Cosa ricorderemo di questa XIV giornata dei Mondiali

La frustrazione malcelata di Capello Con i suoi giocatori deve comunicare tramite un interprete, con gli arbitri è costretto a usare l’inglese per lamentarsi di un rigore (giustamente) non dato. E adesso appaiono chiari i motivi per cui ha scelto Panucci come assistente: almeno qualcuno con cui poter bestemmiare nella lingua madre serviva. La sua selezione sembrava la scontata candidata al ruolo di seconda dietro al Belgio, già campione mondiale di hype, e invece quasi per miracolo arriva terza, evitando il cucchiaio di legno. Ha puntato tantissimo sulla punta Kokorin, che si è sbloccata solo all’ultima gara, a discapito di Kerzhakov e Dzagoev, i veri valori aggiunti di questa Russia. Non nascondiamo comunque il nostro desiderio di vedere Don Fabio al posto di Prandelli.

La prima volta non si scorda mai! E’ la prima volta che una squadra di matrice araba arriva agli ottavi, e non si può certo dire che l’Algeria non abbia meritato. Il tifoso medio italiano è ancora lì a chiedersi come sia possibile che una squadra senza nessun fenomeno sia agli ottavi, e noi no, ma se (come abbiamo fatto noi) avessero visto le partite, avrebbero constatato che gli uomini di Halilhodzic saranno anche semisconosciuti, ma hanno un gioco corale e una fisicità che Balotelli, Pirlo, Buffon, De Rossi e gli altri azzurri possono solo sognarsi. Sfortuna vuole che debbano incontrare la Germania, in un ottavo dal risultato quasi scontato: ma questo è il Mondiale delle sorprese, ricordatevelo…

“E’ bravo, ma non si applica” La frase che ognuno di noi si è sentito dire dai professori di qualsivoglia livello scolastico è perfetta per descrivere questo Belgio. Anche chi scrive in questo momento è un fervente innamorato di questa Nazionale, qualificatasi magnificamente a quest’edizione del Campionato del Mondo, e che ha tutte le carte in regola per arrivare almeno ai quarti. Eppure poche squadre sono in grado di innervosire tanto. Hanno tutti i mezzi per diventare strabordanti, ma complice anche un Hazard in formato Messi (che vuole tutte le palle su di sè e rallenta la manovra), i Red Devils hanno vinto a fatica ogni gara. Alla prima Wilmots ha avuto la meglio dell’Algeria solo grazie ai cambi, e alla poca mira sottorete dei magrebini; contro la Russia è bastata l’inezia sovietica in attacco e un’invenzione proprio di Hazard all’80°; ieri Vertonghen ha rischiato di mandare sul palo la palla del gol, non fidandosi troppo del suo piede da mastro fabbro della retroguardia. Hanno comunque collezionato 9 punti, ma se continuano a giocare con questa supponenza, avranno vita breve contro gli Stati Uniti.

Another one bites the dust Dopo Suarez (per problemi psichici), Balotelli e tutta la Spagna, Aguero (infortunio) e Rooney, senza contare anche tutti i campioni che questo Mondiale non l’hanno nemmeno cominciato, anche il Pallone d’Oro in carica se ne torna a casa. Schiavo di una Nazionale troppo inferiore al suo livello, e di compagni che si affidano troppo a lui, Cristiano Ronaldo si deve accontentare di una sola vittoria ed un solo gol, oltretutto all’ultima giornata. D’altronde, l’occasione di lasciare il segno con questa Nazionale l’ha persa già nel 2004, quando arrivò a 90 minuti dalla vittoria nell’Europeo casalingo, e difficilmente gli ricapiterà. Si consoli così: Maradona ha vinto 2 Mondiali, ma neppure un Pallone d’Oro.

L’endorsement di Muntari e Boateng Esattamente un giorno dopo l’invettiva anti-razzista di Balotelli (“Gli africani non scaricherebbero mai un loro fratello”), i due ghanesi uniti anche dal rossonero hanno pensato bene di confermare le sue parole prendendosi a botte, litigando poi anche col ct Appiah e con un delegato FIFA. Voci di corridoio dicono di un Sulley talmente incazzato da inseguire il delegato per tutto il ritiro africano con una bottiglia rotta in mano. Se ve lo state chiedendo, vi rispondiamo noi: sì, Galliani ha appena rinnovato a questo fenomeno a 2,8 netti per 3 anni.

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