Klay Thompson il nuovo American Sniper e altre pillole NBA

Continua la stagione NBA e continuano le pillole cesarine per tenervi aggiornati su tutto ciò che accade ad un oceano di distanza, con una stagione che ha ormai preso la velocità di crociera in vista dell’All Star Game, in un momento in cui le attenzioni dell’America sportiva sono tutte concentrate sul Super Bowl del primo di febbraio, in attesa di concentrarsi tutta sul basket con la March Madness NCAA ed i Playoff NBA (tutti gli appassionati di basket sanno che sta per arrivare il momento più bello dell’anno).

QUINTETTI ALL STAR GAME: partiamo dalla stretta attualità, nella notte sono stati diramati i quintetti dell’All Star Game che in questa stagione si terrà a New York (nella doppia sede del Madison Square Garden e del Barclays, case dei Knicks e dei Nets). Nella Western Conference il voto popolare ha premiato Marc Gasol, Anthony Davis e Blake Griffin in frontline,  Stephen Curry (più votato in assoluto) e Kobe Bryant nel backcourt. A dir la verità Kobe probabilmente salterà l’evento a causa dell’infortunio che lo ha visto coinvolto per cui al suo posto dovrebbe subentrare la magnifica barba di James Harden (ad essere onesti l’infortunio ha fatto giustizia considerando la stagione di entrambi). A destare stupore le esclusioni del duo Thunder (Durant-Westbrook) che comunque saranno sicuramente ripescati dalla giuria di qualità ( visto che a momenti arriva anche Sanremo) costituita dal voto degli allenatori. Ad Est invece partiranno titolari Pau Gasol, Carmelo Anthony, Lebron James, John Wall e Kyle Lowry. Carmelo Anthony farà da gran cerimoniere e padrone di casa, in una stagione che alla New York cestistica ha portato pochissime gioie fino ad ora mentre Kyle Lowry smette finalmente di essere uno dei giocatori più sottovalutati della lega e diventa finalmente un All Star in una stagione in cui sta mettendo sù grandissimi numeri. La curiosità è che i centri titolari saranno i due fratelli Gasol a suo modo è un evento storico.

Foto di nikk_la, Flickr https://www.flickr.com/photos/18246749@N08/8373895835/in/set-72157628399223649
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GARA DELLE SCHIACCIATE: diramata anche la lista dei partecipanti alla gara delle schiacciate, la lista è molto interessante anche se l’evento in sè ha perso un pò di appeal da quando Vince Carter decise di mettere l’asticella un pò troppo in alto per chiunque avesse voluto fare qualcosa di memorabile (un pò come Janet Jackson nell’Half Time del Super Bowl 2004, non sarà più la stessa cosa). Ai blocchi di partenza si schierano Victor Oladipo (di cui mostrammo le doti canore nella Preview di inizio stagione), Giannis Antetokoumpo (potere del copia incolla, vieni a me!), Zach Lavine e Andrew Wiggins dei Minnesota Timberwolves (che qualcosina l’avevano già fatta vedere in pre stagione) e  White Men Can’t Jump Mason Plumlee.

EST/OVEST, DUE CAMPIONATI A PARTE?: se c’è un discorso che è un evergreen in questo periodo piatto della stagione (un pò come la riproposizione di Una Poltrona per Due a Natale) è quello della disparità tra le due conference. In questa stagione pare ancora più un dato di fatto, tanto più con il mercato che ha portato Rondo, Josh Smith e Jeff Green  verso il Selvaggio West (in realtà perlomeno nel secondo caso non è che sia stato tutto questo problemone). La questione è evidente, così come è evidente che una tra Oklahoma City e Phoenix rischia di rimanere fuori dalla postseason pur avvicinandosi alle 50 W, però l’NBA ad oggi è una delle più efficienti macchine da soldi del globo, dunque finchè una cosa funziona bene difficilmente la si cambia, nonostante il fatto che ad Est si troveranno in postseason squadre già pronte per lo sweep al primo turno.

WILD WILD WEST: e visto che si parlava di Ovest spendiamo due parole su quella che potrebbe rivelarsi come la Conference più competitiva di sempre. In vetta veleggiano i Warriors guidati dalla coppia più bella del mondo Curry-Thompson il cui urlo terrorizza l’Occidente della lega più di quello di Chen, in questo momento paiono oggettivamente unstoppable, con Curry che risulta essere il più votato dai tifosi per l’All Star Game ed un più che legittimo candidato per l’MVP, poi salta fuori anche la storia della mamma che lo multa per le palle perse e non si può non amarlo. Ah, e Thompson giusto ieri notte ha messo 37 punti solo nel 3° quarto, record NBA. Così, per dovere di cronaca., e ora sapete su chi verrà basato il sequel di American Sniper. All’ultimo posto utile nella corsa playoff ci sono invece i Phoenix Suns che come nella storia del volo del calabrone in teoria non avrebbero chance di fare la postseason vista la rimonta fortissima in acqua 4 dei Thunder (con il rientro del duo Durant-Westbrook), però se ne fregano e continuano a vincere mantenendo un vantaggio di 3 partite. Nel mezzo ci sono sei squadre tutte vicinissime (pensare che gli Spurs che hanno scherzato tutti lo scorso anno sono settimi), con i loro pregi e i loro difetti con la sensazione che nella corsa Playoff saranno più importanti gli accoppiamenti che il piazzamento. In questo contesto basta davvero pochissimo per sprofondare nel baratro o andare giù, a questo proposito potrebbe rivelarsi pesantissimo l’infortunio di Lamarcus Aldridge per 8 settimane, con i Blazers che in questa stagione finalmente sembravano aver bevuto la pozione di Space Jam diventando una delle difese più credibili della lega. Alle spalle di questo gruppone troviamo invece gli Hornets di Anthony Davis e i Kings di Cousins, la cui stagione è terminata sostanzialmente con l’esonero di Mike Malone per screzi con la dirigenza (che peraltro pare gli chiedesse di giocare un particolarissimo tipo di box and one con un giocatore sotto il canestro avversario, insomma il buon Malone tutti i torti non li ha).

IL RITORNO DI TRADING DANNY: c’era una volta un GM di una nota squadra NBA che per anni accumulò scelte ed asset scambiando tutto lo scambiabile anche a costo di far tornare gente che aveva scambiato per poi tradarla per l’ennesima volta (Antoine Walker who?), il tutto nell’ilarità generale e nelle prese per i fondelli, Poi un giorno questo GM fece scoppiare la bomba e si portò a casa Garnett e Ray Allen che insieme a Paul Pierce portarono la suddetta franchigia al titolo dopo diversi anni. Ecco quella squadra sono i Boston Celtics e quel GM si chiama Danny Ainge ed è ancora lì a scambiare e riscambiare per portarsi a casa scelte, siamo a quota 11 nei prossimi 4 anni all’ultimo intermedio, in sostanza una squadra nuova di zecca. In questa stagione sono partiti Rondo, Jeff Green e Brandan Wright (che in verità nel Massachusetts è durato meno di un matrimonio di Britney Spears), in sostanza i giocatori di maggior talento della squadra (e di maggiore intralcio alle posizioni alte del Draft). Vedremo se riuscirà ancora una volta la magia a Trading Danny, di sicuro il processo di ricostruzione è a tutti gli effetti avviato. Intanto il buon Danny potrà continuare ad addormentarsi contando draft picks.

NO SMITH, SI PARTY: come si diceva prima, la perdita di Josh Smith non è stata esattamente un problemone per la Eastern Conference e per i Detroit Pistons, dopo il taglio (si, il taglio del giocatore più pagato della squadra perso per nulla, per capire quanto fosse considerato il buon Josh da Van Gundy, che se avesse potuto lo avrebbe sottoposto al trattamento Frank Underwood) la squadra della Motor City è 12-3 con una striscia di vittorie di 7 partite subito dopo la trade, con W su parquet prestigiosi come quello dei San Antonio Spurs e dei Dallas Mavericks prima di inchinarsi ai San Antonio Spurs 2.0 aka Atlanta Hawks (che in questo momento sono praticamente ingiocabili per chiunque, striscia aperta di 15 W). Il tutto condito con la spiegazione di Stan Van Gundy di una raffinatissima tecnica difensiva, che di sicuro sarà materia di clinic difensivi.

DOVE OSANO LE AQUILE: come detto prima 15 W in fila per gli Atlanta Hawks, 29 nelle ultime 31, il tutto con una proprietà che sta vendendo la franchigia, cosa diavolo sta succedendo in Georgia? Sta succedendo che la squadra dopo anni di mediocrità, costantemente ai primi turni playoff ma con enorme difficoltà ad andare oltre, pare aver svoltato. Il lavoro di coach Budenholzer, eterno principe Carlo alla corte di re Pop senza mai riuscire a salire al trono, è sotto gli occhi di tutti, ed in questo Est nel quale Cavs e Bulls (favoriti designati della vigilia) fanno fatica a prendere il controllo sono la squadra più bella da veder giocare, ed in grado anche di fare la voce grossa nel tour ad Ovest. Jeff Teague rimane uno dei best kept secret della lega così come Kyle Korver (che per non farsi mancare nulla è tornato a schiacciare dopo tre anni di astinenza), la coppia di lunghi Horford-Millsap è ben affiatata, mentre nel resto del roster ci sono giocatori di contorno che sanno esattamente ciò che devono fare come Carroll e Sefolosha mentre Schroeder pare sempre più un piccolo Rondo. Sky is the limit per gli Hawks.

BONUS TRACK:

Salutiamo Kobe Bryant che rischia di aver già terminato la stagione purtroppo, per chi fosse poco avvezzo al linguaggio dello sport americano ricordiamo che la pratica del tanking è quella di perdere partite di proposito per avere più possibilità di avere la prima scelta assoluta al Draft. O se volete potete tradurlo con “Philadelphia 76ers”.

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