Gli altri 10 stranieri di cui nessuno si ricorda

Siete pronti ad essere investiti da un’altra sfilza di pseudo-fenomeni dal nome esotico e dal talento cristallino quanto la proprietà lessicale di Biscardi? Tenetevi forti, nemmeno al calcetto del giovedì si vedono tante “pippe” tutte assieme!

 

1 – Erwin Hoffer

Nel grigio periodo pre-Cavani ed Higuain, un grosso problema attanagliava il Napoli di De Laurentis: trovare un bomber che fosse in grado di trasformare in caterve di gol i tantissimi assist di Lavezzi e Hamsik. Nel 2009 sembrava che questo 22enne austriaco fosse la risposta giusta: beh, 1 rete in 11 presenze complessive è un ottimo score. Per tornare in patria.

2 – Adrian Madaschi

L’Atalanta se ne assicurò le prestazioni quando aveva appena 15 anni, e questo roccioso difensore australiano fece parte della gloriosa Primavera che vinse tantissimo a cavallo dei due millenni, andando poi a infoltire le rose di moltissime società di A: erano gli anni dei vari Bellini, Zenoni, Pelizzoli, Donati, Doni, e chi più ne ha, più ne metta. A 20 anni vennero ritenuto pronto, ma non così tanto, e infatti andrò in prestito prima al Monza, poi alla Pistoiese. E poi prese un volo di sola andata per la Scozia.

3 – Christophe Sanchez

Al Bologna ha trovato poco spazio, complice la concorrenza di Signori, Kenneth Andersson e Kolyvanov (chiiii?!). Come se non bastasse, subì pure un grave infortunio in estate, riuscendo ad esordire in campionato solo a febbraio. Per farla breve, 6 presenze in 2 anni, e di un gol manco l’ombra. Nel 2002 volle riprovare l’esperienza italiana, andando al Venezia di Zamparini: la sua media-gol migliorò, visto che non segnò in 2 gare, anzichè 6.

4 – Ramon Vega

Se non altro, per il Cagliari di Cellino rappresentò un’ottima entrata in cassa. Questo difensore svizzero di origine spagnola venne acquistato nell’agosto 1996 per 5 miliardi delle vecchie lire; dopo 14 presenze in campionato e ripetute minacce da parte dei supporters sardi, a gennaio 1997 venne ceduto al Tottenham per 10 miliardi: 5 miliardi di plusvalenza in 7 mesi manco Bernard Madoff.

5 – Tulio de Melo

Messosi in luca a soli 20 anni con il Le Mans, questo attaccante brasiliano salì presto alla ribalta, divenendo il frutto del desiderio di molte squadre, a conferma che certe volte non serve il talento, basta un buon procuratore. A giugno 2008 viene acquistato dal Palermo a parametro zero, e trova giusto il tempo di esordire in Coppa Italia prima di venire ceduto al Lille per 4 milioni.

6 – Nicolae Dica

Se sei romeno e sei un centrocampista dalle spiccate doti offensive, il paragone con Gheorghe Hagi è scontato come Osvaldo in questi giorni di mercato. Nel 2008 arriva al Catania allenato da Zenga, che proprio in Romania si è tolto diverse soddisfazioni come allenatore: il rapporto però è difficile sin da subito, Dica gioca solo 3 volte, perde il posto in Nazionale, ribadisce pubblicamente di volersene andare, salvo poi rifiutare ogni squadra. Zenga lo sfancula davanti ai compagni, e dopo una sola stagione riesce ad andarsene dall’odiata Italia.

7 – Christian Keller

I centrocampisti danesi pre-Poulsen esercitavano sempre un certo fascino, perchè erano la giusta via di mezzo tra gli scarponi tutto cuore e i registi illuminati da Eupalla. Keller sembrava essere uno di questi, e a 25 anni venne acquistato dal Torino, pochi giorni prima che la società fallisse: il nordico dal sangue vinchingo non si arrese, e trovò subito un altro contratto in Italia, con la Lazio. Il clima, il caos acustico della capitale, 7 presenze alquanto scarse bastarono a fargli tornare la saudade.

8 – Aleksandar Prijovic

C’è poco da fare, se sei un attaccante verrai sempre giudicato in base alle volte che infili la palla in rete, e se hai più anni (24) di quanti gol fatti (20), qualche domanda dovresti fartela. Il Parma lo acquista giovanissimo, facendolo esordire a 17 anni, ma la retrocessione in B del 2007/08 non aiuta, e così tenta altre vie, prima in Inghilterra, poi in Svizzera, e infine in Svezia. Pochissima roba davvero.

9 – Neşat Gülünoğlu

Ufficialmente, il suo contratto con la Roma è durato meno di un anno. Acquistato nel gennaio ’99 a 20 anni, Capello lo mette fuori rosa pochi mesi dopo, forse per non dover più essere costretto a pronunciare il suo nome. A dicembre ’99 rescinde il contratto (quinquennale) coi giallorossi, e per rilanciarsi prova a ripartire dalle serie minori in Germania. Indovinate voi quanto successo possa aver avuto.

10 – Ianis Zicu

Citiamo da Wikipedia: “Era riconosciuto come il nuovo astro nascente del calcio rumeno, il cui talento era paragonato a quello di Adrian Mutu e a quello di Gheorghe Hagi”; oltre a questo, va aggiunto un cognome quasi identico a quello del più forte brasiliano degli anni ’80: poche aspettative, ragazzo. Venne acquistato dall’Inter (manco a dirlo) per 800mila euro, e subito girato al Parma per riportare Adriano a Milano: coi gialloblu gioca 9 gare prima di infortunarsi seriamente, e di gol non se ne vedono, visto che preferisce tentare pessime imitazioni di colleghi più famosi, provando a segnare di tacco (e sbagliando) a porta vuota.

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