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Francia 98 e Brasile 2014, così vicine e così lontane

Sono passati poco più di dieci giorni dalla fine di quel baccanale calcistico che è la Coppa del Mondo. Quel turbillon di palpitazioni, gioia e psicodrammi è ormai alle spalle e si può cominciare a riflettere più razionalmente sullo spettacolo al quale abbiamo assistito. Diverse opinioni che ho colto navigando sul web mi hanno spinto a buttare giù queste righe di considerazioni personali. Devo ammetterlo, è stato un mondiale divertente, come per me, e per molti altri, non accadeva dai tempi del mondiale francese. Anche il numero dei gol, 171, favorisce l’accostamento tra queste due edizioni. Vero, è stato un mondiale divertente, ma non è stato un bel mondiale.

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Top3: i migliori centrocampisti di Brasile 2014

I protagonisti di questa categoria non hanno riservato sorprese: sono 3 tra i 10 migliori al mondo, e per fortuna nostra (e delle rispettive nazionali) hanno disputato un Mondiale strepitoso. Ci sono un tedesco, un argentino e un olandese…

  1. Bastian Schweinsteiger

Mettiamo lui perchè è l’unico non difensore tedesco (assieme a Klose e Podolski) di cui si conosce il ruolo: i vari Ozil, Schurrle, Kroos, Muller, Gotze come vanno considerati? Centrocampisti offensivi? Attaccanti buoni anche in fase difensiva? Inoltre, Schweini ha giocato un Mondiale sempre a massimi livelli, a differenza dei compagni appena citati (si salva solo Muller, ma in effetti lui ci sembra troppo attaccante), Continua a leggere Top3: i migliori centrocampisti di Brasile 2014

Top3: i migliori difensori di Brasile 2014

Se chi ha inventato la classifiche in stile Top&Flop avesse conseguito un brevetto, ora sarebbe milionario e l’80% dei suoi introiti proverrebbero da noi. Finito il Mondiale dei Mondiali (non il più bello che io ricordi, ma meglio degli ultimi 3 di sicuro), è tempo di pagelle, classifiche e, appunto, Top&Flop. Iniziamo con i promossi, con i migliori della classe, e iniziamo dalla categoria solitamente meno spettacolare, la retroguardia; ecco i 3 migliori difensori di Brasile 2014.

  1. Ezequiel Garay (Argentina)

Questo Marcantonio di 1 metro e 92 è stato il miglior difensore argentino per distacco, e se lui e Demichelis avessero giocato a posizioni invertite, probabilmente Gotze non si sarebbe trovato libero in area piccola, con tutto il tempo per stoppare e colpire al volo in semigirata. Continua a leggere Top3: i migliori difensori di Brasile 2014

I 5 motivi per cui l’Argentina vincerà la finale del mondiale 2014

Perché vogliamo vedere se la signora Romero manterrà la sua promessa con Rihanna

Riassumiamo i fatti, per chi passa il tempo ad essere produttivo e non a cazzeggiare su Twitter come noi: quel pezzo di figliola di Rihanna, che ha appena scoperto il
calcio sopratutto per la presenza di bei figaccioni come CR7 e Boateng, si lascia andare ad apprezzamenti verso Romero, il portiere dell’Argentina visto anche a Genova
a difendere, per modo di dire, la porta della Samp. La moglie di Romero, Eliana Guercio (Googlaetela e non ve ne pentirete), anziché reagire come reagirebbe una
qualsiasi donna alle avance di una concorrente di questa portata, si lascia andare tra il serio e il faceto: “Se vinciamo, te lo presto per una settimana”. Ma sono
quelle promesse che si fanno certi che un evento non accada mai, come fece Geoff Huish nel 2005 che promise (e mantenne la promessa) di tagliarsi i testicoli se il
Galles avesse perso contro l’Inghilterra nel 6 nazioni. Chissà cosa avrà pensato la signora Romero quando suo marito ha portato l’Argentina in finale con le sue parate
ai rigori della semifinale…E chissà per chi tiferà a questo punto

Perché una hincha così merita un trionfo mondiale (Video di “Brasil, diceme que se siente”)

http://www.youtube.com/watch?v=1IOGFENyGJM Continua a leggere I 5 motivi per cui l’Argentina vincerà la finale del mondiale 2014

5 motivi per cui la Germania vincerà la finale del mondiale 2014

Germania_Ovest,_Italia_'90,_Matthäus+Littbarski
Matthaus e Littbarski festeggiano la vittoria della Coppa del Mondo del 1990. 24 anni fa. Troppi per la Germania (immagine presa da web)

Perché è stata la squadra che finora ha maggiormente convinto
E’ stato il mondiale in cui tutte le grandi hanno balbettato: chi è uscito rovinosamente ai gironi di qualificazione (Italia, Inghilterra, Portogallo, spagna), chi ha illuso e si è squagliato al primo vero ostacolo serio (Francia, Brasile), chi ha avuto un pizzico di sfortuna nel momento decisivo (Olanda).

Sono uscite fuori belle soprese come Cile, Costarica, Grecia, Messico, Algeria, USA. Ma chi ha fatto capire fin da subito che in questo mondiale non si scherza sono stati i tedeschi, con un solo mezzo passaggio a vuoto contro l’Algeria. E abbiamo ancora negli occhi il terrificante 7-1 di Belo Horizonte, con cui hanno urlato al mondo con forza che i favoriti sono loro.

Perché Lineker possa finalmente dire di aver ragione
Una delle frasi più citate e abusate del leggendario attaccante inglese è: “Il calcio è un gioco che si gioca in 11 contro 11 e alla fine vince sempre la Germania”.

Ma non è mica vero. Continua a leggere 5 motivi per cui la Germania vincerà la finale del mondiale 2014

Olanda-Argentina 2-4 dcr (0-0): le pagelle semiserie

OLANDA

Cillessen 5,5 – al contrario di Romero (vedi sotto), lui vive la partita con grande tensione, mica per la paura di perdere e prendere gol, solo per quella di essere sostituito da Krul da un momento all’altro. Visto che tiri non ne arrivano, passa 90 minuti circa a studiare i movimenti sulla sua panchina. Quando Van Gaal finisce i cambi finalmente si rilassa, forse si rilassa troppo. Due dei quattro rigori argentini non erano impossibili. Chiaro, facile dirlo da qui, comodamente seduto come sono io ora.

Van Persie 4,5 – il problema è che ha illuso. Non è che dici vabbè, ha fatto schifo con costanza dall’inizio alla fine del mondiale allora ok, no, lui ha iniziato a razzo e finito completate voi.

De Jong 6,5 – non ai livelli del Mascherano di ieri, ma comunque è lui che tiene su la squadra finché ne ha, fa un gran lavoro di cucitura tra i reparti che nemmeno un sarto professionista e mia mamma non ha mai rammendato così bene, tornerà a Milanello a cucire abiti su misura e a staccare e ricomporre le caviglie dei parassiti dello spogliatoio milanista.

Robben 5,5 – alla fine anche lui si dimostra umano. Segna sì il suo rigore, ma per il resto ha la batteria improvvisamente scarica dopo le fatiche messicane e costaricane, e siccome notoriamente un calciatore dura più di uno smartphone, nessuno della Fifa ha ben pensato di mettere delle comode prese sul terreno di gioco.

Vlaar 5,5 – gran partita fino al rigore sbagliato malamente. Come dire: porti una donna a cena fuori, lavi la macchina, la vai a prendere sotto casa, le apri la portiera, posto elegante, cibo raffinato, vino bianco, poi “vuoi salire a vedere la mia collezione di stinchi avversari?“. E sul più bello eiaculazione precoce. Continua a leggere Olanda-Argentina 2-4 dcr (0-0): le pagelle semiserie

Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

ARGENTINA

Mascherano 7 – fa un lavoro incredibile a centrocampo, ora cosa potrebbe volere un argentino di più, mettergli una mazza in c*** così gli ramazza la stanza? (cit.)

Messi 7 – ok, non ha purgato Courtois nemmeno stavolta, ma quando nel primo tempo dà una palla meravigliosa a Di Maria facendola passare in un pertugio che aveva visto solo lui, si capisce che al di là di quello che pensava Guardiola a Barcelona il buon Leo non deve necessariamente giocare davanti alla porta, anzi, forse un giorno con l’età potrà proprio affinare l’assist e diventare magari un prodigioso trequartista. Questo dopo i 30 anni, poi credo che a 35 passerà davanti alla difesa e magari a 45 libero alla Matthäus.

Higuain 7 – si sblocca nella maniera migliore, fa un gol a mio avviso strepitoso. A ogni suo nuovo gesto atletico e sportivo vari artigiani di San Gregorio Armeno si mettono all’opera per una nuova statuetta. Se vince il mondiale quella con lui che bacia la Coppa del Mondo sarà un must nei presepi del prossimo Natale.

Basanta e Perez 6 – quelli che vedi in campo e ti chiedi: “E questi ora chi sono, da dove sbucano fuori, chi li ha chiamati?“.

Garay 6,5 – il giustiziere della Juventus in Europa League è a mio parere uno dei migliori difensori del mondo sul gioco aereo e l’ha dimostrato anche ieri, azzerando i cross dei belgi per Fellaini. Sembrava a un passo dal Bayern Monaco, ma alla fine l’ha preso lo Zenit per circa 15 milioni. Avremmo voluto vederlo in Italia, ma non so se offerte tipo prestito con diritto di riscatto dilazionato in trentaquattro anni, sei mesi e dieci giorni e tante pacche sulle spalle possano far gola a una squadra come il Benfica. Continua a leggere Le pagelle Cesarine dei quarti di finale: Argentina-Belgio 1-0 e Olanda-Costa Rica 4-2 (0-0) dcr

Brasile 2014 – Cosa ricorderemo di questi quarti

L’infortunio di Neymar: pochi giocatori, nella storia del calcio, hanno saputo attirare su di sè così tanto amore (dai connazionali) e odio (dal resto del mondo, blaugrana esclusi) come il novello talento brasiliano. Tutti quei numeri futili, spesso fini a sè stessi, e soprattutto quella pessima tendenza a lasciarsi cadere con troppa facilità, l’hanno reso inviso a moltissimi avversari, giocatori e non. E proprio per questa sua deformazione professionale, tanti di noi non hanno esitato a storcere il naso vedendolo a terra dolorante nei minuti finali di Brasile-Colombia. Salvo poi ricredersi quando si è saputa l’entità dell’infortunio. Che poi, a dirla tutta, infortunarsi per un intervento di Zuniga – in un Mondiale che vede protagonisti delinquenti del calibro di Medel, De Jong, Katsouranis, Yepes e molti altri – è un po’ come farsi la figlia di Fantozzi ad una festa piena di gnocche. Continua a leggere Brasile 2014 – Cosa ricorderemo di questi quarti

Le pagelle Cesarine dei quarti: Francia-Germania e Brasile-Colombia

FRANCIA

Benzema 7: l’abitudine di predicare nel deserto deve sicuramente venirgli dalle origini nordafricane. E’ l’unico transalpino che prova ad impensierire Neuer, in tutti i modi in tutti i luoghi in tutti i laghi, ma ogni volta il tedescone lo rimbalza senza un minimo movimento del ciuffo. Ha comunque riacquistato molto credito con questo Mondiale, speriamo che i tifosi merengues capiscano di aver un signor attaccante.

Valbuena 5,5: mi ha ricordato un Cassano d’Oltralpe, più per l’aspetto estetico che tecnico. Di fronte ha Lahm, che non è più il terzino letale di una volta, ma il marsigliese non riesce comunque a sfondare le linee nemiche (i doppisensi militari ci stanno tutti in questa partita), ed esce anzitempo per trovare qualche rimedio a quella terribile acne. Continua a leggere Le pagelle Cesarine dei quarti: Francia-Germania e Brasile-Colombia

Brasile 2014 – Cosa ricorderemo di questi ottavi

Se l'è pure tatuata quella traversa. (fonte: facebook.com)
Se l’è pure tatuata quella traversa. (fonte: facebook.com)

Remake di Sliding Doors

Se qualcuno volesse realizzare una versione aggiornata del capolavoro di Peter Howitt, il ruolo di protagonista sarebbe già occupato. L’attaccante del Cagliari è arrivato ad un doppio passo di Ronaldo da diventare un eroe della patria: quella traversa colpita al 120′ contro i padroni di casa è ancora lì che trema, che manco Best davanti ad un bicchiere d’acqua. “Cosa sarebbe successo se…?” recitava il promo di un programma di Enrico Ruggeri di qualche anno. Cosa sarebbe successo se Pinilla avesse segnato quel gol stratosferico? Non lo sapremo mai, sappiamo solo che la partita si è fermata sull’1-1, e ai rigori ha vinto il Brasile, complice anche un errore (non l’unico) del migliore amico di Nainggolan. Continua a leggere Brasile 2014 – Cosa ricorderemo di questi ottavi

Le pagelle Cesarine. Gruppo E: Ecuador-Francia 0-0, e qualche considerazione su Svizzera-Honduras

ECUADOR

A. Valencia 4,5 – non è tanto il fatto di aver deluso da giocatore più atteso dell’Ecuador, e non è nemmeno l’espulsione, il voto è piuttosto determinato dalla strana coincidenza che lo porta a farsi espellere proprio mentre mi stavo preparando un panino, poi torno e lui non c’è più e non ho nemmeno capito perché. Non si fa così.

Noboa 6,5 – a fine primo tempo prende a sanguinare dalla testa in maniera copiosa, ma stoicamente rientra in campo con sul cranio una retina di quelle dei sacchetti di patate, che la moglie del medico aveva comprato nel pomeriggio dal fruttivendolo più alla moda di Rio de Janeiro.

E. Valencia 6 – anche se stavolta non timbra, continua a fare bella impressione soprattutto nel gioco aereo, mostrando di poter saltare più di Cassano e Insigne messi insieme. Scommettiamo che in estate avrà mercato.

Voto finale alla squadra 6,5 – alla fine raccolgono 4 punti, pareggiando in 10 uomini contro la Francia, e perdendo con la Svizzera solo con una gol-beffa all’ultimo minuto. Bravi loro, sfortunati. Sarà per la prossima volta. Quest’anno era impossibile spodestare la Costa Rica dal podio delle sorprese.

FRANCIA

Sagna 6 – fa bene entrambe le fasi, ma se non c’è il tutto esaurito è per colpa delle sue treccine bionde che non sono proprio un belvedere. Sfido io a dover pure pagare per assistere a questo scempio. Continua a leggere Le pagelle Cesarine. Gruppo E: Ecuador-Francia 0-0, e qualche considerazione su Svizzera-Honduras

Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, esperti di qualsiasi materia a seconda della necessità.
Ci sono le elezioni? Improvvisamente siamo tutti esperti di politica e in grado di costruire la miglior squadra di governo. Un efferato e complicato delitto sconvolge l’Italia intera? CSI, Perry Mason e la Signora in Giallo non sono nemmeno degni di allacciarci le scarpe, nessuno ne sa più di noi riguardo DNA, scene del crimine, raccolta di indizi, cavilli legali, prescrizioni, appelli, corsi e ricorsi. E che dire di quando un ct sceglie i 23 con cui andare ad una manifestazione internazionale? Noi ne sappiamo più di lui, almeno mezza rosa era da lasciare a casa, se quei soldi li davano a me era meglio.

Per questo dobbiamo ringraziare l’Uruguay (oltre che per le dimissioni di Abete): grazie al gol di Godin, finalmente non saremo più costretti ad ascoltare 60 milioni di allenatori – anche gente che fatica a distinguere i colori delle maglie in campo – che si sentono in dovere di esprimere la propria opinione. Limitiamoci quindi a redigere un bel pagellone di questa fallimentare spedizione azzurra.

Buffon 6,5 Nonostante l’età, gli infortuni e i recenti problemi sentimentali (veri o presunti), il capitano è ancora il punto di riferimento di questa Nazionale, basta vedere come incitava i compagni durante la gara d’esordio, saltata per un problema (ancora una volta) alla schiena. Rientra con la Costa Rica, e non demerita; ieri sembrava ringiovanito di 10 anni per reattività e istinto. Le ultime dichiarazioni sono velatamente (e volutamente) indirizzate a Balotelli, a dimostrazione di come SuperMario sia un giocattolo in mano dei giornalisti: loro l’hanno costruito, loro lo distruggeranno. Continua a leggere Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Le pagelle Cesarine, gruppo G: Germania-Ghana

GERMANIA

Gotze 6 – diciamo la verità, un gol così l’abbiamo sognato tutti, magari nella finale del torneo di calcetto del paese, proprio contro i favoriti, stando ai giudizi espressi nella piazza principale nelle ore d’attesa. Agosto pieno, ore 22. Il mio compagno si invola sulla destra e scodella al centro un cross perfetto per la mia testa poco avvezza al gioco aereo; vado sicuro all’impatto e memore degli insegnamenti della scuola calcio di tanti anni fa penso di incornare verso il terreno, per ottenere il classico rimbalzo che beffa il portiere. La colpisco male e mi sbatte sul ginocchio, ma è il mio momento e la sfera termina ugualmente nel sacco. Tripudio. Portiere avversario con gli occhi lucidi. Le ragazze mi guardano con ammirazione, i compagni mi osannano, il prosciutto del primo premio è ufficialmente nostro. Nessun replay a disposizione, io ho segnato di testa, poi voi pensate pure quello che volete.

Klose 7 – falso nove prrrrrrr! Che deriva malsana sta prendendo questo calcio del III millennio, viva i centravanti veri, che la buttano dentro anche quando non devono, vero Howedes?

Mustafi 5 – convocato nello scetticismo generale dopo l’infortunio di Reus: sostituire un trequartista con un terzino che gioca nientemeno che nella Sampdoria non sembra proprio un’idea geniale. André Ayew ringrazia e porta a casa. Stimato da Low per la sua versatilità, così adattabile che può reimpiegarsi come attore erotico nei film di Tinto Brass prodotti dal neo proprietario della Samp, Ferrero.

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Ciò che ricorderemo della IV giornata dei Mondiali

L’uomo dell’ufficio passaporti svizzero: Johan Djourou, Ricardo Rodriguez, Valon Behrami, Gokhan Inler, Xherdan Shaqiri, Granit Xhaka, Josip Drmic tra i titolari, Admir Mehmedi e Haris Seferovic tra i subentrati. Eroe nazionale.

Goal line technology: e dai, Joseppino Blatter, dillo che non vedevi l’ora di farci vedere come funziona. E a quanto pare funziona. Con tanto di suspense per il primo “no goal” e il secondo “goal”. Uno scherzetto che qualcuno non ha gradito e interpretato come: e no eh, ha detto prima no goal, io non voglio sapere nulla.  Che volete che sia l’occhio di falco durante la finale di Wimbledon al cospetto di tutto ciò. Scommettiamo che in caso di goal fantasma del Brasile il sistema si blocca improvvisamente e per non perdere tempo tutto viene convalidato?

Il divario tecnico tra la difesa e l’attacco dell’Argentina: passare da Campagnaro-Fernandez a Di Maria-Messi-Aguero nella stessa squadra è cosa impensabile perfino per lo sceicco di turno che pensa solo di acquistare mezzepunte senza preoccuparsi minimamente della difesa, ma il bello è che questo non è un club, è una nazionale, è tutta una questione di nature. Gli argentini sono fatti così.

Le maglie dell’Honduras: quando l’incontro con la NewTeam di Oliver Hatton?

 

Verso Brasile 2014 – Gli azzurri che nessuno ricorda

Avevamo già redatto un elenco degli azzurri che hanno vinto la Coppa del Mondo tra l’indifferenza generale, in quanto mai impiegati dal ct. Bene, tutti sono bravi a dimenticarsi di quelli che vincono, ma quanto più difficile è ignorare anche coloro che perdono? Ecco a voi i 10 italiani che si sono seduti su una panchina mondiale, senza che nessuno se li filasse di striscio.

12010 – Salvatore Bocchetti

Quanto male eravamo messi, difensivamente parlando, nel 2010 per convocare uno come Bocchetti? Quasi quasi era meglio il Gamberini di Euro 2008.

2006 – Angelo Peruzzi e Marco Amelia

Escluso il titolare, quasi nessuno si ricorda degli altri due portieri in rosa. Noi lo ribadiamo ancora una volta: questi due sono campioni del mondo, Chimenti e Jimmy Fontana no.

21998 – Sandro Cois ed Enrico Chiesa Continua a leggere Verso Brasile 2014 – Gli azzurri che nessuno ricorda