L’aperitivo di IZC – Divinità vere e presunte

Marte e Prometeo. E’ notizia di questi giorni come il governo Tzipras abbia sospeso il campionato greco a causa dei ripetuti scontri tra tifoserie avversarie. Derby di Atene, Larissa-Volou (?), Rubens_-_Mars_et_Rhea_Silviaogni occasione è buona per mollarsi due ceffoni. E’ andata fin bene al povero governo greco: con tutte quelle squadre di Salonicco, nella stessa giornata poteva esserci un derby anche in Tessalonica. Del resto, ai greci piace così: si ride e si scherza, ma quando si va allo stadio pochi discorsi e tante pacche. E Tzipras, che il pantheon greco lo conosce bene, sa benissimo che tra gli Dei dell’Olimpo il più calciofilo è senza dubbio Marte, signore della guerra.
La domanda è sempre la stessa: e se succedesse anche in Italia? Mah, a ben vedere Marte non opera con la stessa frequenza di qua dallo Ionio. Certamente, nel malaugurato caso che qualche sconsiderato privasse gli italiani dell’unica ragione di vita domenicale, i nostri saprebbero a chi rivolgersi: Prometeo, il Dio che, infrangendo le leggi divine, si alleò con gli uomini. Divino Prometeo, ridacci il pallone.

Italians do it better. Il calcio italiano è risorto. Non eravamo così scarsi. Tutta invidia. In verità eravamo penalizzati. I problemi strutturali poco c’entrano col pallone. Gli famo il c…. Ein plein. Tedeschi di m… e inglesi del c…. Ora ci rifacciamo di tutti questi anni. Alla faccia di chi ci considerava di serie B. L’Europa siamo noi.
Se, al bar o al lavoro o all’ufficio di collocamento, avete sentito una di queste perle di italica lungimiranza, non vi preoccupate. Noi italiani siamo così: un giorno pretendiamo crisantemi, l’altro caviamo le spine alle rose con i denti. L’importante è evitare di essere morigerati, equilibrati e riflessivi. Nonnò, non sia mai.

Occhi indiscreti. Da fonti milaniste udiamo che il 90% dei tifosi del Milan pagherebbe per vedere l’allenatore inveire platealmente contro Muntari o Mexes, rei di recenti atteggiamenti impropri e “sclerate” poco gradite ai sostenitori. Ma no, in generale non si fa, non si può fare. Mihajlovic non lo può fare, e non ha bisogno di farlo, non ne ha bisogno la Sampdoria, che funziona bene grazie a Mihajlovic e anche a giocatori come Regini, non ne ha bisogno Genova proprio alla fine di un derby pieno di polemiche fuori dal campo. Ma attenzione, non stiamo qui a fare ipocrisia. A chi non è mai partito l’embolo? Solo che nel calcio certe cose si risolvono nella sacrale segretezza (almeno una volta) degli spogliatoi. Lì si che forse possono volare le peggiori offese. “Lei con quegli occhi mi spoglia… spogliatoio!”.

Dona doni. Il caso Parma è ormai inverosimile. Non credete? Facciamo così: noi vi raccontiamo una notizia vera, anzi verissima. Scommettiamo che non ci crederete e, anzi, scoppierete a ridere? Bene, si da il caso che Donadoni si sia recato in una Farmacia cittadina per acquistare medicamenti. La titolare, nel vedere l’allenatore del Parma, ha presentato al malcapitato anche l’infinito “pagherò” della società ducale. Al povero Donadoni non è rimasto che pagare di tasca propria. Immaginiamo la scena: “Mamma, perché quel tizio nasconde il viso?”
“Ssshh, non indicare. E’ l’allenatore del Parma, poverino, porta rispetto.”
Sono cose che segnano un’infanzia.

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