Nomi, colori, città: NBA!

Quando ancora i cellulari non avevano conquistato il mondo e le nostre menti, nel tempo libero ci si dilettava con vari tipi di giochini. Uno sopratutto, nelle ore buche a scuola, tra una lezione e l’altra, dominava (all’epoca): il famoso nomi, colori, città. Era un modo anche per coinvolgere le ragazze, visto che loro fantacalcio di classe mica ne facevano. Oggi dedichiamo la rubrica settimanale NBA a questo passatempo, giocando sul suo tema!

NOMI

Russel Westbrook: Il signor Tripla-Doppia. Nelle ultime partite pare aver mangiato tutti gli spinaci della riserva annuale di Braccio di Ferro. Manca Durant? No problem, ci pensa lui. Solo nelle ultime 10 partite gira con una media di 33.2 punti, 10.7 rimbalzi e 11.2 assist. “Solo” una tripla doppia di media. Sta trascinando Oklahoma verso i playoff, quando questi sembravano irraggiungibili non più tardi di un mese fa. La Marvel sta pensando di aggiungerlo insieme agli altri fantastici 4. Una parola: Dominante.

Rudy Gobert: Gli Utah Jazz vengono da 4 vittorie consecutive (che è una rarità di questi anni), e questo giovanotto francese ha deciso che sotto canestro la tavola l’apparecchia lui. Ultima partita contro Houston 22 rimbalzi, tanto per gradire. Nelle ultime 5 ne prende quasi 15 di media, praticamente spazzola tutto quello che passa intorno al suo canestro. Utah ha trovato finalmente un centro degno dopo 20 anni?

Kyrie Irving: Non sarebbe dovuto entrare in questa speciale edizione oggi,ma la prestazione di stanotte ha spazzato via tutti i concorrenti: 57 punti con percentuali immacolate ai liberi e dal tiro da 3; Aggiugete pure il buzzer-beater allo scadere per il supplementare; aggiungete anche gli avversari (Spurs). Ah, dimenticavo: record-NBA di punti per una partita in questa stagione. A Cleveland si stanno sfregando le mani, per lui, per il prescelto, e per i playoff che stanno per arrivare. E se le prestazioni sono queste, saranno volatici per diabetici per gli avversari della Eastern Conference.

COLORI

Nero: Come l’umore dei tifosi dei Bulls in questi giorni. E non per le prestazioni in campo, che sono anche eccellenti in alcuni casi, ma per la enorme quantità di sfiga che si abbattuta sulla loro squadra del cuore. Rose ormai passa così tanto tempo in infermeria che gli verrà data la Laurea Honoris Causa in medicina, e a lui si è aggiunto pure Butler per 2/3 settimane, tanto per gradire. E per fortuna che Gasol e Mirotic stanno tenendo in piedi la baracca, altrimenti la situazione sarebbe veramente catastrofica. Si potrebbe dire lo stesso anche dei poveri Blazers, che han perso Matthews per il resto della stagione. Il rapporto tra Portland e gli infortuni dura oramai dalla notte dei tempi, ma negli ultimi 10 anni è diventato più intenso. Roy, Oden, Miles per citare qualcuno. E quest’anno anche Aldrige sta giocando rattoppato come una vecchia tovaglia. Ormai per i tifosi dei Blazers non basta più accendere il cero.

Azzurro: Il colore del cielo e della nostra nazionale. Che non aveva mai raggiunto un momento così bello per i suoi protagonisti (ad eccezione dell’anello di Frod..ehm Belinelli). Bargnani è rientrato in campo dopo un calvario interminabile, e anche se gioca nel deserto dei tartari newyorkese, è diventato subito il leader della squadra (orfana di Anthony) mettendo tanta grinta e buonissime cifre. Gallinari è rinato, sopratutto dal momento che Shaw è stato mandato via, diventando il punto di riferimento dei Nuggets, che in questo momento stanno cercando nuovamente la loro identità perduta ormai da 2 anni. Belinelli bene come sempre, ormai punto fermo nella rotazione di Popovich, e finalmente anche DaTome sta vedendo il campo con più continuità. Ha segnato il suo career-high (13 punti) e sopratutto sta giocando minuti importanti nei Boston, e non solo garbage time come a Detroit; che sia una nuova rinascita per lui?

CITTA’

Atlanta: Una squadra così forte e compatta in Georgia non la vedevano dai tempi di Lenny Wilkens in panca. Il primo posto è quasi ipotecato, nonostante gli scivoloni contro Phila e Denver, e stanno mandando un segnale forte a tutte le squadre NBA, e non solo della costa est. Cleveland e Houston ne sanno qualcosa a riguardo. Un gruppo così unito non si vedeva dai tempi di otto sotto un tetto. E Budenholzer, da buon padre di famiglia, sta guidando i suoi discepoli verso la storia. Che sia la volta buona?

Los Angeles: Se qualcuno dovesse svegliarsi dopo 20 anni di Ibernazione, non solo scoprirebbe che Schwarzenegger è stato governatore della California (Demolition Man ne sa qualcosa) ma anche che le due squadre di basket di Los Angeles si sono scambiate di posizione: Clippers vincenti e Lakers in fondo alla classifica. Lontani sono i fasti di Johnson, Worthy, Shaq per i lacustri, nonostante un Bryant che fino a prima dell’infortunio faceva pentole e coperchi meglio di Mastrota. Dall’altra parte invece, dopo anni di bassifondaggio (mi si consenta la libertà poetica) nella lega, sono riusciti ad arrivare tra le migliori squadre del campionato. Insomma, la città degli angeli rimane sempre protagonista, anche se a questo giro si sta tingendo di bianco-rosso!

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