Corsi e ricorsi mondiali. I campioni di ieri e di oggi: Olanda-Messico e Costa Rica-Grecia

Continuiamo con i nostri paragoni scomodi, azzardati e visionari a cui affidiamo la nostra presentazione degli ottavi di finale. Buona lettura.

OLANDA-MESSICO

Olanda: Robben-Bergkamp

Cos’hanno in comune questi due grandissimi calciatori? Apparentemente poco, se non si considera una pari ammirazione di cui godono nella mia testa due che hanno riempito di classe la recente storia degli arancioni, che non è poi cosa da nulla. Robben è il giocatore più veloce del Mondiale, batte perfino Gamboa della Costa Rica. Bergkamp era certo meno veloce, ma con una classe a livelli sopraffini. Robben ha litigato con i capelli già in tenera età. Bergkamp portava orgoglioso la sua chioma bionda, che mano a mano è scemata tristemente. Robben è un uomo di provincia, nato a Bedum, nel nord del Paese, vicino Groningen. Bergkamp è un uomo di città, nato e cresciuto ad Amsterdam. Robben è diventato calciatore proprio nel Groningen, approdando poi al Psv e da lì in tre delle migliori squadre d’Europa: Chelsea, Real Madrid, Bayern Monaco. Bergkamp è cresciuto nella fucina di talenti per eccellenza, l’Ajax che fu di Cruijff e di Van Basten, per poi giocare nell’Inter e una vita intera nell’Arsenal. Robben vola, va in Brasile. Bergkamp ha sempre avuto problemi con l’aereo, e chissà se a Usa ’94 ci andò a nuoto. Robben è il simbolo dell’Olanda di Sudafrica 2010 e Brasile 2014, nel bene e nel male. Bergkamp lo era appunto nel mondiale americano, quando Gullit e Van Basten (ah, quella maledetta sfortuna) erano già il passato, e in quello francese. La tecnica, quella lì, è spettacolare in entrambi i casi. Un mancino e un destro. Alla ricerca di un Mondiale che in Olanda non hanno mai vinto, e che dopo tre finali perse meriterebbero. Magari nel segno di Robben, che non ha ancora completato la sua serie di rivincite.

(foto da caps.ball72.com)
(foto da caps.ball72.com)

Messico: Ochoa-Campos

Perché il Messico non ha mai portieri qualunque. La squadra centroamericana è tornata a essere identificata dai media e dai tifosi nella figura dell’estremo difensore, come non accadeva dai tempi dell’esuberante Jorge Campos, che su wikipedia viene indicato come portiere o attaccante. Proprio così, nella sua prima squadra, il Pumas UNAM, El Brody ha giocato anche come punta e ha messo a segno 35 gol. 168 cm x 69 kg, non proprio il portiere che ti aspetti, è riuscito comunque a passare alla storia calcistica (130 presenze in Nazionale), forse anche grazie alle divise sgargianti che ha sempre indossato: come dimenticarsi quelle del mondiale statunitense. Ochoa ha un profilo sicuramente più basso, gioca in Europa, dove Campos non ha mai giocato, alle divise fosforescenti oppone i suoi capelli alla Telespalla Bob, e si è messo in mostra soprattutto per le parate e per aver subito un solo gol – tra l’altro ininfluente – nella fase a gironi. Sì, è senza contratto, ma trovare una squadra per la prossima stagione credo sia l’ultima delle sue preoccupazioni.

COSTA RICA-GRECIA

Costa Rica: Campbell-Wanchope

E qui il paragone è più che obbligato, tra lo storico centravanti della Costa Rica, quel Paulo Wanchope autore di 45 gol in 73 presenza in maglia rossoblu, e il giovane Joel Campbell, astro nascente della compagine centroamericana. I due si somigliano certamente per il fisico esplosivo, la capacità di rendersi pericolosi partendo da lontano. Wanchope però non è mai riuscito ad arrivare dove è giunto il giovane Joel – in comune tra loro anche l’esperienza col calcio inglese, a lungo oltremanica Paulo con le maglie di Derby County, West Ham e Manchester City, di proprietà dell’Arsenal il giovane rampollo della dinastia calcistica costaricana -, ovvero a giocarsi gli ottavi di finale dopo aver dominato il girone più insidioso della competizione, addirittura con la possibilità concreta di approdare ai quarti. Joel Campbell, classe ’92, ha già segnato 10 gol con la maglia della Nazionale. Wanchope è nel mirino, ma siamo convinti che in caso di sorpasso sarà contento lo stesso.

Grecia: Samaras-Charisteas

Due attaccanti atipici, due spilungoni (191 cm Samaras, 193 cm Charisteas) forti nel gioco aereo, due prime punte con la capacità fisica e morale di sacrificarsi per il bene della squadra. Angelos Charisteas è l’eroe dell’Europeo 2004, suo il gol in finale contro il Portogallo. Finora abbiamo presentato tutti paragoni tra giocatori che potevano far sognare, ma per un motivo o per l’altro non sono mai arrivati fino in fondo. Ecco, Charisteas c’è arrivato, con la miracolosa Grecia di Otto Rehhagel. Da lì in poi per qualsiasi calciatore greco misurarsi con gli eroi di quella competizione è dura, durissima, si tratta di scalare l’Olimpo a mani nude. Giorgos Samaras non è proprio un goleador, ma segnando il rigore al 93′ contro la Costa d’Avorio ha dimostrato di poter essere decisivo, e di avere gli attributi necessari per giocarsi un ottavo di finale. Comunque vada tra Grecia e Costa Rica, ai quarti ci sarà una sorpresa.

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