Non è solo una partita di calcio. Quarti di finale: Olanda-Costa Rica

Quando abbiamo iniziato a pensare a come presentarvi i quarti di finale, al nostro collega Matteo Bassioni è venuta l’acquolina in bocca pensando a quello che poteva comporre rivisitando un po’ la storia di Francia e Germania (e se date un’occhiata qua converrete che il buon Matteo non aveva tutti i torti). In più per Brasile-Colombia abbiamo parlato di follie, foreste e generali e su Argentina-Belgio abbiamo posto l’accento sulla storia di tanti nostri avi emigrati nelle due nazioni. Il problema, da un punto di vista di ricerca scientifica, è che alla fine bisogna trovare qualcosa anche su Olanda-Costa Rica. Oddio!, si fosse imposto il Messico sugli Orange, avremmo disquisito di usi e costumi tipici del Centro America. Avesse, la Grecia, vinto la lotteria dei rigori degli ottavi di finale, sai che bello scrivere di Erasmo e Spinoza vs. Socrate, Platone e Aristotele? E invece Keylor Navas ha fatto la superstar ed eccoci qui a poche ore dal quarto di finale sicuramente meno affascinante, ma allo stesso modo più “simpatico”.

Partiamo da un presupposto. Calcisticamente non hanno nulla a che vedere tra loro queste due selezioni. Da un lato Cruijff, Van Basten, Gullit, Bergkamp, un Europeo vinto nel 1988, un altro andato a infrangersi contro Fort Italia nel 2000, un Mondiale sfumato a pochi minuti dal termine e altre mille storie. Dall’altra una storia che vede Paulo Wanchope come superstar e un clamoroso ottavo di finale nel Mondiale organizzato in Italia (1990), un’altra partecipazione nel Mondiale dell’Italia (2006) e l’attuale quarto di finale nel Mondiale in cui si è sconfitta l’Italia (c’è anche la partecipazione all’edizione del 2002). Insomma da una parte Davide (Campbell, Ruiz e soci). Dall’altra, se non Golia, sicuramente un gigante di oltre 2 metri.

Eppure a ben vedere, senza neanche scavare troppo nell’immaginario e nelle varie statistiche, si scopre che Costa Rica e Olanda (o meglio, i Paesi Bassi) sono tra i posti più “felici” al mondo. The World Happiness Report, stilato da alcuni ricercatori delle Nazioni Unite ha infatti stabilito che la Danimarca è la nazione dove si è più felici. Nella stessa classifica i Paesi Bassi occupano il 4° posto, seguiti dal Canada e poi proprio dal Costa Rica, 6°, ma in testa alla stessa classifica nel decennio 2000-2009. Naturalmente felicità non è sinonimo di ricchezza, infatti il Costa Rica non è il 6° paese più ricco al mondo. Evidentemente, però, c’è quel parametro non matematico che è la positività che permette al piccolo stato centro-americano di scalare posizioni e classifica.

Perché in Costa Rica, in barba a tutto quello che si possa pensare, poi non si deve vivere per niente male. Il tasso di alfabetizzazione è del 96%, quello di disoccupazione non arriva al 5%, sebbene il tasso di povertà poi non sia così basso (secondo stime, nel 2012 era al 18%. Wiki da sempre una grande mano). Per carità, non sono tutte rose e fiori: l’ex viceministro alla cultura, la bella Karina Bolanos, fu costretta alle dimissioni dopo che un suo video “intimo” indirizzato all’amante fini in rete. Allo stesso modo, il governo dell’ex premier Laura Chinchilla Miranda fu accusato di corruzione. Ma proviamo a dare un’occhiata ai paesi confinanti la repubblica centroamericana (soprattutto il Nicaragua) per capire che paradiso possa essere il Costa Rica, che ormai da oltre 60 anni non ha un proprio esercito e si professa e mantiene neutrale politicamente e internazionalmente parlando.

Quella stessa neutralità che spesso ha accompagnato, soprattutto nel secolo scorso, i Paesi Bassi. Purtroppo per loro, nel secondo conflitto mondiale, gli olandesi finirono al centro di quel poco simpatico scambio di cortesie tra i tedeschi e gli Alleati e il paese fu liberato solo nel maggio del 1945. Oggi, però, soprattutto in Europa, Olanda è sinonimo di progresso e libertà. Tanto è vero che lo scorso anno è stato riconosciuto ufficialmente il primo caso di “poligamia”, con un uomo, Victor de Brujin (46 anni) ha sposato due donne: Bianca (31 ani) e Mirjan (35 anni). A ciò naturalmente si aggiungono le unioni tra omosessuali, con diritto all’adozione. Stessa politica che, seppur con svista, è stata intrapresa in Costa Rica negli ultimi anni, a patto che gli individui abbiano tra i 15 e i 35 anni.  Sta di fatto che oggi la Costa Rica è, a tutti gli effetti, diventata una meta di vacanze molto appetita per i gay e lesbian del Centro America e non disdegnata neppure da turisti europei. Che poi, al di là di tutto, chi non vorrebbe spendere le proprie ferie estive nelle località tropicali vicine a San Josè?

Insomma: niente discussione tra Alsazia e Lorena, alcuna disquisizione sul trattato di Tordesillas, nessun ricordo del nonno emigrato a Baires nel 1910 o del pro-zio minatore in Belgio. Ma vogliamo mettere tutto questo con un cocktail a base di Cacique Guaro, preso sulle Playas Samará al tramonto, in compagnia di una Yolanthe Cabau? Dai su, non scherziamo…

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...