Vita da Quarto Uomo [attese] (Napoli-Roma)

Martedì 15 dicembre 2015, ore 15.58
Un luogo qualsiasi

Carissimo,
sono giorni confusi questi, di prati immersi nella nebbia, di impalpabile realtà. Capitano cose a volte a cui non siamo preparati. O a cui siamo pronti dalla nascita solo che ancora non ce ne siamo resi conto. Mi chiedo se sia possibile vivere così. In costante attesa di qualcosa che neanche immaginiamo. Come siamo arrivati a questo punto? Qual è stato il percorso? Pianifichiamo, impostiamo, modelliamo. Rubiamo dalle vite degli altri. Amico mio, ci sforziamo di restare a galla ma siamo solo barchette di carta in una pozza d’acqua. In una pozza di fango.
Carissimo, sono giorni incerti questi, di stanze immerse nel fumo, di silenzioso frastuono.

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Me ne stavo lì, sulla riva del fiume, a contemplare il nulla. Il nulla è rassicurante. Non pretende, non esige. Sta lì e basta.
Me ne stavo lì, sulla riva del fiume, a ripercorrere l’inutilità dell’esistenza. L’inutilità è confortante. Non pretende, non esige. Puoi soltanto fare meglio, a tua discrezione.
Quanto fiato sprecato, quante energie disseminate. E poi. Un lampo di luce fredda.
– Ehi, devi entrare tu.
Apro gli occhi. Un lampo di luce fredda. La punta dei piedi sulla linea bianca.
– Ehi, hai sentito? Devi entrare tu!
Una mano sulla spalla.
– Ho detto che devi entrare tu!
È un attimo. La luce diventa accecante. Corro. Cosa devo fare? Devo cambiarmi. Presto. Concentrato. Ho spento la luce in camera? Basta. Devo stare attento. Concentrato. Ho chiuso il gas? No! Concentrato! La luce è sempre più accecante. È un attimo. Sono pronto.
Essere pronti. Cosa significa essere pronti? Dare prova di quello che siamo? Io sono io, indipendentemente. Essere al posto giusto al momento giusto? Essere preparato, solerte, competente? Non ho bisogno di dimostrare, non ho bisogno di mostrare.
Corro. Corro e sono io. Corro e i pensieri zampillano da tutti i pori e si mescolano alla voci, alle urla, alla luce accecante. Corro e non mi importa del gas, delle bollette, di quella linea bianca che è la mia casa e la mia prigione. Corro. Corro e sento qualcosa che forse si può chiamare felicità.
– La palla è uscita?
– Come?
– La palla. È uscita o era ancora in campo?
– La palla. È uscita.
Amico mio, basta davvero poco per farci stare bene. Basta davvero poco per farci sprofondare nell’abisso. Di nuovo.
Nuotiamo in una melma di catrame e succo d’arancia.
E domani? Domani.
È solo un attimo, un attimo che dura una vita intera.
Carissimo, sono giorni assenti questi, di teste affossate nella sabbia. Di inesplicabile smarrimento.
Tuo,
Q. U.

on air: James Blake – What Was It You Said About Luck

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#03 Vita da Quarto Uomo [attese] (Verona-Napoli)

Tutti gli episodi della prima stagione:
#01 Vita da Quarto Uomo (Napoli-Dnipro)
#02 Vita da Quarto Uomo (Dnipro-Napoli)
#03 Vita da Quarto Uomo (Napoli-Cesena)
#04 Vita da Quarto Uomo (Juventus-Napoli)
#05 Vita da Quarto Uomo (Napoli-Lazio)

8 pensieri riguardo “Vita da Quarto Uomo [attese] (Napoli-Roma)”

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