Derby della Lanterna – 5 gol indimenticabili del Genoa

Dopo la carrellata di gol dei blucerchiati, oggi tocca al Grifone allenato da Gasperini, che sembra finalmente aver trovato una certa continuità di risultati (e di uomini).
Anche se, da quando non ci sono più Signorini, Scoglio e Ruotolo, il derby sponda rossoblu è un po’ meno bello.

Sampdoria – Genoa 1-2 (1990/91) – Branco 

La corazzata Samp viaggia a vele spiegate, il Genoa è nelle zone tranquille della classifica. Il Grifone è allenato dalla saggia mano di Osvaldo Bagnoli che dispone in maniera perfetta la sua squadra bloccando le fonti degli uomini di Boskov. La partita è indirizzata verso il pareggio, ma a pochi minuti dalla fine c’è una punizione dai trenta metri in favore dei rossoblu. Parte Aguilera col destro, è una finta, c’è il tocco laterale per il sinistro di Branco. E’ una bordata paurosa, pazzesca, di quelle che non lasciano scampo. Palla all’incrocio. Punto, partita, incontro. Vince il Genoa sulla Samp futura campione d’Italia. A volte può accadere che un’ape abbatta un elefante.

Genoa – Sampdoria 2-1 (2010/11) – Mauro Boselli

La Sampdoria è in crisi. Nera, nerissima, rischia la B. Il derby è di vitale importanza.  Il Genoa è tranquillo, ma aggiungere un ulteriore chiodo sulla bara dei cugini potrebbe essere un immenso piacere. I doriani l’hanno raddrizzata, grazie al tap-in di Pozzi e all’erroraccio di Eduardo, ribattezzato per l’occasione Saponetta, pareggiando così il gol di Floro Flores. La partita sta volgendo al termine, un punto che fa comodo. Vallo a dire a Mauro Boselli, di professione centravanti, col fisico da corazziere. In pieno recupero, palla in profondità di Milanetto, stop, appoggio sul piede perno, girata di sinistro, palla nell’angolo lontano. Castellazzi si allunga per tutti i suo 192 cm, più braccia e unghie. Non ce la fa. Due a uno per il Grifone, al novantaseiesimo più iva. Marassi è una bolgia. E’ il chiodo definitivo sulla bara targata serie B della Doria.

Genoa – Sampdoria 3-1 (2008/09) – Tripletta di Milito

Tre sfumature di Diego Milito:                                                                                      – il rapace. Il Genoa ha sofferto l’avvio spumeggiante della Samp, ha rischiato il tracollo su una bordata di Pazzini. Ma El Principe è lì, dormiente. Ha già scaldato i guantoni a Castellazzi, eludendo il difensore con la classica frenata. Miracolo. Basta una distrazione che Diego ti fredda, ti azzanna, ti trafigge. Calcio d’angolo ad uscire, tocco di Djuric, il pallone è destinato in porta, Milito appoggia di suola, per ribadire chi comanda. Gol da predatore, gol da Grifone.         – l’opportunista. Farsi trovare pronti, al posto giusto, al momento giusto. Pressing alto del Genoa, rinvio sbagliato, rimpallo. I tifosi del Grifone già esultano. Milito non ha ancora toccato il pallone ma l’epilogo è già scritto. Di sinistro, tra palo e portiere. Corre via, con la classica esultanza e quegli occhi spiritati che mi hanno fatto innamorare di lui. Genoa in vantaggio, di nuovo.                                                – il cacciatore. La partita si è fatta brutta, due risse, tre espulsi: Ferrari e Thiago Motta tra i rossoblu, Campagnaro tra i doriani. E’ partito il treno, ogni episodio scatena proteste. Il derby è il derby, se c’è da far storie si fanno. Punto. Forcing finale della Doria, tutti avanti. Milanetto recupera un pallone a settanta, dico settanta metri dalla porta avversaria. Passaggio a Palladino. Lui e Milito contro Castellazzi. La gente di fede rossoblu ha già le mani al cielo. Come Milito, che esulta esponendo il “tre” a braccio alzato. Esplode Marassi. Unica tripletta nella storia del derby della Lanterna.

Genoa – Sampdoria 1-0 (2001/02) – Cosimo Francioso

In Serie A il derby della Lanterna manca da 6 lunghi anni e – se possibile – la serie cadetta lo rende ancor più magico, più sentito, più vivo. Quell’anno entrambe le squadre non erano particolarmente attrezzate per la Serie A, e a fine campionato si attestarono a metà classifica, con un solo punto a separarle, quel poco che bastava per salvarsi tranquillamente. Ma il derby di andata fu una storia a sè: dopo una gara – tanto per cambiare – tiratissima ci pensa l’idolo della Nord (e di tanti amanti del calcio nostalgico) Cosimo Francioso a decidere le sorti (minuto 3:46). Limite dell’area, meno di 20 minuti alla fine, fallo procurato, punizione straordinaria che supera la barriera e si insacca all’incrocio: un tiro che rispecchia il calcio di fine Millennio, e che valse la vittoria del Genoa.

Sampdoria – Genoa 0-3 (2013/14) – Francesco Lodi

Già al 9′ del primo tempo si era capito che per i blucerchiati non ci sarebbe stata storia. Perchè se Antonini segna l’1-0 dopo neanche 10 minuti, significa che il tuo debito con la sorte è pari a quello della Grecia verso l’Europa. Il 2-0 dell’Arciere Calaiò arriva solo a inizio ripresa, ma in mezzo non c’è una gara, c’è un’autostrada ad un’unica corsia, più precisamente che punta verso la porta difesa da Da Costa. I rossoblu sembrano indiavolati, come se gli spiriti di Signorini, Shkuravy, Ruotolo e Francioso si fossero reincarnati in Vrsaljko, Biondini, Matuzalem, Gilardino e compagnia. Al 66′, quando la gara potrebbe tutto sommato essere ancora riaperta, arriva il colpo del ko, nel più tradizionale dei modi (minuto 1:30): punizione per i genoani, sul punto di battuta si avvia Ciccio Lodi, che sta già pensando a come esulterà. Più che un tiro, una pennellata, così bella da spingere Liverani (allenatore del Genoa) a correre in campo, forse in ricordo dei bei tempi, ad abbracciare i suoi: a fine partita, il presidente Preziosi si lascia andare alle solite dichiarazioni d’amore eterno. Verrà esonerato dopo 2 settimane, e quella sarà l’unica sua vittoria sulla panchina del Grifone.

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