La grande abbuffata

È sabato mattina e nello stato libero di San Pietro i sudditi dormono ancora nei loro comodi fienili. È il giorno della Dea, il giorno in cui i suoi aromi vengono risvegliati, le sue fragranze resuscitate. E mentre Mc Nicholson, ipnotizzato dal debole profumo del sugo che si alza incerto nell’aria deserta, si sveglia dal comodo giaciglio di paglia; la sua ancella, la Jumma, fa stretching con le sue sei braccia (che usa per sminuzzare, affettare, friggere, mescolare e bere gotti di vino), il druido Budrusix si accorcia la barba per l’occasione, il portiere Argo si affretta a salire sulla sua vespa, che una volta apparteneva al fratello maggiore, un uomo con cui è meglio non avere a che fare dopo le cinque del mattino. Quando i quattro braccianti giungono alla tana segreta della Farafulla, la debole Dea che abita il barattolo è già spazientita per il ritardo. Ordina all’ancella Jumma di essere riempita alla svelta, con verdure, ingredienti segreti e aromi del tutto innaturali. Lo ordina con autorità gentile, tirannica eppure magnanima, usando le poche forze a sua disposizione. Bisogna andarci cauti ma non troppo con la Dea. Perché infondo,come ogni Dio, anche lei ha bisogno di noi uomini per sopravvivere.

Coltelli che si sfidano a duello, profumi narcotizzanti, pentole che si scontrano come le caviglie dei giocatori in campo, litri e litri d’acqua che battezzano chili e chili di verdura, pomodori che arrossiscono alla vista del sacro sugo, peperoni bianco verdi perché onorati d’esser sacrificati per tal sugoso scopo si spingono sulla balaustra che conduce alla pentola dove sta cuocendo il mare rosso che li aspetta. Le zucchine si posizionano diligentemente in fila per essere cubettate a dovere, il finocchio prova a fare il sale grosso ma subito la carota lo rimette in riga col mestolo di legno, le cipolle raccontano storie strappalacrime. Dodici braccia lavorano senza sosta: questo accade, ogni volta giunge il giorno della Dea Farafulla.

La Dea, finalmente rigenerata, risorta dal sottile strato di muffa che l’aveva colonizzata, rilascia un maestoso profumo, che inalato dai presenti provoca loro estasi mistiche e buoni presagi. Tra le melanzane e il sedano spuntano le scarpette viola di Jappo, corridore glamour dai capelli impomatati, che corrono sulla fascia lasciandosi dietro una scia di bucce di patate su cui gli avversari scivolano inesorabilmente. Il grande mestolo di legno gira il sugo per mano – per una delle sei mani – di Jumma. Tra il fumo le azioni appaiono confuse. In mezzo ai verdi giunchi si distingue la testa del Rapinatore Filippino, che liberatosi dall’amara marcatura del radicchio rosso, colpisce una palla sporca di sugo che in qualche modo finisce in rete. Gli effetti della Dea si fanno sentire: poco dopo il Filippino raddoppia, ed esulta mettendosi al collo il tovagliolo per la cena. Il centravanti Billo si divora tutto quello che si trova davanti: avversari, gol, e pallone sporco di sugo. Il Generale Chicco si accorge che il suo scopo è solo quello di mangiare, così decide per la sostituzione.

Il rapinatore filippino e il cuoco glamour

(Oltre il muro avversario: il rapido Rapinatore Filippino intento a rubare palla al suo stesso compagno, Jappo, che correndo si lascia dietro una scia di melanzane che hanno lo stesso colore delle sue scarpe).

Jumma, Mc Nicholson, Budrusix e Argo, tornati per un attimo ai loro sensi, pensano si tratti soltanto d’una allucinazione stimolata dalla Dea, d’un inganno per far si che la pentola strabordi di sugo. Se questo dovesse accadere, se il sugo dovesse uscire dalla pentola in larga quantità, la Dea prenderebbe il sopravvento. Bisogna stare attenti agli Dei, sono infinitamente più scaltri degli uomini.

Il silenzio, sale nel sugo, rimane solo il suono del suo lento ribollire. I quattro si riaffacciano con cautela, lasciando che i fumi narcotizzanti si riapproprino di nuovo dei loro sensi. La partita riappare, a frammenti, intervallati da una densa nebbia opiacea. Fra il copioso ribollire del nettare divino, in una distesa di prezzemolo, spunta Borgòdio (il centravanti che ha sostituito Billo, nonché noto studioso di etnografia linguistica lunigianese) che dopo aver saltato due carote serve una palla con la quale Lollo Garigagarigari (detto semplicemente” Lollo”)  ci si lecca la barba sporca di sugo, e sfodera un destro che avrebbe di sicuro battuto il portiere, se questo non avesse bucato la palla con lo stuzzicadita che stava usando per togliersi i pezzi melanzana dal pre-guantone sinistro. Spina di Carciofo, sorridente ala sinistra, tenta numerosi dribling fra le erbe cipolline, ma ben presto le loro storie tristi lo fanno piangere e le lacrime gli impediscono di vederci chiaro. Mattia Svolvàr danza con la palla a centrocampo che sembra Pirlo.

Garigagarigari Lollo

(Lollo colpisce la palla pucciata nel sugo, sotto gli occhi d’un avversario che cerca invano di intercettarla per leccarne la superficie; mentre Borgòdio compone versi e lodi agli Dei).

Il dado è tratto. Il sugo è fatto. La pasta ansima ansiosa. Ma la visione continua a tormentare i braccianti. Un patata ancora da sbucciare esce dal piede del saraceno Moed. Con una punizione da Guiness (perfetta da abbinare con il sugo farafullico) manda la palla in rete. Il portiere si trafigge per la terza volta con lo stuzzicadenti. La partita termina coi giocatori sporchi di sugo, che si abbracciano e si leccano a vicenda per via della fame. C’è stato anche un gol degli avversari in mezzo a tutto questo ribollire di eventi e verdura, ma la Dea, furbacchiona, ha deciso di non mostrarlo ai braccianti, in modo da non disturbare il loro lavoro. Terminata la visione, dissolto il fumo, i braccianti tornano a muovere le braccia per preparare il resto della cena, lasciando il sugo in disparte, coperto con un coperchio di ruggine grigia. Bisognerà aspettare la sera perché la Dea venga consumata, perché il rito pagano sia compiuto.

Moed il saraceno(Il saraceno Moed, dopo la punizione da guinnes, alza una patata sradicata dal terreno)

Scende il tramonto e la tana della Farafulla si accende. Bottiglie si svuotano. Uomini si riempiono. I numeri della tombola di Mc Nicholson imbottiscono il tempo come fa il sugo coi maccheroni. Ambi e terni promettono inenarrabili premi. Urla, racconti, gesta epiche e bocche piene di cibi paradisiaci. Profumi coloniali ed elisir di lunga vita che vengono dispensati ai bisognosi. E canti, e balli, e corali improvvisati. La Farafulla ha vinto (stavolta per davvero). La Dea, ormai quasi del tutto consumata, minuta, viene riposta nel barattolo. Silenziosa, torna nella sua stretta dimora, ad attendere paziente la prossima cena. Bisogna essere bravi o fortunati o saggi, per scegliersi con cura la propria Dea. Non sappiamo se siamo stati una di queste tre cose, oppure se sia stata lei ad essere brava o fortunata o saggia nel scegliere noi. La cosa certa è che finché terremo in vita il sugo, madre d’ogni nostra impresa, in cambio riceveremo sempre gioie e soddisfazioni. E la Farafulla continuerà a vivere.

Le pagelle farafulliche

Argo – 7Kg di pasta – Incolpevole sul gol, anche perché nessuno ha visto niente. Sull’1 a 0 sfodera due Patone degne del miglior Grobbelaar.

Spina – 6,5 etti di erba cipollina – Inesauribile corridore e dilettante driblatore. Regge fino a che l’aroma del sugo non lo manda in estasi, a quel punto trova le forze per chiedere il cambio.

Mattia Svòlvar – 7 costole di sedano – Non è facile tenere le redini del centrocampo quando dagli scarpini fuoriescono piedate di noci sgusciate e gli avversari ti vengono addosso come cavoli neri a peso morto. Lui ci è riuscito con classe. Il Pirlo della squadra, senza dubbio.

Borgòdio – 6 bestemmie con verdura – Famoso compositore di bestemmie articolate e fantasiose, in campo da sfogo alla sua fantasia combinando Dei e ortaggi con una semplicità mostruosa. Se non fosse per i piedi a forma di lattuga, sarebbe un ottimo giocatore.

Jumma – 13 – Come le ore che ha passato in cucina per accontentare i fini palati farafullici. Per fortuna che ha sei braccia, altrimenti la si potrebbe scambiare per una Dea.

ClassiFica

Fegato & Milza 29
TresAnal 27
Poeti Maledetti 27
Farafulla 26
Fame & Sete 25
Ragazzi azzurri 23
Cavatori 22
Culatello 21
T.M.P.D.M. 21
Scalcinati 21
Portuali 16
Copecazzi 12
Coltivatori Dieretti 6

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