Hall of Blame Puntata 3 – Andreas Brehme

‘Per me si va ne la città dolente,                                                                                 per me si va ne l’etterno dolore,                                                                                 per me si va tra la perduta gente.’

Questi sono i versi impressi sulla porta che conduce all’Inferno dantesco. Una oscura discesa negli inferi verso un qualcosa di non definito. E’ una metafora, ma per qualcuno rappresenta la dura realtà da affrontare giorno per giorno. E’ il caso di Andreas Brehme, la cui carriera calcistica potrebbe essere rappresentata da una parabola geometricamente perfetta. Andreas Brehme inizia a calcare i campi di Saarbrücken e Kaiserslautern. E’ un terzino, di buona tecnica e spinta. Il tutto vale la chiamata del Bayern prima e dell’Inter dei record poi. Ma l’apice, pardon, il vertice alto della parabola di cui sopra viene raggiunto a cavallo tra il 1989 ed il 1991. Nell’89’ vince lo scudetto dell’Inter dei Record con il compagno di merende Matthaeus, a cui aggiungerà Supercoppa Italiana e Coppa UEFA. Ma nel ’90, Andreas è al centro di tutto. Infatti la sua Germania Ovest, che era comunque unita dalla caduta del Muro ma che non aveva ancora cambiato denominazione, affronta l’Argentina del D10S Maradona per contendersi il tetto del mondo. La partita non è degna di una finale, scarna di emozioni, con un espulsione per gioco violento. Basta una scintilla per accendere tutto ed a pochi minuti dalla fine, è l’arbitro Méndez a sfregare i fiammiferi della tensione. Fallo in area tedesca subito da Dezotti non segnalato e, sul capovolgimento di fronte, medesimo contatto tra Sensini e Voller. Rigore e proteste vibranti. Espulso Dezotti, ammonito Maradona tra il furore del pubblico. Dopo qualche minuto si può battere e sul dischetto si presenta una chioma bionda, Andreas Brehme. Gol, 1-0 e Germania campione. La maggior parte dei calciatori avrebbe perso la concentrazione e spedito quel rigore alle stelle ma Andreas no, è fermo e deciso, due caratteristiche che lo rispecchiano anche e soprattutto in campo.
Finirà la carriera con uno scudetto con la maglia del Kaiserslautern nel 1998. Poi seguiranno anni di anonimato ed investimenti sbagliati. Ecco, un altro punto cardine della vita di Brehme. I consigli sbagliati e la forza di scartarli. E’ storia recente della difficile situazione economica del Mario Gotze del 1990. Eufemismo. E’ in bancarotta, non ha un soldo ed un’ipoteca sulla casa da 400mila euro. Franz Beckenbauer lancerà un appello: aiutate Andreas Brehme a risollevarsi economicamente e spiritualmente. L’appello è stato accolto da un altro ex calciatore tedesco, Olivier Straube, che ha proposto a Andreas Brehme non un posto da dirigente, come, secondo me, farebbero la maggior parte dei miei connazionali, ma bensì un posto da spazzino dei bagni. Un lavoro umile che, a detta di Straube, aiuterà Brehme a capire la vita e a migliorare la sua immagine. Un’immagine che vede un campione del mondo caduto in disgrazia che, con molta fatica e sacrificio, uscirà a riveder le stelle.

(fonte: charlatecnica.cl)
(fonte: charlatecnica.cl)

 

Puntata 1: Paul Gascoigne

Puntata 2: Adriano Leite Ribeiro 

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