Il Mondiale spiegato a un giocatore di libro-game

N.B. Se tu non hai vissuto negli anni novanta, probabilmente ignori il significato di libro-game. Vai subito al Punto (50)

 

N.B.2 Per aiutarti in questo gioco puoi usare il comodo tasto ctrl+F e scrivere il numero di riferimento, ma poi vedi te.

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(1) Inizio. E’ il 12 Giugno del 2014. Ti accingi a iniziare la tua sessione di mondiali brasiliani, sei molto carico, moderatamente. Critico. Hai organizzato tutto, il salotto è stato risistemato dopo mesi di abbandono, il cavo del televisore funziona. Sta per iniziare la prima partita quando squilla il telefono. E’ un tuo vecchio amico delle superiori, che ti chiede di andare con lui in sala scommesse, che c’è ancora tempo. Decidi di andare con lui -Salta al punto (33). Lo ringrazi ma aspetti qualcuno a casa -Salta al punto (15) dici: – No guarda non ho soldi per scommettere, sei gentile a invitarmi, ma sto bene qui -Salta al punto (37), non rispondi a quel cazzo di telefono -Punto (44).

 

(2) Il licenziamento in tronco è fonte di grande forza interiore. Ti lasci andare ad elementi lirici, a insulti colorati, ma la vera ragione del tuo gesto, malgrado tutto è da rintracciare nella tua volontà di vedere le partite. Decidi che non farai niente, per tutta la durata del mondiale, poi verso il 14 di Luglio tornerai dal tuo capoufficio implorando che ti riprendano. -Vai al punto (4)

 

(3) In ufficio accolgono la tua notizia di mal di pancia con parolacce e scarsa fiducia. Si parla di certificati medici. Te accetti tutto, neghi tutto, ti smentisci, va bene dici, domani vengo promesso. Rimani tutto il santo giorni scosso dalla paura di aver fatto una cazzata, che il calcio ti sta rovinando la vita, da sempre, da quando sei nato ti ingannano. Prendi la risoluzione che la lotta armata sia la cosa migliore per te. Ti iscrivi al movimento cinque stelle di quartiere -Punto (6) Ti imbarchi per la Palestina -Punto (10).

 

(4) E’ il 14 Luglio. Ieri la Germania ha vinto il suo IV trofeo mondiale. Ti presenti in ufficio con la faccia birichina, là non sono contenti, non sorridono. Te spieghi le tue ragioni, parli del fatto che gli immigrati ti hanno rubato il lavoro e la fidanzata, forse sono stati gli alieni. Là al lavoro ti guardano e non capiscono le tue parole. Quello che tu pensi non è quello che dici: in realtà stai solo ripetendo spezzoni di telecronache di partite, parole senza senso dette in precedenza dai telecronisti e che si sono impossessate del tuo pensiero. Sei a pezzi. Vai a casa e ti rimetti a letto, sogni Angela Merkel, che è tuo padre, le hai regalato una moto BMW. La vita è difficile, d’estate. Ti svegli madido di sudore. -Vai al punto (48)

 

(5) Tornare? Torni a casa la sera della finale. Ti presenti nel luogo in cui sai che incontrerai tutti. Ma poi non vedi che la partita, con estrema attenzione osservi la complessità, rivedi in quei ventidue la complicazione del mondo. Per un attimo ti sembra di aver capito qualcosa, ma è un attimo, non hai capito nulla -Vai al punto (49)

 

(6) Muovi i tuoi primi passi nell’organizzazione. Sei spietato. Ascendi. Credi a tutto, al contrario di tutto. Sei svelto. Poi il tuo momento. Decidi di organizzare una manifestazione/comizio/performance contro le scie chimiche. E’ il 13 Luglio 2014, l’ora le 21 esatte. Il tuo piano non sortisce i risultati sperati. La sezione si rivolta contro di te, boicottandoti verso altri lidi. Fallimento e dolore si fondono in te in uno strano senso di pace interiore. Ti ubriachi alla morte, ti svegli due giorni dopo, la mattina del 15 Luglio. Sei un uomo nuovo. -Vai al punto (49)

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Scie chimiche ovunque

(7) Ti converti allo zoroastrismo. Parti per una oscura località montana dove non ci sono televisioni. Il tuo mondiale finisce qua.

 

(8) Sono passati alcuni giorni e te continui a non capire come l’Italia abbia potuto non passare. Ripensi a questi otto anni, come sono passati in fretta. Il tuo mondiale finisce qua.

 

(9) Tuo cuggino che si è trasferito a Londra ti aveva assicurato che quest’anno l’Inghilterra era fortissima. Che del resto i mondiali lo vincono non i più forti calcisticamente, ma economicamente e che sarebbe stato il mondiale britannico. Ci hai creduto, ti bevi tutto. Il tuo mondiale finisce qui.

 

(10) Sei partito per la Palestina e non sai nemmeno perché. Ti sembrava di capire che là la situazione è complicatissima e vorresti vedere con i tuoi occhi. Sei un bianco, occidentale, hai letto scrittori israeliani, consci l’occidente, arrivi a Gerusalemme che è sera. Prendi una stanza d’albergo, giri per la città all’alba e al tramonto, mai durante il giorno, che è troppo caldo. Dopo alcuni giorni pensi di andare al mare. Di andare verso Tel Aviv. Incontri degli italiani, finisci a fare il cameriere. Assisti all’eliminazione dell’Italia come una sorta di metafora tua personale. La sera ti chiedi cosa fai là. Del conflitto israelo-palestinese continui a non capire niente, incontri tante persone diverse, dopo un mese torni a Gerusalemme, sei sempre solo. Decidi di tornare a casa -Vai al punto (5), decidi di rilanciare, ti imbarchi per il Messico -Vai al punto (13)

 

(11) Hai conosciuto la sconfitta. Il tuo mondiale termina qua.

 

(12) Passeranno L’Uruguay e la Costa Rica, ma anche loro sono destinati all’oblio, a finire, come tutti. Questo pensi a volte quando sei con gli amici, che le persone che hai intorno moriranno, non tu, ma loro, e tutte quante. Tutte, dalla prima all’ultima, nessuna eccezione, nessuna, in senso ultimo e assoluto.

 

(13) Ricordi questo. Che il tuo coinquilino ti raccontò un giorno di una sua amica, qualcuno, che stava in Messico, che “l’aveva svoltata”. Praticamente lei vendeva pizzette sulla spiaggia e aveva fatto i soldi. Tu avevi sfottuto il coinquilino, che si era bevuto quella fandonia. Era chiaro, gli hai detto, che la sua amica non esisteva o se anche fosse esistita era la classica tipa ricca con il culo paratissimo. Ma ora sei in Messico, e decidi di ritrovare la conoscente del tuo coinquilino. Decidi di recarti sulle spiagge Ovest -Vai Punto (29) Decidi per le spiagge Est -Vai punto (45)

 

(14) Il calcio non ti interessa più. Dopo questo decidi che mai più vedrai un’altra partita. Segnali a Facebook la pagina di In Zona Cesarini come contenuti inappropriati, banni tutti. Cancelli facebook e cominci a interessarti di botanica. Il tuo mondiale finisce qui.

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(15) Ti metti a sedere comodamente sul divano, hai finto che debba arrivare qualcuno, non aspetti nessuno, e invece torna a casa dopo settimane il tuo coinquilino. La profezia che si auto-avvera, pensi dentro di te. Dopo una prima fase di riconoscimento reciproco e di leggero imbarazzo perché indossi i suoi vestiti, tutto va alla grande, lui si siede accanto a te e cominciate a guardare la partita. Ha portato una birra. Tuttavia dopo un po’ questi ti comunica che siete sotto sfratto, che la padrona di casa vi chiede gentilmente di andarvene tra due settimane: ma cazzo, il mondiale! Rispondi -Salta al punto (16). Non mi sposto di qui neanche se arrivano i carabinieri all’alba -Salta al punto (20). Si fotta la padrona di casa, e pure questa casa di merda, prima di lasciarla applico il metodo della Ex-Jugoslavia, brucio tutto -Salta al punto (42). Va bene, rispondi con una calma zen totale, come se la notizia fosse un piccolo sassolino, lanciato in uno stagno -Salta al punto (47).

 

(16) Parli con lui, chiedi ragioni, ma non ti interessa per niente sapere il come. Ti spiace per la casa, quello sì, per la tua stanza senza finestra, per quelle 5 cose che hai trascinato al terzo piano ripidissimo senza ascensore, per il vicinato di anziani ostili e immigrati con cui non hai socializzato. Rifletti sul futuro, il mondiale lo guarderai in sala scommesse. La profezia che si auto-avvera (di nuovo). Incontri per la strada quel tuo vecchio compagno delle superiori che avevi evitato come peste -Salta al punto (33)

 

(17) Hai fallito. Puoi dire che la cosa abbia a che vedere con la tua generazione, più che con te in particolare. Tuttavia riguarda anche te, merita che cominci a farci i conti. E non importa che tu hai solo 25 anni, c’è chi alla tua età ha già segnato da tre anni un gol decisivo alla finale dei mondiali. Mondiali dei Mondiali, per giunta. Il tuo mondiale (e la tua vita) finisce qua.

 

(18) Decidi di diventare un parquettista. O piastrellista. Dalle parti di Incisa Valdarno c’è un posto che ti ha sempre affascinato. Chiedi che ti assumano, anche a gratis. Gli orari massacranti, il ginocchio del piastrellista, ti mandano in uno stato psico fisico di euforia e tristezza continua. Il tuo mondiale finisce qui.

 

(19) Decidi di trasferirti a Roma, perché, con Arbasino, uno scrittore deve vivere nella capitale del suo paese. Dopo un mese esatto, verso il 13 di Luglio la tua ragazza ti lascia per una persona che ha un lavoro, una dignità, che sa usare la punteggiatura. Il tuo mondiale finisce qui, e anche la tua relazione di coppia durata un lustro. Torni da tua madre.

 

(20) Da sempre c’è un concetto che ti affascina, in latino. E’ la celebre espressione: Usucapione. Valuti per un momento la possibilità di trincerarti per i prossimi vent’anni, che potresti vedere ancora cinque mondiali, sempre su quel divano. Vivere così, come un epicureo, nascosto. Forse questa è la soluzione, smettere di desiderare attici all’ultimo piano, con parquet per terra e dobermann che ti strusciano tra i piedi. Che essere poveri o ricchi non fa differenza, perché niente ha senso. Hai capito. -Vai al punto (47)

 

(21) Il tuo atto psico magico è quello di giocare una partita alla play di ogni partita vera, prima che questa avvenga. Per un caso straordinario e tuttavia statisticamente NON impossibile, ogni risultato che tu realizzi alla playstation è poi lo stesso che totalizzeranno anche nel mondo vero. Non ne approfitti, perché statisticamente assurdo. Il tuo mondiale scorre così, tra stupore e abbrutimento.

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(22) Arrivi in ufficio, saluti tutti, eh, ciao, come va? Ma ti guardano strano. Sembra che tu sia sparito, un giorno di quattro anni prima. Ripensi a questi quattro anni passati e dici: ma scusate, non li ha vinti la Spagna i Mondiali? Ti accompagna a casa il tuo vecchio titolare, ormai padre di tre gemelli identici, che lavorano al tuo vecchio posto. Il tuo mondiale finisce qui. Ripensi per un momento a quel vecchio film, Navigator. -Se non l’hai visto vai al Punto (50)

 

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(23) Il tuo mondiale finisce quarant’anni fa.

 

(24) Ti trasferisci in Costa Rica, per nessun motivo. Il tuo mondiale finisce qui.

 

(25) Apri un gay club, lo chiami: Lo Sfintere. Il noming non viene apprezzato e tu fallisci. Il tuo mondiale finisce qui.

 

(26) Ti trasferisci in un’isola greca, per nessun motivo. Il tuo mondiale finisce qui. Hai vinto.

 

(27) Sei al centro di insistenti voci che parlano di una congiura contro Messi, del fatto che durante le amichevoli a suo nome i narcotrafficanti facciano passare la droga. Questo sarebbe la causa delle sue crisi di vomito. Indaghi e scopri che non era vero niente. Il tuo mondiale finisce qui.

 

(28) In sala scommesse in effetti è pieno di fica. Questa cosa ha dell’incredibile. Tutte signorine assolutamente decenti e perbene, grandissime appassionate di calcio, sono là intente in conversazioni molto tecniche. Te ti accorgi con grande stupore che alle volte non capisci di cosa stiano parlando. Il tuo mondiale finisce qua.

 

(29) Viaggi su dei trenini affollati, su dei pullman. Arrivi alle spiagge, vaghi per giorni, sei diventato un mezzo barbone. Poi dopo giorni interi passati così, la trovi. La riconosci subito, perché forse l’avevi pure vista in città, nel tuo paese. Poi lei è là che vende pizzette, una lunga fila dietro di lei, che attende paziente venga il suo turno. Ti avvicini come se fosse una visione: le chiedi: come hai fatto? Sono Carl, l’amico di ( e dici il nome del coinquilino). Lei ti guarda e ti dice: e quindi? Che voi? No, niente, rispondi, pensavo che non esistessi. Beh, invece sì. Sei un coglione. Vuoi una pizzetta? E allora stai là, sulla spiaggia del Messico e mangi la pizzetta, sei al contempo triste e felice. Dunque il coinquilino aveva ragione! C’è speranza, per i sogni! Poi ti avvicini e le chiedi: devo chiedertelo: ma hai il culo parato? Paratissimo, mi risponde. Ripercorri a ritroso tutte le tue tappe, torni a casa.

 

(30) Questa cosa che hai scelto potrebbe avere cause legali contro di te, anche da parte della polizia postale. Il tuo mondiale finisce qui.

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(31) Dovresti smettere di fare questo, e andare, davvero, sei in ritardo. Non puoi cazzeggiare ancora. Come minimo il regalo per tuo padre, fa sessat’anni, cazzo. Oppure quella ricetta in farmacia per tua madre. Dai, il tuo mondiale finisce qui, è meglio così.

 

(32) Hai deciso che leggerai e basta, che non scriverai più una mezza paginetta. Solo leggere, solo letture, sarai migliore, basta con lo scrivere, vanità, ambizione, non sei capace. Lassa perdé.

 

(33) Alla sala scommesse ci sono tutti i tuoi vecchi compagni di classe: Baffo fradicio, gli ultras nazisti che ti appellavano come: israelita, homoerotico e di colore, ma senza eufemismi; poi gli spacciatori del quartiere e i ludopatici insegnanti di filosofia. Decidi di intrattenere con questa classe docente una sofisticata discussione sul concetto di conflitto israelo-plestinese -Salta al punto (39) l’importanza di Maimonide nella ricezione aristotelica contemporanea -Salta al punto (41) di chi passerà il turno del girone dell’Italia -Salta al punto (12) di chi sia meglio tra Maradona e Pelé -Salta al punto (38).

 

(34) A lavoro metti sempre quella radio francese, fa schifo a tutti i tuoi colleghi, che ti stanno cominciando a disprezzare apertamente. Ti senti come Celine in quel viaggio in nave verso l’Africa, colpevole. Decidi di sentire un ultimo brano ancora, ecco, adesso.

 

(35) Hai domandato a quella Signora cosa ne pensava della questione israelo-palestinese, ti ha spiegato le sue ragioni, di stare da una certa parte. Le hai spiegato che il tuo back-ground di di sinistra ti impediscono di capire bene la sua posizione. Poi c’è il fatto che ultimamente lavori e non sei più studente, non sai più nemmeno cosa sia la sinistra, vedi i tuoi colleghi che sono tutti di destra, ma una destra diversa da quella della Signora a cui ha domandato e che ha risposto. I tuoi colleghi pensavano che li volessi fregare con la domanda della Palestina e gli hanno detto: dillo prima te. Lui gli ha detto che non li voleva fregare, voleva solo sapere se in quanto di destra e lavoratori avessero una qualche idea al riguardo. Forse no. E’ confuso, sei confuso. Chiedi in giro, studia, sempre, le ha detto la Signora. Ci proverò.

 

(36) Il punto 36 non c’è. Non vi si arriva da nessuna parte e non si va da nessuna parte.

 

(37) Ma lui insiste. Dice, guarda non ti preoccupare, neanche io ho i soldi, li troviamo là, oppure devo incontrare un mezzo amico che mi deve dei soldi. Te gli dici, no guarda davvero, non mi sento bene, sono stato male alla pancia, sei gentile, soffro di depressione e bipolarismo, è una giornata no. MA lui insiste. Ma dai, venvia, esci con me, c’è pieno di fica alla sala scommesse. Ti lasci convincere dalla illusione di una facile preda -Vai al punto (28). Sai perfettamente che non è vero niente, ma cedi (Vai al punto 33). Davvero non insistere amico mio, ma tra l’altro non ci sentiamo da mesi, va bene così, ciao -Vai al punto (28). Riattacchi quel cazzo di telefono -Vai al punto (50).

 

(38) Problema inutile, discussione al limite paragonabile a una sul sesso degli angeli. Perché alla fine non esiste niente di comparabile, te lo spiegava un vecchio amico tornato da un master dimagrito, che esistono alberi e foreste, certo, ma sono tutte cose nostre, per noi, e non per quelle foreste e alberi. Il tuo mondiale finisce qui, smetti di perdere tempo, fatti una vita vera. A lavurar.

 

(39) Il professore ti chiede: cos’è che vuoi sapere: chi ha torto e chi ha ragione? Ma questa è una domanda mal posta. Si può chiedere con Carreré, chi è più debole, chi è in svantaggio e stare per quelli, questo sì. Come tifare per l’Algeria, per l’Iran. Con la differenza che l’Algeria passerà il turno, ci puoi scommettere 10 euro, ne vincerai quattrocento. E poi vedi, magari loro devolveranno pure la vincita alla Palestina, la capisci la circolarità. Te non hai capito bene il concetto circolare, ma credi comunque a quelle parole rotonde. Ti riprometti di leggere qualche libro di filosofia e frequentare maggiormente il locale. Scommetti 1o euro sul passaggio dell’Algeria e attendi. -Vai al punto (40). Scommetti 10 euro sull’Iran -Vai al punto (43)

 

(40) Hai vinto 4 mila euro. Offri da bere a tutti, là alla sala scommesse. Anche a Baffo Fradicio e ai nazeskin. Tutti insieme ubriachi poi guardate le altre partite, ormai sei il genio, ma quella scommessa te l’hanno suggerita. Adesso ti stanno tutti attorno, vorrebbero sapere se hai qualche giocata da consigliare, se hai un risultato impossibile, una scommessa folle. Passa di là un tuo amico inglese, ti chiede: dimmi al volo il risultato di Brasile Germania, rispondi qualcosa circa le tette che ha una davanti a te. Lui capisce sette a uno. E invece di Che fica, Kedira. Vince 40mila euro. Te ne dà la metà. Sei diventato un nuovo messia, alla sala scommesse. Quando arrivi la gente si apre, come mar rosso. Te cammini lieve, indossi solo una tunica. Piedi scalzi. Attendi la finale, e credi che ormai puoi decidere il corso degli eventi. Punti tutto sul gol di Messi. Alla sua punizione sbagliata sgattaioli fuori senza dare nell’occhi. Hai perso tutto. -Vai al Punto (49)

 

(41) Maimonide scrive un libro dal titolo molto figo: La guida dei perplessi. Ma che senso ha parlarne in una sala scommesse? Ce l’ha! Dice il professore, qui di perplessi ce n’è eccome. Resta qui con noi, lo vedrai eccome. -Vai al punto (46)

 

(42) Meticoloso ti dedichi due pomeriggi a devastare la casa. Quello che rimane è un quadro sconsolato, di te e di essa. Ti siedi alla fine sudato, la doccia distrutta non ti permette di lavarti, solo un piccolo rigagnolo d’acqua, ti sciacqui la faccia e la mani, sanguinati. Solo un televisore acceso, sintonizzato sulle partite, ti fa capire che sei ancora parte del consorzio umano. Il tuo coinquilino per un po’ ti ha guardato fare, poi se ne è andato. Sei solo e triste. Al distruzione ti ha portato a uno stato di vuoto interiore, a volte guardi fuori dalla finestra, lo fai guardando il riflesso del televisore, mai direttamente, come in uno specchio. Capisci che è sempre stato il calcio la causa dei tuoi problemi. Basta dici, è ora di cambiare tutto. -Vai al punto (10)

 

(43) Erano i tuoi ultimi 10 euro. Vivi i restanti 5 giorni senza un euro. A casa ci sono delle scorte. Ti ripeti, come una preghiera: il bonifico passerà tra cinque giorni. Peccato non aver scommesso sull’Algeria, peccato anche per l’Iran una squadra simpatica, un modello lievemente alternativo a quello canonico. I morsi della fame ti portano a sragionare. Cominci a praticare l’ascetismo, lo yoga, riti di meditazione da digiuno benedettino. L’unica forma di svago è il calcio, seguire l’Italia, a cui ti dedichi con profusione di bestemmie contro le divinità che normalmente veneri. Muori di stenti, nel pomeriggio di Domenica 13 Luglio. Il tuo mondiale e vita finiscono qui.

 

(44) Non rispondere al telefono è da sempre la soluzione migliore del mondo. Guardi tranquillo la partita di calcio, poi la mattina dopo ti svegli e sei ancora riverso su te stesso, un sottile filo di bava ponte-tibetano ti cola sul mento. E’ tempo di andare a lavoro. Ma te decidi che oggi: ti licenzi -Vai al punto (2), chiamare in ufficio e dire che stai male, per aspettare l’ora delle partite successive davanti al televisore -Salta al punto (3). Ti alzi e vai verso l’ufficio col tipico passo del campione, dopo esserti spazzolato i capelli -Vai al punto (22).

 

(45) Il mare oceanico, silenzio, qualche chiringuito. Che fare? Passi le giornate oziando. Poi la incontri. La venditrice di pizzette dei tuoi sogni, la riconosci e lei riconosce te, vi cercate da sempre. Ma quindi esisti?, le domanda lui. Che ci fai qui? E’ una storia lunga, inutile a tratti, bisognava parlare di calcio, ma invece sono finito a fare tutt’altro. Ah, dice lei. Ok. Vieni qui, amiamoci su queste spiagge, come se fossimo nuovi. Ti piace il calcio? Non tanto. Va bene lo stesso, non ci devono piacere per forza le stesse cose. Così i due si amano e ricorderanno quel mondiale come quello in cui si conobbero, una data semplice da ricordare. E festeggiare.

 

(46) Così inizia una storia di alcolismo e scommesse. A volte giochi anche al video-poker. Le cose non si mettono bene, i furti, la droga, ma soprattutto il vino. Al centro scommesse ti cacciano, sei impresentabile. La notte della finale tenti il colpo grosso, rapina a mano armata, con il bottino (30 mila euro) parti per il Messico. Dai cazzo, ricominciamo tutto -Vai Punto (45)

 

(47) Decidi di diventare Hare Krishna Di nascosto però, alla notte, guardi le partite, quello è l’ultima cosa che ti lega al passato. Nella finale Argentina e Germania del 13 Luglio, al gol del giovane Mario piangi, perché vedi in lui lo spirito tutto del mondo, dei giovani, la sua vanità, la sua bellezza. Il mondiale è finito, ma tu ballerai per sempre in centro della città in cui vivi, vestendo d’arancione, regalando dei pasticcini che hai preparato con i tuoi compagni. Sei libero, vai, ora!

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(48) Le case d’estate hanno un fascino speciale, la musica al mattino, le zanzare che ancora svolazzano, i fornellini contro le zanzare, la musica, le serrande chiuse, le pale dei ventilatori. Ordini dei libri con la quattordicesima, ne ordini uno anche per i figli della tua collega. Tuo padre fa sessant’anni, lo stesso giorno di Angela Merkel, 17 Luglio 54, te ne hai quasi trenta. Come è stato possibile? D’estate sono sempre triste, tristissimo, ed è la mia stagione prediletta, senza scampo in assoluto e il calcio estivo, i mondiali poi, una sorta di sigillo con cera lacca, a suggellare questo patto con la malinconia, le finestre aperte, l’immobilismo. Rimango qui ancora un poco. Il mondiale è finito

(49) Il mondiale è finito anche per quest’anno, non hai imparato niente. Ti domandi: cosa dimenticherò di questo mondiale. La solita teologia negativa. Cosa dimenticherò? Continui a ripeterti internamente, come una musica. L’estate del 2014, le serate a vedere le partite, scomodi, di nuovo una comunità, vicini, il calcio, il gioco del mondo, i soldi, l’economia planetaria, la storia, padri e madri, sotto il cielo estivo, la luna enorme, sognando di partire sempre, verso nuove spiagge, altri mari, altri ancora.

 

(50) I Libri-game, Navigator e in generale gli anni novanta sono la condizione di possibilità di capire il presente o per lo meno i miei testi. Se sei vissuto lontano da queste coordinate, allora non ha senso andare avanti e probabilmente la tua vita è un video game caratterizzato dall’orrore, oppure una situazione incomprensibile. Quindi in definitiva noi due siamo uguali, ma ti sei perso un’epoca dove esisteva questa roba qui, non era possibile strutturalmente fare niente, eppure si faceva lo stesso qualcosa. Qualcosina. Le passé.

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