Riders on the storm – Bisogna vincere perché

Foto di Gabriele Barberis, da wikimedia commons, creative commons
Foto di Gabriele Barberis, da wikimedia commons, creative commons

– Ehi Doc (nomignolo che utilizzo per chiamare qualcuno, tipo Hugo di Lost che chiama tutti ‘coso’) stasera c’è Juve-Atletico, birretta e partita?

– No guarda, ho un aperitivo in centro che non posso proprio mollare. Dai, vieni anche tu, che ti frega della partita, è un pareggio già scritto, così passano tutte e due.

A ciò non è seguita alcuna risposta. Mi sono chiuso in un silenzio tombale, profondo. Davvero esistono questi personaggi che barattano la propria fede con un aperitivo che rispecchia l’ipotetica quanto remotissima possibilità di fare la serata della vita?

Mi distacco immediatamente da essi, non sono tifosi veri.

Dopotutto anche contro il Bayern doveva essere un pareggio già scritto, finì 1-4 per i bavaresi con noi che andammo fuori dalla Coppa Campioni. Non si molla nulla in campo europeo, nessuno ti regala niente, nemmeno una squadra che, come l’Atletico, non gioca un calcio spettacolare ma un calcio pragmatico e dedito al raggiungimento ultimo del risultato.

Stasera si deve vincere per svariate questioni, e la prima è forse la meno importante.

Arrivare primi nel girone per avere poi un sorteggio più agevole agli ottavi anche se in Europa, come detto prima, nessuno ti regala niente. Un conto sarebbe trovare il Chelsea, un conto lo Shakhtar Donetsk.

Bisogna vincere per smentire chi ci da già nella fase calante della stagione: un derby vinto all’ultimo pallone e uno scialbo 0-0 senza un tiro in porta è troppo poco per questa Juve che, nonostante ciò, non ha perso punti nei confronti della Roma.

Bisogna vincere per rilanciare le proprie ambizioni: accontentarsi di un pareggio non fa parte della mentalità di una squadra vincente. Stessa mentalità che costò il passaggio contro il Galatasaray della formazione di Conte lo scorso anno.

Bisogna vincere per i tifosi, anche e soprattutto per coloro che ogni domenica ed ogni mercoledì riempiono la Stadium pagando fior di quattrini per godersi uno spettacolo che nessun impianto sportivo italiano può offrire.

Bisogna vincere per cullare il sogno di una vita: rialzare al cielo la coppa Campioni, troppe volte sfuggita, troppe volte regalata, troppe volte rincorsa senza successo per demeriti propri.

Bisogna vincere per i campioni della squadra: per Buffon, che a Manchester c’era ed ancora lo soffre; per Pirlo, che era dall’altra parte della barricata e che vuole confermarsi il migliore interprete del ruolo; per Pogba, che deve essere il futuro; per Tevez, che non vede l’ora di mordere le caviglie degli avversari; per tutti gli altri, che non posso menzionare ad uno ad uno ma che meritano di cullare questo sogno.

Bisogna vincere perché bisogna vincere: è nel DNA della Juventus, è nelle corde della società, è nelle abitudini dei tifosi.

Bisogna uscire a testa alta dalla tempesta che ci sta flagellando da 20 anni.

Vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta (cit.).

Poi magari raggiungerò Doc, che non avrà fatto la serata della sua vita, o forse si, ma sicuramente ha barattato la propria fede in cambio di uno spritz.