Roma-Fiorentina 2-0 : le pagelle semiserie dei viola

Foto di Roberto Vicario, wikimedia commons
Foto di Roberto Vicario, wikimedia commons

– Montella che dopo la buona prova di stasera tenta la carriera di fotomodello

Neto 6 – Dopo sessioni passate a leggere di tifosi che si proponevano di portarlo sulle spalle fino a Qarabag pur di liberarsene scambiandolo con il forte portiere locale Veliyev, passa finalmente un’estate tranquilla, in cui si limita a proporre per telefono, imitando la voce di Pradè, Tatarusanu in prestito a tutte le squadre di cui è riuscito a trovare il numero sull’elenco. La tranquillità portata da questa attività parallela di stalking e accenti nasali lo aiuta, e infatti è uno dei pochi a poter uscire dal campo a fine partita con la dignità ancora intatta.

Tomovic 4 – Il peggiore in campo. Ha passato le ultime due settimane chiuso in casa a riguardare la sua partita contro il Real Madrid e arriva all’Olimpico con la crisi interiore tipica di chi scopre Lost il venerdì e il mercoledì viene ricoverato delirante dopo aver visto centootto puntate mentre biascica frasi sconnesse su fumi neri e orsi polari. Tragico nei movimenti e comico nei passaggi, aiuta così tanto Gervinho che probabilmente il suo poster finirà appeso nella cameretta dell’ivoriano a fianco di quello dell’ispiratore prodotto Ikea Blekviva.

Gonzalo Rodriguez 5 – Reattivo soltanto nella rissa con Totti, in cui mette in luce le qualità affinate in gioventù nel barrio de Boedo, chiude la partita umiliato da Gervinho che lo lascia due fermate della Metro A dietro ad arrancare prima di segnare il 2 a 0.

Savic 5,5 – Soffre meno del compagno di reparto il passaggio alla difesa a quattro, la velocità degli attaccanti della Roma e la pesantezza dell’abbacchio mangiato a pranzo. Ancora sullo zero a zero arriva con più ritardo di un treno Trenitalia sulle gambe di Iturbe al limite dell’area scatenando la rissa di cui sopra.

Alonso 6 – Il migliore in campo dei viola. Corre e picchia Iturbe con costanza e dedizione, nel tempo libero tenta di vestire i panni dell’eroe immolandosi sul tiro di Gervinho che avrebbe potuto chiudere definitivamente la partita a inizio secondo tempo. Ringrazia Montella che lo ha preferito a Pasqual dimostrando una diversa qualità nel cross dalla sinistra: mentre il compagno, fortunatamente in panchina, ha deliziato per anni con i suoi cross sugli stinchi del terzino destro avversario in marcatura, lo spagnolo opta per un più altruista traversone in direzione dei raccattapalle annoiati dietro la porta di De Sanctis. 

Pizarro 4,5 – È così confuso da non riuscire neanche a far vedere la specialità della casa, ovvero la palla persa dopo il terzo dribbling consecutivo tentato sullo stesso avversario. Ruota su se stesso per tutti i novanta minuti con lo sguardo vuoto di chi si è accorto di essere sceso in campo con una barba impresentabile per questo decennio.

Vargas 4 – Gioca così fuori ruolo da far pensare a un suggerimento a Montella da parte di Guardiola. Esce dal campo mormorando «il cerchio di centrocampo è bello, ma proprio non ci vivrei».

Dal 72′ Aquilani 6 – La prossima stagione di True Detective vedrà Lazzari e Hegazy impegnati nelle indagini riguardo alle motivazioni che hanno spinto Montella a lasciarlo in panchina all’inizio e dopo la sostituzione di Brillante. Dopo due anni riesce finalmente a tagliare il traguardo di una partita conclusa senza aver portato a termine un colpo di tacco nella propria metà campo inutile quanto mal riuscito.

Brillante 4 – In pochi mesi passa da giocare il caldissimo F3 Derby tra Newcastle Jets e Central Coast Mariners davanti a diecimila spettatori ad esordire in Serie A da titolare alla prima di campionato all’Olimpico. Impaurito dalla cresta di Nainggolan, illegale in Australia, va in confusione e pensa di giocare con quelli con la maglia rossa, ai quali regala palloni splendidi tra cui quello che propizia il primo gol della partita. Quando Montella lo richiama in panchina si accorge dell’errore e corre a piangere tra le accoglienti basette di Lupatelli.

Dal 35′ Ilicic 5,5 – Realizzare che è stato uno dei migliori della partita dice tutto sulla qualità mostrata dai viola all’Olimpico. De Sanctis e la traversa lo salvano da un paio di settimane di aspettative esagerate e pronte a essere deluse, ma lui non contento decide che per stare tranquilli in panchina pure la prossima partita è necessario fare di più e allora spara un destro in orbita che sfiora la traiettoria di un Boeing della Malaysia Airlines transitante sopra Torpignattara.

Borja Valero 4,5 – Lento e confuso come chi ha appena ordinato il settimo Negroni vaga per il campo con il preciso intento di sbagliare il più possibile. La sua prestazione avvalora la tesi secondo cui la fascia di capitano rilascia una tossina che porta chi la indossa a giocare in modo imbarazzante, riabilitando di colpo la scorsa stagione di Pasqual.

Gomez 5 – Immobile. Magari.

Babacar 5,5 – Vaga nella metà campo avversaria cercando di creare la confusione necessaria per poter arrivare vicini a fare quella cosa tanto poco di moda chiamata “gol”. Rimane comunque il più volenteroso in fase offensiva, e per questo viene premiato da Montella con la sostituzione.

Dal 62′ Joaquin 6 – Entra quando ormai gli altri hanno già corso quel tanto che basta per far risultare accettabile la sua condizione fisica. Dopo dieci minuti vivaci in cui a forza di dribbling fa tornare lo tzaziki a gola a Torosidis ha già il fiatone e scompare prima di risvegliarsi a pochi minuti dalla fine lanciando una palla in profondità utile per far sfigurare lo scatto di Ilicic pure nel confronto con quello di De Sanctis.

Montella 4 – «Quando la squadra è niente, l’allenatore è zero»

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