Brasile 2014 – Il pagellone degli Azzurri

Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, esperti di qualsiasi materia a seconda della necessità.
Ci sono le elezioni? Improvvisamente siamo tutti esperti di politica e in grado di costruire la miglior squadra di governo. Un efferato e complicato delitto sconvolge l’Italia intera? CSI, Perry Mason e la Signora in Giallo non sono nemmeno degni di allacciarci le scarpe, nessuno ne sa più di noi riguardo DNA, scene del crimine, raccolta di indizi, cavilli legali, prescrizioni, appelli, corsi e ricorsi. E che dire di quando un ct sceglie i 23 con cui andare ad una manifestazione internazionale? Noi ne sappiamo più di lui, almeno mezza rosa era da lasciare a casa, se quei soldi li davano a me era meglio.

Per questo dobbiamo ringraziare l’Uruguay (oltre che per le dimissioni di Abete): grazie al gol di Godin, finalmente non saremo più costretti ad ascoltare 60 milioni di allenatori – anche gente che fatica a distinguere i colori delle maglie in campo – che si sentono in dovere di esprimere la propria opinione. Limitiamoci quindi a redigere un bel pagellone di questa fallimentare spedizione azzurra.

Buffon 6,5 Nonostante l’età, gli infortuni e i recenti problemi sentimentali (veri o presunti), il capitano è ancora il punto di riferimento di questa Nazionale, basta vedere come incitava i compagni durante la gara d’esordio, saltata per un problema (ancora una volta) alla schiena. Rientra con la Costa Rica, e non demerita; ieri sembrava ringiovanito di 10 anni per reattività e istinto. Le ultime dichiarazioni sono velatamente (e volutamente) indirizzate a Balotelli, a dimostrazione di come SuperMario sia un giocattolo in mano dei giornalisti: loro l’hanno costruito, loro lo distruggeranno.

Sirigu 7 Come Marchetti nel 2010, anche lui si trova in campo quasi all’improvviso, dovendo sostituire Buffon. Sul gol dell’Inghilterra non ha colpe, mentre ha grossi meriti nel disinnescare tutti i tentativi di Sturridge, Rooney e altri sudditi della Regina. Buon per lui che sia andato a giocare a Parigi, qui in Italia starebbe marcendo sulla panchina di una grande o dovrebbe abbassarsi 3-4 volte ogni partita per raccogliere i palloni.

Abate 4 E’ inconcepibile, a 27 anni, giocare stabilmente in Serie A, oltretutto al Milan – nel ruolo che fu di Cafu e Tassotti tra gli altri – e non saper (nell’ordine) stoppare un pallone; crossare non dico sulla testa dell’attaccante, ma perlomeno dalle parti dell’area piccola; fare una diagonale difensiva. Non è da Nazionale, potrebbe dimettersi pure lui dopo il quasi omonimo Abete.

Barzagli 6,5 E’ il miglior difensore italiano, senza se e senza ma, e dietro lui c’è la stessa folla presente ad un’anteprima di un nuovo Cinepanettone. Più che la squadra, difende la propria dignità: gli altri mollano, lui no. Contro l’Uruguay, è l’unico che continua a mordere le caviglie a Cavani e Suarez fino alla fine. Purtroppo è nato nel 1981, e difficilmente lo rivedremo in Nazionale, e ancor più difficilmente avremmo mai pensato di spendere tante lodi per Barzagli.

Bonucci 4,5 Chi scrive non lo ama, non l’ha mai amato e difficilmente lo apprezzerà in futuro. A 27 anni, dopo 5 stagioni da titolare in A, non dimostra ancora la sicurezza tipica che dovrebbe ostentare chi gioca in quel ruolo. Senza i fidati compagni bianconeri affianco, sembra un pesce fuor d’acqua. Fortunatamente per noi ha giocato poco, ma si è notato comunque: Godin ringrazia ancora per la non-marcatura sul calcio d’angolo che ha portato al gol-vittoria.

Chiellini 5 E’ arrivato anche lui acciacato, ritrovandosi accerchiato da una manica di pusher che già sognavano affari d’oro per via del suo naso. Nella prima partita è stato schierato terzino sinistro, ruolo che ricopriva ad inizio carriera, ma dopo 7 anni da centrale non ha più le misure: “Prandelli lo deve far giocare centrale!”, dissero il giorno dopo, e così fu contro Costa Rica e Uruguay. E giocò ancora peggio. Non cede alle avances di Suarez, troppo aggressivo per i suoi gusti.

Darmian 7 Una delle migliori sorprese di questa spedizione in Sud America. Il giorno dopo le convocazioni di Prandelli, mezza Italia mediatica (e di conseguenza tutti coloro che prendono per oro colato ciò che viene scritto sui giornali) rideva di lui, in quanto sconosciuto e ritenuto non all’altezza (Baggio e Del Piero chi erano prima di diventare campioni?). Dopo la prima gara, tutti ai suoi piedi con il più classico e scontato dei voltagabbana: ancora una volta, i campioni mondiali del trasformismo di giolittiana memoria siamo noi. Gioca così bene sulla destra contro gli inglesi, che il ct pensa bene di spostarlo a sinistra nella gara successiva, per far giocare Abate al suo posto. Tranquillo Mattia, quella fascia sarà tua.

De Sciglio 5,5 Gli italiani si dividono in due categorie: quelli che vorrebbero in squadra solo campioni affermati e noti in ogni angolo del mondo; quelli che appena un imberbe ragazzino (magari minorenne) esordisce con la Prima squadra, si squagliano e cercano subito di paragonarlo ad un grande del passato, designandolo come degno erede. Ecco, con De Sciglio è andata come nel secondo caso: ha esordito giovanissimo 3 stagioni fa, quando il Milan era già nella fase di declino culminata con la pessima gestione dell’affaire Seedorf, ha inanellato una serie di prestazioni positive (non certo superlative) e adesso vivrà di rendita per altri 2 anni. Ha comunque fatto una figura migliore di Abate.

Paletta 4,5 Chiariamo subito un nodo cruciale: nel calcio, come nella vita, non si può vivere col senno di poi, quindi nessuno può dire come sarebbe stato Ranocchia al suo posto. Perchè l’interista è l’unico altro difensore centrale che Prandelli avrebbe potuto portare, non se ne salva nessun’altro nella scuola italiana che una volta era famosa per partorire i migliori difensori del mondo. Con la maglia del Parma, l’argentino con i capelli più brutti di una perifrasi di Cassano è uno dei migliori centrali da alcuni anni a questa parte. Sfruttando i soliti cavilli giudiziari, siamo riusciti a naturalizzarlo italiano, e la superba prestazione all’esordio in azzurro gli è valsa automaticamente il biglietto per Rio: quella sera annullò Diego Costa, qui ha fatto fatica a stare dietro a Sturridge e Sterling. Sfiga vuole che Gabriel viva nell’era dei social network, uniti nel percularlo.

Candreva 6 Media esatta tra il 7 ottenuto contro la nazionale di Hodgson e il 5 contro i Ticos. Con Darmian se la intende alla perfezione, sarà che tra giocatori normali con una reputazione normale ci si capisce meglio. Contro la futura vincitrice del girone soffre molto di più, anche perchè a coprirlo dietro c’è l’androgino Ignazio, uno che offre sicurezza solo quando si deve andare in un solarium. A 27 anni è giunto nel fulcro della sua carriera, ed anche lui è un nome su cui costruire la squadra per gli Europei del 2016.

De Rossi 5,5 Gioca solo una gara, e la gioca pure bene, ma rovina tutto con le dichiarazioni di ieri, in perfetta linea con quelle del capitano. Non può ergersi ad esempio morale, visti i molti gesti anti-sportivi compiuti nel corso della carriera (su tutti la gomitata a McBride nel Mondiale di 8 anni fa). Tuttavia, dobbiamo riconoscergli il merito di aver cancellato Gerrard dal campo.

Marchisio 6 Segna un gol molto più bello di Balotelli, ma tra lui e il milanista si sa chi fa vendere di più i giornali. Anche lui crolla nella sconfitta contro il Costa Rica, prima fisicamente che tecnicamente. Ieri è stato uno di quelli più in palla, solito motorino inesauribile tra centrocampo e attacco, ma un arbitro troppo severo ha deciso di punirlo oltremodo: il fallo c’era, evidentissimo, ma privo di cattiveria, il giallo sarebbe bastato.

Thiago Motta 4 Si è lamentato del caldo brasiliano, lui che lo è di nascita e che ha vissuto lì fino a 15 anni fa.

Parolo 5,5 Si è messo in mostra come uno dei centrocampisti più dinamici del campionato, viene schierato solo all’intervallo dell’ultima gara, oltreutto al posto di un attaccante, quasi a firmare la resa davanti al nemico. E’ ancora in tempo per disputare un buon Europeo tra 2 anni, dove speriamo di vedere anche Bonaventura e Florenzi.

Pirlo 6,5 “Se non puoi correre tu, fai correre la palla, lei non suda” diceva qualcuno di cui non ricordo il nome. Questo è stato il mood del Pallone d’Oro sul campo (per gli juventini), che a 35 anni era completamente inadeguato per temperatura e caratteristiche termo-dinamiche. Ma è tuttora il centro attorno a cui ruota l’intera squadra, quindi imprescindibile. Esclusi i gol di Balotelli e Marchisio, tutti gli altri (pochi) tiri in porta sono arrivati dal 21 bianconero, tutti su punizione. E’ stato bello, grazie di tutto, ma crediamo che il Verratti visto ieri sia più che pronto a raccoglierne il testimone.

Verratti 6,5 In una formazione che giocava solo per lo 0-0 (eresia calcistica), lui è stato l’unico ad andare contro corrente, il Johnny Rotten del nostro centrocampo. Deve raffinarsi, soprattutto da un punto di vista mentale e caratteriale, anche se non serve un lavoro invasivo: una volta sistemati alcuni istinti pienamente comprensibili vista la giovane età, il metronomo del PSG diventerà il nuovo padrone della mediana azzurra. In faccia a chi non credette in lui 2 anni fa.

Balotelli 5,5 Prandelli ha capito troppo tardi che il milanista gioca meglio con un compagno accanto, e l’ha capito solo prima dell’ultima gara, con il duo d’attacco che non aveva mai giocato assieme prima. Contro l’Inghilterra infila in rete di testa e ci va vicno con un bel tiro defilato, contro la Costa Rica sbaglia 2 gol fatti. Mezza Italia sembrava quasi non aspettare altro per continuare ad addossare a lui qualsiasi colpa, foss’anche l’allargamento del buco dell’ozono. Mi dispiace, su quel carro noi non saliamo. Mario ha sbagliato, è vero, ma per tutta la seconda gara si è sbattuto da solo contro la difesa centramericana, con i compagni che sembravano quasi godere nel vederlo andare a sbattere contro un muro. Alla fine di un Mondiale in cui ha dimostrato ancora di trasformarsi con la maglia azzurra addosso, è stato scelto come capro espiatorio dalla vecchia guardia (Buffon e De Rossi su tutti): nonostante tutti i difetti del 45 rossonero (presuntuoso, arrogante, nervoso), è vergognoso l’attacco rivoltogli dai compagni e addirittura dal ct, che fino a poche settimane prima lo riteneva l’unico attaccante imprescindibile per questa Nazionale. Mario non è un campione, non lo è mai stato e difficilmente lo sarà: è semplicemente un giocattolo in mano ai media, che l’hanno costruito ad hoc quando esplose a soli 17 anni, e che lo distruggeranno altrettanto facilmente quando il suo nome non servirà più a vendere. Quando lo capirà e si ribellerà, potrà finalmente maturare.

Cassano 4 Questo Mondiale è stato quasi un premio alla carriera, nonostante le buone prestazioni in terra emiliana. Il clima brasiliano è quanto di più lontano possa esistere dai suoi standard atletici, ma l’atmosfera che si respira fuori dallo stadio è manna dal cielo. Mossa della disperazione contro Costa Rica e Uruguay, se nel primo caso possiamo capirlo (il titolo di “miglior piede” se lo giocano lui e Pirlo), nel secondo no. Certo, è in grado di tenere palla più di Balo, ma in 10 contro 11 metterne un altro che gioca da fermo si è rivelato contro-producente.

Cerci 5 Resterà solo un sogno il personale desiderio di chi scrive: vedere un tridente Cerci-Insigne-Immobile agli ottavi (causa squalifica di Mario), così da esaltare il gioco veloce tanto decantato (e mai praticato) da Prandelli. Si gioca malissimo le sue chances nella seconda gara, sparando in Argentina i pochi palloni che gli capitano sui piedi. Fortuna sua (e nostra) è giovane, oltre che uno dei talenti più fantasiosi rimasti in Italia: deve solo trovare quella continuità che in carriera non ha mai trovato.

Immobile 4,5 Deve quasi ringraziare Balotelli che, attirando su di sè tutti gli affamati giornalisti, lo salva da una gogna mediatica quasi certa. Capocannoniere dell’ultimo campionato, passaggio al Borussia Dortmund per oltre 20 milioni di euro, e tutto ciò che si porta a casa dal Brasile sono i 1567 fuorigiochi collezionati in 3 gare? Gioca troppo largo, non si avvicina minimamente alla porta, e non riesce a tenere un pallone che sia uno. Urbano Cairo ha già mandato una mail a Dortmund per ringraziarli nell’averlo acquistato prima di questi disastrosi Mondiali.

Insigne 5 Prandelli non ha mai creduto in lui, altrimenti non gli avrebbe riservato solo quella mezz’ora scarsa contro la Costa Rica. Il napoletano è veloce, ha un ottimo dribbling e un destro superbo, ma non è ancora il giocatore in grado di cambiare le partite da solo. Visto il minutaggio bassissimo (idem per Cerci), tanto valeva portare via Pepito Rossi.

Aquilani, Perin sv Attendiamo ansiosi l’album su Facebook di queste brevi vacanze in Brasile.

All. Prandelli 4,5 La sua storia da ct può essere rappresentato con una curva che cresce, fino a raggiungere il culmine della finale di Euro 2012, ma poi improvvisamente cambia verso e crolla fino al minimo storico, toccato ieri. Dopo il disastro di Lippi, Cesare da Orzinuovi fu presentato come l’uomo nuovo del calcio italiano, colui che sarebbe stato in grado di farlo rinascere a colpi di calcio spettacolo (basta con il catenaccio che ci rappresenta da sempre) e codice etico. E non scendiamo nei panni di quest’ultimo, troppo è stato detto e troppo ci sarebbe da dire. Col senno di poi, ha sbagliato diverse cose in questi Mondiali. Innanzitutto ha cambiato 3 moduli in 3 partite, contando sull’apprendimento automatico delle sinergie di gioco da parte dei suoi; ha sottovaluto l’impatto ambientale sul fisico di atleti non più freschissimi; non ha portato un singolo terzino/laterale mancino, preferendo adattare De Sciglio e Darmian, che già in campionato hanno mal sopportato il cambio di fascia; non potrà mai giustificare perchè ha preferito Thiago Motta e/o Aquilani a gente come Florenzi, più fresca e motivata; ha fatto giocare Cerci per 21 minuti circa, e Insigne per 33: tanto valeva portare Rossi e rischiare il modulo con lui e Balo davanti, come fatto nelle ultime amichevoli; inconcebile giocare per lo 0-0 come fatto contro l’Uruguay, e inconcepibili anche i suoi cambi. Se non altro, ha fatto meglio di 4 anni, quando uscimmo con 2 punti e 0 vittorie. Con le sue dimissioni dimostra onore e dignità, è in fondo un signore.

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