#NFL Moving the Chains: NFL Honors 2015

Purtroppo la lunga off season della NFL è iniziata da una settimana. Sono stati giorni di lunghi festeggiamenti per i campioni in carica dei New England Patriots, che hanno conquistato a Phoenix il 49esimo Super Bowl, battendo per 28-24 al fotofinish i campioni uscenti dei Seattle Seahawks, in una partita al cardiopalma e ricca di ribaltoni. Adesso, come promesso nell’ultima puntata della mia rubrica, ci dedichiamo agli NFL Honors 2015, ovvero ai premi stagionali, che vanno a riconoscere a determinati giocatori le prodezze fatte sul campo nel corso dell’ultima stagione. Scopriamo insieme quali sono stati i giocatori più meritevoli.

AP MOST VALUABLE PLAYER: Aaron Rodgers, Quarterback, Green Bay Packers. Stats 2014: 16 gare, 350/520, 4,381 yard lanciate, 38 TD, 5 INT e 112.2 di pass rating . Poche pippe. Il miglior giocatore della NFL in questa stagione è stato, senza parecchi dubbi, il quarterback dei Packers, giunto ormai al suo secondo 10368392_806835979402668_7231262470984877935_nriconoscimento in carriera. A 31 anni il californiano è, secondo il mio modesto parere, veramente il giocatore che più sposta all’interno di questa lega di super uomini. Nonostante un fastidioso infortunio al polpaccio che lo ha colpito sul finire di stagione, è riuscito a portare i suoi ad un passo (o meglio ad una ricezione sbagliata di Bostik) dal viaggio finale in Arizona. Ha battuto i Cowboys nel Divisional Round giocando l’ultimo quarto a zoppino, dimostrando una tenacia ed una forza agonistica degna del miglior Kobe Bryant. Come ho scritto molte volte, i suoi Packers sono veramente l’unica altra squadra che si sarebbe meritata di giocarsi il titolo finale: e non sono sicuro se, con un Rodgers in piena forma, il titolo avrebbe preso lo stesso la strada del New England. Rimane il fatto che la storia non si fa con i se e con i ma. Ciò non toglie che A-Rod è stato giustamente votato il miglior giocatore di questa stagione.

FedEx AIR PLAYER OF THE YEAR: Aaron Rodgers, QB, Green Bay Packers: giusto per non farsi mancare niente “All In” per il numero 12, che si è portato a casa anche questo trofeo, che sinceramente non vi saprei tradurre in maniera corretta senza fare un arrosto atomico. Vi basti sapere che con 38 TD, soli 5 intercetti (di cui nessuno tra le mura del Lambeau Field, la striscia dura ormai da svariati anni), oltre 4mila yard lanciate ed un pass rating di oltre 112 punti, A-Rod è stato, e lo è a mani basse, il miglior quarterback in circolazione.

AP DEFENSIVE PLAYER OF THE YEAR: J.J. WATT, Defensive End, HOUSTON TEXANS. Se per quanto riguardava la palma di miglior giocatore non c’erano molti dubbi, ecco forse ce n’erano ancora meno prima dell’assegnazione del premio per il miglior giocatore difensivo. Assolutamente clamorosa la stagione del DE dei Texans. Oddio, limitarmi a scrivere defensive end mi pare riduttivo: potrei aggiungere anche tight end, fullback e via discorrendo. Perchè un defensive end normale non può segnare 3, dico TRE, touchdown su ricezione. Nella red zone è stato efficace quanto il suo compagno Andre Johnson, che di mestiere farebbe il ricevitore e che

1514447_806812912738308_2960506232469055668_nprobabilmente è anche tra i migliori cinque-dieci nel suo ruolo. A queste tre perle ne ha aggiunte anche due difensive, portando a cinque la quota di segnature personali in stagione. Pazzesco. Ah scusate, mi ero dimenticato anche i quattro fumble forzati, un intercetto (tra l’altro ritornato in end zone per 80 yard), una safety, una decina di passaggi deviati e 78 tackle. Già, ci sarebbero anche 20.5 sack: seconda volta in carriera oltre il ventello. Farebbero 57 in carriera in quattro stagioni. ALIENO.

Art Rooney Award presented by Bose: Larry Fitzgerald, WR, Arizona Cardinals.

“Greatness on the Road” Award presented by Courtyard: Tony Romo, QB, Dallas Cowboys.

AP OFFENSIVE PLAYER OF THE YEAR (presented by Surface): DeMarco Murray, Running Back, Dallas Cowboys. Di regola il vincitore del trofeo come miglior quarterback, che quest’anno guarda caso coincide anche con l’MVP, dovrebbe avere le porte spalancate anche verso l’alloro di miglior giocatore offensivo stagionale. In questo caso invece i titoli di A-Rod si fermano a quota due, permettendo così al running back dei Cowboys di mettere in bacheca il suo primo trofeo in carriera. Stiamo parlando di DeMarco Murray, senza dubbio alcuno il miglior running della stagione appena trascorsa e votato da tutti anche come offensive MVP. Con 1,845 yard corse su 392 tentativi (primo nella lega) e la bellezza di 13 TD, il prodotto di Oklahoma si è rivelato l’artefice principale della vittoriosa stagione dei suoi Cowboys. Per lui anche 57 ricezioni e oltre 400 yard anche sul passing game. Tony Romo ha potuto 10958721_806831376069795_3166047510904983197_naffidarsi anche a Murray, oltre che al solito clamoroso Dez Bryant, per far girare l’attacco che ha portato anche al titolo divisionale della NFC East ed alla vittoria delle Wild Card contro Detroit. Murray tra l’altro era nel suo contract year, dato che quando partirà la free agency, esattamente il 10 di marzo, potrà testare il mercato degli svincolati: anche se dubito che Jerry Jones lo lasci andare via prima di avergli offerto un contratto a peso d’oro.

FedEx GROUND PLAYEROF THE YEAR: Le’Veon Bell, running back, Pittsburg Steelers. Una delle sorprese più belle dell’ultima stagione. Il running back al secondo anno proveniente da Michigan University, si è rivelato un’autentica arma letale nelle mani dell’offensive coordinator di Pittsburgh. In 16 gare Bell ha messo a referto cifre di prima fascia. 290 portate per 1,361 yard su corsa (con un ottimo 4,7 di media) ed 8 TD. Ma non si è fermato qui, visto che è stato velenoso anche nel passing game, viste le sue 83 ricezioni per 854 yard e 3 TD. Peccato che la sua stagione si sia conclusa anticipatamente, a causa di un infortunio al ginocchio rimediato nell’ultima partita di stagione regolare, che lo ha costretto a saltare il turno di Playoff. Oltre a questo riconoscimento ne è arrivato anche un altro, magari meno prestigioso ma sempre apprezzato: quello di  “NFL.com Fantasy Player of the Year (presented by SAP)“. In soldoni, miglior giocatore del Fantasy Football, e ci mancherebbe vista la sua totale affidabilità sia sul running che sul passing game.

AP COMEBACK PLAYER OF THE YEAR: ROB GRONKOWKI, Tight End, New England Patriots. Poteva mancare un rappresentante dei nuovi campioni in carica negli Awards 2015? Certo che no e visto che Tom Brady non è stato selezionato sia per MVP che per il premio per miglior QB (si è però rifatto col quarto titolo in carriera e col terzo MVP delle finali, anche se ha generosamente donato il truck riservato al vincitore al compagno di squadra Malcom Butler, che col suo intercetto ha deciso la contesa) ecco che ci pensa il buon Gronk ad impreziosire la vetrina del Gilette Stadium di Foxborough. Nel

10897131_806824766070456_3418822947636560600_npremio dedicato ai giocatori che rientrano in carreggiata dopo aver subito gravi infortuni la stagione precedente, il tight end di NE vince la solita agguerrita concorrenza, grazie ad 82 ricezioni per 1,124 yard (13.7 di media) e 12 TD. Mi sembra che abbia superato in maniera brillante l’operazione al ginocchio che nella passata stagione lo ha costretto a solamente 7 gare giocate. Il premio, anche visto il risultato finale della stagione, mi sembra abbastanza meritato anche se voglio spendere due parole su di un altro grande protagonista che secondo me avrebbe aspirato giustamente all’alloro: sto parlando di Jeremy Maclin, il wide receiver dei Philadelphia Eagles. Anche per lui dopo l’operazione all’ACL che lo ha tenuto ai box per tutta la stagione 2013, una brillante ripresa, tra l’altro nel suo contract year. Per “Mac Attack” 85 ricezioni, 1,318 yard (prima volta sopra le mille yard e con una media di 15.5) e 10 TD. Direi che si è guadagnato un bel contrattino per i prossimi anni a venire.

Walter Payton NFL Man of the Year presented by Nationwide: Thomas Davis, LB, Carolina Panthers.

AP COACH OF THE YEAR (presented by Lenovo): Bruce Arians, Arizona Cardinals. Un’investitura che come già volte espresso, mi trova molto d’accordo. Straordinario lavoro di un allenatore che, già si era messo sotto le luci della ribalta ad Indianapolis quando, da offensive coordinator, prese il posto di capo allenatore ad interim di Chuck Pagano, che era alle prese con la cura (e la sconfitta) della sua malattia. Anche in quell’occasione vinse il premio di miglior coach dell’anno, portando i suoi ai playoff. Passato l’anno dopo come head coach degli Arizona Cardinals, ha portato subito i suoi all’ottimo record di 10-6, sfiorando i playoff per un pelo, anche a causa dell’incredibile competizione della Division, che vedeva i futuri campioni dei Seahawks e gli allora ottimi 49ers. Quest’anno Arians si è addirittura migliorato, soprattutto contro la sfiga che si è accanita sui suoi. Ha dovuto giocare addirittura col terzo quarterback della depth chart, visti gli infortuni del titolare Carson Palmer (crack del ginocchio appena dopo aver rinnovato il contratto) e della sua riserva. Nonostante questo ha portato i suoi ai playoff, con l’eccellente record di 11-5, facendo fuori dalla contesa una squadra protagonista degli ultimi anni nei PO come San Francisco. Premiato anche il suo defensive coordinator, Todd Bowles (nominato da poche settimane nuovo capo allenatore dei NY Jets), col premio di AP Assistant Coach of the Year.

Salute To Service Award Presented by USAA: Jared Allen, DE, Chicago Bears.

AP DEFENSIVE ROOKIE OF THE YEAR: Aaron Donald, Defensive Tackle, St. Louis Rams. Il premio del migliore difensore tra le matricole va al DT dei Rams, Donald, scelto al primo giro dell’ultimo draft con la chiamata numero 13 assoluta. Considerato un pò 10896923_806811212738478_2748298128807004082_nundersized per la posizione con sole 285 libbre di peso, si è però contraddistinto per la sua incredibile agilità, andando subito ad imporsi in una D-Line di grande spessore, vista anche la presenza di altre due ex prime scelte come Robert Quinn e Michael Brockers. Per Donald, in 16 gare di cui 12 da titolare, 48 tackle, ben 9.0 sack e 2 forced fumble.

Deacon Jones Award: Justin Houston, OLB, Kansas City Chiefs.

AP OFFENSIVE ROOKIE OF THE YEAR: Odell Beckham Jr, Wide Receiver, NY Giants. Dulcis in fundo. Chiudiamo in bellezza con OBJ. Non si discute nemmeno per il premio di miglior matricola offensiva. Beckham è stato una delle prese più incredibili dell’ultimo draft, nel quale è stato selezionato con la dodicesima chiamata assoluta. Il prodotto di LSU è già tra i giocatori più dominanti all’interno dell’intero panorama della NFL; che detto tra noi è una lega di super atleti. OBJ è esplosivo, imprendibile e con letteralmente la colla nelle mani, visti i suoi ormai celebri one handed catch. Le sue cifre sono ammorbanti: in sole 12 partite ha messo a tabellino 91 ricezioni per oltre 1,300 yard (14.3 di media) e 12 TD. Per di più, dopo il meritato invito al Pro Bowl, ha dichiarato che ha giocato  tutta la stagione con un problema ad entrambi i flessori. Roba da chiodi. Vi ricordate la sua impossibile ricezione da 43-y per il touchdown, ad una mano e soprattutto a due dita contro Dallas? Gli è valso anche il premio stra-meritato di Bridgestone Performance Play of the Year. Gustiamoci adesso le sue migliori giocate stagionali!

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