Cosa fa la donna di un pilota ovvero Gp degli Stati Uniti

BsRV6iICMAAmRX9-krCI-U801203952787eaH-620x349@Gazzetta-Web_articoloLei è bionda e sorride qualsiasi cosa succeda. Sta nel box accanto a quella supersexy ultramora di una Pussycat dolls. È lo star system contro una bionda con le mani fredde strette tra le cosce anche in Texas.

Lei si guarda il Gran Premio davanti ad una televisione con tutti i meccanici vestiti da astronauti, manco fosse una cosa seria. Lei non ha mai capito veramente il senso del lavoro di suo marito. Però lui ci tiene, guadagna un sacco di soldi, è bello, la abbraccia da dietro quando fa freddo d’inverno e se la porta con sé in giro per tutto il mondo, e allora a lei sembra il minimo dovuto sostenerlo e incoraggiarlo e alzare il braccio verso l’alto quando va tutto bene. Ma oggi non sta andando tutto bene, perché il compagno del marito ha tirato fuori dal cappello un sorpasso che puzza di superiorità tecnica, psichica e sessuale.

Fonte: gazzetta.it
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Lei sa già cosa accadrà di lì a poche ore: Nico nel suo camerino con le mani nei capelli che piange. Il casco è appoggiato ai suoi piedi. Lei non potrà entrare per abbracciarlo e dirgli che va tutto bene per almeno un’ora e mezzo, perché lui deve rimanere da solo a pensare. Lui non avrà neppure la forza per continuare a sorridere come si è egregiamente sforzato di fare sul podio, mentre stringeva la mano al vincitore e stappava champagne spruzzandolo a destra e a sinistra e sul cappello del suo nemico numero uno. Nico rimarrà lì seduto con le mani nei capelli per settantadue minuti esatti, poi si alzerà in piedi e tenterà di passeggiare per il camerino, che è una stanza d’albergo spiaccicata dentro ad un camion. E continuerà a piangere. Ripenserà a tutto quello che avrebbe potuto fare, curva per curva, stint su stint. Millimetro di pneumatico sull’asfalto mentre preme col piede l’acceleratore o quel che è. La visiera riflette la luce di Austin. Ripenserà che forse doveva frenare un po’ più tardi oppure stringere di più oppure non fidarsi dei meccanici al pit stop.

Poi, alla fine, sente qualcuno che bussa alla porta. È un toc toc timido timido. Nico si asciuga le lacrime e dice avanti! La porta si apre facendo filtrare un po’ di sole: è lei, bionda, con le mani sotto le ascelle per tenersele calde ai margini del deserto. I due si guardano negli occhi. Lui ha come un cedimento interno. Lei allarga le braccia e lo accoglie. Comincia a bisbigliare dolci e malinconiche parole: “Ancora non è finita. Ti amo tanto. Non ti preoccupare, andrà tutto bene. Sei te il più forte di tutti. Hai avuto solo qualche problema di grip. Non è colpa tua. In Brasile vedrai che culo che gli fai. Quella è una gara dove succedono sempre strane cose. Sei l’amore della mia vita. Alla fine vinci te.” E lei lo consola, da una parte avendo una fiducia assoluta nelle parole che dice, dall’altra sapendo perfettamente che a volte le donne devono mentire ai propri mariti.

La moglie abbraccia il marito succhiando il sangue giù giù lungo lungo, affinchè il marito, sentendosi coccolato, possa finalmente morire in pace, ora e per sempre, domani come un altro giorno, fino alla fine dei tempi.
La moglie abbraccia il marito succhiando il sangue giù giù lungo lungo, affinchè il marito, sentendosi coccolato, possa finalmente morire in pace, ora e per sempre, domani come un altro giorno, fino alla fine dei tempi.

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