio italiano. Lazio-Juventus non è una partita come le altre, ma appartiene al ristretto nucleo di incontri/scontri tra 2 formazioni del nostro pallone che si sono trovate più di una volta a contendersi coppe e trofei. Questo a dispetto di un blasone che vede, per storia, la Juve svettare su un avversario come la Lazio. A sintetizzare in maniera netta la situazione, se la Juve nei suoi successi ha superato rivali di ogni genere, la Lazio, nelle sue versioni più splendenti, ha, quasi sempre, dovuto incrociare le lance contro i bianconeri per il primato. A prescindere da ciò, Lazio-Juve è una sfida spesso decisa all’ultimo respiro, con gol che hanno poi avuto ripercussioni decisive per la sorte di molte competizioni.  Riviviamo 5 gol, 5 momenti che hanno tracciato un solco netto tra un “prima” e il “dopo” Continua a leggere Lazio – Juve e di come un gol cambia tutto

Biografia di un goal: 8 – Juventus-Argentinos Jrs. 6-4 (2-1 Platini annullato)

plattIo ce l’avevo in classe un Platini. Era un tipo longilineo che coi piedi faceva un po’ quello che gli pareva. Come Platini insomma. E aveva una testa di capelli frivoli e mori. Si, proprio come lui. Una volta fece un goal simile a questo del video: scambiò l’avversario per una di quelle sagome che si usano come barriera per le punizioni e infilò il portiere con un tiro al volo. Si, ma  era dentro o fuori? La porta era precaria, in basso i pali erano costituiti da uno zaino e una giacca, in alto, beh in alto si andava ad occhio. L’unanimità decise per il fuori. Al massimo palo. Questi sacramentò, minacciò di non giocare, forse non giocò effettivamente più. Perché era una testa di cazzo, ricordo pure questo. Non come Platini. Continua a leggere Biografia di un goal: 8 – Juventus-Argentinos Jrs. 6-4 (2-1 Platini annullato)

Biografia di un goal: 4 – Bayern Monaco – Inter 0-2 (Berti)

Premessa: della mia rubrica “Biografia di un goal” volevo facesse parte un goal coast-to-coast, una di quelle gesta incredibili dove il giocatore prende il pallone nella sua metà campo e, superando una difesa più o meno inerme, deposita il pallone nella porta avversaria. Ammetto che la prima opzione che ho vagliato è stata il goal di Maradona contro l’Argentina. Tra le imprese di questo genere, quella del pibe de oro è la più conosciuta. Un po’ come la traversata di Colombo. Scartato. Allora ho pensato al goal di Weah in un Milan – Hellas Verona degli anni novanta. Corre, talvolta incespica, pare un guerriero numibiano al soldo di Roma, non si ferma nemmeno davanti alle scivolate e alle rimonte di una decina di difensori veronesi che dell’Ellade di cui portano il nome devono aver avuto presente solo la fase finale, quando Roma, appunto, la rese un museo a cielo aperto. Messi contro il Villareal? Nah, roba moderna, rimane sempre il dubbio che abbiano usato qualche effetto speciale. Continua a leggere Biografia di un goal: 4 – Bayern Monaco – Inter 0-2 (Berti)

La Top 10 dei gol mondiali: i più belli e significativi

10- Reza “Gucci” Ghoochannejhad all’82’ di Bosnia-Iran 3-1                                                                                   Se utilizzassimo i classici canoni che vengono utilizzati nel classificare la bellezza di un gol o di un gesto atletico, questo gol certamente non entrerebbe in alcuna top 10, ma nemmeno tra i migliori cento. Eppure rientra in questa top 10. Sarà perché un pò tutti abbiamo adottato coraggioso Team Melli, che ha inchiodato la finalista Argentina per 90′, sarà perché “Gucci” è il giocatore simbolo di questa selezione, ma non me la sono sentita di lasciarlo fuori

9- Wesley Snejder all’88’ di Olanda-Messico 2-1                                                                                                 Questo gol credo sia il sogno di qualsiasi ragazzo che abbia mai calcato un campo da calcio, non importa se si tratti di uno stadio di serie A, di un campo polveroso della seconda categoria, o dello spiazzo dietro casa. Perché chiunque abbia dato quattro calci ad un pallone sa quanto è rara l’occasione di ritrovarsi a colpire un pallone che scende lentamente, dritto davanti ai tuoi occhi, con quasi l’intero specchio della porta libero, e la palla lenta, quasi in slow motion, che cade perfettamente perpendicolare e va a ricevere il colpo dalla pienezza del collo del piede, e viaggia verso la porta, senza effetto, senza girare. dritta ed inesorabile. Proprio vero che la meritocrazia non esiste

8- Giovani dos Santos al 48′ di Olanda-Messico 2-1                                                                               Questo ragazzo soffre di quella sindrome tipica di giocatori come Antonini, e di quei giocatori provenienti dalla cantera del Barcellona o che sono entrati a far parte del giovane harem di Arsene Wenger. E’ destinato ad essere per sempre giovane. Beh, Dos Santos, un pò come Bojan Krkic ha ormai 25 anni, dovrebbe essere un giocatore fatto e finito. Invece dà sempre quell’idea di essere un’incompiuta, un Baronio in salsa mariachi. La staffilata dai 18-20 metri contro l’Olanda speriamo rappresenti l’inizio di una nuova fase della carriera di questo giocatore

7- Jermaine Jones al 62′ di USA-Portogallo 2-2      
Un gol insensato. Palla ai 20 metri, dribbling secco, con palla spostata sulla destra con l’esterno del piede e tiro di collo con un leggerissimo giro sul secondo palo. Tutto molto bello e relativamente consueto su un campo da calcio, specie in queste occasioni. Se non fosse che Jones ha i piedi cubici. Attendo la serie televisiva di HBO su di lui, Howard e Clint Dempsey che si ritrovano a giocare insieme e contemporaneamente allevare una trovatella

6- Andre Schurrle al 92′ di Germania-Algeria 2-1 dts                                                                                             Palla al centro e gol di tacco alla Hernan Crespo. Automaticamente in classifica, senza nemmeno pensarci troppo

5- Asamoah Gyan al 56′ di Portogallo-Ghana 2-1                                                                                          Fermiamoci un secondo a riflettere sul cross di Kwadwo Asamoah. Si trovava sulla sinistra, in attesa di ricevere il pallone. La razionalità comune cosa imporrebbe? Di crossare di interno sinistro, una palla un po tagliata verso il centro. Che fa lo juventino? Piazza un cross insensato di esterno sinistro di prima intenzione che finisce sulla testa di Gyan che firma il gol del pari. La creatività al potere

4- James Rodriguez all’89’ di Colombia-Giappone 4-1                                                                                        James Rodriguez, ovvero come imparai a banchettare sulle rovine della difesa del Giappone. Il pregevole gol di Okazaki aveva riportato in gara il Giappone dopo che Pekerman aveva schierato nel primo tempo una squadra imbottita di seconde linee. Nella ripresa è entrato James Rodriguez che ha servito due cioccolatini a Jackson Martinez che hanno ricacciato indietro i Samurai Blue. Non deve essere stato sufficiente, perchè James ha deciso di spezzare le caviglie di due difensori giapponesi che a forza di girarsi di botto nel tentativo di fermare i suoi dribbling hanno rischiato di farsi male e hanno portato a casa un gran mal di testa. Il tocco sotto finale è un qualcosa in più

3- Tim Cahill al 21′ di Australia-Olanda 2-3                                                                                                               Sarei stato tentato di fare la scelta meno banale e inserire il gol di testa contro il Cile. Ma poi ho rivisto questo gol e la sua imprevedibilità ha preso il sopravvento. Con tutto il rispetto per Tim Cahill, il gol al volo che ha reso famosi giocatori come Marco Van Basten ed Emiliano Bonazzoli, non pensavo che fosse una freccia nella faretra del giocatore dei socceroos, che nasce centrocampista e che è finito, segno del passare del tempo e il passaggio ad una nuova epoca, a fare il centravanti.

2- James Rodriguez al 28′ di Colombia-Uruguay 2-0                                                                                              Stop di petto e calcio di prima intenzione, violento e sotto la traversa, che sorprende Muslera. Non vorrei che l’ultima parte della frase possa sminuire la bellezza di questa rete. Perché è vero, dire “sorprende Muslera” non è esattamente una sorpresa in sè. Ma questo gol lo avrebbe preso anche quell’esperimento di eugenetica che risponde al nome di Manuel Neuer.

1- Robin Van Persie al 44′ di Spagna-Olanda                                                                                                               Un minuto dopo aver visto questo gol ho pensato. Sarà il gol più bello del mondiale, e per quanto mi riguarda non ho cambiato idea. Gol non solo di pregevole fattura, ma dal coefficiente di difficoltà incalcolabile. Sono i gol che preferisco. Il gol di Pato contro la Fiorentina quando si fece male, un gol di Van Nistelrooy in un europeo contro i tedeschi, il terzo gol di Lewandowski nella semifinale contro il Real. Spesso la bellezza di un gol è data più dalla difficoltà del gesto tecnico che dalla spettacolarità della rete. Questo goal coniuga entrambe le dimensioni in un complesso meraviglioso. Cross lungo, RVP che senza guardare la porta colpisce la palla con entrambi i piedi ancora piantati per terra, e che lasciano il terreno per dare la sferzata che attribuisce quella traiettoria a palombella che le permette di superare uno stupefatto Casillas, che a dirla tutta si trovava in una posizione un pò Abbiatesca. Questo gol ha anche permesso al web di esprimersi al meglio con gif, vine e chi più ne ha e più ne metta, superati solo dagli americani e dai loro hashtag #thingsTimHowardcouldsave e #Cilessensitsonthings

foto SportsNation
foto SportsNation

Postilla sulla parata più bella del mondiale. Si è blaterato abbastanza sul mondiale dei portieri, su Neuer, Ochoa, Navas, e sui meno pubblicizzati Enyama e Mbolhi. Vorrei solo sottolineare la parata di Manuel Neuer su Karim Benzema al termine dell’ottavo di finale tra Germania e Francia. Botta da posizione defilata. Parata con una mano sola. Rimanendo in piedi. Senza sudare

Essere Mario Götze

Chissà quante volte con gli amici avrai ripetuto sotto casa, fra le macchine, in mezzo a un campo di terra, il gesto di qualcuno che si è reso famoso per un gol importante, un gol che ha scritto e cambiato la storia dello sport, magari quello di un Europeo, di una Champions League. Meglio ancora se di una finale di un Mondiale.

Insegui il tuo sogno iscrivendoti ad una scuola calcio, crescendo tecnicamente e migliorando anno dopo anno perchè, anche se non ne sei pienamente consapevole, un giorno vuoi essere qualcuno. E sei così bravo che durante le giovanili arriva la chiamata di un club prestigioso, che può farti crescere umanamente e sportivamente, e sogni sempre più in grande. Continua a leggere Essere Mario Götze