Verona 1 – Lazio 1: Le pagelle biancocelesti

Marchetti 6: In perenne solitudine per 60′ minuti. La difesa della Lazio gioca così alta che è costretto a comunicare con loro con i walkie talkie. Per il resto, più o meno ordinaria amministrazione.

Cavanda 4,5: Era troppo bello, Cavanda che non combinava un casino. Con questo, pareggia tutto il buono fatto fino ad ora. Partita buona per lui fino al disastro.

De Vrij 6: La difesa alta della Lazio non aiuta, ma cerca di arrangiarsi come può. Non sbaglia mezzo intervento, ha la precisione di un cardiochirugo.

Ciani 6,5: A Michael gli piacciono gli avversari alla Toni, così può finalmente usare tutta la sua forza bruta e devastare l’avversario. Prende tutti i palloni di testa, e quando gli capita Nico Lopez dalle sue parti, il giovane veronese vola via come una cartaccia nella tempesta.

Radu 6: Partita anonima per il romeno. Difesa solida, ma in attacco non si vede quasi mai. Neanche una sovrapposizione pagando.

Parolo 6: Le pile sono scariche, ma Pioli non vuole comunque rinunciare a lui. E visti certi ricambi in panchina, come dargli torto. La precisione latita e lui fatica troppo per dare un buon apporto alla squadra.

Onazi 5,5: A volte sembra che giochi a calcio per sbaglio. Non azzecca nemmeno un controllo, e a centrocampo è più fermo di un semaforo.  (58′ Gonzales 6: La garra è il suo punto di forza: non fa mancare nulla, neanche qualche morso ad alcune cavigle che passavano nel suo territorio. Buon ritorno)

Biglia 7: Abitare nella città eterna gli sta facendo bene: tocchi da maestro, recupera palle miracolose, gestisce così bene il centrocampo che le FS pensano di dargli in gestione la stazione Termini. Prossima tappa il Quirinale.

Lulic 6: Partita sottotono, ma non era molto in forma. La sufficienza è dovuta al gol di rapina dopo l’errore tragico di Moras. Avesse vinto la Lazio, forse un mezzo punto in più sarebbe stato dovuto! (58′ F.Anderson 5,5: Date a sto ragazzo dello Zabaione. In campo corricchia ed è molle negli interventi e nel controllo di palla. Due buoni spunti in velocità che poi butta via. Inguardabile)

Candreva 6: Dalla sua parte arrivano pochi palloni, ma non si spreca più di tanto a entrare nel cuore del gioco. Pochi palloni mal giocati; quantomeno dal suo unico cross decente è nata l’azione del gol.

Djordjevic 5,5: E’ il suo destino: combattere da solo contro tutti i difensori avversari. E le sportellate riesce anche a darle bene, ma nel calcio bisogna anche cercare di tirare ogni tanto. Non gli arriva un pallone che sia uno. (86′ Klose: sv)

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