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Pagellone serie A pt. I

Si, anche quest’anno siamo giunti alla fine del campionato di Serie A. Abbiamo provato a districarci tra le 20 squadre, tra sorprese e delusioni, tra conferme e promesse mantenute a metà. Senza riuscirci, ovviamente.

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Se questo è un tifoso – Caos Curve

Io non sono un tifoso.

Un tifoso che si nasconde dietro un passamontagna. Se questo è un tifoso, io non sono un tifoso.

Un tifoso che porta bombe carta in Curva. Se questo è un tifoso, io non sono un tifoso.
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Romanzo manageriale / 8: Leggere Dostoevskij

Ingrid Bergman e Gary Cooper nel trailer di From Whom The Bell Tolls (http://it.wikipedia.org/wiki/File:For_Whom_The_Bell_Tolls_trailer.jpg)
Ingrid Bergman e Gary Cooper nel trailer di For Whom The Bell Tolls (http://it.wikipedia.org/wiki/File:For_Whom_The_Bell_Tolls_trailer.jpg)

In un romanzo possono esserci vari tipi di eroi. C’è l’eroe intelligente e invincibile, uno che vive a pane e sparatorie, in grado di risolvere qualsiasi caso, magari anche spiritoso al punto giusto, tipo Tex, perché in fondo anche i fumetti possono essere dei piccoli romanzi; c’è l’eroe buono, un po’ ingenuo, perché no, ma con una bontà che gli fa da scudo e lo rende immortale, almeno agli occhi dei posteri, caro principe Myskin; poi c’è l’eroe che non ce la fa, perché esistono anche i finali tristi, ma qui non faccio esempi, perché potrei essere accusato di spoiler (sì, oggi per lo spoiler si possono rischiare vere e proprie querele); c’è l’eroe antipatico, bello, con tante donne, brillante, quello che tutti vorremmo essere, anche se in fondo sappiamo che lui è tutto, fuorché così vicino alla perfezione: chi ha letto Per chi suona la campana di Hemingway potrebbe pensare a Robert Jordan; c’è colui che non ha bisogno di sparare o saltare, ma che ha il brillante dono della parola, e Harper Lee ci ha costruito un romanzo eccezionale; poi c’è l’anti-eroe, uno che sbaglia tutto, che sa di aver commesso degli errori imperdonabili, che prova a redimersi, che soffre, mio Raskol’nikov sei un po’ tutti noi; infine c’è l’eroe che non è eroe, che ti fa credere di esserlo, che si aggrappa a questa sua identificazione salvo pugnalarti nelle ultime righe di un romanzo lungo migliaia di pagine. Questo mi pare un personaggio decisamente nuovo. Continua a leggere Romanzo manageriale / 8: Leggere Dostoevskij

Non si esce vivi dagli anni Ottanta (o sì?): Cesena-Milan 2-3, 16/05/1982

Gli Afterhours cantavano “Non si esce vivi dagli anni Ottanta”, e a lungo i tifosi rossoneri di quell’epoca devono aver condiviso quella sensazione. La vittoria nel derby del 1985 con quella meravigliosa rete di Mark Hateley (attaccante per cui nutro un’ammirazione sconfinata) è stata a lungo il punto esclamativo del peggior decennio della storia rossonera. Nel 1986 Berlusconi sarebbe arrivato in groppa al suo destriero azzurro e avrebbe portato il Milan in cima al mondo, ma questa è un’altra storia. Facciamo un passo indietro, al 16 Maggio 1982, trentesima giornata di campionato, ultima di ritorno. Il Milan si giocava la salvezza sul campo del Cesena già salvo,  allo stesso tempo essendo costretto a sperare nella benevolenza delle stelle, che concedessero ai rossoneri la mancata vittoria del Bologna, e la sconfitta di una tra Genoa e Cagliari.

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Cagliari-Milan 1-1: Le pagelle semiserie dei rossoneri

Premessa: non sono uno che va tantissimo allo stadio, e nei miei 28 anni di vita ci sono andato solamente otto volte, di cui sei volte al Sant’Elia/Is Arenas e due alla Scala del Calcio. La Sardegna è bella ma è piena di rocce (è un modo di dire dialettale), e il mio paese è abbastanza lontano da Cagliari Caput Mundi, di conseguenza non posso affermare di essere uno scafato tifoso da stadio. Alla curva dello stadio preferisco la curva del bar, con una bella birra da 66 davanti a me, pronta per essere scaraventata a terra al primo gol dei nostri. Lo stadio dunque è una relativa novità per me, ed il ritrovarmi in Curva Sud in mezzo ai tifosi del Cagliari, costretto a reprimere i miei più naturali istinti, ha portato ad amplificare la percezione di ogni singolo evento che accadeva sul campo di gioco e fuori. I leggins delle tifose erano più attillati del solito, e Abbiati era più cancerogeno rispetto al solito standard settimanale. Il fatto di non avere un’immediata valvola di sfogo, in un’esperienza non mediata come quella dello stadio, ha fatto da cassa di risonanza all’odio e alla frustrazione accumulate nei terribili novanta minuti del Sant’Elia e dato origine ad alcune delle valutazioni qui di seguito. Continua a leggere Cagliari-Milan 1-1: Le pagelle semiserie dei rossoneri

Roma-Cagliari 2-0: le pagelle semiserie dei giallorossi

Una premessa prima dei voti: Si parla di capelli ma non di quelli di Gervinho. Non si parla di Zeman, perché di lui o si parla bene o non si parla proprio.

 

 

De Sanctis sv – Ho letto sul tabellino che ha giocato per 90 minuti. Io non l’ho visto, quindi il voto non glielo do.

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Cagliari–Fiorentina, Hidden Pub

Nel giorno del compleanno di Rossi, di Batistuta, di Giulia C. e forse anche di Tommi Bonagura (che segno assurdo l’acquario, veramente non c’ho mai capito niente), la Fiorentina giocava la sua partita più brutta. Una robaccia imbarazzante quasi come il video di auguri per Pepito realizzato qualche giorno fa e messo in rete oggi, contro ogni pudore.

 

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Cagliari-Milan 1-2: le pagelle semiserie

CAGLIARI (a cura di Lionmars)

Avramov 5,5 – La porta del Cagliari è oggetto di un vai e vieni più fitto di quello di casa di Wanda Nara e i portieri rossoblu hanno la stessa sicurezza occupazionale di un dipendente di McDonald’s che ha appena chiesto l’iscrizione al sindacato, di conseguenza anche le prestazioni di Avramov ne risentono. Il piazzamento dell’estremo difensore rossoblu in occasione della punizione dello “specialista” Balotelli è più indecisa di un Mastella al momento della scelta della coalizione giusta.

Pisano 6,5 – Per una volta la catena di destra funziona, e Cossu e Pisano muovono i loro ingranaggi con una certa sintonia. Siamo lontani dall’efficienza teutonica, ma almeno i palloni che arrivano da quella fascia non ricordano più la Palio.

Astori 6,5 – Sta inanellando una serie di prestazioni di livello, che potrebbero innalzare nuovamente il valore di mercato di Davide, generando l’ennesima attesissima e originalissima asta di mercato.

Rossettini 5,5 – Vede il liscio di Bonera e rilancia con un’uscita avventata alla Bonucci. Vince il rossonero, ma il buon Luca può consolarsi. Il rossonero vince su chiunque.

491299_cagliari milanMurru 5,5 – Deve avere un conto in sospeso con qualcuno. Ogni volta che calcia verso la porta sembra mirare ad un imprecisato tifoso sugli spalti. Gli avrà rigato la macchina probabilmente

Conti 6,5 – L’entrataccia killer è più puntuale di una cartella esattoriale di Equitalia. Per il resto il solito ordine a centrocampo

Ekdal 6,5 – In costante crescita. Questo ragazzotto svedese ha iniziato come centrocampista dal dinamismo alla Ciriaco Sforza dopo una sbronza a limoncello, e si sta lentamente trasformando in un mediano completo che coniuga quantità e qualità.

Dessena 6 – Il solito lavoro oscuro e poco appariscente che se Cossiga fosse stato ancora vivo gli avrebbe riservato un posticino in Gladio, e tanta tanta corsa. Tant’è che i giocatori del Milan ad un certo punto si sono chiesti cosa stesse facendo, correndo e lottando su ogni pallone. Continua a leggere Cagliari-Milan 1-2: le pagelle semiserie

Cagliari-Juventus 1-4: le pagelle semiserie dei rossoblu

(foto www.calcioblog.it)
(foto http://www.calcioblog.it)

Adan 4
Il ragazzo ex Real ha sofferto un palcoscenico come quello del Sant’Elia di oggi, capace di mettere a dura prova anche i nervi dei giocatori più esperti. Di seguito una foto di Agazzi dopo aver visto le imprese di Adan

La reazione di Agazzi al gol di Marchisio (foto www.versounmondonuovo.wordpress.com)
La reazione di Agazzi al gol di Marchisio (foto http://www.versounmondonuovo.wordpress.com)

Murru 5
Il suo dirimpettaio. Stephan Lichsteiner porta a casa due assist e un gol, fossi in lui andrei a controllare la macchina e la fidanzata perché a questo punto non si sa mai. Continua a leggere Cagliari-Juventus 1-4: le pagelle semiserie dei rossoblu

Il ritornello della Signora Omicidi

Questione di tempismo. Come spesso accade. Quel tempismo che manca agli uomini mercato della Roma. Tanta fretta per concludere l’acquisto di un giocatore, Nainggolan, praticamente già giallorosso, evitando così di vederlo in campo contro la Juve. Sabatini avrebbe lasciato a Lopez un giocatore che avrebbe avuto una motivazione in più per fermare la Juve, nella sua prima, anomala, sfida-scudetto. E invece niente: Radja a Roma già per la partita di Coppa Italia di giovedì scorso e centrocampo lasciato in mano a Pirlo e soci, con Conte che ringrazia e porta a casa.

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Le pagelle semiserie: Cagliari-Genoa

(foto www.sardegna.blogosfere.it)
(foto http://www.sardegna.blogosfere.it)

Avramov 6.5 – Incolpevole sul gol di Gilardino si fa trovare pronto sulla bordata di Antonelli. Puntuale, preciso, nessun rinvio sbilenco, nessuna parata stilisticamente discutibile, Agazzi who?

Pisano 6 – Fa il canonico compitino, e a noi va bene così, considerando che meno si presenta sulla linea di fondo meglio è per la squadra e per il gioco del calcio (Ibraimi, 6.5 – Messo dentro nell’assedio di Alamo che è la ripresa, si fa notare per il bel tiro dalla distanza, riuscendo finalmente a farci smettere di ridere) Continua a leggere Le pagelle semiserie: Cagliari-Genoa

Roma – Cagliari: 0 – 0 Le pagelle dei giallorossi

La Roma perde il primato e per la prima volta in stagione conosce il lato meno dolce della critica calcistica. Solida e frizzante dalla mediana in giù, la squadra capitolina non riesce più ad incidere in fase realizzativa. Le opzioni a disposizione dell’allenatore hanno drasticamente perso valore senza Francesco Totti al timone, i rientranti Gervinho e Destro hanno bisogno di tempo e duro lavoro per tornare alla forma migliore. I giallorossi hanno palesato inoltre un drastico calo di condizione fisica, uno dei punti di forza che ha generato la striscia di dieci vittorie consecutive. Non bisogna fare drammi ovviamente; un calo psicofisico era preventivabile e nonostante le recenti difficoltà solo la sfortuna (e tanta imprecisione) ha privato i romani della vittoria nelle ultime uscite. La serata magica di Avramov ha certamente influito, ma non va dimenticato che in qualche occasione anche De Sanctis è stato costretto agli straordinari per mantenere inviolata la sua porta.

De Sanctis 7: Salva la “baracca” dalla capitolazione con un paio di interventi notevoli. Quando si “svita” per deviare un colpo di testa di Ibarbo nel primo tempo dimostra dieci anni di meno.

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Roma-Cagliari 0-0: le pagelle semiserie dei rossoblu

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Avramov 8: Per la rubrica “All’improvviso uno sconosciuto vol.1” di gialappiana memoria, ecco questo portiere ormai trentaquattrenne, abituato da anni a fare il secondo o terzo di portieri o comodini senza far distinzione e che ieri ha sfoderato una partita di quelle per cui agli attacchi avversari l’unica risposta possibile è stata: “voi e quale esercito”?

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Verona-Cagliari 2-1: Le pagelle semiserie

Per fortuna ha segnato Toni e non Cacciatore
Per fortuna ha segnato Toni e non Cacciatore

Verona

Rafael 6.5

Nel paio di occasioni create dal Cagliari si fa trovare pronto, ma del resto l’area degli scaligeri non sembra esattamente Stalingrado

Maietta 6.5
Impeccabile là dietro, lascia solo le briciole all’attacco del Cagliari, anche se bisogna dire che affrontare un attaccante come Nenè fa sembrare difficile anche il gioco “Unite i puntini” della Settimana Enigmistica

Cacciatore 5.5
Una sua leggerezza quasi provoca una delle più nitide occasioni degli ospiti. Lo spauracchio delle sue esultanze guaste non aiuta nel valutarlo obiettivamente

Gonzalez 6
Si è passati così poco da quelle parti che sinceramente non mi ricordavo nemmeno fosse in campo

Agostini 6
Varrebbe lo stesso discorso fatto per Gonzalez se non fosse che questo attempato goleador ha giocato così’ tanti anni a Cagliari che è impossibile che passi inosservato Continua a leggere Verona-Cagliari 2-1: Le pagelle semiserie

Cosa ricorderemo della 1° giornata di Serie A 2013/14

5. Quando Cerci ricorda Robben…

Robben mi ricorda un po’ Cerci (cit.). E da lì milioni di tentativi di imitazioni per una sentenza che ha fatto la storia, anche sui social network, con finanche Van Basten che ricorda il tuo scarsissimo compagno di squadra di calcio a 5. Solo che lui, il tuo amico, è in possesso di una tecnica più sopraffina. Alessio Cerci non è Robben. Nemmeno lontanamente. Però è un gran bel giocatorino. A Torino è lui quello che prova a alleviare gli incubi dei supporters granata, oppressi dallo stradominio dei cugini. Lo scorso anno, con i suoi 8 gol, ha aiutato la squadra di Ventura a raggiungere la salvezza. Quest’anno è partito “benino”, e la rete contro il Sassuolo ricorda effettivamente le giocate del suo “alter ego” bavarese. Continuasse così, andrebbe dritto a sfidarlo (si spera) in Brasile, l’estate prossima.

http://kiwi.kz/watch/9c50ttq9uibm/

4. … E magari Sau ricorda Baggio

Ci prendiamo la licenza, solo questa volta, del paragone (ma non lo andremo a diffondere in giro). In Sardegna, dopo lo scorso anno, gli hanno dedicato un coro: Ommalleo Simpallao, segna sempre Marco Sau (per gli amanti del trash, addolcite la vostra giornata qua). Contro l’Atalanta, nessun gol, ma una sponda favolosa al volo per Nainggolan (che finché rimane in Sardegna permette al Cagliari e a Lopez di viversela un po’ meglio) che sicuramente rimarrà nelle classifiche dei migliori assist anche a fine campionato. Un po’ come capitava a Baggio… Ok, la smettiamo… 🙂

3. Marekiaro quant’è bello

C’è chi il famigerato Top Player lo rincorre per anni e forse lo trova a basso prezzo l’estate del 2013 (qualcuno ha detto Tevez?) e chi ne vende uno all’anno. Prima il Pocho, poi il Matador, sperando che il Pipita valga come il nuovo puntero del PSG. Tanto, comunque vada, a Napoli c’è Marekiaro. Uno che è un Top Player dal 2007, gioca a centrocampo, segna come un attaccante e fa una 15ina di assist a campionato. Una manna anche per i fantacalcisti accaniti. Pare che con il Bologna sia partito male…

2. Pepito d’oro e Mario di legno

Non segnava dal 1° ottobre, 2011. Un calcio di rigore, un gol come tanti, forse anche più anonimo, in un 2-2 tra Villareal e Real Saragozza. Da quel giorno di 23 mesi fa, 0 gol e 2 lesioni del legamento crociato del ginocchio destro. Fino a ieri. 14 minuti e gol. Per la gioia di tutti. Dei tifosi viola, ma anche degli altri. Perché Giuseppe Rossi era la nostra speranza calcistica più bella. E da oggi ritorna in classifica. Se è in forma, Pepito è come quel compagno di classe con cui sei amico e che segui quando vai per le prime volte in gita con la classe. La prossima si fa in Brasile…

Peccato per Rossi che Gomez provi a rubargli la scena… Giudicate da soli…

1. Luca sei per me, Numero 1

A essere cattivi, si dovrebbe tornare indietro nel tempo, tra le 18:00 e le 18:30 di sabato 24 agosto, e farsi un giretto per i vari social network. Leggeremmo cose tipo “Toni superato in velocità da un vecchietto di 90 anni”, “chi è quell’anziano con la lavatrice sulla schiena nell’attacco del Verona” ecc… Sfottò e frasi di scherno durati circa 1 ora… Poi, con la complicità della difesa del Milan, che si divide la prima posizione con l’attaccante emiliano, zittisce tutti. Potrà non fare più un gol da adesso fino a maggio, ma per questa domenica Luca sei per me, Numero 1

Appuntamento con la seconda di campionato!