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Cosa ricorderemo di questo Mondiale 2014

1 – “Moviola in gambbo!” (cit. Aldo Biscardi)

L’Aldo nazionale (non siamo sicuri di quale nazione, vista la padronanza dell’italiano) potrà finalmente abbassare un po’ i toni nel richiedere, lunedì dopo lunedì, l’utilizzo della moviola in presa diretta per chiarire le molte situazioni dubbie che avvengono in ogni gara. La Goal Line Technology, inaugurata durante Francia-Honduras, si è rivelata un successo, sia per la scientificità del verdetto (o è dentro o è fuori) sia per la rapidità: mai più senza. Pieni voti anche per lo spray sulle punizioni: era dal 1979 che non si vedeva una barriera rispettare le distanze.

2 – I piccoli record di Van Gaal

Prima di raccogliere il testimone di Ferguson al Manchester United (P.S.: sarebbe stato meglio prenderlo subito, prima di Moyes), il santone olandese ha stupito tutti riuscendo in due imprese uniche per un Mondiale. Innanzitutto è l’unico ct ad essere riuscito a schierare tutti i 23 giocatori della propria spedizione, compresi tutti i portieri. E proprio col ruolo dell’estremo difensore ha sorpreso tutti: durante i quarti contro il Costa Rica, a pochi fili d’erba dai rigori, il ct ha sostituito il n°1 titolare (Cillessen) col secondo, Krul, ben più affidabile ai rigori. Morale? Olanda avanti. Continua a leggere Cosa ricorderemo di questo Mondiale 2014

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Brasile – Germania | Inside Zona Cesarini

Cominciamo dalla fine, fedeli al nostro nome. Özil che si divora un gol e Oscar che realizza, per la più tragica regola del gol sbagliato dunque gol subito.

Eppure le cose non sono così semplici e prevedibili come sembrerebbero, perché quel gol è l’uno a sette, e quel gol non segnato è l’ipotetico otto a zero.

Doveva essere la partita di Özil e di Oscar e, finale a parte, non lo è stata. È stato qualcosa di inspiegabile, secondo le parole di Julio Cesar:

-Come si fa a spiegare l’inspiegabile?

E sembrava quasi parlasse di teologia negativa, più che di calcio.

-Come si fa a dire l’indicibile?

-È un casino.

foto 009

Si aveva l’impressione che si facesse la storia, quello sì, ma come sempre quando c’è di mezzo la Germania, che non se la sanno gestire, che sciupano tutto, che stanno sul culo, perché sul 3.4.5.6. a zero la potresti anche smettere, fai un’altra cosa. Non so, inventati un diversivo, fai giocare anche loro, falli recuperare, come avremmo fatto noi. Invece niente. Non c’era niente da fare.

Forse tra anni quando saremo ricchi, ognuno alla sua maniera, ci volteremo indietro e diremo:

– Tu dov’eri, durante quella partita fatidica?

-A quale ti riferisci?

-Ma sì, a quella là, quella assurda, insensata, in cui avvenne l’inspiegabile, l’indicibile, Brasile Germania, 7 a 1.

-Ahh, quella dici. Ma come, certo che era prevedibile, eccome se lo era!

-Il sette a uno era pagato a 400 come minimo, no che non lo era prevedibile, anche a 700, per un euro giocato.

-Va bene, ero…

E cominceremo a raccontare dove eravamo, come stavamo, un aneddoto di quella serata, quale musica, quale pensiero ci agitava, il lavoro, la fidanzata e via a cascata. Io ero con due ragazzi di In Zona Cesarini, con uno dei fondatori, un saggio orientale con l’accento del sud, e la indubbiamente centrale figura femminile del blog. Ero arrivato in ritardo, come sempre nella vita, preciso per il secondo tempo, già ubriaco, mi avevano comunicato telefonicamente che era avvenuto l’impossibile e così trascorsi con loro due una serata molto piacevole, parlando di calcio, ma non solo, di quella partita ma non solo, in un’ottica lievemente sovra-storica, pensando anche a me e noi come se si fosse già oltre, come se si fosse un continuum, e certo, il piacere di stare là assieme, guardando una partita.

Si parlò quella sera di scrivere un pezzo a sei mani, che dicesse più o meno così. Continua a leggere Brasile – Germania | Inside Zona Cesarini