Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)

Ciao Max,

è difficile trovare le parole. Per me che sono un semplice tifoso. Forse ancora non ho metabolizzato a pieno il fatto che domani sarà un giorno diverso dagli altri, per quel che riguarda il nostro essere Champions-leaguejuventini. Eppure lo so che sarà diverso. Mi sto preparando da 20 giorni a domani. E non riesco a trovare le giuste parole da dirti. Chissà tu, invece, che cosa dirai ai nostri tra stasera e domani. Suppongo non debba essere facile nemmeno per te.

Max, questa è come la notte prima degli esami per i ragazzi che si apprestano ad affrontare la maturità. È una notte unica. Io ricordo la mia notte prima degli esami: fumando una sigaretta sul balcone di casa e osservando il cielo stellato delle 2 di notte in un paesino del Molise tanto distante da Berlino, l’unico pensiero che mi passava per la mente era “tra poco tutto questo sarà finito”. 

Sono sensazioni strane, uniche. Ci scorderemo tanto di quello che sarà il nostro percorso in questo mondo, ma difficilmente dimenticheremo le nostre notti prima degli esami.

E quante volte in queste notti che precedono quella odierna, nella tua mente, avrai giocato la partita di domani. E sono sicuro che il tuo pensiero più realistico ci vedeva avanti di 1 al minuto 70 con te che dici a Barzagli di entrare per passare a 3 (o, per meglio dire, a 5) dietro. Ebbene, da ieri la stai rigiocando di nuovo.

Povero Giorgio. Comunque vada, lui domani meritava di essere in campo. Lui, con tutte le sue imperfezioni, il suo non essere stilisticamente impeccabile, lui meritava la finale più di tanti che ci saranno. Max, sono sicuro che questo lo sai e che lo dirai ai ragazzi. Perché Giorgio non avrebbe avuto paura dell’esame di domani. E sono sicuro che nemmeno Gigi e Andrea (non i 2 comici che seguivo da bambino) hanno paura. Loro Berlino la conoscono bene. E nemmeno Patrice e Carlitos, che questa Coppa l’hanno già vinta. E nemmeno gli altri ragazzi. Perché siamo la Juventus. Non possiamo avere paura.

Io, però, di paura un po’ ne ho. In questi giorni ho rivisto tutte le finali andate male. Tutti gli esami in cui qualcuno ci alzava il trofeo in faccia. Ed aveva una divisa diversa dalla nostra. Sto cercando di battere la mia paura in questo modo. Come all’epoca cercavo di rifugiarmi nelle materie “amiche”. La mia tesina si intitolava “6 giugno ’44, l’inizio della fine”. Il D-day, Max. E guarda caso anche allora era il 6 giugno. Non mischiamo il serio con una partita di calcio (perché, in fin dei conti, sono sempre e solo 90 minuti di sport). Alla fine non si tratta di guerra, ma di una bellissima festa. E tu di esami nell’ultimo anno ne hai passati tanti. Però… Lo sai… Noi questo esame vorremmo tanto superarlo. Aiutaci a farlo…

Max, tutto qua… Ci sarebbe anche un’altra cosa da dire… Ma te la dico la prossima volta…

Buonanotte Max.

Ci vediamo domani…

#TillTheEnd

#SiPuòFare

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1 commento su “Lettera a Max: Notte prima degli esami (aspettando Juventus-Barcellona)”

  1. È la notte che può svoltare una stagione, chiudere un periodo in chiaro scuro e aprire le porte dell’Olimpo tanto per la Vecchia Signora quanto per il calcio italiano, dopo anni di critiche, maltrattamenti e inferiorità. Già non partire da favoriti è un arma a proprio favore. Comunque andrà sarà un successo. Il Vecchio non passa mai di moda.

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