Top3: i migliori centrocampisti di Brasile 2014

I protagonisti di questa categoria non hanno riservato sorprese: sono 3 tra i 10 migliori al mondo, e per fortuna nostra (e delle rispettive nazionali) hanno disputato un Mondiale strepitoso. Ci sono un tedesco, un argentino e un olandese…

  1. Bastian Schweinsteiger

Mettiamo lui perchè è l’unico non difensore tedesco (assieme a Klose e Podolski) di cui si conosce il ruolo: i vari Ozil, Schurrle, Kroos, Muller, Gotze come vanno considerati? Centrocampisti offensivi? Attaccanti buoni anche in fase difensiva? Inoltre, Schweini ha giocato un Mondiale sempre a massimi livelli, a differenza dei compagni appena citati (si salva solo Muller, ma in effetti lui ci sembra troppo attaccante), tanto da far seriamente vacillare le convinzioni sessuali di chi scrive in questo momento. In finale raggiunge il picco massimo, robe che se vogliono fare il remake di Rocky, la parte del pugile che si rialza sempre la danno a lui senza batter ciglio: dal fischio d’inizio gli indiavolati argentini cercano di azzopparlo in ogni modo, lecito ma soprattutto illecito, ma Bastian resiste sempre, scalzandoseli di dosso come il neo-allenatore juventino ha fatto con le opinioni dei tifosi. Nei tempi supplementari si entra nell’epica, nella leggenda: prende altri 4-5 calcioni gratuiti, si rialza imperturbabile, poi Aguero gli regala una carezza troppo vigorosa, un zigomo inizia a sanguinare, ma il bavarese più virile che ci sia esce dal campo giusto il tempo di limitare la fuoriuscita di sangue; torna in campo, respinge gli ultimi tentativi e, finalmente, cade a terra stremato, ma campione del mondo.

  1. Angel Di Maria

Sulla carta, era l’unico vero fenomeno di questa Albiceleste all’insegna dello squilibrio; in campo, si è rivelato l’unico vero fenomeno della sua Nazionale. Per quanto Messi abbia segnato di più, con accelerazioni improvvise che più di qualche volta hanno salvato l’Argentina, l’esterno del Real Madrid si è rivelato un pericolo costante per le difese avversarie, correndo, dribblando e aiutando i compagni molto di più del neo-Pallone d’Oro dei Mondiali in carica. Segna una sola rete, che però vale l’approdo ai quarti: contro la Svizzera, a pochi minuti dai calci di rigore, è proprio lui – su assist di Messi – a trovare il pertugio dove infilare la palla senza che Benaglio possa opporsi. Può consolarsi con la straordinaria annata del Real, culminata con la tanto attesa Decima Champions League, tuttavia un giorno, di fronte al classico asado argentino a base di angus, potrà raccontare ai nipotini che anche lui, per un mese circa nella mite estate 2014, ha rischiato di essere fagocitato da Leo Messi.

  1. Arjen Robben

E’ così veloce che sembra essere seduto su un motorino, anzichè usare semplicemente le terminazioni dei suoi arti inferiori. Insieme all’amico Van Persie, alla gara d’esordio ha letteralmente violentato la difesa spagnola (avete già cercato “Threesome: Spanish defense fucked hard by two Dutch guys” su YouPorn come vi abbiamo suggerito?), e da quel momento non ha mai smesso di correre. Contro l’Australia ha appoggiato comodamente in rete dopo essere partito da prima del centrocampo; contro il Cile ha incendiato la fascia sinistra al 90′, mettendo dentro il cross per Depay che ha chiuso i conti. Anche contro il Messico ha trattato la difesa in maniera “politica”, trattando i difensori come più gli pareva e piaceva: alla fine da un suo fallo subito in area, è nato il rigore di Huntelaar che ha portato avanti gli oranje. Meno decisivo contro il/la Costa Rica, contro l’Argentina avrebbe sul sinistro (e dove sennò?) il pallone decisivo, ma fa un passo di troppo e Mascherano lo stoppa. Deve accontentarsi del 3° posto finale, oro comunque colatissimo per quest’Olanda a metà tra i rimpianti del 2010 e le speranze per il futuro: avrebbe meritato il premio vinto da Messi, se solo avesse un entourage che lo pompa di più mediaticamente.

Menzione d’onore per Javier Mascherano: tra le tante cose che mi fanno incazzare di Messi, c’è anche la fascia di capitano di questa Nazionale, inspiegabilmente fissata al suo braccio.

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