I 10 giocatori più sopravvalutati (parte II)

Con questo chiudiamo il cerchio della classifica cominciata pochi giorni fa sui giocatori più sopravvalutati. Siete pronti ad essere nuovamente in disaccordo o a volerci conoscere solo per stringerci la mano in segno di stima reciproca?

11 – Nani

L’ala del Manchester United, accostato alla Juve da circa 6 sessioni di calciomercato a questa parte, è l’apripista di tutta una serie di giocatori che, per tutta la carriera, vivranno all’ombra dell’ingombrante paragone con quello che è già ritenuto il più forte calciatore portoghese di tutti i tempi, di cui Nani era riserva proprio nello United. Partito CR7, sembrava che l’esterno di origini capoverdiane fosse finalmente pronto a raccoglierne il testimone; persino Antonio Valencia (avessi detto Luis Figo…) gli ha soffiato il posto da titolare nelle ultime due stagioni.

Fonte: Di Biser Todorov (original picture), Mess (derivative work) [CC-BY-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], attraverso Wikimedia Commons
Fonte: Di Biser Todorov (original picture), Mess (derivative work) [CC-BY-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0)%5D, attraverso Wikimedia Commons
12 – Pablo Daniel Osvaldo

Fresco di firma con l’Inter, l’italoargentino che ha trascinato gli azzurri alla qualificazione a Brasile 2014, salvo poi vederli solo in tv, è uno dei personaggi più controversi dell’attuale panorama calcistico italiano. Unisce la passione per la musica ad una straordinaria somiglianza con Johnny Depp, e il mix che ne esce è un carattere fumantino al punto giusto, che gli è valso prima l’addio alla Roma e poi quello al Southampton, che gli ha però fruttato uno scudetto con la Juve. Guardando il suo score, non si può dire che sia scarso, ma sopravvalutato sicuramente sì.

13 – Amantino Mancini

Ne abbiamo già parlato poco fa. Come tutti i giocatori dotati del giusto tasso di fantasia e della buona abilità nel saperla tradurre in giocate entusiasmanti, ha vissuto di rendita per quasi tutta la carriera, perchè gli bastava un dribbling o un colpo di tacco per mettere a tacere tutti quelli che ne decantavano la discontinuità. Con la Roma ha vissuto stagioni altalenanti come l’umore di Balotelli, con Inter e Milan preferiamo fingere che non abbia mai giocato.

14 – Cristian Zaccardo

Il suo nome ci arriva su suggerimento diretto dei nostri fan, e in effetti non si può dire che sia di troppo in questa lista. Cresciuto nel Bologna insieme ad un altro sicuro talento del futuro italiano come Gamberini, il giovane terzino si impose presto come un terzino ottimo in fase di spinta e bravo anche in copertura, e a Palermo visse la fase più dorata della sua carriera, culminata con la vittoria del Mondiale 2006. Sì, lui ha vinto più Mondiali di Messi, Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. E, inoltre, fu anche l’unico a segnare a Buffon su azione in quell’edizione.

15 – Hulk

In Europa si è affermato relativamente tardi, dopo aver segnato 70 gol in 5 stagioni in Giappone. Acquistato da quei grandissimi affaristi del Porto per poco meno di 10 milioni di euro, con i Dragoes esplode, ma senza diventare verde come l’omonimo supereroe: dotato di un fisico tipico di una persona che non vorreste incontrare in una strada semibuia di notte, il suo punto di forza è un sinistro costruito con la dinamite, con cui fa partire terrificanti bordate al limite dell’imparabile. Si è rivelato anche lui uno dei tantissimi mercenari che affollano il mondo del calcio di oggi, andandosene a giocare in Russia allo Zenit di Spalletti (con i dirigenti portoghesi che si dimostrano ancora i migliori mercanti al mondo, intascando 55 milioni di euro): il clima, le difficoltà linguistiche e le incomprensioni con l’allenatore di Certaldo hanno reso impervia la sua permanenza oltre gli Urali, sebbene continui ad accettare di buon grado lo stipendio. Anche agli ultimi Mondiali ha dimostrato di valere molto meno di quanto si crede.

16 – Sergio Busquets

Molti storceranno il naso nel vedere il suo nome qui, visto lo spaventoso palmares a soli 26 anni; addirittura il suo ct Del Bosque, uno che 2-3 trofei importanti in carriera li ha vinti, ha dichiarato che, se potesse tornare indietro, vorrebbe essere un calciatore come il 16 blaugrana. E invece no, secondo me (me ne assumo ogni responsabilità) è uno dei più sopravvalutati che abbiano mai calcato un campo di calcio, oltre che uno dei più odiosi e scorretti (mani in faccia e occhio che sbuca a controllare se l’arbitro ha estratto il rosso, ricordate?). E’ un buonissimo mediano, che ha nelle caratteristiche dell’incontrista le sue doti migliori, ma riteniamo che chiunque al suo posto potrebbe cavarsela ugualmente, perciò è pure inutile la clausola rescissoria da oltre 100 milioni.

17 – Lucas Leiva

Come abbia potuto giocare oltre 200 gare nel Liverpool resta un mistero degno di Hercule Poirot, Sherlock Holmes e tutti i migliori investigatori della storia letteraria. Arrivato in Inghilterra a soli 20 anni, subito gli osservatori e gli esperti iniziarono a parlarne benissimo per la sua duttilità e la sua versatilità tattica in mezzo al campo: a noi sembra un centrocampista come tanti, uno come se ne vedono in ogni squadra del mondo, di quelli che non eccellono in niente ma sono bravi a fare quasi tutto. Ovviamente, anche lui viene accostato ad un’italiana random durante l’agosto di ogni anno.

Fonte: By Reto Stauffer, www.hopp-schwiiz.ch (Own work) [CC-BY-SA-2.0-de (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/de/deed.en)], via Wikimedia Commons
Fonte: By Reto Stauffer, http://www.hopp-schwiiz.ch (Own work) [CC-BY-SA-2.0-de (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/de/deed.en)%5D, via Wikimedia Commons
18 – Robinho

La fazione milanista della nostra redazione è in hangover da 48 ore, da quando ha saputo che il “nuovo Pelè” se ne sarebbe finalmente andato, smettendo di gravare sul bilancio (e sulla pazienza del tifo) milanista come il peggiore dei debiti. S’impose all’attenzione del football mondiale quand’era ancora giovanissimo, e stava già segnando valanghe di gol col Santos: il paragone con Pelè nacque prima ancora di riuscire a dire “però, forte questo Rob…”. Le sue pedalade (specie di doppi passi infiniti finchè il difensore non vomita e si toglie di torno) lo resero celebre, e l’arrivo in Europa divenne questione di mesi: se lo accaparrò il Real Madrid, e qui cominciò lo strano disturbo che lo caratterizzerà per tutta la carriera. Ossia, un primo anno strepitoso (o perlomeno buono), seguito da stagioni che definire deludenti sarebbe già positivo: è successo in Spagna, è successo in Premier col Manchester City, è successo pure al Milan, dove i suoi errori sottoporta hanno riportato in auge i ricordi dello Sciagurato Egidio e di Mark Hateley. A 30 anni può tornare in patria e raccontare di come si viva bene in Europa, si divertirà ancora con qualche dribbling, e passerà il resto delle giornate a pensare a come depauperare i denari guadagnati sin qui.

19 – Bojan Krkic

Con Messi, con il quale è cresciuto nella Masia blaugrana, doveva formare la coppia d’attacco del futuro, roba che in Catalogna erano apposto almeno fino al 2020. E invece no, perchè lo spagnolo di origini croate è sì il miglior marcatore della storia della cantera di Barcellona (648 reti in gare ufficiali, media di 3 a partita), ma una volta affacciatosi nel calcio che conta ha dimostrato un preoccupante deficit di personalità che, a 24 anni, non sembra ancora superato. Nè con la prima squadra, nè con i successivi prestiti a Roma, Milan e Ajax (adesso è passato allo Stoke City) il giovane attaccante ha saputo soddisfare in pieno le aspettative che tutti riponevano in lui: eppure ricordo molti tifosi milanisti insorgere per il suo scarso utilizzo da parte di Allegri, in quanto lo ritenevano l’attaccante più forte in rosa assieme a El Shaarawy. In sintesi, in 8 anni di Masia ha segnato 648 reti, in 8 anni da pro appena 66.

Fonte: Di Tânia Rêgo/ABr [CC-BY-3.0-br (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/br/deed.en) o CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons
Fonte: Di Tânia Rêgo/ABr [CC-BY-3.0-br (http://creativecommons.org/licenses/by/3.0/br/deed.en) o CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)%5D, attraverso Wikimedia Commons
20 – David Luiz

Insorgete tutti, ma il Telespalla Bob brasiliano dovrebbe entrare nell’immaginario colletivo come l’archetipo dell’aggettivo “sopravvalutato”. E’ un buon difensore centrale con i piedi di un trequartista, le sue punizioni sono spesso letali (tipo quella contro la Colombia), può giocare anche da mediano davanti alla difesa, ma basta guardare ogni calcio d’angolo contro il Brasile agli ultimi Mondiali per capire perchè sia sopravvalutato: i verdeoro hanno subito molte reti per le sue pessime scelte in fase di marcature, per non parlare delle disfatte contro Germania e Olanda. E il colmo qual è? Che il PSG ha versato 50 milioni nelle casse di Abrahmovic per averlo. E il colmo dei colmi qual è? Che i dirigenti qatarioti ritengono che la stessa cifra per Di Maria sia esagerata.

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