Il Pagellone del Giro d’Italia 2015: Dall’Australia a Madrid, ventuno giorni in rosa

Alberto Contador 9 Vincere il Giro senza nemmeno portare a casa una tappa sarebbe un pò come uscire con Emily Ratajkowski e dimenticare a casa la macchina fotografica.  Non sarebbe un trionfo completo. Detto ciò, vincere una corsa mai realmente in discussione, buttando in mezzo una serie di numeri da circo e una giornata in difesa alla Miguel Indurain ed il tutto con il reparto di geriatria del San Raffaele come compagni di squadra, beh, è un’impresa di livello superiore. Ragazzi giù il cappelloIMG-20150526-WA003

Mikel Landa Meana 8.5 Sensazionale. La sparata sul Colle delle Finestre che ha lasciato Alberto Contador pressoché puntellato su un tornante mi ha commosso come nemmeno il finale di Armageddon. Il giorno che migliorerà a cronometro saranno volatili amari per tutti. Lui, Aru e Nibali devono separarsi al più presto perché altrimenti il film Marvel sulla Civil War lo gireranno su di loro.

Fabio Aru 8 La banalità è nemica della passione. Beh, questo ragazzo è tutto fuorché banale. Se non è un tappone, non si scomoda nemmeno. E Aru sa come smuovere i nostri animi. Ma se vogliamo essere seri io penso che si debba gioire per la crono da 60 km, ripeto, 60 km, gestita in maniera egregia. Ma non scordiamo il ruolo avuto dalla squadra e da Landa nella vittoria del Sestriere. Le due vittorie di tappa non devono farci scordare le difficoltà dei primi 16 giorni. Non siamo la RAI.

Tanel Kangert 8 Il miglior gregario dai tempi di Robertino Heras al servizio di Armstrong, e quei due erano più imbottiti di un personaggio di The Wire. E in Francia verrà raggiunto da Boom, Westra e Fulgsgang. Che vi ricordo sono più forti dell’intero team Quick Step che ha corso in italia

Philippe Gilbert 8 Ha preso il posto di Cadel Evans nel cuore dei tifosi italiani alla ricerca di un corridore BMC che riempisse il vuoto lasciato dall’australiano, e già lo amo per questo. I numeri da finisseur poi sono in cima alle mie performance sportive preferite insieme alla stoppata di pallacanestro e a qualsiasi cosa facesse con la palla Lamberto Zauli

Sacha Modolo 8 La competizione era quello che era è vero, Ma cronomen E velocista? In passato dovevamo accontentarci di Cipollini e Petacchi e di Bruseghin e Pinotti. Potete ben vedere che la bilancia è leggermente sbilanciata da una parte. Che stia per sorgere il sol dell’avvenire?

Steven Kruijswijk 7.5 Giro più solido di un’acciaieria sovietica. Non molla mai un metro e non disdegna l’attacco in salita.Vince anche per il peggior cognome dai tempi di Vennegoor of Hesselink

Andrey Amador 7 Un costaricense nella top 10. Trovatemi una cosa più hipster di questa, vi sfido

Ilnur Zakarin 7 Giustifica la vittoria nel Giro di Romandia conducendo la terza settimana tutta all’attacco. Ho visto troppo poco per decifrarlo come corridore, ma se dovesse fallire, con quel cognome avrà sempre una carriera da scacchista

Michael Matthews 7 Il far parte di quella macchina da cronosquadre che è l’Orica Green Edge è un bel vantaggio, ma quel rosa gli dona proprio. A questo punto trasformiamo la corsa nel Giro Down Under e facciamo prima.

Andre Greipel 6.5 Pensavo che avrebbe conquistato le volate più velocemente della Francia nel 1940 e invece porta a casa una sola vittoria e l’umiliazione di vedere Degenkolb e Kittel apparire in televisione ogni singolo giorno

Viviani e Nizzolo 6 Si piazzano sempre. Ora sono curioso. Ma arriverebbero terzo e quinto anche se corressero contro gli attuali Ivan Quaranta, Stuart O’Grady e Robbie McEwen? Il parco velocisti di quest’anno sembrava il deserto del film di Mad Max eppure in due han portato a casa una sola vittoria

Rigoberto Uran 5 Uno scoppio d’orgoglio durato trenta secondi a 3 km dal traguardo del Sestriere non può salvare un Giro d’Italia dove ha solamente fatto lo sgargiante con la De Stefano.

Ivan Basso 4 Il voto vale per tutta la squadra tranne Contador, ma il titolare del voto è lui per le cazzate alla Inzaghi che ha sparato per giustificare l’essersi staccato ogni giorno dopo il primo dosso per rallentare il traffico

Niemiec e Van Den Broucke 4 In confronto a loro Jorah Mormont è il re del sesso di Westeros. Letteralmente invisibili a occhio nudo

RAI 5 Alla fine sono affezionato a Pancani e Martinello, ma sentirli dire che la classifica generale era ancora aperta con Contador all’ultimo km e un minuto e quaranta di ritardo è troppo anche per me. Tanto vale iniziare a declamare D’Annunzio. Questo nazionalismo spiccio lasciamolo alle cronache della nazionale di calcio, alle loro “prestazioni generose”e alle polemiche sugli oriundi mercenari.

Richie Porte sv Finché non avrò capito cosa sia successo realmente non mi potrò esprimere. Il ragazzo ha vinto tre corse a tappe di una settimana e qui in dieci giorni ha accumulato più ritardo di Sky Go durante le serate di traffico elevato IMG-20150601-WA009

Hors categorie Ryder Hesjedal Il mio corridore preferito. In sella è più brutto di Delli Carri se fosse stato dipinto da Modigliani eppure è sempre lì, non molla mai ed è sempre all’attacco. Sullo sterrato del Colle delle Finestre è travolgente e nonostante sia arrivato dietro il mio conterraneo Aru, i due secondi posti di fila fanno malissimo. Cobie Smoulders e Steve Nash non sono più i miei canadesi preferiti.

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