Archivi tag: cassano

Pensieri sparsi sulla 20^ giornata

  • L’avete vista tutti la sceneggiata di Mexes? Ecco l’effetto negativo della fine dei saldi.
  • Oggi si ritira Riquelme, detto “El Mudo” perchè non parlava mai, e che dal 2003 giocava ormai da fermo. Le stesse caratteristiche di Montolivo, ma con un piede leggermente diverso.
    Foto di Natanael Amenabar, Flickr https://www.flickr.com/photos/57968036@N00/397907059/, CC 2.0
    Foto di Natanael Amenabar, Flickr https://www.flickr.com/photos/57968036@N00/397907059/, CC 2.0

     

  • “Se in area non marchi a uomo, sei fottuto” (cit. Walter Samuel). Prendete questa frase e tatuatela su tutti i difensori dell’Inter.
  • Ventura viene descritto (giustamente) come un grande maestro di calcio. Ieri si è limitato ad insegnare la “sfangata”.
  • L’esultanza di Ljajic al gol contro la Fiorentina non era in segno di rispetto per gli ex tifosi. Aveva paura che Delio Rossi spuntasse fuori, a tirargli due schiaffi. Continua a leggere Pensieri sparsi sulla 20^ giornata
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Parma-Roma 1-2: Le pagelle semiserie dei giallorossi

De Sanctis 6 – Una sola parata su un tiro di Cassano. È incolpevole sul colpo di testa di De Ceglie. Vedi Parma e poi prendi gol.

Torosidis 5,5 – Deve tenere De Ceglie, non proprio un’impresa impossibile. Ma affiancato dai compagni di nazionale si sente evidentemente a casa, si toglie gli scarpini e indossa le pantofole.

Manolas 6 – Il suo lo fa sempre. Però, chiamatelo romantico, ma lui all’amore ci crede ancora e cerca il suo principe azzurro, una relazione stabile con un compagno di reparto. Non questi partner occasionali da una domenica e via. Continua a leggere Parma-Roma 1-2: Le pagelle semiserie dei giallorossi

La parola al Campione – Guglielmo Migliori

Eccoci qui. Lui si presenta: alto, bello, gioca a basket, ha studiato in Lituania. Si porta nel cuore il ricordo di tutte quelle brutte donne. Toscano, come Allegri, cui somiglia un poco. La sua fede è rossonera. Se Guglielmo Migliori ha naso con i calciatori così come lo aveva con i pronostici di IZC potrebbe far comodo a Galliani.

-Benvenuto Guglielmo
Da dove partiamo?

Guglielmo Migliori in tutto il suo splendore
Guglielmo Migliori in tutto il suo splendore

– Se permetti le domande te le facciamo noi. Come definisci il tuo successo nel gioco dei pronostici Mondiali?
Deh, sono stato bravo! Continua a leggere La parola al Campione – Guglielmo Migliori

Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, esperti di qualsiasi materia a seconda della necessità.
Ci sono le elezioni? Improvvisamente siamo tutti esperti di politica e in grado di costruire la miglior squadra di governo. Un efferato e complicato delitto sconvolge l’Italia intera? CSI, Perry Mason e la Signora in Giallo non sono nemmeno degni di allacciarci le scarpe, nessuno ne sa più di noi riguardo DNA, scene del crimine, raccolta di indizi, cavilli legali, prescrizioni, appelli, corsi e ricorsi. E che dire di quando un ct sceglie i 23 con cui andare ad una manifestazione internazionale? Noi ne sappiamo più di lui, almeno mezza rosa era da lasciare a casa, se quei soldi li davano a me era meglio.

Per questo dobbiamo ringraziare l’Uruguay (oltre che per le dimissioni di Abete): grazie al gol di Godin, finalmente non saremo più costretti ad ascoltare 60 milioni di allenatori – anche gente che fatica a distinguere i colori delle maglie in campo – che si sentono in dovere di esprimere la propria opinione. Limitiamoci quindi a redigere un bel pagellone di questa fallimentare spedizione azzurra.

Buffon 6,5 Nonostante l’età, gli infortuni e i recenti problemi sentimentali (veri o presunti), il capitano è ancora il punto di riferimento di questa Nazionale, basta vedere come incitava i compagni durante la gara d’esordio, saltata per un problema (ancora una volta) alla schiena. Rientra con la Costa Rica, e non demerita; ieri sembrava ringiovanito di 10 anni per reattività e istinto. Le ultime dichiarazioni sono velatamente (e volutamente) indirizzate a Balotelli, a dimostrazione di come SuperMario sia un giocattolo in mano dei giornalisti: loro l’hanno costruito, loro lo distruggeranno. Continua a leggere Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Le pagelle Cesarine: Italia – Costa Rica

ITALIA

Buffon, 6: Si sente dire che ormai è vecchio ed era in ritardo sul colpo di testa di Ruiz. Sfidiamo qualsiasi ventenne baldanzoso a cercare di evitare il gol degli avversari. Più che dai costaricensi messo in difficoltà dai suoi difensori e dalle domande dei giornalisti. Povera Italia.

Abate, 4.5: A metà secondo tempo cerca di crossare 2 volte, nella stessa azione. Viene rimpallato in entrambe le occasioni e alla fine trascina il pallone a fondo campo. Sul gol del Costa Rica, se Candreva “marca” sul cross, lui che fa? Ma, davvero, ci aspettavamo altro?

Barzagli, 6: Se un attaccante capisce che lui è quello più in palla dei 2 centrali avversari, allora, se è un po’ smart, lo evita e va dall’altro. Contro l’Uruguay si travestirà da Chiellini per cercare di essere scelto da Suarez come marcatore. Continua a leggere Le pagelle Cesarine: Italia – Costa Rica

I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 34^ giornata della Serie A 2013/14

1 – Odi et amo di Nainggolan/Catullo

Fonte: tgcom24.mediaset.it
Fonte: tgcom24.mediaset.it

Tutto ed il contrario di tutto, nel giro di una sola settimana, come sempre a colpi di tweet e foto sui giornali. In settimana Radja aveva ricevuto la visita dei Carabinieri a causa di un’acceso diverbio con la moglie, sfociato in violenza fisica: il motivo pare che fosse la sfrenata gelosia per il rapporto tra il belga e Pinilla. Sabato, alle porte della Pasqua, mentre tutto il mondo cattolico si preparava a festeggiare la Resurrezione, l’ex Cagliari segna il gol decisivo nella vittoria contro la Fiorentina (gol di vera e propria rapina se mai ce n’è stato uno) ed esulta componendo un cuore con le mani. Quanto era scontato da 1 a “battute sulla passione di Barbara B. per gli afroamericani”?

2 – Handanovic in versione Batman

Fonte: ilgiorno.it
Fonte: ilgiorno.it

Era arrivato a Milano con la fama di para-rigori, ma al primo non era andata benissimo. Si è riscattato in questa stagione, parando due rigori consecutivi (quello di Cassano si somma a quello di Maxi Lopez) che, in caso contrario, avrebbe potuto far andare la partita in una direzione diversa. Continua a leggere I 5 avvenimenti per cui ricorderemo la 34^ giornata della Serie A 2013/14

Top10: i grandi calciatori che non hanno mai disputato i Mondiali

Ieri sera, mentre vedevo l’ennesima prestazione esteticamente sublime di Borja Valero, ho realizzato con orrore che il centrocampista della Fiorentina non ha mai disputato una Coppa del Mondo con la sua nazionale, perciò al momento è in credito di 2 Europei ed 1 Mondiale almeno. Anzi, dato ancor peggiore: il giocatore diversamente pieno di capelli ha disputato UNA SOLA partita con le Furie Rosse, oltretutto nel 2011, a 26 anni ormai compiuti, venendo sempre snobbato.

art-bvCome se non bastasse, come in una reazione a catena inarrestabile, ho immediatamente realizzato che anche un altro centrocampista spagnolo, un altro artista del tocco di palla equiparabile all’ex Villareal, non ha mai giocato in nazionale (lui si è fermato all’Under21): Mikel Arteta, che continua a distribuire palloni nel centrocampo dell’Arsenal come un poeta distribuirebbe i suoi endecasillabi alla plebe.  Continua a leggere Top10: i grandi calciatori che non hanno mai disputato i Mondiali

Dal sogno americano al fallimento: la parabola del Bari

L’ufficialità è giunta solo ieri, ma la notizia era nell’aria da parecchio tempo: l’Associazione Sportiva Bari è fallita. Dopo 37 anni finisce l’era dei fratelli Matarrese, presidenti del club dal lontano 1977, che non hanno saputo sanare gli ingenti debiti accumulati dal club. Da un punto di vista economico-finanziario, la vicenda meriterebbe un adeguato approfondimento, ma non è il nostro campo, perciò ci limitiamo ad esaltare il lato sportivo.

Con questo post, vogliamo ricordare 11 giocatori che si sono distinti con la maglia dei Galletti, grazie alla quale si sono affermati sul palcoscenico nazionale, o che semplicemente hanno vissuto in Puglia il miglior periodo della loro carriera. Per limiti anagrafici dell’autore – ancora traumatizzato dalla notte del 18 dicembre 1999, quando l’Inter riuscì a perdere al San Nicola contro i biancorossi che in attacco schieravano Enninaya e Cassano (sì, segnarono proprio loro nel 2-1 finale) – ci limiteremo ad un periodo circoscritto agli ultimi 20-25 anni, che coincide anche il periodo probabilmente più florido della storia del Bari.

Portiere:

Francesco Mancini (1997-2000)

Dopo essersi affermato con gli odiati cugini del Foggia di Zeman, il Renè Higuita di Matera (e solo per questo soprannome merita di essere presente in questa lista) ha vissuto nel capoluogo pugliese Continua a leggere Dal sogno americano al fallimento: la parabola del Bari

Top5: le migliori operazioni pensate da Marco Branca

L'innata eleganza del direttore (fonte: interscerni.it)
L’innata eleganza del direttore (fonte: interscerni.it)

Lo scambio alla pari Vucinic-Guarin (impraticabile anche solo per un semplice fattore anagrafico) è solo l’ultima delle tante genialate partorite dalla diabolica mente di Mr. Hogan, ossia Marco Branca, direttore tecnico dell’Inter senza apparenti competenze calcistiche. Perciò abbiamo deciso di evidenziare la straordinaria capacità di negoziazione del suddetto, e di seguito vi elenchiamo le 5 migliori (per la controparte) operazioni fuoriuscite dalla sua panamesca testa.

1 – Estate 2008: Mancini acquistato per 13,3 milioni

E’ il primo anno di Mourinho, che subito consegna a Branca e Oriali la sua personale wishlist, Continua a leggere Top5: le migliori operazioni pensate da Marco Branca

Primo gol in serie A: le 10 partite in cui è successo contro l’Inter

La coppia Cassano-Enyinnaya (foto sky.it)
La coppia Cassano-Enyinnaya (foto sky.it)

Tifosi dell’Inter (e non), avete notato quante volte i giocatori che non hanno MAI segnato in serie A si sbloccano contro i nerazzurri? Noi abbiamo provato a selezionare 10 partite degli ultimi 15 anni, rigorosamente in ordine cronologico dalla più alla meno recente, che hanno visto protagonisti calciatori che hanno deciso di festeggiare il battesimo del gol proprio contro Zanetti e compagni. Continua a leggere Primo gol in serie A: le 10 partite in cui è successo contro l’Inter

I pronostici semiseri della 14a giornata di Serie A

I Pronostici (sbagliati) della 14ª giornata di Serie A

Consigli semiseri sulle nostre scommesse

parmabolognaPARMA-BOLOGNA: Derby della buona tavola ma non ditelo a Cassano……… Qui ci sta tutto un OVER a 1.60

GENOA- TORINO: Match clou del sabato calcistico italiano……..andiamo bene! 1 a 1.80

CATANIA-MILAN: Scontro salvezza che il Diavolo non può sbagliare, almeno per vedere l’ennesima faccia da psicopatico di zio Fester per un gol al 134°.  2 a 1.80

ATALANTA – ROMA: Se la Dea fermasse l’imbattuta lupa? Azzardiamo un 1 a 2.60

CAGLIARI – SASSUOLO: Due squadre in forma, sarà spettacolo. OVER  a 1.60

CHIEVO- LIVORNO. Ebbene sì, giocano in Serie A!!!!!! Gol SQ. 1 a 1.50 Continua a leggere I pronostici semiseri della 14a giornata di Serie A

Pagelle semiserie: Inter-Tottenham 4-1

Handanovic 7,5: speriamo che il nuovo Papa non sia stato troppo impegnato a festeggiare l’elezione al soglio pontificio, un posto in Paradiso per lui va trovato. Compie tre parate decisive, una migliore dell’altra. Sanhandanovic.

Jonathan 6,5: qualsiasi cosa abbia bevuto/fumato/pippato prima di questa gara, preghiamo il fornitore di passarla anche a Ricky Alvarez. L’unica pecca di stasera è la mancanza di abilità nel colpire la palla di prima, per il resto quasi impeccabile.

Juan Jesus 6,5: il processo di sgrezzamento del diamante è ancora in corso, ma ci stiamo avvicinando alla conclusione.

Chivu 7: credo fossero almeno 2-3 anni che non giocava una partita a questi livelli. Chiude tutti gli spazi, blocca gli assalti dell’attacco britannico e, nel finale, sventa una palla pericolosa in area con una scivolata da applausi scroscianti.

Zanetti 6,5: clonatelo, hic et nunc.

Guarin 4,5: risultato a parte, l’unica nota stonata di questa sera. Non ci vuole un genio a capire che la sua posizione più congeniale è quella di trequartista o, al massimo, di interno di centrocampo. Posizionato largo è utile come Rocchi in attacco. Che dite? Rocchi è un attaccante? Eh, appunto.

Kovacic 7: il ragazzo ha piedi e cervello sopraffini. Facciamolo crescere con calma e raziocinio, non carichiamolo di troppe pressioni: abbiamo un potenziale Pirlo in casa.

Gargano 6,5: in questo momento rappresenta i polmoni del centrocampo nerazzurro. Per i piedi, meglio cercare altrove.

Cambiasso 6,5: vederlo inseguire il galoppante Dembelè senza mai riuscire a fermarlo è un colpo al cuore. Ad un amen dalla fine rischia di segnare il gol del 4-0 e del tripudio. Pochi centimetri possono fare la differenza, come disse Rocco Siffredi.

Palacio 7: anche qui questione di centimetri, e non ci riferiamo al suo proverbiale codino. Quella traversa nel primo tempo grida ancora vendetta, si rifa con il gol del raddoppio e un mazzo così per far salire la squadra, dialogando superbamente con Cassano.

Cassano 7,5: forse la sua miglior prestazione con la maglia dell’Inter. Sforna due assist, segna il primo gol, e l’80% del terzo gol è merito suo. Dopo ben 17 anni gioca 180′ consecutivi: domenica ne pagheremo le conseguenze.

Alvarez 6: sufficienza meritata per il gol del 4-1. Inutile come lui, del resto. Qualcuno gli dia del bicarbonato Brioschi per fargli digerire quel maledetto freno a mano che ha inghiottito appena arrivato alla Pinetina.

Ranocchia 6,5: entra e si posiziona in attacco, torre perfetta per raccogliere i lanci lunghi e smistarli verso i compagni. Da questo schema nascerà il quarto gol interista. La sua partita mi ricorda quella di Walter Samuel nel gennaio 2010, entrato a pochi minuti dalla fine di un’Inter-Siena sul 2-3, e vinta 4-3, con il suo zampino decisivo in entrambi i due gol decisivi.

Benassi 6: a discapito del proverbio, noi preferiamo la gallina domani. Non facciamogli fare la fine di Faraoni.

Stramaccioni 8: complice la scarsa vena del Tottenham, disegna finalmente una buona formazione fin dall’inizio, sebbene Guarin andasse tenuto molto più al centro. L’ingresso di Ranocchia come torre d’attacco è un colpo geniale. Peccato che l’Inter sbagli sempre l’avvio: le partite vanno giocate tutte, dall’inizio alla fine, e la partita d’andata ha influito troppo. Sei sulla buona strada, un ottavo di Europa League al primo vero anno tra i grandi è un traguardo di tutto rispetto. Ora smetti di farti influenzare da qualche dirigente incompetente ed egoista, nella speranza che a fine anno sia lui ad andarsene, e non tu. Branca mi leggi?

SuperLuigi

Vi confiderò che il titolo e l’immagine introduttiva di questo pezzo erano, nelle mie intenzioni iniziali, una boutade, un gioco di parole di poco senso, senonché durante la stesura un significato gliel’ho poi trovato. Ma andiamo con ordine. Tema: Balotelli. Svolgimento: Non mi piace il personaggio Balotelli. Il calciatore non lo discuto, l’uomo non lo conosco (anche se per quel che vedo…), il personaggio lo detesto proprio. Soggetto di fortissimo impatto mediatico, deve la sua notorietà all’atteggiamento a metà tra il Justin Bieber de noantri e il bullo stile Quarto Oggiaro e, soprattutto, al colore della pelle. Note particolari: nulla di interessante da dire a parole. Si badi bene, lungi da me ogni discorso razzista, non è proprio il caso mio, ma se Balotelli fosse stato bianco, se l’Italia non fosse così arretrata da fare un caso nazionale se un giocatore di colore veste d’azzurro, se il protagonista di questa storia non fosse stato così astuto da girare il tutto a proprio favore, dimostrando (consigliato?) una notevole predisposizione al marketing della propria persona, che ne sarebbe di SuperMario? Svogliato in allenamento e sovente pure in campo, Balotelli è indiscutibilmente un talento purissimo, uno di quelli che, nonostante la sregolatezza, è in grado di cambiare il volto ad una partita con una giocata. Fortuna sua, ma gli anni sono già 22 e gli allenatori stufi delle sue provocazioni già almeno un paio e il tempo passa in fretta e ci si ritrova a 30 anni senza una carriera all’altezza delle proprie capacità alle spalle (Cassano docet). Fa un pò pena vedere calciatori come Pirlo quasi snobbati dalla folla ed una moltitudine di italioti inneggiare a Balotelli, quasi a volersi far perdonare del nostro razzismo quotidiano. Fa parte dell’alienazione dei giorni nostri, del culto della sventatezza fine a se stessa, del voyeurismo di tutti noi che siamo sempre alla ricerca di esempi in un mondo senza più leader. Ma io preferisco SuperLuigi, che può essere il trascurato fratello del vanaglorioso eroe di videogame SuperMario o può essere Luigi Riva (ecco spiegato l’incipit del pezzo), personaggio schivo, poche parole ma mai fuori posto, personalità da vendere, ma non ai tabloid. Riva era uno che ebbe il coraggio di dire no ad un mamasantissima come l’Avv. Agnelli: “Sì, certo, dissi no ad Agnelli. Cos’altro avrei potuto fare? La Sardegna mi diede una casa, un affetto immenso, una famiglia. I soldi, anche quelli. Ma l’umanità della gente, l’amore, non avevano prezzo.” Nessun rancore, nessuna stupida uscita su soldatini ecc., solamente “Grazie, sto meglio qui.” Era un mondo diverso, dove la personalità era data dall’Uomo e non da soldi, agenti e Tv/social network. Per concludere, regalo a chi già non la sapesse questa chicca. Siamo negli anni ottanta e ancora ritorna l’Avv. Agnelli, presidente della Juventus. La storia è raccontata da Tacconi, portiere della Juventus di allora:

“L’Avvocato Agnelli entrò, come sempre senza farsi annunciare, nello stanzone degli spogliatoi, fra il primo ed il secondo tempo di una grande sfida di campionato. Michel Platini, seduto su una panca, fumava tranquillamente  una sigaretta. Non era una cosa rara, lo faceva quando era nervoso, per scaricare la tensione. L’Avvocato gli disse sorridendo divertito:-  “Platini, ma lei fuma nell’intervallo di una partita?” –
“Avvocato,non si preoccupi se fumo io”- rispose pronto Michel – “l’importante è che
non fumi Bonini che deve correre anche per me…”

Morale della storia: si può non essere soldatini senza essere Balotelli (o Cassano).