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Pagelle random #23

Le partite di Bologna e Pescara solo l’espressione del bisogno di una Serie A a 18 squadre. Inoltre sta arrivando la primavera: lo si nota dagli 0-0 casalinghi del Chievo. E comunque, giusto per rimarcare il fatto che stiamo invecchiando, si sono ritirati Lampard e Ronaldinho.

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Pagelle random: giornata 12

Roncaglia 3: ha la fortuna di essere allenato da Paulo Sousa, un gentleman del calcio, perché con altri mister (un Mihajlovic a caso) non sarebbe uscito vivo dal campo, dopo aver messo Eder davanti alla porta con un passaggio al bacio.

Conte 5: lasciare a casa Saponara, Baselli e Insigne è una scelta completamente insensata, soprattutto se si pensa che la pausa in programma questa settimana è occupata da amichevoli. Continua a leggere Pagelle random: giornata 12

Il flusso di coscienza di Dr. Juve e Mr. ItalJuve (libere e ultime riflessioni su Antonio Conte)

Dr. J: Lo sapevo, lo sapevo. Sì, lo sapevo, io lo sapevo! C’era qualcosa che non tornava in questa storia. Era tutto fin troppo chiaro. Il raduno che inizia tardissimo, il 14 luglio, per la prima volta da anni a Torino, il nuovo allenatore che arriva praticamente mezz’ora dopo l’addio, i nostri reduci dal mondiale che tornano molto dopo i loro connazionali, il non avere in programma alcuna amichevole di livello, persino la tournée in Asia e Australia, uno dei motivi della rottura secondo molti, è stata programmata per isolare la squadra dalle critiche e per permettere ad Allegri di creare un’alchimia col gruppo. E poi quel video che esce in contemporanea con l’annuncio della rescissione del contratto. “Conte non è più l’allenatore della Juve. Guarda il video”. “Agghiacciande” (cit.) direbbe lui. In quei 3′ 44″ c’è un unico piano sequenza con l’unica traccia di montaggio proprio, ma pensa tu, quando c’è la domanda sulla nazionale. Come a dire “non buona la prima, non puoi ancora dirlo dove vai/che intenzioni hai”. Ciak 2. Era tutto già scritto!

Mr. I: Ma per favore, smettila! È finita una storia, punto. Succede a tutti, anche a te. Hai lasciato e sei stato lasciato. Oppure avete deciso insieme che non era più il caso di andare avanti. Conte voleva una cosa, la Juve un’altra. Ok, ciao ciao. Fa male, ma accade. Dopotutto stiamo parlando del mondo del calcio, che ti aspetti?

Dr. J: Mi aspetto che un allenatore che vuole diventare il “Ferguson italiano” non ti molli dopo 3 anni. 3 anni, non 20! Che poi Ferguson è stato al Man UTD per 27 anni. Nessuno chiedeva a Conte altri 24 anni, ma andare via dopo soli 3 anni… 3 anni! Ma rendiamoci conto di chi è ‘sto qua? Ma chi si crede di essere? Certo, in 3 anni ha vinto 3 scudetti, ma la sua presunzione è assurda. Senza la Juve non è nessuno!

(immagine presa da web)
(immagine presa da web)

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Lettera aperta a Massimiliano Allegri

Assistendo attoniti a quello che accadeva a Vinovo ormai due settimane fa, altro non potevamo fare che prendere nota di tutto quello che non ci aspettavamo. Antonio Conte, tra tutti i nostri numeri 1 IL numero 1, lasciava la Juve. Al suo posto, in meno di 24 ore, Massimiliano Allegri, il grande rivale della prima Juve del tecnico leccese. L’allenatore dell’ultimo scudetto rossonero e anche quello che: 1) ha litigato con tutti i senatori milanisti; 2) ha chiuso la porta a Pirlo, mandandolo da noi (regalo graditissimo); 3) ha assistito senza opporre opposizione alcuna al trasferimento di Ibra-Tiago a Parigi; 4) ha più di una volta messo in campo giocatori totalmente fuori ruolo. Queste sono solo alcune delle “nefandezze” del (fu) Conte Max… Ok, evitiamo l’accostamento di nomi… Come detto, l’unica cosa che noi comunissimi e sottovalutati mortali possiamo fare è prendere atto del corso degli eventi. Quindi, il nuovo allenatore della Juventus è Allegri, ergo viva Allegri. Perché adesso la questione è semplice: la professionalità sta nello svolgere al meglio il proprio dovere. Il tifoso juventino DEVE sostenere Allegri. Non esiste chi dice di “non tifare più” o addirittura sostiene che “farò finta che la Juve non esista” (cit.).

Ognuno ha diritto ad avere una propria opinione, chiaro. Quella del sottoscritto è tipica del partito degli anticontiani, di quelli che “Conte ha sbagliato”. Secondo il mio modesto parere esistono almeno una dozzina di motivi che avallano questa tesi. Ma ora amen. Antonio Conte è il passato. Massimiliano Allegri il presente e, speriamo (perché in quel caso vorrebbe dire che avrebbe portato a casa risultati importanti), il futuro. Ed è a lui che mi voglio rivolgere con una lettera. Sì, so che la usano tutti per farsi i fighi, che, tanto, mai il destinatario leggerà queste righe, che avrei bisogno di Lia Capizzi di Sky per leggere il tutto in maniera romantica. Però almeno quello che voglio dire lo dico. E se non arriverà mai al mister, me ne farò una ragione. A futura memoria.

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La sconfitta di tutti

“Bene ragazzi, questa settimana facciamo uscire le nostre classifiche sul Mondiale e teniamo sotto d’occhio il Tour perché Nibali non può non vincere a questo punto. Poi, verso il weekend iniziamo gradualmente a concentrarci di nuovo sulla Serie A. Frà, tu intanto prepara qualcosa sul momento attuale del calciomercato Juve, che vediamo se in questi giorni chiudono Iturbe, Morata ed Evra, ok?”. Ecco. Nella dilagante ignoranza su come potrebbe essere gestito al meglio un blog che si vanta di essere semiserio e comunque un mezzo di informazione calcistica e sportiva, si pensava, dunque, di agire così. Ancora forte il richiamo del Mondiale, con il ritorno in patria dei tedeschi (a proposito, se non l’avete fatto, andate a ritrovarvi un paio di video riguardanti la festa di Lahm e compagni a Berlino. Spettacolare) che catalizzava l’attenzione più di quanto potesse fare il calcio di casa nostra.

Anche perché, purtroppo, ci si gira intorno e si assiste al degrado “calcistico culturale”. Ci si sofferma su Inzaghi che prova a dare un perché al suo Milan, su Cole che promette scintille a Roma, Ranocchia erede di Zanetti. E sulle lunghissime e interminabili trattative di casa Juve. A sentire i media, Iturbe e Morata avrebbero dovuto mettere una firma in almeno 23-24 degli ultimi 30 giorni. Come tanti altri. Che poi puntualmente a Vinovo non arrivavano mai. Mentre porte aperte a seconde, terze e quarte scelte. Giustamente, se Aguero o Van Persie incontrano lo sceicco o l’industriale con vagoni di soldi, e con la prospettiva di un campionato di livello in squadre di alto lignaggio, difficilmente  scelgono la via di Torino. Sorry, Juve: it’s just… Good business! (semicit.) Ma chissenefrega, noi abbiamo Conte, ricordate? Anche Conte era la seconda-terza scelta nel 2011, dietro Mazzarri e compagnia cantante. Con il Mister comunque abbiamo un progetto che stiamo seguendo. Comunque vinceremo!

Già…

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Ciò che ricorderemo della III giornata dei Mondiali

Il balletto di Armero: Pablo Armero è un giocatore di discreto livello. In campo, le cose migliori le ha fatte vedere nell’Udinese 2010-2011. Ieri, però si è fatto notare per un qualcosa che poco ha a che fare con il calcio, ma molto ha a che fare con i “colori” del Mondiale, se pensiamo a quanti giocatori festeggiano con danze e balletti. In principio fu Bebeto a esultare con la “culla”, poi toccò ai fenomeni del Senegal nel 2002 e al sudafricano Thsabalala nel 2010. Ieri, Armero ha trascinato con sé tutta la squadra, riserve comprese. Per chi si fosse perso l’esibizione del colombiano, ve la riproponiamo

http://www.youtube.com/watch?v=5lldcBxmbrc Continua a leggere Ciò che ricorderemo della III giornata dei Mondiali

Quando in un campo di patate una palla sbatte su un palo della luce, allora l’allenatore va riconfermato

I derby non si giocano, i derby si vincono. L’ha detto poche settimane fa il miglior allenatore della Serie A 2013-2014. Non me ne volere, Tonino, lo so, tu non piaci a me e io non piaccio a te (non mi conosci, però fidati, non ti piacerei). Chissà Garcia da dove ha preso questa frase, non credo sia proprio farina del suo sacco. Lui l’ha detto ma poi il derby non l’ha vinto. Queste cose vanno sempre dette dopo, mai prima. Quindi noi possiamo finalmente dirlo oggi: I derby non si giocano, i derby si vincono.

Per i più giovani, che forse non hanno mai ammirato la chioma.
Per i più giovani, che forse non hanno mai ammirato la chioma.

Lo so, non criticatemi subito, lungi da me fare finta di nulla: è la prima vittoria dopo 5 derby consecutivi senza poter esultare: 4 sconfitte e 1 pareggio. Questi cinque derby bui, giocati male e persi contro l’Inter di Ranieri, quella di Stramaccioni e quella di Mazzarri – capite, non c’è bisogno di ulteriori commenti, o forse sì, ma poi mi denunciano – hanno visto in panchina Massimiliano Allegri da Livorno, il peggior incubo delle nostre notti insonni – non è un controsenso, è che lo sognavamo anche a occhi aperti, con quella sua faccia alla Jim Carrey in The Mask, solo che il gioco era tutto tranne che spumeggiante -, sempre difeso a spada tratta nonostante abbia fatto di tutto per farsi cacciare per almeno due anni e mezzo.

Il perché Allegri sia stato difeso anche dopo le peggiori figure ce lo chiediamo ancora, così come ci domandiamo perché Seedorf, con un bilancio di un derby vinto su uno, scusateseèpoco, sia in discussione. Seedorf ha fatto segnare di testa De Jong, ci rendiamo conto? Cioè, è quasi come far segnare di testa soldatino Di Livio o uno dei gemelli Filippini, o magari lo stesso Seedorf, che di testa non ha mai provato a colpirla in vita sua, non si sarebbe immolato neanche per la salvezza del pianeta Terra (chissà perché poi, all’inizio aveva la chioma da difendere, ma poi boh; quante domande, quante).

Dunque dicevo, che poi rischio di perdere il filo del discorso, dicevo che Seedorf ha vinto un derby brutto in cui ho visto 22 pali della luce piantati in un campo di patate e la palla sbattere per sbaglio su uno dei suddetti pali, però l’ha vinto. Continua a leggere Quando in un campo di patate una palla sbatte su un palo della luce, allora l’allenatore va riconfermato

Il giorno della gratitudine

Alla mensa del Re, i camerieri han servito il dolce che però aveva un retrogusto amaro e questo ha rovinato un po’ il pranzo, che fino ad allora era stato caratterizzato da portate faraoniche e di indubbia qualità. I commensali, a quel punto, si sono interrogati se il dolce avesse rovinato o meno tutto il banchetto. Qualcuno voleva gridare allo scandalo e rovesciare il monarca. Poi ha pensato che in tutta Lilliput nessuno possedeva il carisma e la statura per prendere il posto di Gulliver e, non solo l’allarme è rientrato, ma al pranzo ha fatto seguito un’intera giornata di festa tra danze e brindisi. Gioia, gaudio e tripudio generale.

Lilliput è ancora il nostro regno. Non c’erano dubbi. Addirittura il placet finale è arrivato da Catania, con probabilmente 24 ore di anticipo rispetto a quando era stato prefissata la fine sul dibattito di chi fosse il più forte. Che, diciamolo, da novembre era già un discorso chiuso. Ci hanno provato da Roma a dire che non era così, ma se una squadra ne vince 30 su 35 è difficile da pensare che ci sia qualcuno che possa fare meglio. E infatti nessuno ha prodotto più di quanto abbia fatto la Juve.

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Non succederà più

Ne ho viste tante. Ho visto la semifinale di Champions del 1999 buttata in casa contro il Man UTD quando dopo pochi minuti si vinceva 2-0. Ho visto le finali perse contro Borussia e Real. Ho visto lo scudetto di Perugia, la Serie B e, recentemente, la neve turca. Ho perfino visto la finale di Champions del 2003, anche se non ricordo si sia mai giocata. Non c’è problema, c’è sempre qualcuno pronto a ricordarmelo (la mia fidanzata si professa milanista, non saprebbe dirmi il nome di 3 giocatori della rosa del Milan attuale, e come darle torto, ma cosa accaduto il 28 maggio 2003 a Manchester lo sa perfettamente. Ricorda anche i rigoristi).

Quella di ieri sera, parere mio, è una delusione a livello di una sconfitta in finale di Champions. Chiaramente una semifinale di Europa League non è paragonabile a una finale del massimo trofeo continentale. Però come sostenitore della Vecchia Signora mi sento come all’indomani di una sconfitta all’ultimo atto della coppa con le grandi orecchie. L’Europa di “Serie B” era il massimo cui potevamo aspirare e non ce l’abbiamo fatta. Questo può solo farmi immaginare come attualmente siamo messi male, noi che di finali, qualche anno fa, ne giocavamo a ripetizione. Continua a leggere Non succederà più

Fiorentina–Juventus, Tetralogia del potere

tumblr_n1nr4g2na51qksb84o1_1280Lettore, non ti spaventare: tetralogia vuol dire che le partite son quattro: è come trilogia che riesci a comprendere (Il signore degli anelli, Indiana Jones, etc.), ma con l’aggiunta, quindi rilassati e seguimi, se vuoi, ancora un momento, mentre aspetti con me che siano le sette di stasera, per tornare a specchiare te stesso in quella formazione, in quegli undici amati che scenderanno in campo accolti da una musichina che forse non sentirai direttamente, ma mediata da un televisore, tu che non avevi prelazione, che non avevi soldi da investire, ma anche tu che sarai in curva a fare spinelli, seguimi, ti voglio raccontare di questa quarta partita, di questo musica che se fosse per me cambierei con la Quarta brandeburghese, ma che al momento è quella e ce la teniamo.

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Milan-Juventus 0-2: le pagelle semiserie rossonere e bianconere

MILAN (a cura di bobishev)

Abbiati 5,5 – ha i super poteri, è ufficiale. Una sorta di forza di gravità al contrario, due calamite che si respingono, una sulla sua capoccia da biliardo e l’altra nel pallone. Dunque prendono due direzioni diverse, è normale, spiega tutto la fisica.

Abate 4,5 – io solo di due cose sono sicuro, nella mia vita: 1) non avrò mai la pensione; 2) se Abate gioca titolare in un big match, la partita è persa già prima di cominciare. La prossima volta controllo cosa c’è al cinema.

Rami 5,5 – dà sempre un’impressione di grande solidità, ma poi si lascia andare a distrazioni decisive. Come un armadio che sembra bello piantato, poi guardi dietro ed è tutto rosicchiato dalle termiti.

Bonera 5,5 – oggi non me la sento di essere troppo severo, gli attaccanti avversari erano forti e poi io pur di non veder giocare più Mexes mi accontenterei anche di Calimero e Topo Gigio.

milan-juveEmanuelson 4,5 – da diverse partite tutti gli avversari insistono ad attaccare dalla sua parte. Nella Terza Guerra Mondiale sarebbe sicuramente l’Italia.

Montolivo 6 – quell’aura di nobiltà di chi al popolo direbbe di mangiare delle brioches. A volte lo ami, a volte lo odi, altre volte gli metti 6 politico perché in campo non te lo ricordi.

De Jong 5,5 – lo vedi oggi, lo vedi domani, lo vedi dopodomani, alla fine ti scocci un po’ di vedere qualcuno sempre in mezzo, è comprensibile, a meno che questo qualcuno non sia Irina Shayk.

Poli 6 – merita di giocare perché a differenza di molti altri signorini seduti in panchina lui lotta, corre, ci rimette la testa, viene ghigliottinato e poi riparte.

Kakà 5 – gli ultimi due mesi sono stati davvero deludenti, e forse Seedorf dovrebbe iniziare a prendere in considerazione l’idea di mettere Balotelli al suo posto, così da lasciare Pazzini nel ruolo di prima punta. Ha la possibilità di portarci in vantaggio, ma spreca in maniera incredibile. Però se nel suo contratto è stata inserita qualche clausola su presunti soldi da dare al Madrid in caso di tot numero di gol, allora per Galliani va benissimo così.

Taarabt 6 – un funambolo, il che vuol dire che a volte lo guardi divertito e applaudi come uno scemo, altre volte invece finisci i pop corn nell’attesa che faccia qualcosa di spettacolare prima che termini la partita. Tuttavia noi salvaguardiamo sempre i belvedere.

Pazzini 6,5 – indispensabile punto di riferimento se si vuole giocare con criterio e in maniera decente. Rispedirlo adesso in panchina sarebbe ingiusto e incomprensibile, più dell’Oscar non dato a DiCaprio, sicuramente.

Saponara 5 – è tutta una tattica. Fa finta di giocare male così Galliani può riscattare la sua metà per due sacchetti di arachidi e uno di noccioline caramellate acquistati in estate nella bancarella di fiducia sul lungomare di Forte dei Marmi.

Honda 4,5 – si distingue per i ritmi da torneo di paese tra cinquantenni senza capelli e cinquantenni con ancora i capelli.

Robinho 8 – lo incoraggiamo perché è stato bravo, è riuscito a centrare addirittura la traversa invece di spedire il pallone direttamente a San Siro ippodromo.

Seedorf 6 – con lui i big match si giocano in maniera più decorosa rispetto al predecessore, ma il risultato è sempre lo stesso: accumulare polpette e tornare a casa. Fossi in lui prenderei un bel foglio di pergamena, intingerei la punta di una penna d’oca nel calamaio e poi compilerei una corposa lettera dei desideri da far leggere al feudatario in persona, aggirando il vassallo scemo.

Boateng 4 – era a bordo campo a portare sfiga ed ecco che tutto si spiega.

JUVENTUS (a cura di Antonio Avigliano)

Buffon 6,5: Quando ha la palla tra i piedi, ci dà la stessa tranquillità che potrebbe provocare Putin quando minaccia l’Ucraina. Ma le pezze che riesce a mettere nel primo tempo, in cui i rossoneri sbucano da tutte le parti, ripagano ampiamenti i patemi. Secondo tempo di relativo relax

Barzagli 6: Vederlo sfarfallare all’inizio, provoca nei tifosi juventini la stessa sensazione di quando, da bambini, si scopre che papà e mamma non sono invincibili.

Bonucci 6: “Io non volevo solo partecipare alle partite. Volevo avere il potere di farle fallire” E ci riesce quasi con il solito errore in disimpegno, prontamente rimediato con un salvataggio alla Garella.

Caceres 5,5: Altri 10 punti per la causa bianconera. Sommasse tutti i punti in testa che si è preso da quando è alla Juve, se la giocherebbe per un posto in Europa League con Verona, Inter e Parma. Ha il merito fondamentale di far fuori Poli, fin lì la vera chiave tattica della partita.

Lichtsteiner 6,5: Si gioca il bonus del cross azzeccato ogni 10 nel momento giusto. Ma del resto, se avesse pure i piedi buoni, probabilmente non sarebbe alla Juventus ma in altri lidi più danarosi.

Marchisio 6,5: L’Oscar di migliore attore non protagonista della partita va assolutamente a lui, per quanto lavoro oscuro compie e per la dedizione con cui propizia il primo gol andando a pressare alto Rami inducendolo all’errore.

Pirlo 5,5: “La più consistente scoperta che ho fatto, pochi giorni dopo aver compiuto trentaquattro anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare …”. Col Milan, per esempio, non aveva voglia di giocare

Pogba 5: La più grande ambizione del suo connazionale Flaubert era scrivere un romanzo sul niente: avesse visto Pogba in azione con i rossoneri, avrebbe avuto grande ispirazione.

Asamoah 5,5: Solitamente è un treno sulla fascia. Ma stavolta la descrizione di treno che gli si addice è quella di Jep Gambardella de “La grande bellezza”: “So’ belli i nostri trenini. So’ belli perché non vanno da nessuna parte”

Tevez 8: Non finiremo mai di ringraziare Pato e la sua passione per la serie “Big tits at work”, in particolare l’episodio che lo vede protagonista con Barbara Berlusconi.

Llorente 6,5: Nel gol del vantaggio, ha il ruolo di Brad Pitt in “12 anni schiavo” in Italia: sui cartelloni (in questo caso sul tabellino) ci finisce lui, ma in fin dei conti fa un cameo d’autore in una splendida azione corale.

Dalla panchina: Padoin, Osvaldo, Giovinco sv: Si guadagnano la loro passerella di qualche minuto di celebrità, come il ragazzo che ha portato le pizze in sala durante la notte degli Oscar

All. Conte 6: Juve meno brillante del solito, a tratti addirittura in soggezione. Ma del resto pure Rocky ha vinto un Oscar battendo Taxi Driver. Conta il risultato, conta essere a +8 sulla Roma.

I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 23^ giornata della Serie A 2013/14

Delle lacrime di Balotelli si è già detto tutto, ed anche il contrario di tutto. Perciò preferiamo escluderlo da questa lista di eventi per cui in futuro (non) ricorderemo questa 23esima giornata della Serie A 2013/14.

Fonte: sportmediaset.mediaset.it
Fonte: sportmediaset.mediaset.it

1 – La doppietta di Cristaldo

Citando una frase pubblicata su Facebook da diverse pagine che si occupano di calcio: “Si scrive Cristiano Ronaldo, si legge Cristaldo”. Il giovane attaccante bolognese, soprannominato El Churry per la sua passione per il churrasco, ha steso il Toro versione Porsche di Ventura con 2 reti degne del miglior Inzaghi, da vero rapinatore d’area. D’altronde è facile fare la differenza in un attacco composto da Acquafresca, Bianchi e Moscardelli.

2 – L’attacco dell’Inter

Un'immagine che gli interisti non vedevano dal 2012. (fonte: eurosport.yahoo.com)
Un’immagine che gli interisti non vedevano dal 2012. (fonte: eurosport.yahoo.com)

Nel 2014 i nerazzurri hanno segnato la bellezza di 3 reti, e i marcatori sono stati Nagatomo, Rolando e Samuel. Alla voce attacco la casella è ancora ferma allo 0, Continua a leggere I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 23^ giornata della Serie A 2013/14

Parere personale: la Juve, Balotelli e i Derby

Scusate, Signori calciatori della Juventus, parere personale, ma vi hanno mai detto

Gomez buca l'immobile difesa Juventina durante la partita giocata al Bentegodi
Gomez buca l’immobile difesa Juventina durante la partita giocata al Bentegodi

che le partite durano 90 minuti? Perché si è sempre portato avanti il discorso che la Juve, in Italia, quando vuole vincere, vince. Sì, ma il problema è che quando invece la Juventus decide di uscire dal campo sono guai per Mister Conte. E voi, cari giocatori, siete proprio usciti dal campo contro il Verona. Tantissimi meriti per i ragazzi del Mister Mandorlini, però è abbastanza evidente che, nel secondo tempo, dall’altra parte non c’era più la squadra dei primi 45 minuti, ma una simil-banda. E una cosa del genere era capitata anche contro l’Inter, solo che allora si era tenuto il risultato al sicuro. Non è che, sotto sotto, si è un po’ in riserva? A Roma lo sperano e non poco…

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Parere Personale: Conte, Higuain e l’affetto di Balotelli

La Coppa Italia agli occhi di Antonio Conte (foto presa da nabboclopedia.wikia.com)
La Coppa Italia agli occhi di Antonio Conte (foto presa da nabboclopedia.wikia.com)

Scusi Mister Conte, parere personale, ma un piccolo appunto: ci eravamo lasciati settimana scorsa con Lei che diceva “andiamo a Roma (Coppa Italia) per vincere”. Davvero? Non ce ne siamo molto accorti, a dirla tutta. La Juve vista in Coppa contro la Roma ci ha portato un po’ alla mente i classico appuntamento tra 2 persone con il Lui un po’ sfigatello, che prova a far colpo su di Lei, e che alla fine si sente dire “Si, mi sono divertita… Sei un tipo simpatico… Magari ci risentiamo… Ciao (bacio sulla guancia)”. Insomma, non è proprio scoccato il grande amore della Juve per la Coppa Italia… O, al contrario, non scocca mai l’amore delle Coppe per la Juve? Ci faccia sapere, Mr. Conte. C’è ancora qualcosa da dire…

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