Ponferrada 2014: percorsi e favoriti: Degenkolb e Martin contro tutti

ponferrada2014[1].jpg_630

Siamo agli sgoccioli. Quest’entusiasmante stagione ciclistica sta rapidamente raggiungendo la sua inevitabile conclusione, offerta simbolicamente dal palcoscenico del Giro di Lombardia (che devo dire sembra essere stato disegnato da qualcuno in vena di scherzi). Dal 21 al 28 Settembre gli occhi di tutti gli appassionati si concentreranno su Ponferrada, cittadina della Castiglia y Leon, e sede dei mondiali di ciclismo, che per la settima volta nella storia sono stati assegnati alla Spagna.

Si comincia con le cronosquadre riservate alle formazioni World Tour e non alle nazionali. Tra gli uomini vittoria a sorpresa della BMC di Tejay Van Garderen, ma anche degli italiani Quinziato e Daniel Oss. Si sapeva che la formazione americana sarebbe stata tra le prime, ma nessuno avrebbe mai pensato che entrambi i colossi Omega Pharma Quick Step e Orica Green Edge si sarebbero lasciate scappare l’oro. Il Team Sky di Bradley Wiggins, ricordiamo oro a cronometro a Londra 2012 è addirittura fuori dal podio, mentre la Movistar di Adriano Malori ha accusato un ritardo di 52 secondi dalla BMC. La vittoria di un team con due italiani in campo, entrambi schierati nella formazione per la corsa in linea non cambia nulla in merito alle chance di vittoria dell’Italia, che al momento hanno la stessa consistenza di quelle di Carlos Betancur. In ogni caso la specialità della cronosquadre non può necessariamente fornire indicazioni conclusive sullo stato di forma dei singoli atleti. Gli azzurri che monteranno sulle loro bici con le ruote lenticolari in occasione della crono èlite di mercoledì 24 Settembre, Dario Cataldo del Team Sky e Adriano Malori partono dalla posizione di outsider in tutti i sensi, senza nemmeno possedere quello status di mina vagante che si tende ad assegnare ad un tot di corridori. Malori, probabilmente il miglior italiano a crono, una specialità in cui a memoria d’uomo non ricordo eccellere nessun azzurro, se togliamo qualche dignitoso piazzamento di Bruseghin e il terzo posto di Pozzovivo alla Vuelta 2013, punterà ad entrare nella top 10, ma la vittoria sarà una questione riservata a Der Panzerwagen, ossia Tony Martin, vero cannibale delle corse contro il tempo, tanto che anche Fabian Cancellara ha rinunciato per concentrarsi sulla corsa in linea. Tra gli altri attenzione a Svein Tuft, Andrew Talansky e soprattutto l’olandese Tom Dumoulin.

Dopo il giovedì di pausa il programma riprenderà venerdì con le corse in linea, che culminerà domenica con la corsa èlite uomini. 254 km totali, 14 giri di un circuito da 18,2 km con un dislivello altimetrico di 306 metri a giro, grazie alla presenza di due strappi, il primo è La Confederaciòn, lungo 5,2 km con una pendenza media del 3,3 % e con punte dell’8%, mentre il secondo è poco più che un cavalcavia, 1,1 km al 5,5 % con una brevissima punta del 10 %. L’ultimo tratto in salita precede il traguardo di 4 km, che verrà raggiunto al term ine di una discesa veloce ma non tecnica e di altri 2 km di pianura. Va da sè che un tracciato simile sembra disegnato apposta per corridori veloci ma capaci di resistere su strappi brevi e non troppo duri. In poche parole sembra il turno del tedesco John Degenkolb, che dopo aver dominato le volate della Vuelta sembra essere il maggior candidato a vestire la tanto ambita (temuta?) maglia iridata. Vedremo se avrà superato i problemi fisici che lo hanno colto subito dopo la corsa spagnola. Altri candidati sembrano essere i’australiano Simon Gerrans, meno veloce del tedesco, ma non meno letale in una corsa complicata e lunga come quella di Ponferrada, e lo slovacco Peter Sagan, reduce da una stagione da incubo. Marcato a uomo come i migliori, si è ritrovato ad essere battuto praticamente da tutti, e accumulando solo piazzamenti e frustrazione. La Spagna padrone di casa è prigioniera del duo Valverde-Purito Rodriguez, in attesa di trovare nuovi e divertenti modi per suicidarsi sportivamente. Il Belgio come al solito porterà il solito squadrone imbottito di stelle, come Philippe Gilbert e Tom Boonen, ma anche Sep Vanmarcke. Mai abbassare la guardia di fronte al Belgio. Il Portogallo del campione uscente Rui Costa sembra avere ben poche chance, mentre la Svizzera metterà tutto in mano del vecchio gladiatore Fabian Cancellara, alla ricerca di quell’iride in linea che ancora manca nella sua bacheca. Io farei particolare attenzione al norvegese Alexander Kristoff che ha mostrato di cavarsela alla grande nelle volate sporche del Tour de France e a Naccer Bouhanni, miglior velocista sulle strade del Giro.

E l’Italia? Con Elia Viviani lasciato a casa non rimangono troppe ruote veloci nella faretra del CT Davide Cassani (fa un certo effetto scriverlo, soprattutto per un fan di lunga data). Una possibile strategia sarebbe quella di entrare in qualche fuga e tenere un ritmo di gara infuocato fin da subito, magari grazie al lavoro di Giovanni Visconti, Daniel Oss e Manuel Quinziato, (che al Giro hanno permesso a uno stremato Cadel Evans di prendere e tenere la maglia rosa per alcuni giorni), e dell’infaticabile Alessandro De Marchi, reduce da una stagione straordinaria; per propiziare un allungo in solitaria di Vincenzo Nibali.

Chiudiamo con due parole sulla corsa femminile. Sarà ancora una volta Marianne Vos contro tutti. Nel 2015 uscirà il film.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...