Le pagelle Cesarine. Girone A: Brasile-Croazia

BRASILE 

Pubblico 9: Dalle nostre latitudini l’inno nazionale è poco più che un proposito per il futuro. Domani lo imparo va per la maggiore, ma si difende bene anche “io già un po’ lo so: Frateeelli d’Italiaaa nannaaaa nannaaaa”. In attesa che aprano corsi serali di sano (di quello becero ne abbiamo anche troppo) nazionalismo, prendiamo spunto dai brasiliani: stadio completamente giallo e inno cantato a squarciagola. Da brividi.

Oscar 8: I bei tempi del futbol bailado a centrocampo sono finiti e il Brasile si ritrova il centrocampo più scarso dal 1938 ad oggi. Le idee latitano, il possesso palla è sterile. Oscar è l’unico che sembra avere un nervo che collega il piede alla mente. Se non fosse stato per lui e Nishimura, saremmo a commentare uno striminzito pareggio.

Neymar Jr. 7: Gli si chiedeva il goal e lui ne ha fatti due. La buona stella lo assiste: sul primo vuole malignità che più che il colpo di biliardo poté Pletikosa. Il calcio di rigore è quasi sbagliato. A San Paolo diranno che ha piegato le mani al portiere, a Zagabria si chiederanno se Pletikosa è anche una marca di burro. Per il resto tanta abnegazione alla causa e pochi guizzi. Ma segna e per ora può bastare.

Dani Alves 5: La squadra è contratta, le geometrie di centrocampo sono affidate alla 4°B della scuola geometri “Falcao” di Rio e Neymar deve scendere nella propria metà campo per giocare palloni. Ci si aspetterebbe, quindi, una maggiore spinta offensiva dei terzini. Manco per le palle, dice il buon Dani. Per chi mi hanno preso, aggiunge, mica sono Cafù, io.

Nishimura 4: Che non è naturalizzato brasiliano, ma giapponese al 100%. Però lo mettiamo tra i verdeoro perché siamo convinti che la svolta della partita è stata il suo gesto di indicare il dischetto dopo il mancamento di Fred in area di rigore. Se il buongiorno si vede dal mattino…

CROAZIA 

Modric 7: L’unico brasiliano sulla mediana è il centrocampista croato del Real Madrid. Un giocatore fantastico, personalità, tecnica, fondo, idee. Si dice che a fine primo tempo i brasiliani abbiano tentato di corromperlo per fargli giocare il secondo tempo in maglia verdeoro. Dopo il suo niet hanno quindi puntato sul più malleabile Nishimura.

Rakitic 7: Se Modric è brasiliano Rakitic è l’erede del calcio totale olandese. Uomo ovunque, perfino nella capigliatura ricorda gli assi orange degli anni settanta.

Vrsaljko 6.5: Piedi grami, tanta corsa e botte da orbi. C’è poco da fare, noi italiani abbiamo un debole per i fabbri prestati alla fascia.

Nico Kovac 6: Antico proverbio croato dice: capello ordinato, squadra ordinata. Boiate a parte, il brillantinato Ct croato disegna un perfetto 11 anti-Brasile. Il suo errore è non mettere nessuno a guardia di Nishimura. Gli costa la partita.

Pletikosa 4: Anni fa, quando raccoglievo le patate con mia nonna se mostravo una qualche ritrosia a chinare la schiena solertemente ella mi apostrofava così: “A te ti hanno fatto la schiena di legno che ti ci vuole mezzora a chinarti?” Mi sono sempre chiesto come si potesse avere una schiena di legno. Poi ho conosciuto Pletikosa e tutto mi è chiaro.

 

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